Curiosità
Rio de Janeiro: la capitale mondiale del sesso dove quantità e sperimentazione dominano
Con 10 punti su 10, Rio de Janeiro conquista il primato come città dove si fa più sesso, ma non brilla in soddisfazione né sicurezza. Seguono Parigi, Los Angeles e Ibiza per intrattenimento e apertura mentale, mentre le città del Nord Europa dominano in tolleranza.
Sogni una città dove incontrare qualcuno e fare sesso sia quasi una garanzia? Prepara le valigie, perché non sarà sufficiente restare in Italia. Secondo un’indagine del portale Lazeeva, Rio de Janeiro è la città dove si fa più sesso al mondo, superando metropoli come Parigi, Londra e Los Angeles. La ricerca ha coinvolto oltre 450mila persone tra i 18 e i 70 anni, analizzando numerosi parametri, dai dati forniti da Ministeri della Salute e Organizzazioni mondiali, fino alla tolleranza e soddisfazione sessuale.
Il trionfo di Rio de Janeiro
La città brasiliana si è aggiudicata un punteggio perfetto: 10 su 10. Conosciuta per il suo spirito festoso e le spiagge affollate, Rio domina per apertura alle sperimentazioni e frequenza degli incontri. Tuttavia, nonostante l’abbondanza, la soddisfazione sessuale degli abitanti non è altrettanto alta: il quinto posto in questa categoria suggerisce che a volte la quantità può andare a discapito della qualità.
Accanto a Rio, spiccano Parigi (9.9 su 10) e Los Angeles (9.8 su 10), mentre Ibiza, con il suo punteggio di 9.7, dimostra che anche una piccola isola può competere con le grandi città. E l’Italia? Non brilla particolarmente: Roma si ferma all’83° posto e Milano al 92°.
Le città con più soddisfazione sessuale
Se Rio domina per quantità, Bruxelles primeggia per soddisfazione sessuale, seguita da Varsavia, Amsterdam e Utrecht. In queste città, sembra che l’attenzione alla qualità delle relazioni sia prioritaria rispetto alla frequenza degli incontri.
Le città più tolleranti e aperte
L’indagine di Lazeeva ha stilato anche una classifica delle città più tolleranti, dove Helsinki occupa il primo posto, seguita da Oslo, Bergen e Stoccolma. Londra, invece, si distingue come città più inclusiva per la comunità LGBTQ+, seguita da Toronto e Berlino. In Italia, Roma e Milano ottengono punteggi piuttosto bassi, rispettivamente 4.5 e 4.1 su 10.
Quando si tratta di sperimentazione sessuale, invece, Los Angeles si conferma come la città più aperta, superando Sao Paulo e Las Vegas. Al contrario, le città più conservatrici si trovano vicine a noi, tra Austria e Germania, con Berlino che rimane un’eccezione per la sua apertura mentale.
Sicurezza e anticoncezionali: un punto debole per Rio
La sicurezza non va trascurata, soprattutto in un contesto di alta attività sessuale. L’indagine rivela che Cina e Inghilterra sono le nazioni dove è più facile reperire anticoncezionali. In Cina, città come Pechino e Shanghai raggiungono il massimo punteggio per la sicurezza sessuale, mentre in Inghilterra svettano Londra, Manchester e Birmingham.
Rio de Janeiro, al contrario, ottiene solo 4.5 su 10 in questa categoria. Se la capitale del sesso può garantire avventure memorabili, chi la visita farebbe bene a prendere tutte le precauzioni necessarie per proteggere la propria salute.
Il sesso come termometro culturale
Le classifiche non raccontano solo storie di avventure o statistiche, ma riflettono anche le culture, le priorità e i valori delle città e dei loro abitanti. Da Rio de Janeiro con la sua esuberanza, a Bruxelles con la sua attenzione alla qualità, ogni luogo offre una prospettiva unica sul rapporto con la sessualità.
Che tu sia alla ricerca di esperienze nuove o semplicemente curioso, il viaggio è sempre un’ottima scusa per scoprire di più su come il mondo vive l’amore e le sue infinite sfumature.
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Curiosità
In vendita la casa di “Mamma ho perso l’aereo”
Un’icona del cinema in vendita
La celebre casa della famiglia di Kevin McAllister del film “Mamma ho perso l’aereo“ è stata messa sul mercato questa settimana. Situata nel sobborgo di Chicago, a Winnetka, Illinois, questa dimora iconica può essere acquistata per 5,25 milioni di dollari. Se siete fan del classico natalizio, questa è un’opportunità unica per possedere un pezzo di storia cinematografica.

Una casa storica con un tocco moderno
La casa, costruita nel 1921, misura 848 metri quadri e viene offerta dal gruppo immobiliare Dawn McKenna di Coldwell Banker Realty. Un video condiviso dal gruppo su Instagram il 24 maggio descrive l’immobile come “un pezzo di storia americana”, mettendo in risalto le sue trasformazioni lussuose rispetto alla versione originale vista nel film del 1990.


Un interno completamente trasformato
Anche se l’esterno della casa mantiene il suo affascinante stile georgiano, l’interno è stato completamente rinnovato per concentrarsi sul lusso moderno. Nel film, Kevin McAllister, interpretato da Macaulay Culkin, viene lasciato accidentalmente solo mentre la sua famiglia è in vacanza a Parigi e deve difendersi da due ladri maldestri la vigilia di Natale.

Dal film alla realtà
Nel video del Dawn McKenna Group, si vede una scena iconica di Kevin che scivola giù per le scale con una slitta, che nel film erano ricoperte di moquette rossa. Oggi, quelle stesse scale sono scintillanti e rivestite in legno pregiato. La soffitta, che nel film era buia e spaventosa, è stata trasformata in una luminosa suite dotata di un bagno completo con vasca.

Spazi aperti e design moderno
I cambiamenti più significativi riguardano la ristrutturazione degli interni, che ha comportato la rimozione di muri per creare spazi aperti e ariosi. La cucina, che nel film era buia e tappezzata, è stata trasformata in una cucina gourmet con doppie isole, perfetta per intrattenere gli ospiti.

Aggiunte di lusso
Oltre alle trasformazioni interne, la casa offre una serie di aggiunte eleganti e moderne. Tra queste, una spaziosa veranda, un ampio campo sportivo nel seminterrato, una palestra completamente attrezzata e un cinema all’avanguardia. La casa è stata persino inserita su Airbnb per una notte nel 2021, offrendo ai fan del film un’esperienza unica.

Un sogno che diventa realtà
Possedere la casa di “Mamma ho perso l’aereo” significa non solo vivere in una dimora storica, ma anche godere di comfort e lusso moderni. Se siete alla ricerca di una casa che combina nostalgia cinematografica e raffinatezza contemporanea, questa proprietà potrebbe essere il vostro sogno che diventa realtà.
Curiosità
La chitarra di Kurt Cobain in “Smells Like Teen Spirit” va all’asta: stimata fino a 5 milioni di dollari
Lo strumento usato nel videoclip più iconico dei Nirvana è il pezzo di maggior valore della collezione di Jim Irsay. Secondo Christie’s potrebbe diventare la chitarra rock più cara mai venduta.
La chitarra suonata da Kurt Cobain nel video di Smells Like Teen Spirit andrà all’asta il mese prossimo, con una stima che potrebbe arrivare fino a 5 milioni di dollari. Si tratta della Fender Mustang del 1966 utilizzata nel videoclip che ha segnato l’esplosione del grunge e cambiato per sempre la storia del rock.



Lo strumento fa parte di una collezione privata di cimeli musicali considerata tra le più importanti al mondo, appartenente a Jim Irsay, ex proprietario della squadra Nfl degli Indianapolis Colts. Un insieme di chitarre, batterie e manoscritti che racconta l’intero Novecento musicale attraverso i suoi protagonisti.
La Fender Mustang, simbolo di una generazione
Secondo gli esperti di Christie’s, la chitarra di Cobain è il pezzo di maggior valore dell’intera collezione. “È una chitarra talismanica per le persone della mia generazione che hanno vissuto il grunge”, ha spiegato Amelia Walker, responsabile londinese delle collezioni private e iconiche della casa d’aste. “Smells Like Teen Spirit è stato l’inno di quella generazione. Quel video è davvero iconico”.
Il videoclip, ambientato in una palestra scolastica trasformata in un caos liberatorio, è diventato una delle immagini più riconoscibili degli anni Novanta. La Mustang di Cobain, scelta controcorrente rispetto alle chitarre “classiche” del rock, è oggi considerata un oggetto simbolo, più che un semplice strumento.
Una collezione che attraversa la storia della musica
Accanto alla chitarra di Cobain, la collezione di Irsay comprende strumenti suonati da Dave Gilmour, Jerry Garcia, Eric Clapton, John Coltrane e Johnny Cash.
Ma il cuore della raccolta è dedicato ai The Beatles. Tra i pezzi più preziosi figurano i testi manoscritti di Hey Jude e chitarre suonate da John Lennon, Paul McCartney e George Harrison.
“È corretto dire che questa è la più importante collezione dei Beatles mai assemblata da qualcuno che non facesse parte della band”, ha sottolineato Walker.
La batteria di Ringo e l’Ed Sullivan Show
Tra i lotti più iconici c’è anche la batteria Ludwig di Ringo Starr, quella che accolse visivamente i 73 milioni di americani sintonizzati su The Ed Sullivan Show il 9 febbraio 1964, data che segnò lo sbarco definitivo dei Beatles negli Stati Uniti. La stima per la batteria si aggira intorno ai 2 milioni di dollari, mentre le chitarre dei Fab Four potrebbero superare il milione ciascuna.
Un’asta che va oltre il collezionismo
Secondo Christie’s, l’asta newyorkese non è solo un evento per collezionisti, ma un momento di sintesi culturale. Se le stime saranno confermate, la chitarra di Cobain potrebbe diventare uno degli strumenti musicali più costosi mai venduti, certificando definitivamente il passaggio del grunge da controcultura a patrimonio storico.
A più di trent’anni dall’uscita di Smells Like Teen Spirit, quella Fender Mustang continua a parlare. Non su un palco, ma nel linguaggio del mito e del mercato. Un oggetto che racconta un’epoca e che, ancora oggi, conserva intatto il suo potere simbolico.
Curiosità
Betty Boop e Topolino “liberi” dal 2026: cosa cambia davvero con l’ingresso nel pubblico dominio
Un passaggio storico per la cultura pop: Betty Boop e Topolino entrano nel pubblico dominio con le loro prime rappresentazioni, insieme a opere di Agatha Christie, William Faulkner, classici del cinema e brani immortali. Ma attenzione: solo le versioni originali del 1930 sono realmente “libere”, mentre tutte le evoluzioni successive restano protette dal copyright. Gli esperti spiegano che è un passaggio fondamentale per la creatività e per la possibilità di reinventare il patrimonio culturale.
Dal 2026 una fetta importante dell’immaginario del Novecento diventa di pubblico dominio. È il momento di Betty Boop e di una nuova serie di cartoni di Topolino del 1930, che entrano ufficialmente tra le opere liberamente utilizzabili, aprendo scenari interessanti per il mondo dell’arte, dell’intrattenimento e della creatività. Insieme a loro, numerosi romanzi, film e brani musicali usciti in quell’anno, destinati a una nuova vita.
Personaggi iconici, ma con molti paletti
L’annuncio riguarda prima di tutto la celebre Betty Boop, simbolo della femminilità frizzante degli anni ruggenti, e nuove apparizioni del Topolino delle origini, quello ancora in bianco e nero, con il design essenziale dei primi corti animati. Entrano nel pubblico dominio anche altre figure legate al mondo Disney, come Rover, il cane che più tardi diventerà Pluto. Ma il punto cruciale è uno: si tratta esclusivamente delle versioni del 1930. Qualsiasi evoluzione grafica o narrativa successiva resta ancora protetta dal copyright.
Un tesoro culturale che si riapre
Insieme ai personaggi animati, diventeranno libere opere letterarie di primo piano come “Mentre morivo” di William Faulkner e “La morte nel villaggio” di Agatha Christie, oltre ai primi romanzi di Nancy Drew e classici per bambini come The Little Engine That Could. Anche il cinema riacquista pezzi di storia: tra i titoli in lista “Niente di nuovo sul fronte occidentale” del 1930 e “Animal Crackers” dei Fratelli Marx.
Sul fronte sonoro, entrano nel dominio pubblico registrazioni del 1925 e composizioni del 1930, tra cui brani entrati nella leggenda: “Georgia on My Mind” e “Dream a Little Dream of Me”, insieme alle incisioni storiche di artisti come Bessie Smith e Marian Anderson.
Perché è importante
Gli esperti sottolineano che questo passaggio è vitale per la cultura contemporanea. Senza pubblico dominio non ci sarebbero rivisitazioni, reinterpretazioni, nuove opere ispirate a quelle del passato. La creatività si alimenta di ciò che è stato e ora scrittori, illustratori, registi e musicisti avranno uno spazio più ampio su cui lavorare, senza rischi legali e senza costi proibitivi.
Resta comunque necessaria prudenza: ogni utilizzo dovrà rispettare i limiti temporali e le versioni davvero liberate, per evitare di confondere originali e reinterpretazioni successive, ancora coperte da copyright. Ma il mondo della cultura ha già iniziato a guardare a questo 1930 che torna improvvisamente attuale.
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