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Lifestyle

Le radici dell’anima: perché le amicizie significative sono così importanti

Le amicizie significative sono cruciali per il nostro benessere emotivo e fisico. Cosa ne ostacolano la costruzione e come aiutano a capire meglio chi siamo veramente, mostrandoci diverse sfaccettature della nostra personalità e ampliando la nostra identità.

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    Le amicizie sono come i colori di un arcobaleno: variopinte, uniche e indispensabili per illuminare la nostra vita. Ma non tutte le amicizie sono uguali. Alcune sono come stelle cadenti, brillanti ma effimere; altre, invece, sono come fari nella notte, costanti e rassicuranti.

    Le amicizie significative sono proprio queste ultime: legami profondi e duraturi che vanno oltre le semplici conoscenze. Sono relazioni che ci arricchiscono, ci sostengono e ci accompagnano lungo il cammino della vita.

    Le amicizie significative giocano un ruolo cruciale nel nostro percorso di crescita personale. Ci aiutano a comprendere meglio chi siamo veramente, poiché attraverso le interazioni con gli amici siamo esposti a diverse prospettive, opinioni e stili di vita. Questo ci consente di esplorare diverse sfaccettature della nostra personalità e di ampliare la nostra identità.

    Gli amici ci offrono sostegno emotivo e ci incoraggiano a essere autentici, permettendoci di esprimere liberamente le nostre emozioni e i nostri pensieri senza paura di giudizi. Inoltre, ci aiutano a sviluppare capacità di comunicazione e risoluzione dei conflitti, migliorando così le nostre relazioni interpersonali.

    La salute e le amicizie
    Ricerche in merito hanno dimostrato che avere una rete sociale ampia e diversificata può prolungare la vita e migliorare la nostra salute mentale e fisica. Inoltre, le amicizie ci aiutano a capire meglio chi siamo veramente, mostrandoci diverse sfaccettature della nostra personalità e ampliando il nostro senso di identità.

    Non tutte le amicizie sono benefiche
    Le relazioni amicali possono essere complesse e intrinseche di sfide. Per cambiare atteggiamento e migliorare le nostre relazioni, la psicologa ci invita a praticare la reciprocità, a dimostrare apprezzamento per i nostri amici e a essere aperti e vulnerabili. Suggerisce di superare il nostro egocentrismo che ci porta a concentrarci esclusivamente su come gli altri ci trattano, anziché sull’impatto delle nostre azioni sugli altri e ci incoraggia a credere che gli altri potrebbero apprezzarci più di quanto pensiamo e ad essere attivi nel cercare connessioni, anche se inizialmente ciò potrebbe farci sentire a disagio.

    In conclusione, coltivare amicizie sane e significative richiede impegno e consapevolezza di sé. Sviluppare una visione positiva di sé e praticare la reciprocità sono passi fondamentali per costruire relazioni soddisfacenti e gratificanti.

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      Lifestyle

      Riscaldamento di casa: conviene tenerlo acceso tutto il giorno o accenderlo a intervalli?

      Tra bollette sempre più care e attenzione ai consumi, una delle domande più frequenti riguarda l’uso corretto dei termosifoni.

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      Riscaldamento di casa

        Con l’arrivo dell’inverno e l’aumento dei costi dell’energia, torna puntuale un dubbio che divide famiglie e condomìni: è meglio tenere il riscaldamento acceso tutto il giorno a bassa temperatura oppure spegnerlo e riaccenderlo più volte? La risposta, confermata da tecnici energetici e principi di fisica, è meno intuitiva di quanto sembri.

        Il principio di base: la dispersione di calore

        Una casa perde calore continuamente verso l’esterno. Più alta è la differenza tra la temperatura interna e quella esterna, maggiore sarà la dispersione. Questo significa che mantenere l’abitazione sempre molto calda comporta una perdita costante di energia, soprattutto se l’edificio è poco isolato.

        Quando il riscaldamento resta acceso per molte ore consecutive, la caldaia o la pompa di calore lavorano a lungo per compensare queste perdite. In termini pratici, si consuma energia anche quando nessuno è in casa.

        Accendere e spegnere: consuma davvero di più?

        Un luogo comune molto diffuso sostiene che riaccendere il riscaldamento “faccia spendere di più” perché l’impianto deve lavorare intensamente per riportare la casa in temperatura. In realtà, nella maggior parte dei casi è vero il contrario.

        Spegnere o abbassare il riscaldamento quando non serve (di notte o durante l’assenza) permette di ridurre la temperatura media dell’abitazione e quindi le dispersioni. L’energia necessaria per riscaldare di nuovo gli ambienti è generalmente inferiore a quella spesa per mantenerli caldi inutilmente per ore.

        Quando conviene tenerlo sempre acceso

        Esistono però delle eccezioni. In case molto ben isolate, con cappotto termico e infissi di ultima generazione, la perdita di calore è minima. In questi casi, mantenere una temperatura costante leggermente più bassa (ad esempio 18–19 gradi) può risultare efficiente, soprattutto con impianti moderni a condensazione o pompe di calore.

        Anche i sistemi radianti a pavimento funzionano meglio con temperature stabili, perché si scaldano e raffreddano lentamente.

        Il ruolo del termostato e delle valvole

        Il vero alleato del risparmio è il termostato programmabile. Impostare fasce orarie e temperature diverse durante la giornata consente di ottimizzare i consumi senza rinunciare al comfort. Le valvole termostatiche sui termosifoni, inoltre, permettono di riscaldare solo le stanze utilizzate.

        La temperatura ideale

        Secondo le indicazioni energetiche, la temperatura consigliata in casa è di 20 gradi durante il giorno e 16–18 gradi di notte. Ogni grado in più può aumentare i consumi fino al 6–7%.

        In conclusione, accendere e spegnere il riscaldamento in modo intelligente è quasi sempre la scelta più conveniente, soprattutto nelle abitazioni tradizionali. La soluzione migliore resta adattare l’uso dell’impianto alle caratteristiche della casa, evitando sprechi e puntando su una gestione consapevole: il comfort ringrazia, e anche la bolletta.

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          Moda

          Golden Globe 2026: i look più memorabili sul red carpet

          Dai colori audaci alle silhouette classiche, ecco i look che hanno fatto parlare di sé alla cerimonia degli 83ᵉ Golden Globe Awards, tra glamour old Hollywood e tocco contemporaneo.

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            La moda ha brillato tanto quanto le stelle cinematografiche alla 83ᵉ edizione dei Golden Globe Awards: sul tappeto rosso del Beverly Hilton di Los Angeles sono sfilati abiti da sogno, dettagli di alta sartoria e scelte stilistiche che resteranno impressi nella memoria degli appassionati di fashion.

            Miley Cyrus, Jennifer Lopez, Ariana Grande, Kate Hudson, Jenna Ortega, Julia Roberts

            Eleganza e colore: i look femminili più fotografati

            Una delle protagoniste indiscusse è stata Amal Clooney, che ha catturato l’attenzione con un abito rosso intenso dal taglio classico, impreziosito da eleganti orecchini di diamanti. La scelta della tonalità e la linea avvolgente hanno valorizzato la sua presenza sofisticata.

            Emma Stone ha reinterpretato il trend del colore pastello con un ensemble giallo burro firmato Louis Vuitton, composto da top corto e gonna lunga ricamata: un look moderno che ha illuminato il red carpet e ha confermato la sua capacità di osare con stile.

            Grande impatto anche per Selena Gomez, in un abito nero Chanel impreziosito da dettagli di piume bianche, che ha unito il glamour classico allo spirito innovativo della maison. Il contrasto cromatico e il fascino Old Hollywood del look l’hanno resa tra le più fotografate della serata.

            Amal e George Clooney, Emma Stone, Aimee Lou Wood, Selena Gomez, Priyanka Chopra Jonas

            Tra gli altri outfit femminili che hanno colpito l’attenzione dei fashion editor spiccano Priyanka Chopra Jonas, in un abito blu notte con corpetto fascia e dettagli satinati, e Aimee Lou Wood, splendida in un gown nero off-shoulder con finiture barocche.

            Non mancano le interpretazioni audaci: Teyana Taylor ha puntato su un abito strutturato di Schiaparelli con tagli architettonici, mentre Zoey Deutch ha proposto un abito con pattern di nappine e dettagli audaci che hanno aggiunto energia visiva alla serata.

            Jennifer Lawrence, Teyana Taylor, Zoey Deutch

            Glamour senza tempo e trend contemporanei

            Il tappeto rosso è stato un luogo di grandi classici reinterpretati: Jennifer Lawrence ha attirato commenti contrastanti con un abito sheer firmato Givenchy, decorato con fiori ricamati che hanno richiamato l’attenzione sulle tendenze più delicate del 2026.

            La palette cromatica ha visto protagonisti anche il nero e il bianco, con molti abiti che hanno sposato l’idea di contrasto moderno. Questo minimalismo elegante è emerso in varie interpretazioni, da silhouette fluide a tagli netti e geometrici.

            Timotheé Chalamet, Chris Pine, Orlando Bloom, Patrick Schwarzenegger, Snoop Dog 

            Non solo donne: gli uomini del red carpet

            Anche sul fronte maschile ci sono stati momenti di stile notevoli. Hudson Williams ha brillato con un tuxedo bianco abbinato a dettagli di accessori audaci, mentre Michael B. Jordan ha adottato un completo marrone cioccolato Prada, dimostrando che le scelte cromatiche eleganti stanno guadagnando terreno anche negli outfit maschili.

            A completare la scena, abiti e accessori in nero lucido o satinato hanno dominato molti look maschili, con silhouette classiche e piccoli tocchi di originalità nei dettagli come gemelli o borchie.

            Ginnifer Goodwin, Mila Kunis, Ashton Kutcher, Pamela Anderson, Tessa Thompson

            Tendenze e simbolismi della moda 2026

            Il red carpet dei Golden Globe 2026 ha confermato alcune tendenze emergenti nella moda delle grandi occasioni: contrasti netti tra colori classici e audaci, uso di texture ricercate come piume, ricami o tessuti metalizzati, e l’evoluzione del concetto di eleganza formale per gli uomini.

            Il mix tra old Hollywood glamour e sperimentazione contemporanea ha dato vita a una serata di stile variegata, capace di unire tradizione e modernità. Alcuni outfit hanno fatto discutere, altri hanno suscitato l’ammirazione unanime. È stato un red carpet che ha celebrato la moda a 360 gradi, mostrando come i Golden Globe non siano solo un premio per il cinema e la televisione, ma anche una piattaforma di tendenze.

            In sintesi, la cerimonia del 2026 ha offerto foto memorabili e look che riflettono identità personali forti e scelte stilistiche intelligenti, confermando ancora una volta il Golden Globe come uno degli eventi di moda più attesi dell’anno.

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              Cucina

              Marshmallow fatti in casa: la ricetta, la storia e i segreti per un risultato perfetto

              Dalla pianta di altea alle cucine moderne: come preparare i celebri dolcetti soffici con pochi ingredienti e qualche attenzione tecnica.

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              Marshmallow fatti in casa

                Soffici, elastici e irresistibilmente dolci: i marshmallow sono tra i dolci più riconoscibili al mondo. Simbolo di falò, bevande calde e dessert americani, nascondono però una storia antica e una preparazione che, se ben eseguita, può essere replicata anche a casa con risultati sorprendenti.

                Un dolce dalle origini antiche

                Il nome “marshmallow” deriva dalla malva palustre (Althaea officinalis), una pianta utilizzata già nell’antico Egitto per preparare rimedi dolci a base di miele e linfa, destinati soprattutto a lenire il mal di gola. Nel XIX secolo, in Francia, questa preparazione si è evoluta in una versione più simile a quella attuale, con albumi montati e zucchero. La produzione industriale moderna ha poi sostituito la radice di altea con gelatina, rendendo il processo più stabile e riproducibile su larga scala.

                Gli ingredienti (per circa 40 marshmallow)

                • 12 g di gelatina in fogli (o in polvere)
                • 150 ml di acqua (divisa in due parti)
                • 250 g di zucchero semolato
                • 100 g di sciroppo di glucosio (o miele chiaro)
                • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
                • Zucchero a velo e amido di mais q.b. per la finitura

                (Nota: nella versione classica non sono previsti albumi; alcune varianti artigianali li utilizzano, ma non sono indispensabili.)

                Il procedimento passo dopo passo

                1. Preparare la gelatina
                  Mettere la gelatina in ammollo in 75 ml di acqua fredda (o reidratarla secondo le istruzioni se in polvere).
                2. Cuocere lo sciroppo
                  In un pentolino unire lo zucchero, il glucosio e i restanti 75 ml di acqua. Portare a ebollizione senza mescolare, fino a raggiungere circa 115-118 °C (fase di “palla morbida”), utilizzando un termometro da cucina.
                3. Montare la massa
                  Sciogliere la gelatina ammollata nello sciroppo caldo, poi trasferire il composto in una ciotola capiente. Montare con le fruste elettriche a velocità medio-alta per 8–10 minuti, finché il composto diventa bianco, lucido e triplica di volume. Aggiungere la vaniglia negli ultimi secondi.
                4. Colare e far rassodare
                  Versare il composto in una teglia rivestita di carta forno e spolverata con un mix di zucchero a velo e amido. Livellare e lasciare riposare a temperatura ambiente per almeno 4 ore (meglio tutta la notte).
                5. Tagliare e rifinire
                  Sformare, tagliare a cubetti con un coltello leggermente unto e passare ogni marshmallow nel mix di zucchero e amido per evitare che si attacchino.

                Consigli pratici e conservazione

                • La precisione della temperatura è fondamentale per ottenere la consistenza corretta.
                • I marshmallow fatti in casa si conservano fino a 2 settimane in un contenitore ermetico, lontano dall’umidità.
                • È possibile aromatizzarli con cacao, caffè o coloranti alimentari, aggiungendoli durante la fase di montaggio.

                Preparare i marshmallow in casa significa riscoprire un dolce iconico nella sua versione più autentica, senza conservanti e con ingredienti controllati. Un piccolo laboratorio di pasticceria domestica che trasforma pochi elementi di base in una nuvola di zucchero dal fascino intramontabile.

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