Lifestyle
Le radici dell’anima: perché le amicizie significative sono così importanti
Le amicizie significative sono cruciali per il nostro benessere emotivo e fisico. Cosa ne ostacolano la costruzione e come aiutano a capire meglio chi siamo veramente, mostrandoci diverse sfaccettature della nostra personalità e ampliando la nostra identità.
Le amicizie sono come i colori di un arcobaleno: variopinte, uniche e indispensabili per illuminare la nostra vita. Ma non tutte le amicizie sono uguali. Alcune sono come stelle cadenti, brillanti ma effimere; altre, invece, sono come fari nella notte, costanti e rassicuranti.
Le amicizie significative sono proprio queste ultime: legami profondi e duraturi che vanno oltre le semplici conoscenze. Sono relazioni che ci arricchiscono, ci sostengono e ci accompagnano lungo il cammino della vita.
Le amicizie significative giocano un ruolo cruciale nel nostro percorso di crescita personale. Ci aiutano a comprendere meglio chi siamo veramente, poiché attraverso le interazioni con gli amici siamo esposti a diverse prospettive, opinioni e stili di vita. Questo ci consente di esplorare diverse sfaccettature della nostra personalità e di ampliare la nostra identità.
Gli amici ci offrono sostegno emotivo e ci incoraggiano a essere autentici, permettendoci di esprimere liberamente le nostre emozioni e i nostri pensieri senza paura di giudizi. Inoltre, ci aiutano a sviluppare capacità di comunicazione e risoluzione dei conflitti, migliorando così le nostre relazioni interpersonali.
La salute e le amicizie
Ricerche in merito hanno dimostrato che avere una rete sociale ampia e diversificata può prolungare la vita e migliorare la nostra salute mentale e fisica. Inoltre, le amicizie ci aiutano a capire meglio chi siamo veramente, mostrandoci diverse sfaccettature della nostra personalità e ampliando il nostro senso di identità.
Non tutte le amicizie sono benefiche
Le relazioni amicali possono essere complesse e intrinseche di sfide. Per cambiare atteggiamento e migliorare le nostre relazioni, la psicologa ci invita a praticare la reciprocità, a dimostrare apprezzamento per i nostri amici e a essere aperti e vulnerabili. Suggerisce di superare il nostro egocentrismo che ci porta a concentrarci esclusivamente su come gli altri ci trattano, anziché sull’impatto delle nostre azioni sugli altri e ci incoraggia a credere che gli altri potrebbero apprezzarci più di quanto pensiamo e ad essere attivi nel cercare connessioni, anche se inizialmente ciò potrebbe farci sentire a disagio.
In conclusione, coltivare amicizie sane e significative richiede impegno e consapevolezza di sé. Sviluppare una visione positiva di sé e praticare la reciprocità sono passi fondamentali per costruire relazioni soddisfacenti e gratificanti.
INSTAGRAM.COM/LACITYMAG
Libri
Dracula non muore mai: classifica dei 5 libri sui vampiri usciti nel 2025, tra il successo del film di Luc Besson e il ritorno letterario del Signore delle Tenebre
Al cinema trionfa Dracula – L’Amore Perduto del regista francese e in libreria esplode una nuova ondata dark: il vampiro torna protagonista assoluto del 2025.
Dracula è eterno. E il 2025 lo conferma C’è un nome che non conosce tramonto, e non è un caso che torni sempre quando le notti si fanno lunghe. Con il successo mondiale del nuovo film di Luc Besson, Il Dracula – L’Amore Perduto, il mito del conte della Transilvania vive una nuova rinascita culturale: i vampiri tornano al cinema, conquistano social e streaming, e in libreria spunta un’ondata di titoli freschi che dimostra che certe icone non invecchiano. Si rinnovano, mordono più forte e continuano a esercitare fascino. Ecco i cinque libri sui vampiri e su Dracula usciti nel 2025 che stanno segnando l’anno di chi ama leggere romanzi dalle suggestioni gotiche e tinte dark.

1) Vlad – Il Figlio del Drago — Luca Arnaù
Ugo Mursia Editore
Il più sorprendente tra i titoli del 2025. Non un vampiro fantasioso, ma l’uomo dietro la leggenda: il Principe della Valacchia, soldato, stratega, simbolo di paura e devozione. Vlad – Il Figlio del Drago ribalta la prospettiva: niente cliché gotici, ma un affresco storico denso e carnale, dove politica, fede, ferocia e destino si intrecciano. È il primo volume di una trilogia che promette di diventare una saga imperdibile per chi ha amato Game of Thrones: intrighi, sangue, potere, ossessioni, visioni e una ricostruzione storica millimetrica. Dracula torna uomo — e proprio per questo fa ancora più paura.

2) I Diari della Famiglia Dracula. La storia mai raccontata — Jeanne Kalogridis
Newton Compton Editore
Un viaggio nell’ombra del mito attraverso una narrazione epistolare e documentale. Questa versione immagina lettere, testimonianze e memorie private della casata dei Dracula, come se la famiglia avesse davvero custodito segreti e verità mai rese pubbliche. Un racconto che gioca con l’archivio e il mistero, tra suggestioni ottocentesche, folklore dell’Est e maledizioni tramandate. Per chi ama l’idea del vampiro come saga familiare intrisa di sangue e destini spezzati.

3) Dracula non muore mai — Syusy Blady
Mondadori
Syusy Blady affronta il mito con curiosità antropologica e sguardo narrativo. Mescola storia, viaggio e leggenda, portando il lettore tra monasteri ortodossi, castelli sospesi nella nebbia e villaggi dove il folklore non è mai davvero morto. Un’opera che attraversa territori e immaginari, a metà fra saggio narrativo, reportage e favola nera.

4) Il messia dei vampiri — Rolando Mari
Augh! Editore, collana Frecce
Un romanzo breve e intenso che ribalta la prospettiva tradizionale: qui i vampiri — insieme a licantropi e altre creature della notte — non sono solo mostri, ma esseri in rivolta contro un’umanità che li ha temuti e perseguitati per secoli. Una storia dark, visionaria, che fonde horror e allegoria, con un protagonista costretto a varcare la soglia dell’ignoto e scegliere se restare uomo o abbracciare il destino delle ombre.

5) Il grande libro dei vampiri — Cindy Warner
Ekniga
Una guida ricchissima e divulgativa che attraversa secoli di miti, folklore e letteratura del sangue. Dalle leggende dell’Europa orientale ai salotti vittoriani, dai riti contadini alle icone del cinema contemporaneo, Cindy Warner costruisce un atlante culturale dei vampiri, tra archivi, testimonianze popolari e riferimenti pop.
Dracula, sempre lui
È curioso — e affascinante — osservare come ogni epoca riscriva Dracula per raccontare sé stessa.
Una volta era il terrore della notte, poi il simbolo della lussuria proibita, dell’immortalità, della ribellione contro il tempo. Oggi è tutto questo e altro ancora: trauma storico, potere, seduzione, nostalgia, critica sociale. Nel 2025, mentre il film di Besson riporta in sala un vampiro tormentato e romantico, la letteratura lo rilancia in mille forme: il principe guerriero, la contro-storia familiare, il mito antropologico, l’eroina vendicatrice, l’icona culturale eterna.
Dopo più di un secolo, la domanda non è più perché Dracula è tornato, ma perché non se n’è mai andato. Il suo fascino è rimasto lì, in sospeso tra storia e leggenda, pronto a mordere ancora. E questa nuova stagione di libri lo dimostra: il conte non dorme mai davvero. Aspetta. Sceglie il momento. Torna. E ogni volta — puntualmente — conquista un’altra generazione.
Cucina
Mousse al cioccolato con due ingredienti: il dolce cremoso che conquista tutti
Solo panna fresca e cioccolato fondente di buona qualità: la mousse più facile del mondo è pronta in pochi passaggi. Ideale per concludere una cena in dolcezza o concedersi una coccola pomeridiana senza sensi di colpa.
Cremosa, leggera e dal gusto intenso, la mousse al cioccolato con due ingredienti è una ricetta che unisce semplicità e piacere. Perfetta per chi non ha tempo da dedicare a dolci elaborati o vuole evitare le uova crude, è anche una soluzione ideale per ospiti improvvisi o per accontentare i più piccoli con qualcosa di genuino e goloso.
A differenza della classica mousse francese, che prevede l’uso di uova e talvolta di burro, questa versione si affida alla panna montata per ottenere la consistenza spumosa e leggera, e al cioccolato fondente fuso per conferire corpo e profondità di gusto. Il risultato? Una crema soffice ma compatta, che si scioglie in bocca.
Il segreto sta nella qualità del cioccolato
Per una mousse perfetta bastano 200 grammi di cioccolato fondente (almeno al 60-70%) e 300 millilitri di panna fresca da montare. La qualità degli ingredienti è fondamentale: più buono è il cioccolato, più raffinato sarà il sapore del dessert.
Si inizia sciogliendo il cioccolato a bagnomaria o nel microonde, mescolando fino a ottenere una consistenza liscia e lucida. A questo punto, si aggiunge una parte della panna liquida – circa la metà – e si mescola con una frusta: si formerà una ganache densa e cremosa, base di molte preparazioni di pasticceria.
Nel frattempo, la panna restante va montata fino a ottenere una consistenza soffice ma non troppo ferma: deve restare leggermente morbida per amalgamarsi bene al cioccolato. Quando la ganache si è intiepidita, si unisce gradualmente alla panna montata, mescolando dal basso verso l’alto per non smontare il composto.
Riposo e decorazione: il tocco finale
La mousse così ottenuta può essere versata in bicchieri, coppette o barattolini monoporzione. Dopo almeno un’ora in frigorifero, avrà raggiunto la giusta compattezza, pronta per essere servita.
Per un effetto ancora più scenografico, si può decorare con ciuffi di panna montata, riccioli di cioccolato, granella di nocciole o una spolverata di cacao amaro.
Gli esperti consigliano di conservarla in frigo per un massimo di 48 ore: oltre questo tempo, la mousse tende a perdere la sua sofficità.
Un suggerimento per i più golosi? Aggiungere alla ganache un cucchiaino di caffè espresso o un pizzico di sale marino: esalteranno il sapore del cioccolato e daranno una nota raffinata.
Una base versatile per mille varianti
La mousse al cioccolato senza uova può essere servita da sola o usata come base per altri dolci: farcire torte, accompagnare biscotti o creare dessert a strati con panna e frutta fresca.
Chi ama le versioni più leggere può optare per la panna vegetale, mentre chi preferisce un gusto più intenso può sostituire parte del cioccolato fondente con quello al latte o bianco, adattando così la ricetta ai propri gusti.
Con due ingredienti e cinque minuti di lavoro, si ottiene un dessert dal sapore autentico e irresistibile. La mousse al cioccolato senza uova è la dimostrazione che, in cucina, la semplicità è spesso la chiave della perfezione.
Lifestyle
Quando l’amore resta nell’ombra: che cos’è davvero il “pocketing” e perché può danneggiare una relazione
Timore dell’impegno, privacy o insicurezze: le ragioni dietro questo comportamento sono molteplici. Gli esperti avvertono però che la dissimulazione prolungata può minare autostima e fiducia di coppia.
Nel panorama delle relazioni moderne, modellate dai social network e dalla condivisione continua della vita privata, esiste un fenomeno che sta attirando crescente attenzione: il pocketing. Il termine, derivato dall’inglese pocket (tasca), descrive la tendenza a “tenere nascosta” una relazione. Evitando di presentare il partner ad amici, familiari o colleghi, e omettendo qualunque segno della sua esistenza anche sui social.
Il pocketing non è sempre un comportamento intenzionale o manipolatorio. Spesso nasce da insicurezze personali: la paura di impegnarsi dopo relazioni finite male, il timore del giudizio da parte del proprio ambiente sociale. Oppure la difficoltà nel gestire nuove emozioni quando la relazione è ancora in fase iniziale. In altri casi, invece, la dissimulazione può celare dinamiche più problematiche, come il desiderio di mantenere aperte altre possibilità sentimentali o l’incapacità di assumersi una responsabilità affettiva chiara.
Esistono tuttavia anche motivazioni più innocue. Alcune persone, semplicemente, sono molto riservate: preferiscono mantenere la vita privata lontana dagli occhi altrui, indipendentemente dal valore che attribuiscono alla relazione. Oppure vivono contesti familiari complessi, nei quali introdurre un nuovo partner comporta pressioni o aspettative indesiderate.
Gli indicatori del pocketing sono piuttosto chiari. Tra i segnali più frequenti vi sono l’assenza totale di foto o riferimenti alla relazione sui social, la scelta sistematica di luoghi appartati o poco frequentati per uscire insieme, il rifiuto di presentare il partner alla propria cerchia sociale o, peggio ancora, la tendenza a definirlo semplicemente un amico. Un altro campanello d’allarme è rappresentato dalle scuse continue quando si propone di incontrare le persone significative della vita dell’altro.
Secondo psicologi e consulenti relazionali, riconoscere il fenomeno è fondamentale per prevenire ricadute emotive. Essere mantenuti ai margini può generare insicurezza, dubbi sulla propria importanza e una percezione distorta del legame, minando progressivamente l’autostima. È per questo che gli esperti suggeriscono di affrontare apertamente la questione, spiegando come ci si sente e chiedendo chiarezza sulle intenzioni.
La conversazione è spesso sufficiente a dissipare malintesi, soprattutto quando la causa è semplicemente la timidezza o la necessità di più tempo. Ma se le spiegazioni diventano vaghe e la situazione non cambia, potrebbe essere necessario interrogarsi sul futuro della relazione. Una coppia che non trova uno spazio pubblico — anche minimo — per esistere rischia infatti di vivere su basi fragili, prive di quella trasparenza e reciprocità essenziali per costruire un rapporto sano.
Il pocketing, in definitiva, non è sempre un segnale di allarme, ma può trasformarsi in un campanello importante. In un’epoca in cui tutto viene condiviso con facilità, scegliere di nascondere chi amiamo dovrebbe essere una decisione consapevole, non un’abitudine che ferisce chi ci sta accanto.
-
Gossip2 anni faElisabetta Canalis, che Sex bomb! è suo il primo topless del 2024 (GALLERY SENZA CENSURA!)
-
Sex and La City2 anni faDick Rating: che voto mi dai se te lo posto?
-
Cronaca Nera1 anno faBossetti è innocente? Ecco tutti i lati deboli dell’accusa
-
Speciale Grande Fratello1 anno faHelena Prestes, chi è la concorrente vip del Grande Fratello? Età, carriera, vita privata e curiosità
-
Gossip1 anno faLa De Filippi beccata con lui: la strana coppia a cavallo si rilassa in vacanza
-
Speciale Olimpiadi 20241 anno faFact checking su Imane Khelif, la pugile al centro delle polemiche. Davvero è trans?
-
Video11 mesi faVideo scandalo a Temptation Island Spagna: lei fa sesso con un tentatore, lui impazzisce in diretta
-
Speciale Grande Fratello1 anno faShaila del Grande Fratello: balzi da “Gatta” nei programmi Mediaset
