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Moda

Bella Hadid domina Cannes in pizzo bianco, Irina Shayk sorprende in rosa: disastro Heidi Klum sulla Croisette

Irina Shayk cambia stile e conquista Cannes con un abito rosa inaspettatamente delicato. Bella Hadid continua a monopolizzare il web, mentre Heidi Klum e Tom Kaulitz vengono massacrati sui social.

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    Sul red carpet del Festival di Cannes basta un vestito sbagliato per trasformarsi in meme globale. E basta invece una sola apparizione di Bella Hadid per mandare completamente in tilt social, fotografi e siti di moda. Anche la nona serata della Croisette ha confermato la regola non scritta del festival più glamour del mondo: il cinema conta, ma i look ormai contano quasi di più.

    E tra apparizioni sorprendenti, trasformazioni inattese e disastri fashion, la serata ha regalato parecchio materiale ai commentatori online.

    Irina Shayk abbandona il nero e sorprende Cannes in rosa

    Tra le presenze più inaspettate della serata c’è stata sicuramente Irina Shayk. La supermodella russa, da anni legata a look aggressivi, dark e ultra sensuali, ha spiazzato tutti scegliendo un’immagine completamente diversa dal solito.

    Sulla Croisette è apparsa con un romantico abito rosa dall’aria quasi dimessa rispetto agli standard da femme fatale che l’hanno resa celebre. Una scelta più morbida, delicata e quasi rétro che ha immediatamente diviso il pubblico social.

    C’è chi ha apprezzato il cambio di stile definendolo elegante e sofisticato, e chi invece rimpiange la Irina più provocatoria e magnetica degli anni passati. In ogni caso il risultato è stato raggiunto: ancora una volta tutti parlano di lei.

    Bella Hadid devasta la Croisette in pizzo bianco

    Ma a dominare davvero la serata è stata ancora una volta Bella Hadid. Ogni sua apparizione a Cannes ormai segue sempre lo stesso copione: scende dall’auto, si gira verso i fotografi e nel giro di pochi minuti internet smette praticamente di parlare d’altro.

    Per questa nona serata la modella ha scelto un look in pizzo bianco capace di mescolare sensualità estrema e perfezione estetica quasi irreale. Le fotografie del red carpet sono diventate virali immediatamente, invadendo Instagram, TikTok e X nel tempo di pochi minuti.

    Bella Hadid continua infatti a essere probabilmente il personaggio più fotografato e commentato del Festival di Cannes. E la sensazione è che ormai ogni sua uscita pubblica venga costruita con la precisione chirurgica di un evento globale.

    Heidi Klum e Tom Kaulitz massacrati dai social

    Molto meno bene è andata invece a Heidi Klum e al marito Tom Kaulitz. La coppia è finita nel mirino del web dopo un’apparizione definita da moltissimi utenti “disastrosa”.

    Sui social si sono moltiplicati commenti ironici e battute feroci sugli outfit scelti per il red carpet, considerati da molti troppo eccessivi, confusi e lontani dall’eleganza richiesta da Cannes. In particolare il look di Heidi Klum è stato accusato di voler strafare a tutti i costi senza riuscire davvero a colpire nel segno.

    Nel frattempo sulla Croisette continua anche la presenza ormai fissa di Bar Refaeli, pure lei apparsa in una versione più addolcita e meno aggressiva rispetto al passato. Ma in una Cannes dove ogni look dura online poche ore prima di essere sostituito dal successivo, una certezza sembra ormai assoluta: Bella Hadid continua a giocare in un campionato completamente diverso da tutte le altre.

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      Moda

      La battaglia dei loghi: “quiet luxury” vs “loud luxury”, chi sta vincendo?

      C’è stato un momento, non troppo tempo fa, in cui la moda sembrava aver fatto voto di silenzio. L’estetica del Quiet Luxury (il lusso sussurrato, privo di loghi ed estremamente minimale) aveva bandito monogrammi e massimalismi, complice il successo di serie TV cult e il desiderio di un’eleganza senza tempo. Ma nel 2026, il panorama del fashion globale sta vivendo una profonda mutazione.

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      La battaglia dei loghi: "quiet luxury" vs "loud luxury", chi sta vincendo?

        La domanda che divide addetti ai lavori e consumatori non è più cosa sia il lusso, ma come debba esprimersi: meglio la discrezione assoluta o l’esibizione fiera della propria identità? I dati di mercato e le passerelle di Milano e Parigi delineano uno scenario tutt’altro che scontato.

        La maturazione del quiet luxury: da trend a identità

        Il lusso silenzioso non è scomparso, ma nel 2026 ha smesso di essere una tendenza passeggera per trasformarsi in una vera e propria filosofia di vita. Secondo il report The State of Fashion 2026 di McKinsey, la volatilità macroeconomica globale sta spingendo i consumatori verso acquisti ultra-riflettuti.

        • Il fattore qualità: Marchi storici del settore come Brunello Cucinelli, Loro Piana, Bottega Veneta e Jil Sander continuano a registrare performance solide. Il focus si è spostato dall’estetica fredda dei toni neutri alla ricerca di texture tattili evolute: camoscio pregiato, cashmere spazzolato e tagli sartoriali impeccabili.
        • Intelligenza emotiva: Nel 2026 chi sceglie il minimalismo non lo fa più per “mimetizzarsi” nell’élite, ma per investire nel Cost-Per-Wear, acquistando capi strutturati capaci di durare decenni.

        La riscossa del “nuovo” loud luxury: il massimalismo curato

        Dall’altro lato della barricata, la stanchezza da “uniforme beige” ha innescato una reazione vigorosa. Il loud luxury è tornato, ma ha cambiato pelle. Non si tratta più della logomania urlata e un po’ pacchiana dei primi anni 2010, bensì di un massimalismo curato e d’archivio.

        Le passerelle del 2026 di maison come Miu Miu, Prada e Saint Laurent mostrano un ritorno a silhouette audaci, spalle anni ’80 nitide, stampe grafiche e accessori metallici dal sapore vintage (spille scultura, cinture con hardware importanti, décolleté a punta estrema). I loghi ci sono, ma sono integrati nel design come dettagli strutturali o storici, celebrando l’appartenenza a una “tribù culturale” piuttosto che la mera esibizione del prezzo.

        Il mercato del lusso del 2026 ha premiato i brand agili che non si sono fossilizzati. La vera tendenza dell’anno è il mix espressivo: i consumatori oggi non esitano ad abbinare un cappotto sartoriale lineare e rigoroso (Quiet) a una borsa statement dal design scultoreo o a un gioiello d’archivio d’impatto (Loud).

        La vittoria non si misura più nella totale scomparsa o nel dominio del logo, ma nella capacità di un brand di offrire autenticità. Che sia sussurrato o gridato, il lusso del 2026 deve, prima di tutto, avere una storia da raccontare.

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          Moda

          La rafia è l’accessorio più fotografato dell’estate

          Se c’è un filo conduttore che unisce i look più iconici dello street style e i feed Instagram di questa stagione, ha la consistenza tattile e il colore caldo della sabbia. Nel 2026, gli accessori in rafia hanno completato una transizione stilistica radicale: non sono più semplici feticci da bagnasciuga, ma i veri e propri protagonisti del guardaroba metropolitano, fotografati ad ogni angolo delle capitali della moda.

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          La rafia è l'accessorio più fotografato dell'estate

            La tendenza unisce il fascino nostalgico del fatto a mano con la precisione del design contemporaneo, conquistando il titolo di must-have assoluto dell’estate.

            L’evoluzione urbana: la rafia incontra il couture

            La vera novità del 2026 risiede nei contrasti materici. Le grandi maison hanno reinterpretato questa fibra tradizionale accostandola a dettagli di lusso capaci di elevarne lo status:

            • Finiture pregiate: Gli intrecci di palma si fondono con profili in pelle di vitello, dettagli metallici dorati e chiusure scultoree.
            • Geometrie rigide: Brand come Jacquemus (con la sua pochette La Plage dalle chiusure sferiche) e Loewe hanno dimostrato che la rafia può assumere forme strutturate, perfette per sostituire le borse in pelle persino nei contesti lavorativi o per eventi formali e matrimoni estivi.

            La borsa in rafia del 2026 spazia dai maxi cesti a spalla ai modelli a secchiello arricchiti da ricami e perline, fino alle silhouette East-West d’ispirazione anni ’90, diventando un passe-partout da giorno e da sera.

            Non solo borse: il total look materico

            Il fenomeno non si ferma alla pelletteria. Ad essere costantemente catturati dagli obiettivi dei fotografi di street style sono i piccoli e grandi dettagli che completano l’outfit.

            1. Cappelli tra rétro e urban

            Accanto alle classiche falde larghissime da diva del cinema, nel 2026 spopolano i bucket hat (i cappelli da pescatore) realizzati in fitta trama di rafia geometrica da Balenciaga e Miu Miu, ideali per dare un tocco sporty-chic ai look da città.

            2. Calzature e Bijoux

            I piedi riscoprono la freschezza con mules intrecciate, sabot e ballerine in rafia firmate da pesi massimi come Prada e Manolo Blahnik. Persino la gioielleria si adegua al trend, proponendo orecchini a cerchio rivestiti in fibra e bracciali rigidi ricamati.

            Il segreto dello styling: Il contrasto perfetto

            Perché l’accessorio in rafia funzioni sotto i flash dei fotografi nel 2026, il segreto risiede nello styling. I trendsetter evitano il total look “da resort” quando sono in città, preferendo giocare di contrasto. La rafia esprime il suo massimo potenziale glamour quando viene abbinata a pezzi sartoriali rigidi e ultra-puliti: un tailleur pantalone scivolato, un trench leggero o un classico completo in denim scuro.

            In questo modo, la texture grezza dell’intreccio spezza il rigore dell’abito, regalando quell’aria di lusso rilassato e disinvolto che ridefinisce l’eleganza estiva.

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              Moda

              Caterina Balivo rivoluziona la moda mare: in barca nel Cilento con il costume a maniche lunghe

              Addio micro bikini e modelli sgambati. Per il suo weekend a Salerno, il volto della tv sceglie un pezzo unico animalier fucsia a braccia coperte: una scelta di stile nata per il surf che ora diventa l’alleato perfetto contro i raggi UV.

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              Caterina Balivo rivoluziona la moda mare: in barca nel Cilento con il costume a maniche lunghe

                L’estate 2026 è entrata ufficialmente nel vivo e, con il termometro che continua a salire inesorabilmente, la caccia al bagnasciuga più fresco è diventata lo sport nazionale. Chi può permettersi una fuga strategica dal caos cittadino punta tutto sulle perle balneari del nostro Paese. Lo sa bene Caterina Balivo, che per rigenerarsi dal caldo asfissiante degli ultimi giorni ha scelto di giocare in casa, rifugiandosi insieme alla sua famiglia nello splendido scenario del Cilento, in provincia di Salerno.

                A catturare l’attenzione dei follower, però, non è stato solo il meraviglioso mare celeste di Baia degli Infreschi, ma il look decisamente controcorrente sfoggiato dalla conduttrice durante una gita in barca.

                La rivoluzione della manica lunga (anche a 30 gradi)

                Se pensavate che la moda mare di quest’anno fosse dominata da scollature vertiginose e fili interdentali, la Balivo è pronta a farvi cambiare idea. Niente bikini microscopici o classici interi da diva anni ’50: Caterina ha sorpreso tutti indossando un costume a maniche lunghe.

                Si tratta di un modello ultra fasciante con colletto girocollo e una pratica zip sulla schiena. A togliere ogni dubbio sul fattore “noia”, ci ha pensato la fantasia: una base fucsia accesa con una stampa leopardata all-over declinata nelle sfumature del rosa. Un outfit balneare pop e grintoso che ribalta completamente i canoni tradizionali del bagnasciuga.

                Da muta tecnica a capo d’alta moda: i vantaggi del nuovo trend

                Fino a ieri, il costume a manica lunga era un’esclusiva quasi totale di surfisti, pallanuotisti e amanti degli sport acquatici, pensato per proteggere il corpo dagli sfregamenti della tavola e dal vento. Nell’estate 2026, invece, si trasforma nel must-have più desiderato del guardaroba estivo per due motivi fondamentali:

                • Scudo totale contro il sole: Il tessuto tecnico offre una protezione nativa contro i raggi UV, rivelandosi il salvavita ideale per chi passa molte ore sotto il sole in barca e vuole evitare scottature e l’invecchiamento precoce della pelle.
                • Effetto transformer: Grazie alla sua struttura, questo tipo di costume si comporta esattamente come un body. Finita la sessione di tintarella, basta infilare un copricostume, un paio di shorts in denim o una gonna leggera per essere immediatamente pronte per un aperitivo al tramonto, senza bisogno di cambiarsi.

                I brand di moda lo hanno capito e le collezioni attuali si sono riempite di versioni sbarazzine e colorate. Resta solo da vedere quante, sulla scia di Caterina Balivo, decideranno di coprirsi le braccia per scoprire il lato più glamour dell’estate.

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