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Moda

Le ricamatrici kosovare di Reggio Emilia pronte a ricamare l’abito da sposa per Dua Lipa

Hanno dai 25 ai 45 anni, alcune hanno fatto pulizie, altre erano casalinghe, ma oggi sono artigiane riconosciute. Nel loro laboratorio ci sono pochi macchinari ma tanti aghi e fili.

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    Nascoste tra fili di seta, pizzi intricati e ricami preziosi, c’è una storia di talento, tradizione e riscatto sociale che prende vita nel cuore dell’Emilia-Romagna. Un gruppo di diciassette donne kosovare, arrivate in Italia tra la fine degli anni ’90 e il 2000, ha trasformato un’arte tramandata da generazioni in un’impresa capace di collaborare con le più grandi case di moda. Con ago e filo, queste artigiane non creano solo abiti: danno forma a vere opere d’arte, capaci di impreziosire passerelle e collezioni di lusso. E il loro sogno più grande? Realizzare l’abito da sposa per la cantante di origine kosovara Dua Lipa, simbolo internazionale della loro terra d’origine.

    Dal Kosovo all’Italia un’impresa costruita con il lavoro delle mani

    Per queste donne, il ricamo è una tradizione familiare, imparata in casa, tramandata dalle nonne e affinata nel tempo. In Kosovo era un’abilità quotidiana, in Italia è diventata un lavoro vero e proprio, grazie all’intuizione di Mendehie, detta Mendi, che nel 2019 ha riunito un gruppo di connazionali per dare vita a un laboratorio di alta sartoria. Tra loro ci sono Selvete, Enkelejda, Dhurata, Bukurije, Arbenita, ognuna con una storia da raccontare. Selvete, per esempio, arrivò in Italia a piedi, attraversando l’Albania mentre era incinta, per ricongiungersi al marito giardiniere a Reggio Emilia. Oggi costruisce una casa in Kosovo, ma pensa di tornarci solo per la pensione: il suo presente è in Italia, insieme alle figlie nate qui.

    Arte e moda serve tanta precisione

    L’azienda ha sede a San Martino in Rio, nel distretto industriale di Carpi, una delle capitali del tessile italiano. Il marito di Mendi lavorava già nel settore della maglieria di lusso, e fu proprio lui a segnalare le straordinarie capacità della moglie e delle sue amiche. Un imprenditore, vedendo i loro pizzi e ricami, ne comprese subito la qualità e il valore commerciale. Da allora, queste artigiane hanno collaborato con i brand più prestigiosi, creando dettagli di lusso per abiti da passerella, oltre a scarpe, borse, cappelli e persino charms natalizi. Il loro lavoro è completamente manuale, con tecniche come crochet, macramè, punto incrociato, uncinetto, spesso sperimentando materiali inaspettati, dalle piume al cuoio. Ogni creazione è un pezzo unico, frutto di confronto e ingegno. A volte ricevono solo un’idea astratta, un colore, un disegno, e da lì nasce una decorazione destinata a diventare parte di un abito esclusivo.

    Il sogno di creare l’abito da sposa di Dua Lipa

    Il riconoscimento per queste donne è la soddisfazione di vedere i propri lavori sulle passerelle e sulle riviste di moda. Molti abiti da loro ricamati sono stati indossati da grandi star, Dua Lipa compresa, anche se il loro nome non compare perché le creazioni sono firmate dai brand per cui lavorano. Ma il sogno oggi è più ambizioso. Creare per lei un abito da sposa, una fusione perfetta di arte e tradizione, un tributo al Kosovo e all’impegno della cantante nel promuovere le sue origini. A dimostrare la loro straordinaria maestria c’è un vestito in esposizione nella sede dell’azienda: 81.000 paillettes, tutte cucite a mano, per un totale di 896 ore di lavoro. È solo un esempio di ciò che possono fare con ago e filo.

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      Moda

      Quali occhiali da sole valorizzano davvero il tuo volto? Il metodo infallibile degli esperti per scegliere la montatura perfetta per ogni forma

      Dai volti tondi a quelli squadrati, fino alle forme ovali e a cuore: ogni fisionomia richiede un gioco di contrasti geometrici ben preciso. Una guida pratica per orientarsi tra lenti, proporzioni ed elementi di design, trasformando un semplice accessorio nel vero punto di forza del look.

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      Quali occhiali da sole valorizzano davvero il tuo volto? Il metodo infallibile degli esperti per scegliere la montatura perfetta per ogni forma

        Scegliere il paio di occhiali da sole perfetto va ben oltre la semplice protezione dai raggi ultravioletti o la scelta di un marchio di tendenza. Molto spesso, un modello che appare spettacolare in vetrina finisce per snaturare i lineamenti una volta indossato. La ragione è prevalentemente geometrica: gli esperti di immagine e gli ottici professionisti spiegano che l’obiettivo principale della montatura è bilanciare le proporzioni naturali del viso, creando un armonioso gioco di contrasti tra le linee del volto e la struttura dell’occhiale.

        Linee morbide per volti squadrati e geometrie per i visi tondi

        La regola d’oro della consulenza d’immagine impone di non replicare la forma del volto con la montatura. Per i visi tondi, caratterizzati da larghezza e lunghezza simili e da contorni morbidi senza angoli accentuati, l’ideale è puntare su strutture rettangolari, squadrate o con angoli ben definiti. Questo tipo di design allunga visivamente il volto e dona una maggiore definizione ai lineamenti.

        Al contrario, chi possiede un viso squadrato, segnato da una mascella prominente e da una fronte ampia, trae massimo beneficio dalle montature arrotondate o ovali. I modelli dalle linee morbide e sottili ammorbidiscono i tratti più rigidi, spezzando la durezza della mascella senza appesantire la parte superiore del volto.

        Volto a cuore o triangolare: l’importanza dei volumi inferiori

        I visi a cuore, noti anche come a triangolo inverso, presentano una fronte ampia e zigomi pronunciati che stringono verso un mento affilato. Per questa conformazione, gli stilisti raccomandano occhiali che non appesantiscano la zona temporale: funzionano benissimo le montature drop (a goccia) o i modelli cat-eye leggeri, a patto che non siano troppo sporgenti verso l’alto. Ottime anche le strutture rimless, ovvero prive di cornice inferiore, che bilanciano la parte alta del viso.

        Per il viso a triangolo classico, con mascella larga e fronte stretta, la strategia si ribalta: servono montature che concentrino l’attenzione e il volume sulla parte superiore, come i modelli clubmaster o le montature arricchite da dettagli decorativi lungo la linea delle sopracciglia.

        L’ovale perfetto e la regola della proporzione aurea

        Chi possiede un viso ovale gode della massima libertà di scelta. Questa fisionomia, caratterizzata da proporzioni naturalmente equilibrate e zigomi delicatamente pronunciati, si adatta a quasi tutti gli stili, dalle lenti oversized alle forme geometriche più stravaganti. L’unico accorgimento riguarda le dimensioni complessive: la larghezza della montatura non dovrebbe mai superare quella massima del volto.

        In tutti i casi, la scelta finale deve tenere conto anche dell’altezza del ponte, che regola la posizione del frontale sul naso, e della linea delle sopracciglia, che idealmente non dovrebbero mai essere completamente nascoste dalle lenti.

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          Aria, lino e sfumature sorbetto: i segreti del guardaroba che sfida il grande caldo

          Con il termometro che sale, vestirsi la mattina diventa una sfida di sopravvivenza. La soluzione per evitare l’effetto “gelato al sole” non è spogliarsi, ma scegliere con intelligenza. I trend della stagione celebrano silhouette fluide, fibre naturali iper-traspiranti e una tavolozza di colori che riflette la luce. Mettiamo al bando il poliestere e scopriamo i pezzi chiave su cui investire ora.

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          Aria, lino e sfumature sorbetto: i segreti del guardaroba che sfida il grande caldo

            La chimica dei tessuti: la tua prima linea di difesa

            Il segreto per sopravvivere a una giornata torrida non risiede nella quantità di centimetri di pelle scoperti, ma nella composizione dell’etichetta. Il primo, drastico passo per un guardaroba a prova di estate è bandire i tessuti sintetici. Poliestere, nylon e acrilico agiscono come una serra portatile, trattenendo il calore e l’umidità.

            Il podio della freschezza spetta ai grandi classici della tradizione tessile:

            • Il Lino: Il re indiscusso. Oggi proposto in versioni “morbide” che limitano l’effetto stropicciato selvaggio.
            • Il Cotone leggero (Popeline e Seersucker): Il seersucker, con la sua caratteristica texture increspata, solleva naturalmente il tessuto dalla pelle, favorendo la micro-circolazione dell’aria.
            • La Seta e il Lyocell (Tencel): Alternativa fluida e termoregolatrice, perfetta per la sera o per l’ufficio.

            Silhouette e Modelli: la regola del “Fluid Fit”

            Dimenticate i tagli skinny. L’estate esige movimento. I modelli cult della stagione giocano con volumi ariosi che creano un mini-clima ventilato attorno al corpo.

            I pezzi salvavita su cui puntare sono i pantaloni a gamba larga (i cosiddetti palazzo o pajama pants) in lino o misto seta, da abbinare a camicie oversize maschili lasciate strategicamente sbottonate e con le maniche arrotolate. Per i look interi, i completi coordinati (co-ords) spezzati e i vestiti chemisier (abiti a camicia) si confermano le divise ufficiali dell’estate: chic in cinque secondi, dal mattino al cocktail.

            La palette anti-afa: oltre il solito bianco

            Se il bianco ottico rimane il riflettore naturale per eccellenza contro i raggi solari, la moda offre alternative decisamente più sofisticate. La tendenza cromatica spinge forte sulle tonalità sorbetto e pastello: verde menta, giallo burro, celeste polvere e rosa cipria.

            Questi colori non solo assorbono molto meno calore rispetto ai toni scuri come il nero o il blu notte, ma regalano immediatamente un’estetica fresca, rilassata e squisitamente riviera. Il tocco di classe? Accessori in materiali naturali come borse in paglia o rafia e sandali flat in cuoio artigianale. Il gelato si scioglierà, il vostro stile decisamente no.

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              Moda

              Matilde Lucidi risponde alle critiche sul fisico: «Mi dicevano che sembravo malata». Vogue la incorona nuova stella della moda

              Dalle critiche sul fisico ai complimenti di Vogue. Matilde Lucidi, figlia della top model Bianca Balti, racconta quanto le abbiano fatto male i commenti ricevuti negli anni, mentre il mondo della moda la celebra come uno dei volti più promettenti della nuova generazione.

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                Essere figlia di una delle modelle italiane più celebri al mondo non mette al riparo dai giudizi. Lo sa bene Matilde Lucidi, figlia di Bianca Balti, che ha deciso di raccontare pubblicamente quanto abbiano inciso sulla sua crescita i commenti ricevuti sul suo fisico.

                Per molto tempo c’è stato chi l’ha definita «troppo magra», arrivando perfino a dirle che sembrava malata. Parole che, come spesso accade, sono rimaste impresse molto più dei complimenti.

                Matilde Lucidi: «Non sapete quanto possono ferire le parole»

                Con uno sfogo affidato ai social, Matilde ha raccontato il peso di quei giudizi.

                «Mi hanno detto che ero troppo magra e sembravo malata. Non sapete quanto possono ferire le parole.»

                Una riflessione che va oltre il mondo della moda e richiama il tema del body shaming, fenomeno che continua a colpire persone di ogni età e che, nel caso di chi cresce sotto i riflettori, assume spesso proporzioni ancora più pesanti.

                La giovane modella ha scelto di condividere la propria esperienza senza cercare polemiche, ma per ricordare quanto un commento sull’aspetto fisico possa lasciare segni profondi.

                La consacrazione arriva da Vogue dopo Dior

                Se sui social qualcuno aveva puntato il dito contro la sua magrezza, oggi è il mondo dell’alta moda a raccontare un’altra storia.

                Dopo aver partecipato alla sfilata Cruise di Dior, Matilde Lucidi è stata indicata da Vogue come uno dei volti simbolo della nuova generazione di modelle. La rivista ha definito la sua immagine portatrice di una «bellezza romantica», inserendola tra i talenti emergenti da seguire con maggiore attenzione.

                Un riconoscimento importante che arriva in una fase cruciale della sua carriera e che rappresenta una risposta concreta a chi aveva giudicato il suo aspetto soltanto attraverso stereotipi.

                Sulle orme di Bianca Balti, ma con una strada tutta sua

                Il paragone con Bianca Balti è inevitabile, ma Matilde sta costruendo un percorso personale, lontano dall’idea di vivere soltanto di riflesso rispetto alla carriera della madre.

                Le passerelle internazionali iniziano ad accorgersi di lei, mentre il suo volto delicato e il suo stile naturale sembrano interpretare perfettamente la nuova estetica ricercata dalle grandi maison.

                Le critiche ricevute in passato non cancellano il dolore provocato da certe parole. Oggi, però, la giovane modella può guardare avanti con una consapevolezza diversa. E la consacrazione arrivata da una delle riviste di moda più autorevoli del mondo vale molto più di qualsiasi commento superficiale comparso sui social.

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