Moda
Prada fa il bis: Versace e Jimmy Choo nel mirino… ma per ora i conti non tornano
Non è solo un sogno di lusso: Prada sta valutando una doppia acquisizione da 1,5-2 miliardi di euro. Oltre a Versace, c’è anche Jimmy Choo nel mirino del colosso italiano. Tuttavia, nonostante l’entusiasmo degli investitori, gli esperti sono scettici. Ma cosa potrebbe significare per il futuro di Prada e dei marchi acquisiti? Scopriamo di più su questa mossa strategica e le possibili sfide che si nascondono dietro l’operazione.
In un’epoca in cui il mercato del lusso è sempre più competitivo e frammentato, Prada sta puntando a fare il grande salto. Non si tratta solo di acquisire Versace, uno dei marchi più iconici della moda, ma anche Jimmy Choo, famoso brand di scarpe di lusso reso celebre dalla serie tv Sex and the City. La notizia ha scosso il mondo della moda, lasciando tutti a chiedersi: cosa significa davvero questa mossa per il futuro del colosso italiano?
Un esborso da capogiro: 1,5-2 miliardi di euro
Le cifre sono da capogiro. L’acquisizione combinata di Versace e Jimmy Choo da parte di Prada comporterebbe un investimento che si aggira tra i 1,5 e i 2 miliardi di euro. Una somma importante che, se concretizzata, consoliderebbe ulteriormente il posizionamento di Prada nel mercato del lusso globale. Tuttavia, non sono solo i numeri a destare interesse: la qualità delle acquisizioni e i risultati economici delle griffe gioca un ruolo fondamentale nel successo di questa operazione.
Bilancio in calo: il rischio dell’operazione
Nonostante il fascino di Versace e Jimmy Choo, la realtà è che entrambe le griffe non stanno attraversando un momento particolarmente brillante. Secondo le stime, il fatturato combinato di Versace e Jimmy Choo subirà una flessione del 14% nel 2024, portando i ricavi complessivi a 1,4 miliardi di euro. Inoltre, entrambi i marchi sono in perdita operativa, una situazione che potrebbe rappresentare una sfida per Prada, specialmente nel breve periodo.
La reazione degli investitori: ottimismo misto a scetticismo
La Borsa ha accolto con favore l’annuncio, con azioni di Capri Holdings – l’attuale proprietario di Versace e Jimmy Choo – che hanno guadagnato il 6% a Wall Street. Anche Prada ha visto un aumento delle sue azioni a Hong Kong (+3,5%). Tuttavia, gli esperti sono più cauti. Secondo Equita, il prezzo di 1,5 miliardi per Versace potrebbe essere elevato, considerando anche l’acquisizione di Jimmy Choo, e potrebbero esserci dei rischi legati a una strategia troppo ambiziosa.
Le sfide del rilancio
Uno dei temi principali sollevati dagli esperti riguarda la difficoltà di rilanciare brand iconici che, purtroppo, stanno vivendo un periodo di crisi. Il rilancio di Versace, in particolare, potrebbe essere un processo lungo e impegnativo. Nonostante le competenze di Prada nel settore, che potrebbero rafforzare il posizionamento di Versace e ottimizzare la distribuzione dei suoi prodotti, l’operazione potrebbe rallentare i risultati economici di Prada e Miu Miu.
La strategia di separazione: Versace come “brand parallelo”
Se l’acquisizione dovesse andare in porto, una delle opzioni contemplate sarebbe quella di mantenere Versace come un’entità separata all’interno del gruppo. In questo modo, Prada e Miu Miu potrebbero concentrarsi sui loro successi, mentre Versace verrebbe curata e gestita con una struttura dedicata, magari anche sotto una leadership manageriale distinta. Questa strategia potrebbe consentire a Prada di gestire meglio la nuova acquisizione, senza compromettere la forza dei marchi già consolidati.
Mossa tattica… ma con qualche dubbio
In sintesi, l’acquisizione di Versace e Jimmy Choo rappresenta una mossa strategica interessante per Prada, che mira a rafforzare il suo portafoglio di brand di lusso e a entrare in nuovi segmenti di mercato. Tuttavia, l’operazione non è priva di rischi, soprattutto considerando la situazione economica dei due marchi acquisiti. Gli investitori sembrano entusiasti, ma gli esperti avvertono che ci vorrà tempo per vedere se l’acquisizione porterà i risultati sperati. In ogni caso, è chiaro che Prada sta cercando di posizionarsi come il re del lusso, ma dovrà fare attenzione a non esagerare con le operazioni, rischiando di diluire troppo il suo focus. L’acquisizione di Versace e Jimmy Choo è solo l’inizio di una lunga corsa per diventare il numero uno nel mondo del lusso. Ma la strada è ancora tutta in salita…
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Moda
Dua Lipa e Donatella Versace insieme nella moda: a Cannes debutta La Vacanza, la collezione più attesa dell’estate
Dua Lipa entra ufficialmente nell’universo Versace collaborando con Donatella alla creazione di La Vacanza, nuova capsule estiva che sarà presentata a Cannes.
Dua Lipa ormai non si accontenta più di dominare classifiche, red carpet e social network. La pop star britannica continua a espandere il proprio impero glamour e stavolta entra direttamente nel cuore dell’alta moda italiana al fianco di Donatella Versace. Le due hanno infatti lavorato insieme alla creazione di La Vacanza, nuova collezione donna pensata per l’estate e destinata già da ora a diventare uno degli eventi fashion più chiacchierati della stagione.
Il debutto ufficiale è fissato per il prossimo 23 maggio a Cannes, durante una sfilata che promette di trasformare la Croisette in una gigantesca passerella pop-luxury.
Dua Lipa entra nell’universo Versace
Che Dua Lipa fosse ormai molto più di una semplice cantante era chiaro da tempo. Negli ultimi anni l’artista ha costruito un’immagine fortissima nel mondo della moda, diventando una delle celebrity più richieste dai grandi marchi internazionali.
La collaborazione con Donatella Versace, però, segna un salto ulteriore. Non più soltanto testimonial o musa glamour, ma vera co-creatrice di una collezione sviluppata a quattro mani insieme alla regina della maison italiana.
Il nome scelto, La Vacanza, racconta già perfettamente l’atmosfera del progetto: estate mediterranea, sensualità, lusso sfacciato e quell’estetica vacanziera ultra glamour che sia Dua Lipa sia Versace maneggiano ormai come poche altre figure al mondo.
Cannes si prepara alla sfilata più glamour dell’estate
La presentazione della collezione avverrà il 23 maggio a Cannes, luogo ormai diventato molto più di un semplice festival cinematografico. La Croisette si conferma sempre di più il punto d’incontro tra cinema, musica, moda e celebrity culture globale.
E la scelta di Cannes non sembra affatto casuale. Dua Lipa e Donatella Versace rappresentano infatti due mondi capaci di vivere perfettamente dentro quell’immaginario fatto di lusso internazionale, sensualità ostentata e attenzione spasmodica dei social.
Naturalmente attorno alla collezione il mistero resta ancora quasi totale. Nessuna anticipazione concreta sui capi, pochi dettagli e molta attesa. Strategia perfetta per alimentare curiosità e hype online.
Donatella Versace continua a trasformare il brand in cultura pop
Negli ultimi anni Donatella Versace ha dimostrato di saper dialogare con il mondo pop contemporaneo meglio di molte maison storiche. Collaborazioni con celebrity, eventi costruiti per diventare virali e un’estetica immediatamente riconoscibile hanno trasformato Versace in qualcosa che va oltre la moda.
L’arrivo di Dua Lipa dentro questo universo sembra quindi quasi inevitabile. La cantante incarna perfettamente quella femminilità potente, sexy e iper mediatica che il marchio italiano porta avanti da decenni.
Ora non resta davvero che attendere Cannes per capire se La Vacanza sarà soltanto una capsule glamour o il prossimo grande terremoto fashion-pop dell’estate 2026.
Moda
Cannes, il ritorno di Chiara Ferragni sul red carpet: eleganza d’archivio e riflettori internazionali
Un abito d’archivio, il tappeto rosso della Costa Azzurra e una presenza ormai familiare ai fotografi internazionali: Ferragni riaccende l’attenzione su uno dei palcoscenici più osservati del cinema mondiale, mentre sui social si riapre il dibattito sul suo rapporto con il grande cinema e la moda.
Il red carpet della Croisette ha ritrovato uno dei suoi volti più riconoscibili degli ultimi anni. Chiara Ferragni è tornata a sfilare al Festival di Cannes in occasione della 70ª edizione, confermando una presenza ormai ricorrente tra cinema e moda internazionale.
Per la sua apparizione l’imprenditrice digitale ha scelto un abito scuro d’archivio firmato Roberto Cavalli, caratterizzato da lavorazioni floreali e abbinato a gioielli di alta gamma. Un look costruito nel segno dell’eleganza classica, in linea con molte delle scelte che negli anni hanno accompagnato le sue presenze sulla Croisette.
La sua partecipazione si inserisce nell’ambito delle proiezioni e delle anteprime che ogni anno affiancano il concorso ufficiale del festival. In questa edizione, secondo il programma diffuso dagli organizzatori, tra i titoli presentati figura anche Garance, film diretto dalla regista francese Jeanne Herry, già nota per lavori come La brava moglie e Je verrai toujours vos visages. La presenza di Ferragni è stata associata alla serata di anteprima, uno dei momenti più seguiti dai media internazionali.
Una presenza ormai “storica” a Cannes
Il legame tra Chiara Ferragni e il Festival di Cannes non nasce oggi. Nel corso degli anni la sua comparsa sul red carpet è diventata quasi una costante della manifestazione, spesso osservata più per il lato moda che per quello strettamente cinematografico.
- Nel 2011 aveva partecipato durante il periodo di promozione legato a Habemus Papam di Nanni Moretti, in una delle sue prime apparizioni internazionali.
- Nel 2013 era tornata per la presentazione di Behind the Candelabra di Steven Soderbergh.
- Nel 2018 la sua presenza aveva attirato attenzione anche per il look scelto, in pieno periodo post-maternità.
- Nel 2019 aveva partecipato alla première di Once Upon a Time in Hollywood di Quentin Tarantino, una delle serate più mediatiche di quell’edizione.
- Nel 2021 era stata tra gli ospiti legati alla presentazione di Stillwater.
Una sequenza che racconta più un percorso di presenza mediatica e fashion system che una carriera cinematografica, ma che ha consolidato la sua visibilità internazionale anche fuori dall’Italia.
Tra moda, immagine e narrazione social
Il ritorno a Cannes rilancia, come spesso accade, anche la lettura più ampia della sua figura pubblica: quella di imprenditrice digitale capace di muoversi tra moda, comunicazione e intrattenimento.
Negli ultimi anni la sua immagine è stata al centro di trasformazioni personali e professionali molto discusse, soprattutto dopo la separazione da Fedez e la ridefinizione del suo ruolo pubblico. Tuttavia, al momento, non risultano conferme ufficiali su nuove relazioni sentimentali diffuse da fonti dirette o dichiarazioni della diretta interessata: si tratta quindi di elementi che restano nel perimetro delle indiscrezioni non verificate.
Il significato del ritorno
Più che un semplice passaggio sul tappeto rosso, la presenza di Ferragni a Cannes si inserisce in una dinamica ormai consolidata: quella di un personaggio nato nel digitale che continua a trovare nel grande evento internazionale uno spazio di visibilità trasversale, dove moda, cinema e comunicazione si sovrappongono.
E se il Festival di Cannes resta soprattutto una vetrina per il cinema mondiale, è anche vero che ogni anno il red carpet racconta un’altra storia parallela: quella dei protagonisti della cultura pop contemporanea.
Moda
Il grande ritorno dei pinocchietti: quei pantaloni che ci imbarazzano nelle foto e ora tornano a dettare legge
Li avevamo archiviati insieme ai glitter sugli occhi, ai telefoni a conchiglia e alle suonerie polifoniche. E invece eccoli di nuovo: i pantaloni simbolo degli anni Duemila tornano sulle passerelle, ma con un nome più chic e una reputazione tutta da rifarsi.
Ci sono traumi che il tempo non cancella. Per qualcuno è la frangetta tagliata da soli davanti allo specchio. Per altri, il ricordo indelebile dei pantaloni pinocchietto sfoggiati con orgoglio nei primi anni Duemila. Quelli a vita bassissima, spesso elasticizzati, lunghi fino a metà polpaccio e rigorosamente abbinati a top microscopici. Un mix che oggi suscita la stessa reazione di certe vecchie suonerie scaricate dal cellulare: nostalgia, sì, ma anche un leggero imbarazzo.
Eppure, contro ogni previsione, eccoli tornati. Solo che guai a chiamarli “pinocchietti”. Oggi il loro nome è molto più sofisticato: Capri pants. Perché nella moda basta cambiare etichetta e persino un vecchio incubo adolescenziale può rinascere come oggetto del desiderio.
Chi è cresciuto tra MTV, poster di popstar e jeans talmente bassi da sfidare le leggi della fisica ricorda bene quel periodo. Celebrità come Britney Spears, Jennifer Lopez, Christina Aguilera e Mischa Barton li sfoggiavano ovunque: red carpet, videoclip, paparazzate casualmente studiatissime. Le teenager facevano il resto, inseguendo quel look con risultati spesso discutibili e fotografie che oggi andrebbero custodite in cassaforte.
La verità, però, è che questi pantaloni hanno una storia molto più nobile di quella raccontata dalle cronache Y2K. Il modello originale nasce negli anni Cinquanta e deve la sua fama all’isola di Capri, dove divenne simbolo di un’eleganza rilassata e mediterranea.
La leggenda attribuisce la loro consacrazione alla stilista tedesca Sonja de Lennart, che li ideò nel dopoguerra, mentre a renderli immortali furono icone come Audrey Hepburn, Brigitte Bardot e Jacqueline Kennedy Onassis. Addosso a loro erano il manifesto della Dolce Vita: essenziali, raffinati, appena sopra la caviglia.
E qui sta il punto: i veri Capri pants non sono i cugini rumorosi e tamarri che ricordiamo dai primi Duemila. Niente spacchetti improbabili, niente tessuti luccicanti, niente strass applicati con generosità creativa. La versione che sta tornando nel 2026 recupera linee pulite, tagli sartoriali e un minimalismo molto più sofisticato.
Le passerelle internazionali li hanno riproposti in chiave elegante, abbinati a camicie leggere, ballerine e blazer strutturati. Insomma: meno popstar in videoclip, più diva che sorseggia limonata guardando il mare.
La rinascita dei Capri pants racconta una verità eterna del guardaroba: la moda è ciclica, ma ha una memoria selettiva. Prende ciò che un tempo ci faceva sorridere, lo ripulisce, gli dà un nome francese o anglofono e ce lo restituisce come novità assoluta.
Il consiglio, quindi, è semplice: se ritrovate in soffitta quei vecchi pinocchietti, non ridete troppo. Con un taglio giusto e qualche abbinamento azzeccato potrebbero tornare utili.
Anche perché la moda perdona tutto. Tranne forse le foto del 2004 con ombelico scoperto e cintura di strass. Quelle no, restano prove a carico.
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