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Lifestyle

Se sei utente TikTok c’è una novità per te: Whee…

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    TikTok ha guadagnato il suo posto tra le app più note per svariati motivi. Innanzitutto l’erogazione di contenuti creativi e coinvolgenti. Si tratta di una piattaforma che permette agli utenti di creare video brevi, divertenti e creativi. Questo tipo di contenuto è molto popolare tra i giovani e ha contribuito al suo successo. La facilità d’uso, la viralità, l’interazione e partecipazione degli utenti rappresentano altri plus di questo social, in grado di creare un senso di coinvolgimento e di comunità online molto forte. In generale, TikTok ha saputo capitalizzare su questi elementi, creando una piattaforma sociale dinamica e coinvolgente che ha riscosso un grande successo tra i giovani e non solo.

    Un cambio di rotta o una semplice integrazione?

    Con il formato shorts video, riporta in voga – per esempio – brani musicali e mode del passato e unito la community attraverso le famose challenge e hastagh #. Insomma… è il formato video che ha reso TikTok il social che è oggi, anche sla piattaforma ha deciso di investire in qualcosa di diverso, annunciando il lancio di Whee.

    Un luogo dove stare fra amici

    Le alte sfere di TikTok così presentano la novità: “Whee è una nuova app creata per tenervi in contatto con i vostri amici più stretti attraverso momenti di vita reale, catturando e condividendo foto che solo i vostri amici possono vedere, permettendovi di essere più autentici. Whee è il posto migliore per gli amici intimi per condividere i momenti della vita”. In altre parole… uno spazio dedicato alle foto e messaggistica disponibile in 71 Paesi.

    La pubblicità è l’anima del commercio

    TikTok non sembra aver ancora stanziato alcun budget per il marketing dell’applicazione, ad esempio annunci di ricerca sugli app store o altro genere di promozioni. Questo può voler dire tutto o niente… anche se in molti non credono che ci sia, da parte del social, un’intenzione di rivoluzionare l’attuale assetto. Per il momento, le statistiche indicano che l’app fino ad oggi è stata scaricata circa 23.000 volte. Per gli osservatori del settore Whee contempla molte analogie con Instagram e non godrà del successo sperato.

    Tanti strumenti in più per i creators

    Whee è solo l’ultima delle svariate novità lanciate dal sociale, nel tentativo costante di offrire sempre cose nuove ai propri utenti. Tra le ultime ci sono gli strumenti AI progettati per supportare la fase di creazione dei contenuti dei marketer e creator grazie all’uso di Symphony Assistant, una nuova suite di soluzioni creative alimentate dall’intelligenza artificiale generativa, per ora in fase beta.

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      Cucina

      Come pulire la bistecchiera in ghisa senza rovinarla: i trucchi per farla durare una vita

      Robusta, versatile e amata dagli appassionati di cucina, la bistecchiera in ghisa può accompagnare per decenni le preparazioni domestiche. Ma attenzione: per mantenerla efficiente occorrono cure particolari. Ecco gli errori da evitare e i metodi più efficaci per pulirla senza danneggiarla.

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      Come pulire la bistecchiera in ghisa senza rovinarla: i trucchi per farla durare una vita

        La bistecchiera in ghisa è uno degli utensili più apprezzati nelle cucine di tutto il mondo. Grazie alla sua capacità di trattenere e distribuire uniformemente il calore, permette di ottenere carni ben rosolate, verdure grigliate e persino focacce dalla crosta croccante. Non a caso molte bistecchiere in ghisa vengono tramandate di generazione in generazione.

        Tuttavia, proprio la particolare natura di questo materiale richiede attenzioni specifiche. A differenza delle comuni pentole antiaderenti, la ghisa non ama detergenti aggressivi, lunghi ammolli o lavaggi in lavastoviglie. Una pulizia sbagliata può favorire la comparsa della ruggine e compromettere la superficie protettiva che si forma nel tempo.

        Perché la ghisa è così speciale

        La ghisa è una lega di ferro e carbonio caratterizzata da una notevole resistenza e da una straordinaria capacità di accumulare calore. Con l’utilizzo, sulla superficie si crea una patina naturale chiamata “stagionatura”, ottenuta grazie agli oli che penetrano nei pori del metallo durante la cottura.

        Questa pellicola protettiva svolge una doppia funzione: aiuta a limitare l’adesione degli alimenti e protegge il metallo dall’ossidazione. Per questo motivo gli esperti consigliano di preservarla il più possibile.

        La pulizia quotidiana dopo l’uso

        Dopo aver utilizzato la bistecchiera, è preferibile lasciarla raffreddare leggermente senza attendere troppo tempo. Quando è ancora tiepida, si possono eliminare i residui di cibo con una spatola di legno o una spazzola dalle setole non abrasive.

        Successivamente basta risciacquare con acqua calda. Se necessario si può utilizzare una piccola quantità di detergente delicato, anche se molti produttori suggeriscono di limitarne l’uso per non alterare la stagionatura.

        Una volta terminato il lavaggio, l’asciugatura deve essere immediata e accurata. L’umidità è infatti il principale nemico della ghisa.

        Come eliminare le incrostazioni più ostinate

        Quando sulla superficie restano residui particolarmente tenaci, esiste un rimedio semplice e sicuro. Si può versare un sottile strato d’acqua nella bistecchiera e portarla per qualche minuto sul fuoco. Il calore aiuterà a sciogliere le incrostazioni rendendole più facili da rimuovere.

        In alternativa è possibile utilizzare sale grosso e carta da cucina per strofinare delicatamente la superficie. Questo metodo consente di eliminare i residui senza graffiare il metallo.

        Gli errori da evitare

        Ci sono alcune abitudini che possono ridurre la durata della bistecchiera. La più comune è lasciarla immersa nell’acqua per molte ore. Anche il lavaggio in lavastoviglie è generalmente sconsigliato, perché l’umidità prolungata e i detergenti aggressivi possono favorire la formazione di ruggine.

        Da evitare anche le pagliette metalliche troppo abrasive, che rischiano di asportare la patina protettiva costruita nel tempo.

        Il segreto per mantenerla perfetta

        Dopo ogni pulizia, molti esperti consigliano di passare sulla superficie un velo sottilissimo di olio vegetale. La bistecchiera può poi essere riscaldata per pochi minuti affinché l’olio si distribuisca uniformemente.

        Questo semplice gesto contribuisce a preservare la stagionatura e a mantenere la ghisa in condizioni ottimali per anni.

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          Animali

          Latte al gatto: coccola innocente o abitudine da rivedere? Il “caso” del cartone del supermercato divide i padroni di felini

          Sui social è l’ennesima discussione tra chi lo considera un gesto d’affetto e chi un errore alimentare: dare latte vaccino ai gatti, soprattutto quello in tetrapak del supermercato, è davvero sicuro?

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          Latte al gatto: coccola innocente o abitudine da rivedere? Il “caso” del cartone del supermercato divide i padroni di felini

            Tra video teneri e scene domestiche virali, il gesto è diventato quasi un “classico da gattaro”: versare un po’ di latte nel piattino e vedere il micio avvicinarsi curioso. Ma dietro quell’immagine da copertina si nasconde una domanda più seria. Il latte vaccino, soprattutto quello a lunga conservazione in tetrapak del supermercato, è davvero adatto ai gatti?

            La risposta della medicina veterinaria è piuttosto chiara, anche se spesso ignorata: nella maggior parte dei casi, no. I gatti adulti, infatti, tendono a perdere l’enzima lattasi dopo lo svezzamento, quello necessario per digerire il lattosio. Questo significa che il latte di mucca può risultare difficile da assimilare e provocare disturbi gastrointestinali come diarrea, gonfiore o vomito.

            Non si tratta quindi di un alimento tossico in senso stretto, ma di un cibo “problematico” per molti felini. E la versione in cartone del supermercato, che è latte vaccino standard (anche UHT), non fa eccezione: il trattamento industriale ne modifica la conservazione, non la composizione del lattosio.

            Il mito del gatto che beve latte nasce da un’immagine culturale molto radicata, ma poco aderente alla realtà biologica dell’animale domestico moderno. I gattini, in effetti, possono digerire il latte materno o formulazioni specifiche per l’allevamento, ma una volta cresciuti le cose cambiano radicalmente.

            Diverso è il discorso per i prodotti pensati appositamente per loro: oggi in commercio esistono “latte per gatti” senza lattosio, studiati proprio per evitare problemi digestivi. Anche questi, però, non sono indispensabili e vanno considerati più come uno sfizio occasionale che come parte della dieta quotidiana.

            Il consiglio più diffuso tra i veterinari è semplice: acqua fresca sempre a disposizione e alimentazione bilanciata specifica per felini. Il latte vaccino, se proprio viene offerto, dovrebbe essere solo una piccola eccezione e con molta cautela, osservando eventuali reazioni dell’animale.

            Insomma, nessun allarme e nessun divieto assoluto, ma una raccomandazione chiara. Ciò che per noi è una coccola “da infanzia”, per il gatto può trasformarsi in un piccolo disagio digestivo. E il micio, più che il gusto, potrebbe non gradire le conseguenze.

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              Società

              Vacanze a casa ma senza noia: come organizzare l’estate perfetta senza partire

              C’è chi resta a casa per scelta e chi per necessità, ma l’estate in città può diventare una vacanza alternativa, rigenerante e persino divertente. Ecco come trasformare agosto tra le mura domestiche in un piccolo paradiso personale.

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                Non tutti partono. E non tutti vogliono partire. Per qualcuno l’estate è quel momento dell’anno in cui finalmente il tempo rallenta, la città si svuota e si può respirare. Sì, anche restando a casa. La cosiddetta “staycation”, ovvero le vacanze senza valigia, può essere l’occasione ideale per staccare davvero, senza stress da partenze, valigie dimenticate o code in autostrada. Ma per riuscirci, serve un piano.

                1. Creare un ritmo nuovo
                La prima regola d’oro è cambiare abitudini. Se continui a vivere le giornate come sempre, non ti sembrerà mai vacanza. Svegliati più tardi (o prima, se vuoi approfittare del fresco), prendi la colazione sul balcone, concediti il lusso di leggere un libro intero o di guardare una serie tv senza sensi di colpa.

                2. Trasformare la casa
                Non è necessario avere una piscina per sentirsi in ferie. Bastano una sdraio, una pianta tropicale comprata all’Ikea e un telo colorato per creare un angolo relax in terrazzo o sul pianerottolo. Luci soffuse, candele profumate e musica chill: l’atmosfera cambia tutto.

                3. Viaggiare con il palato
                Ogni giorno una meta diversa… a tavola. Cucinare piatti esotici, organizzare aperitivi ispirati a paesi lontani o semplicemente ordinare cibo etnico da asporto può trasformare una cena in un viaggio. Grecia, Marocco, Thailandia: basta una ricetta per evadere.

                4. Esplorare il proprio quartiere
                Passeggiate all’alba, visite a mostre che non hai mai avuto tempo di vedere, picnic in un parco. Ogni città, anche d’estate, nasconde angoli nuovi da scoprire. E se proprio vuoi l’effetto “gita fuori porta”, esplora i dintorni con brevi escursioni giornaliere.

                5. Prendersi cura di sé
                Il vero lusso, in vacanza, è avere tempo. Per sé, per il proprio corpo, per la mente. Un corso di yoga al parco, una maschera viso fatta in casa, un bagno lungo e silenzioso possono diventare rituali di benessere.

                6. Coinvolgere gli amici rimasti in città
                Non sei l’unico a non essere partito. Organizza cene in terrazza, serate cinema all’aperto con proiettore fai-da-te, tornei di carte o giochi da tavolo. L’estate è più bella se condivisa.

                Alla fine, non è questione di chilometri percorsi, ma di come si vive il tempo libero. E a volte, restando a casa, si scopre di avere già tutto quello che serve per una vacanza perfetta.

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