Viaggi
Stessa spiaggia stesso mare? Neanche per sogno…
Il nostro Paese vanta alcune delle spiagge più belle come dimostrato dalla presenza di Cala Mariolu in Sardegna e quella dei Conigli a Lampedusa nella lista delle migliori 50 più belle a apprezzate al mondo.
“Per quest’anno non cambiare stessa spiaggia stesso mare”, era questo il ritornello di una delle canzoni più conosciute di Edoardo Vianello. Una hit del 1963. Sicuramente l’Italia vanta alcune delle spiagge più belle al mondo, come dimostrato dalla presenza di Cala Mariolu in Sardegna e quella dei Conigli a Lampedusa nella lista delle migliori 50 più belle a apprezzate al mondo.
Restiamo in Italia che ne vale la pena
Ma il nostro Paese prima di Grecia, Spagna, Marocco, Francia e Croazia offre una infinità di cale, calette e lunghi litorali dove godersi una giornata di mare. Il nostro Meridione e buona parte delle coste isolane, per esempio, a differenza di quasi tutta la parte costiera del centro Italia offre lunghissimi tratti battigia libera. Senza lidi a pagamento. Una più spettacolare dell’altra. A iniziare dal Cilento, scendendo verso la Calabria ionica e, parzialmente anche quella bagnata dal mare Tirreno, per risalire verso le coste della Puglia e più su verso le coste abruzzesi e marchigiane.
Le ‘meglio‘ spiagge italiane che meritano una visita almeno una volta nella vita
- Spiaggia di Cala Goloritzé, Sardegna: Con il suo pinnacolo roccioso che si innalza maestoso sulla baia, è protetta da regolamenti che ne preservano la bellezza naturale.
- Spiaggia dei Conigli, Lampedusa: Una delle più iconiche d’Italia, situata in una riserva naturale marina protetta, offre un mare cristallino e una sabbia bianca incredibilmente fine.
- Costa di San Vito Lo Capo, Sicilia: Con una sabbia dorata e acque cristalline, questa spiaggia è incorniciata da un suggestivo scenario naturale con il Monte Monaco sullo sfondo.
- Spiaggia delle Due Sorelle, Marche: Accessibile solo via mare o tramite un sentiero panoramico, questa spiaggia si trova sotto due imponenti faraglioni che sembrano due sorelle.
- Spiaggia di Tropea, Calabria: Si trova ai piedi dell’incantevole cittadina di Tropea, questa spiaggia offre una vista davvero unica sul mare cristallino e sulla caratteristica rocca sovrastante.
- Spiaggia del Poetto, Sardegna: proprio accanto alla città di Cagliari, questa lunga spiaggia di sabbia offre una vasta disponibilità di servizi e un mare ideale per il nuoto e gli sport acquatici.
- Spiaggia di Cala Rossa, Sicilia: Si trova sull’isola di Favignana una spiaggia che incanta con le sue acque turchesi e il paesaggio circostante punteggiato da scogliere rossastre.
- Spiaggia di Marina Grande, Amalfi: Incastonata tra le montagne e il mare, questa spiaggia offre una vista spettacolare sulla costiera amalfitana e un’atmosfera fiabesca.
- Spiaggia di Baia delle Zagare, Puglia: E’ la “Spiaggia dei due giganti”, con una baia incantevole è caratterizzata da scogliere bianche e acque cristalline.
- Litorale di Capo Vaticano, Calabria: Sabbia bianca, acque trasparenti, questa spiaggia è una delle gemme della Costa degli Dei in Calabria.
Sono solo alcune delle meraviglie italiane che vale la pena esplorare almeno una volta per vivere esperienze indimenticabili.













Ma se proprio proprio volete andare all’estero…
Le 50 più belle del mondo, escluse le italiane
Trunk Bay – Stati Uniti
Baia di Meads – Anguilla
Costa di Entalula – Filippine
Spiaggia di Voutoumi – Grecia
Talbot Bay – Australia
Costa rosa – Indonesia
Anse georgette – Seychelles
Laguna Verde – Polinesia Francese
Isola del Ferro di Cavallo – Myanmar
Calo des Moro – Spagna
Le Morne Beach – Mauritius
Cala di Aharen – Giappone
Costa di Lanikai – Hawaii
One Foot Island – Isole Cook
Playa Balandra – Messico
Grace Bay – Isole Turks e Caicos
Baia di Puinn – Norvegia
Anchor Bay Beach – Australia
Gardner Beach – Ecuador
Anse Source D’Argent – Seychelles
Costa della Libertà – Thailand
Cayo de Agua – Venezuela
Praia de Marinha – Portogallo
Seven Mile Beach – Isole Cayman
Grote Knip – Curçao
Horseshoe Bay – Bermuda
Litorale di Fteri – Grecia
Baia di Maundays – Anguilla
Cayo Zapatilla – Panama
Costa dei Massi – Sud Africa
Wharton Beach – Australia
Grand Anse – Grenada
Baia do Sancho – Brasile
Costa Kelebekler Vadisi – Turchia
Colombier Beach – St. Barth
Playa Xpu Ha – Messico
Kelingking Beach – Indonesia
Spiaggia di Kapalua Bay – Hawaii
Picco dei Diamanti – Islanda
Pipe Greek Sandbar – Bahamas
Cayo Levantado – Repubblica Domenicana
Henderson Beach – Stati Uniti
Bon Bon Beach – Filippine
Cathedral Cove Beach – Nuova Zelanda
Playa Varadero – Cuba
Kynance Cove – Regno Unito
Costa dell’Aquila – Aruba
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Viaggi
Viaggi, i dieci accessori da mettere sempre in valigia per partire senza stress: gli oggetti più utili che rischiamo di dimenticare
Prepararsi al meglio per un viaggio significa avere a disposizione gli accessori giusti. Con questi dieci elementi essenziali, è possibile affrontare ogni viaggio con serenità, godendoci ogni momento senza preoccupazioni.
Che si parta per un weekend romantico, una trasferta di lavoro o un’avventura dall’altra parte del mondo, preparare la valigia può trasformarsi in una piccola impresa. Vestiti, scarpe e documenti occupano tutti i nostri pensieri, mentre gli accessori più utili finiscono spesso dimenticati in qualche cassetto. Eppure bastano pochi oggetti, scelti con attenzione, per risparmiare spazio, evitare imprevisti e rendere il viaggio decisamente più confortevole.
Tecnologia e organizzazione: i primi quattro indispensabili
1. Adattatore universale. Fondamentale per chi viaggia all’estero, permette di collegare smartphone, computer e altri dispositivi alle prese utilizzate nei diversi Paesi. Meglio scegliere un modello compatto, con porte USB integrate, verificando la compatibilità elettrica.
2. Bilancia digitale per valigie. Piccola e leggera, consente di controllare il peso del bagaglio prima di raggiungere l’aeroporto, evitando supplementi imprevisti al check-in.
3. Custodia per cavi elettronici. Caricabatterie, auricolari, adattatori e cavetti trovano finalmente un posto preciso. Le versioni impermeabili proteggono anche dall’umidità.
4. Organizer per valigie. Sacchetti e contenitori di diverse dimensioni aiutano a separare indumenti, biancheria e accessori, sfruttando meglio lo spazio disponibile.
Liquidi, vestiti e comfort: altri tre alleati preziosi
5. Kit per liquidi e creme. Flaconi riutilizzabili, preferibilmente sotto i 100 ml, permettono di trasportare shampoo, detergenti e cosmetici senza portarsi dietro le confezioni originali. Prima del volo conviene verificare le regole dell’aeroporto.
6. Sacchetti arrotolabili salvaspazio. Permettono di comprimere gli indumenti senza aspirapolvere e di separare quelli puliti dai capi già utilizzati. Utili soprattutto nei viaggi con molti cambi d’abito.
7. Supporto per smartphone. Un piccolo accessorio regolabile può rendere più comodo guardare un film o partecipare a una videochiamata durante le soste e i lunghi trasferimenti.
Pioggia, soste e lunghi tragitti: gli ultimi tre accessori
8. Coperta pieghevole. Leggera, lavabile e poco ingombrante, è perfetta per un picnic, una sosta in un parco o una giornata all’aperto. I modelli impermeabili proteggono anche dall’umidità del terreno.
9. Mini ombrello tascabile. In autunno diventa ancora più prezioso. I modelli ultracompatti entrano facilmente nello zaino o nella borsa e permettono di affrontare un acquazzone improvviso senza ritrovarsi completamente bagnati.
10. Cuscino da viaggio in memory foam. Particolarmente utile durante i voli lunghi e i trasferimenti in treno o autobus, sostiene il collo e rende più confortevole il riposo. Meglio sceglierlo con rivestimento sfoderabile e lavabile.
Il trucco per non dimenticare nulla
La soluzione più pratica è preparare una piccola lista degli accessori da controllare prima di ogni partenza, adattandola alla destinazione e alla durata del soggiorno. Non occorre acquistare tutto: spesso gli oggetti più utili sono già in casa, ma ci ricordiamo della loro esistenza soltanto quando ne avremmo bisogno a centinaia di chilometri di distanza.
Viaggi
Roma è la città più bella d’Italia da scoprire a piedi? Dai parchi segreti al buco della serratura, le passeggiate che lasciano senza fiato
Fine primavera e inizio estate sono momenti ideali per camminare all’aria aperta. C’è chi sceglie di fare trekking al mare o in montagna e chi invece decide di camminare proprio in città. Prima di tutto perché nel week end c’è più calma, i residenti migrano al mare o in campagna e il tempo si dilata.
L’Italia è un paradiso per chi ama camminare. Tra paesaggi naturali, città d’arte, borghi e sentieri, ogni stagione offre occasioni per riscoprire il piacere di muoversi all’aria aperta. Primavera e autunno sono particolarmente piacevoli, ma anche l’estate regala splendide passeggiate, scegliendo le ore più fresche. E se c’è una città capace di trasformare una semplice camminata in un viaggio attraverso secoli di storia, quella città è Roma.
Camminare fa bene: perché riscoprire le passeggiate
Non servono scarpe da maratoneta né allenamenti particolari per cominciare. Camminare regolarmente aiuta a mantenersi attivi, favorisce il benessere cardiovascolare e permette di scaricare lo stress. I famosi 10mila passi quotidiani possono essere un obiettivo motivante, ma non rappresentano una soglia obbligatoria: anche distanze inferiori apportano benefici.
E gli italiani, circondati da migliaia di itinerari tra mare, montagna e città, hanno soltanto l’imbarazzo della scelta.
Roma, una città da scoprire passeggiando
Il traffico del Grande Raccordo Anulare e le folle intorno al Colosseo potrebbero far pensare il contrario, ma Roma custodisce alcuni dei percorsi pedonali più affascinanti d’Italia. Oltre alle piazze monumentali e alle strade del centro storico, la Capitale possiede un patrimonio straordinario di ville e parchi pubblici.
Tra i luoghi più suggestivi spicca il Parco degli Acquedotti, dove gli imponenti resti degli acquedotti romani attraversano grandi distese verdi. Camminare qui significa ritrovarsi immersi nella campagna romana, con la storia antica a fare da scenografia.
Villa Pamphili, il paradiso dei camminatori
Villa Doria Pamphilj è una delle mete preferite da chi vuole abbinare movimento e relax. I suoi sentieri attraversano prati, alberi secolari e zone ombreggiate, offrendo percorsi adatti a passeggiate tranquille e allenamenti più impegnativi.
Non mancano spazi per esercizi a corpo libero, attività sportive e yoga, lontano dal rumore delle strade cittadine.
Villa Borghese, una passeggiata nel cuore di Roma
A pochi passi dal centro, Villa Borghese offre un intreccio di viali alberati, giardini e scorci romantici. Il laghetto con il Tempio di Esculapio è una delle tappe più fotografate, mentre i sentieri permettono di passeggiare tra monumenti, musei e splendidi panorami.
Il Giardino degli Aranci e il buco della serratura
Tra le passeggiate più romantiche della Capitale c’è quella sull’Aventino. Il Giardino degli Aranci regala una vista spettacolare sulla città, soprattutto al tramonto.
Poco distante si trova il celebre Buco della serratura dell’Aventino, sulla porta del Priorato dei Cavalieri di Malta. Guardando attraverso la serratura, la cupola di San Pietro appare perfettamente incorniciata da una galleria di siepi: uno degli scorci più sorprendenti di Roma.
Viaggi
Beatles, dormire nella casa dove tutto ebbe inizio: Pete Best trasforma lo storico Casbah Club di Liverpool in un bed & breakfast
Il primo batterista dei Beatles, Pete Best, ha trasformato la sua casa – dove i Fab Four hanno mosso i primi passi, in un B&B per la gioia dei fan della band.
Essere stato un Beatle e aver perso il posto poco prima che la band diventasse il più grande fenomeno musicale del Novecento. È la storia di Pete Best, il batterista sostituito da Ringo Starr nell’agosto del 1962. Il suo nome resta però legato a uno dei luoghi più importanti nella storia del gruppo: il Casbah Coffee Club di Liverpool, dove John Lennon, Paul McCartney e George Harrison suonavano quando il successo mondiale era ancora lontanissimo. Oggi quella casa è diventata anche un bed & breakfast dedicato ai fan.
Beatles, il Casbah Club dove cominciò la leggenda
La storia del Casbah comincia nel 1959, quando Mona Best, madre di Pete, decide di trasformare il seminterrato della propria abitazione vittoriana in un locale musicale per ragazzi.
Il club apre il 29 agosto con un’esibizione dei Quarrymen, il gruppo dal quale sarebbero nati i Beatles. Lennon, McCartney e Harrison contribuiscono personalmente alla sistemazione degli ambienti, dipingendo pareti e soffitti.
Ancora oggi sono visibili tracce di quel lavoro, insieme alle decorazioni originali e al nome di John Lennon inciso su una parete. Il Casbah diventa presto un punto di riferimento per la scena musicale giovanile di Liverpool.
Pete Best, il batterista escluso prima del successo
Pete Best entra nei Beatles nel 1960 e partecipa alle prime esperienze del gruppo ad Amburgo. Due anni dopo viene sostituito da Ringo Starr, proprio mentre la band si prepara alla svolta discografica.
L’esclusione segna profondamente la sua vita, anche dal punto di vista economico. Best continua tuttavia a suonare e, con il passare degli anni, recupera un rapporto più sereno con il proprio passato.
Ripensando alla sua esperienza, ha raccontato di aver vissuto sessant’anni straordinari sia come Pete sia come ex Beatle. Un modo per rivendicare una storia personale che non si esaurisce nell’occasione perduta.
Il Casbah Club diventa un bed & breakfast
Pete Best e il fratello Roag hanno trasformato parte dell’abitazione di famiglia in una struttura ricettiva. Il progetto permette ai visitatori di soggiornare nello stesso edificio in cui i futuri Beatles trascorrevano le serate tra musica e incontri.
Il seminterrato storico conserva la propria identità, mentre il piano superiore ospita cinque camere dedicate a John Lennon, Paul McCartney, George Harrison, Pete Best e Stuart Sutcliffe, il primo bassista del gruppo.
Gli ambienti sono arredati con fotografie, memorabilia e richiami alla storia dei musicisti. Nella camera dedicata a McCartney compare anche una riproduzione del suo celebre basso.
Cinque camere dedicate ai Beatles, ma Ringo non c’è
Tra i nomi scelti per le camere manca quello di Ringo Starr, il batterista che prese il posto di Best. Un’assenza curiosa, ma coerente con l’obiettivo del progetto: raccontare i primi anni della band e i musicisti che frequentavano il Casbah.
L’edificio è tutelato per il suo valore storico e conserva un legame diretto con la nascita del gruppo. Per gli appassionati, soggiornarvi significa entrare in uno spazio che i Beatles contribuirono materialmente a creare.
Anche la casa di George Harrison ospita i turisti
Liverpool offre un’altra esperienza per chi vuole ripercorrere la storia dei Fab Four. Al numero 25 di Upton Green, nel quartiere di Speke, si trova la casa in cui George Harrison visse durante l’infanzia e la giovinezza.
Anche questa abitazione è stata proposta come alloggio turistico, permettendo agli appassionati di conoscere un altro luogo legato alla formazione musicale del chitarrista.
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