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Tempo libero ed interessi

Come trasformare il balcone o il terrazzo in un’oasi verde

Anche un piccolo balcone può diventare un’oasi verde, uno spazio dove rilassarsi e godere della bellezza delle piante.

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    E’ ora, è ora… con la bella stagione è ora di interessarsi degli spazi verdi, terrazzo o balconi che siano, che abbiamo disposizione. Lasciamo stare chi possiede un giardino o un parco. Loro ci hanno già pensato per tempo e sono occupati quasi tutto l’anno. Concentriamoci su chi come tanti dispone di un tarrazzo e/o dei balconi più o meno grandi. Creare uno spazio verde su balconi e terrazze è un’attività gratificante e soprattutto molto rilassante. Anche in pochi metri quadrati, è possibile progettare un ambiente accogliente, ricco di piante, colori e profumi e del nostro sudore. Ecco alcuni consigli su come organizzare il terrazzo o il balcone, quali attrezzi servono e come gestire al meglio vasi, fioriere e arredi per ottenere un angolo verde rigoglioso.

    Per prima cosa pianificare lo spazio

    Prima di iniziare, è utile analizzare le dimensioni e l’esposizione del balcone o terrazzo. Se siete esposti al sole potete immaginare una distesa di pomodori, peperoncini, lavanda, rosmarino e gerani ricadenti. Con l’esposizione all’ombra meglio puntare su begonie, fucsie, felci e hosta. Un suggerimento per tutti. Se lo spazio è limitato, sfruttare le pareti con vasi appesi o grigliati per piante rampicanti aiuta a massimizzare ogni superficie disponibile.

    Quali piante scegliere?

    Per un balcone colorato e vivace, si possono combinare le erbe aromatiche (basilico, melissa, menta, prezzemolo) facili da coltivare e soprattutto molto utili in cucina. Lascate uno spazio per gli ortaggi e i frutti in vaso (pomodori nani, peperoncini, fragole, meli colonnari) ideali anche per piccoli spazi. Volete fare schiantare di invidia il vicino? Virate su fiori resistenti come petunie, verbena, viole, lantana. che regalano colore e attirano insetti impollinatori.

    Contenitori e fioriere

    A seconda dello spaziodisponibile per contenere le vostre piante si possono scegliere cassette da ringhiera perfette per sfruttare la lunghezza del balcone. Oppure vasi quadrati che ottimizzano lo spazio rispetto ai vasi rotondi. Le fioriere rialzate sono ideali per ortaggi e piccoli alberi da frutto. Potete optare anche per vasi pensili da appendere per creare una scenografia verticale. Suggerimento: sempre meglio assicurare un buon drenaggio con fori sul fondo dei vasi e uno strato di biglie d’argilla per evitare ristagni d’acqua.

    Accessori e attrezzi indispensabili

    Per la manutenzione dello spazio verde servono terriccio di qualità specifico per piante da fiore o ortaggi. Un paio di speciali forbici da potatura per eliminare foglie secche e rami danneggiati. Un annaffiatoio o spruzzatore essenziale per l’irrigazione. Pala e rastrello anche di piccole dimensioni per sistemare il terriccio e pulire i vasi. E npn domentovae i grigliati o sostegni per far crescere piante rampicanti come nasturzi ed edera. Ma anche fagioli.

    Che arredi scegliere per creare un’atmosfera accogliente

    Un balcone verde non è solo piante, ma anche un angolo di relax! Munitevi di mobili pieghevoli ideali per recuperare spazio quando servono. Lucine e lanterne creano un’atmosfera magica nelle serate estive. Cassapanche multifunzione possono servire sia da contenitore che da seduta. Ombrellone o vela da sole utili per proteggere dal sole e rendere lo spazio più vivibile. Un suggerimento intuitivo: se il vostro balcone è esposto a sud, prevedete una zona d’ombra per evitare il calore eccessivo. Per mantenere piante rigogliose, ricordatevi di irrigare regolarmente, ma senza creare ristagni d’acqua. Eliminate le foglie secche e i fiori appassiti per favorire la crescita degli altri. Concimate ogni 2-3 settimane con fertilizzanti naturali. Ruotate i vasi per garantire una crescita uniforme da entrambi i lati delle piante.

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      Le piante che sopravvivono anche con 40 gradi sul balcone: le varietà più resistenti al caldo e al sole dell’estate

      Lavanda, rosmarino, lantana e non solo. Se il balcone è esposto al sole per gran parte della giornata, scegliere le piante giuste permette di avere fioriture spettacolari anche durante le estati più torride.

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        Con le estati sempre più calde, mantenere un balcone verde sembra diventata una missione impossibile. Foglie bruciate, terriccio secco dopo poche ore e fiori che appassiscono rapidamente sono ormai un problema comune in molte città italiane.

        La soluzione, però, non è innaffiare continuamente. Molto più importante è scegliere le specie giuste. Esistono infatti piante che, grazie alla loro origine mediterranea o desertica, riescono a sopportare temperature vicine ai 40 gradi, sole diretto e lunghi periodi di siccità senza perdere il loro fascino.

        Lavanda, rosmarino e lantana: le regine dell’estate

        La lavanda è una delle protagoniste assolute dei balconi estivi. Ama il sole pieno, teme i ristagni d’acqua e, una volta ben radicata, riesce a superare senza problemi anche le giornate più torride. In cambio regala una lunga fioritura profumata e attira api e farfalle.

        Accanto a lei trova spazio il rosmarino, che oltre a essere decorativo offre foglie sempre verdi e un aroma perfetto per la cucina. Resiste molto bene al caldo e richiede irrigazioni moderate.

        Tra le piante da fiore più spettacolari spicca invece la lantana, capace di produrre infiorescenze dai colori vivacissimi per tutta l’estate. Sopporta sole intenso, alte temperature e necessita di poca manutenzione.

        Ulivo, gerani e piante grasse: quando il caldo non fa paura

        Se lo spazio lo consente, un piccolo ulivo in vaso rappresenta una delle scelte migliori. Simbolo del Mediterraneo, affronta senza difficoltà il sole cocente e dona immediatamente un’atmosfera elegante a terrazzi e balconi.

        Anche i gerani, da sempre protagonisti delle estati italiane, continuano a essere una soluzione vincente. Con qualche annaffiatura regolare e la rimozione dei fiori secchi mantengono una fioritura abbondante fino all’autunno.

        Per chi ha poco tempo restano imbattibili le piante succulente, come Echeveria, Sedum, Aloe e Agave. Accumulano acqua nelle foglie e resistono per giorni senza irrigazione, rendendole perfette anche per chi parte spesso nei weekend.

        Non è solo questione di specie: conta anche il vaso

        Anche la pianta più resistente può soffrire se coltivata nel contenitore sbagliato.

        I vasi in terracotta aiutano il terreno a respirare meglio rispetto a quelli in plastica, mentre uno strato di argilla espansa sul fondo favorisce il drenaggio ed evita ristagni che potrebbero danneggiare le radici.

        Anche una leggera pacciamatura con corteccia o lapillo vulcanico contribuisce a mantenere il terreno fresco più a lungo, limitando l’evaporazione durante le ore più calde.

        I tre errori che fanno morire le piante anche se resistono al caldo

        Molti pensano che, con temperature elevate, sia necessario annaffiare continuamente. In realtà irrigazioni frequenti e superficiali favoriscono radici deboli.

        Molto meglio bagnare abbondantemente il terreno la mattina presto o dopo il tramonto, lasciando poi asciugare leggermente il substrato prima dell’intervento successivo.

        Un altro errore consiste nel bagnare foglie e fiori nelle ore centrali della giornata: le gocce d’acqua possono aumentare lo stress della pianta e favorire scottature.

        Infine, attenzione ai sottovasi pieni d’acqua. Se per alcune ore possono offrire un piccolo aiuto durante le giornate più torride, lasciarli costantemente pieni favorisce marciumi radicali e compromette la salute della pianta.

        Con la scelta delle specie giuste e qualche semplice accorgimento, anche un balcone esposto al sole tutto il giorno può trasformarsi in un piccolo giardino mediterraneo, ricco di colori, profumi e fioriture che resistono senza paura alle estati più calde.

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          Frutti di bosco, quali raccogliere in estate e dove trovarli: la guida per riconoscerli senza rischi

          Passeggiare nei boschi alla ricerca di piccoli frutti è una tradizione che unisce natura e gastronomia. Ma serve attenzione: non tutte le bacche sono commestibili e la raccolta richiede alcune semplici regole.

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            L’estate è la stagione ideale per i frutti di bosco. Profumati, ricchi di vitamine e antiossidanti, sono protagonisti di marmellate, dolci, macedonie e dessert, ma anche di escursioni tra montagne e colline. Tra giugno e settembre molti boschi italiani si trasformano in una vera dispensa naturale, offrendo raccolti spontanei a chi conosce il territorio e rispetta l’ambiente.

            Prima di riempire il cestino, però, è fondamentale sapere riconoscere le specie commestibili ed evitare di raccogliere bacche di cui non si è assolutamente certi.

            Quali sono di stagione

            Tra luglio e agosto si trovano soprattutto mirtilli neri, diffusi sulle Alpi e sugli Appennini oltre gli 800-1.000 metri di quota. Nello stesso periodo maturano i lamponi selvatici, che prediligono i margini dei boschi e le radure soleggiate.

            L’estate è anche il momento delle more di rovo, facilmente riconoscibili lungo sentieri, siepi e campagne, mentre il ribes rosso viene coltivato soprattutto nei frutteti di montagna. In alcune zone alpine si possono incontrare anche i mirtilli rossi, generalmente più tardivi.

            Dove trovarli e come raccoglierli

            I frutti di bosco crescono soprattutto nelle aree montane e collinari del Nord Italia e lungo l’Appennino, ma molte aziende agricole organizzano anche la raccolta diretta nei propri campi.

            Per non danneggiare le piante è consigliabile raccogliere i frutti delicatamente con le dita, evitando di strapparne i rami. Meglio utilizzare un cestino di vimini, che favorisce la circolazione dell’aria, piuttosto che sacchetti di plastica, nei quali la frutta tende a schiacciarsi rapidamente.

            Prima di partire è sempre opportuno informarsi sulle norme locali: in molte regioni esistono limiti quantitativi giornalieri per la raccolta spontanea.

            Attenzione alle bacche tossiche

            Mai raccogliere o consumare bacche che non si conoscono perfettamente. Alcune specie spontanee, come quelle del belladonna o del dafne, possono essere altamente tossiche e, a un occhio inesperto, ricordare i frutti commestibili.

            Se si hanno dubbi è meglio acquistare i frutti di bosco presso produttori locali o nei mercati contadini, dove si trovano prodotti freschi, di stagione e raccolti poche ore prima.

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              Snorkeling, le regole d’oro per esplorare il mare in sicurezza senza correre rischi

              Lo snorkeling è tra le attività più amate dell’estate perché adatto a tutte le età. Per viverlo in sicurezza occorre però conoscere il mare, rispettare l’ambiente e non sottovalutare le condizioni meteo.

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                Acque trasparenti, pesci colorati e fondali da esplorare a pochi metri dalla riva. Lo snorkeling è una delle attività simbolo dell’estate perché permette di osservare il mondo sottomarino senza bisogno di brevetti o attrezzature complesse. Proprio la sua apparente semplicità, però, porta spesso a sottovalutare alcuni aspetti fondamentali della sicurezza.

                Bastano pochi accorgimenti per trasformare un bagno in mare in un’esperienza piacevole, evitando situazioni di pericolo per sé e per l’ambiente.

                Mai entrare in acqua senza controllare il mare

                Prima di indossare maschera e pinne è sempre opportuno verificare le condizioni del mare e del vento. Correnti, onde e risacca possono cambiare rapidamente anche lungo coste che sembrano tranquille.

                È consigliabile evitare lo snorkeling in caso di mare mosso, temporali in arrivo o scarsa visibilità. Chi non conosce la zona dovrebbe informarsi sulla presenza di correnti, traffico di imbarcazioni o aree riservate alla navigazione.

                Anche la boa segnasub, pur non essendo sempre obbligatoria per chi pratica snorkeling vicino alla riva, rappresenta un importante elemento di sicurezza quando ci si allontana dalla costa, perché aumenta la visibilità nei confronti delle barche in transito.

                Mai da soli e attenzione al sole

                Una delle regole più importanti è non praticare snorkeling da soli. Avere un compagno permette di ricevere aiuto in caso di crampi, stanchezza improvvisa o piccoli malori.

                Prima di entrare in acqua è bene applicare una protezione solare resistente all’acqua sulle parti esposte del corpo e ricordarsi che il sole, riflesso dalla superficie marina, aumenta il rischio di scottature anche quando non ci si accorge del caldo.

                Chi utilizza pinne dovrebbe inoltre evitare di avventurarsi troppo lontano dalle proprie capacità fisiche: il ritorno controcorrente può rivelarsi molto più impegnativo del previsto.

                Rispettare il mare significa proteggerlo

                Durante l’escursione è importante mantenere una distanza di sicurezza da pesci, ricci, meduse e altri organismi marini. Toccare il fondale, raccogliere conchiglie vive o calpestare praterie di posidonia può danneggiare ecosistemi estremamente delicati.

                Anche dare da mangiare ai pesci è un comportamento da evitare, perché altera le loro abitudini naturali.

                Lo snorkeling offre uno dei modi più affascinanti per conoscere il mare. Affrontarlo con prudenza, equipaggiamento adeguato e rispetto per l’ambiente permette di vivere un’esperienza sicura e di contribuire alla tutela di un patrimonio naturale che appartiene a tutti.

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