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Lifestyle

Torna l’ora legale in Italia: quando scatta il cambio e come abituarsi senza traumi alla sveglia anticipata

Ogni primavera le lancette dell’orologio si spostano avanti di un’ora per sfruttare meglio la luce naturale. Il passaggio all’ora legale può però influire sul sonno e sui ritmi quotidiani. Ecco quando avviene nel 2026 e alcuni consigli pratici per adattarsi più facilmente.

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Torna l’ora legale in Italia: quando scatta il cambio e come abituarsi senza traumi alla sveglia anticipata

    Quando entra in vigore l’ora legale

    In Italia l’ora legale torna ogni anno nell’ultima domenica di marzo. Nel 2026 il passaggio avverrà nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo.

    Alle 2:00 del mattino gli orologi dovranno essere spostati direttamente alle 3:00, facendo perdere formalmente un’ora di sonno. In compenso le giornate appariranno più lunghe, con più luce nel tardo pomeriggio e alla sera.

    Il ritorno all’ora solare, invece, avverrà come di consueto nell’ultima domenica di ottobre.

    Perché esiste il cambio dell’ora

    L’ora legale è stata introdotta per sfruttare meglio le ore di luce naturale durante i mesi più luminosi dell’anno. Anticipando l’orologio si riduce il consumo di energia elettrica per l’illuminazione serale.

    In Europa questa pratica è stata adottata stabilmente a partire dal secondo dopoguerra e viene ancora applicata nella maggior parte dei Paesi dell’Unione Europea. Negli ultimi anni si è discusso della possibilità di abolirla, ma al momento il sistema continua a essere in vigore.

    Un piccolo “jet lag” domestico

    Per molte persone lo spostamento di un’ora può sembrare insignificante. In realtà il corpo umano segue un ritmo biologico, chiamato ritmo circadiano, che regola sonno, veglia e livelli di energia.

    Quando l’orologio cambia, l’organismo può impiegare alcuni giorni per adattarsi. Alcuni effetti comuni sono difficoltà ad addormentarsi la sera, sonnolenza al mattino o una leggera sensazione di stanchezza durante il giorno.

    I bambini e le persone con sonno particolarmente regolare tendono ad avvertire maggiormente questo cambiamento.

    Come prepararsi alla sveglia anticipata

    Gli esperti del sonno suggeriscono alcune strategie semplici per affrontare il passaggio con meno fatica.

    Anticipare gradualmente gli orari
    Nei tre o quattro giorni precedenti al cambio dell’ora può essere utile andare a dormire 10–15 minuti prima del solito. Questo piccolo anticipo aiuta il corpo ad adattarsi progressivamente.

    Esporsi alla luce naturale
    La luce del mattino è uno dei segnali più importanti per regolare l’orologio biologico. Aprire le finestre appena svegli o fare una breve passeggiata aiuta il corpo a sincronizzarsi con il nuovo ritmo.

    Limitare schermi e caffeina la sera
    La luce blu di smartphone e tablet può ritardare il sonno. Ridurre l’uso degli schermi prima di dormire e non esagerare con il caffè nel tardo pomeriggio facilita l’addormentamento.

    Mantenere orari regolari
    Anche durante il fine settimana è utile evitare grandi variazioni negli orari di sonno e veglia, per permettere all’organismo di stabilizzarsi più rapidamente.

    Più luce la sera

    Nonostante la piccola perdita di sonno iniziale, molte persone apprezzano l’arrivo dell’ora legale perché regala pomeriggi più luminosi e giornate che sembrano più lunghe.

    Più luce serale significa anche maggiori possibilità di attività all’aperto, passeggiate e sport dopo il lavoro, elementi che spesso contribuiscono al benessere generale.

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      Cucina

      Kaju Katli, il “diamante” dolce dell’India: storia, curiosità e segreti del dessert alle noci di anacardo

      Sottile, lucido e tagliato a forma di rombo: il celebre dolce indiano a base di anacardi è diventato simbolo di festa, tradizione e ospitalità

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      Kaju Katli,

        Il dolce che in India accompagna ogni festa
        In India ci sono dessert che non rappresentano solo un sapore, ma un vero rito culturale. Tra questi spicca il Kaju Katli, uno dei dolci più popolari del Paese. Preparato principalmente con anacardi e zucchero, viene servito durante matrimoni, celebrazioni religiose e festività come Diwali, quando le famiglie si scambiano scatole di dolci come simbolo di prosperità e buon auspicio.

        Perché si chiama così
        Il nome racconta già molto della sua identità. “Kaju” in hindi significa anacardo, mentre “katli” indica una fetta sottile. Il risultato è un dolce elegante, spesso tagliato a forma di diamante, con una superficie liscia e talvolta decorata con una sottile foglia argentata alimentare, chiamata vark, tradizionalmente utilizzata nella pasticceria indiana.

        Una ricetta nata nelle corti reali
        Le origini del Kaju Katli risalgono probabilmente alle cucine reali dell’India settentrionale, influenzate dalla tradizione culinaria moghul. Gli anacardi, arrivati nel subcontinente grazie ai commerci portoghesi nel XVI secolo, divennero rapidamente ingredienti preziosi nelle preparazioni più raffinate. Da dessert aristocratico, il Kaju Katli si è poi trasformato in un dolce popolare e diffuso in tutto il Paese.

        Gli ingredienti: pochi ma delicati
        La ricetta tradizionale è sorprendentemente semplice. Servono anacardi non salati, zucchero e acqua. Alcune varianti prevedono cardamomo, acqua di rose o zafferano per arricchire il profumo. La difficoltà non sta tanto negli ingredienti, quanto nella precisione della preparazione: basta una cottura troppo lunga per alterare la consistenza.

        Come si prepara davvero
        Gli anacardi vengono prima macinati fino a ottenere una polvere fine. A parte si prepara uno sciroppo di zucchero, che deve raggiungere una consistenza precisa. A questo punto si unisce la polvere di anacardi e si mescola continuamente fino a ottenere un impasto compatto e morbido. Dopo il raffreddamento, il composto viene steso e tagliato nella classica forma romboidale.

        Il segreto è nella consistenza
        Il vero Kaju Katli non deve essere né troppo duro né troppo morbido. Deve sciogliersi lentamente in bocca mantenendo una texture vellutata. È proprio questa delicatezza a renderlo uno dei dolci più apprezzati della tradizione indiana, spesso regalato come segno di rispetto e affetto.

        Da specialità locale a fenomeno globale
        Negli ultimi anni il Kaju Katli ha conquistato anche i mercati internazionali. Marchi come Haldiram’s hanno contribuito alla sua diffusione fuori dall’India, esportandolo in Europa, Medio Oriente e Nord America. Oggi è possibile trovarlo in molti negozi specializzati e supermercati etnici.

        Tradizione, lusso e memoria
        Più che un semplice dessert, il Kaju Katli rappresenta un pezzo di cultura indiana. Ogni fetta racconta una storia fatta di feste familiari, ospitalità e tradizioni tramandate nel tempo. Un dolce minimalista negli ingredienti, ma ricco di significato.

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          Animali

          Con il cane alla scoperta del foliage: quando l’autunno diventa un’avventura a sei zampe

          Tra sentieri di montagna, parchi cittadini e colline color rame, l’autunno regala il momento perfetto per camminare con il proprio compagno a quattro zampe. Un’occasione per rallentare, respirare e godersi la natura in una stagione che sa di magia e di pace.

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          foliage

            C’è un momento, ogni anno, in cui la natura sembra voler mostrare tutto ciò che ha di più bello. È quando le foglie si accendono di rosso, arancio e oro, e il mondo intero si trasforma in un quadro che profuma di legna e terra bagnata. È il tempo del foliage, e viverlo con il proprio cane accanto è una delle esperienze più gratificanti che la stagione possa offrire.

            Camminare insieme tra i sentieri coperti di foglie è un modo per condividere la lentezza dell’autunno. Mentre lui annusa, corre e scava nel tappeto colorato, tu puoi finalmente fermarti, respirare e guardare. In quei momenti non esistono più email, riunioni o scadenze: solo il rumore secco dei passi e la coda che si muove felice.

            Le mete perfette non mancano. Dalle Alpi alle colline toscane, dai boschi umbri ai parchi cittadini, ogni luogo diventa scenografia di un piccolo viaggio domestico. Anche un viale alberato in città può diventare un microcosmo dorato dove il tempo rallenta e la luce cambia. L’importante è lasciare che sia il cane a dettare il ritmo, seguendo il suo fiuto tra odori nuovi e percorsi inaspettati.

            Per i nostri compagni a quattro zampe, l’autunno è una festa sensoriale: ogni foglia è un invito, ogni ramo una scoperta, ogni pozza un’avventura. E per noi umani è l’occasione per riconnetterci a qualcosa di primitivo e semplice. Non serve fare chilometri: basta uscire, accettare di sporcarsi un po’ e lasciarsi sorprendere.

            Ci sono cani che inseguono le foglie come fossero farfalle e altri che si rotolano nel tappeto dorato con l’entusiasmo di un bambino. Guardarli è già un modo per sentirsi parte di quella natura che, anche solo per poche settimane, ci regala il suo lato più spettacolare.

            Al rientro, mentre l’aria si riempie di fumo e il cielo si tinge di rame, restano solo la stanchezza buona e la sensazione di aver vissuto qualcosa di autentico. Il foliage, in fondo, è proprio questo: un invito a rallentare, ad ascoltare e a condividere — magari con chi, a ogni passo, ci guarda come se il mondo fosse ancora tutto da scoprire.

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              Cucina

              Come preparare il pastrami perfetto a casa? La ricetta originale, i segreti della marinatura ed il procedimento completo passo dopo passo

              Simbolo del comizio gastronomico newyorchese ma dalle chiare radici est-europee, il pastrami conquista per la sua succosità e il profilo aromatico unico. Prepararlo nella propria cucina richiede pazienza, le giuste spezie e il rispetto di precise fasi di lavorazione della carne

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              Come preparare il pastrami perfetto a casa? La ricetta originale, i segreti della marinatura ed il procedimento completo passo dopo passo

                Il pastrami rappresenta una delle icone più celebri del cibo da strada e della tradizione gastronomica di derivazione ebraica askenazita, resa famosa in tutto il mondo dai tipici deli di New York. Questa specialità a base di carne di manzo speziata, affumicata e cotta a lungo conquista per la sua straordinaria morbidezza e per quel sapore intenso e leggermente affumicato. Sebbene si tratti di una preparazione complessa che richiede diversi giorni di lavorazione, replicare il pastrami nella cucina di casa è del tutto possibile seguendo i passaggi fondamentali.

                La scelta del taglio di carne e la fase di salamoia

                Il punto di partenza per un pastrami impeccabile è la selezione della materia prima. Il taglio tradizionale per eccellenza è il punta di petto di manzo (brisket), caratterizzato da una buona venatura di grasso che garantisce morbidezza dopo le lunghe cotture, anche se in alternativa si può optare per il reale o la copertina di spalla.

                La prima fase del processo è la salamoia liquida (brining). La carne viene immersa per un periodo compreso tra i 4 e i 7 giorni in una soluzione a base di acqua, sale, zucchero di canna, aglio e una miscela di spezie in grani come pepe nero, coriandolo, chiodi di garofano, bacche di ginepro e cannella. Questo passaggio permette alle fibre di ammorbidirsi e di assorbire i sapori in profondità.

                La crosta speziata e la lenta affumicatura

                Trascorso il tempo della marinatura, il pezzo di carne va sciacquato accuratamente sotto acqua corrente e asciugato con carta assorbente. A questo punto si passa alla copertura esterna con il cosiddetto rub, una miscela asciutta composta prevalentemente da semi di coriandolo tostati e macinati grossolanamente e abbondante pepe nero pestato, a cui si possono aggiungere paprika dolce o affumicata e aglio in polvere.

                La fase successiva è l’affumicatura a bassa temperatura (intorno ai 100-110 °C). In ambito domestico si può utilizzare un affumicatore, un barbecue impostato per la cottura indiretta con legni d’aroma come quercia o noce, oppure proseguire con una cottura lenta al forno ventilato a bassa temperatura per circa 3-4 ore, fino al raggiungimento del cuore morbido della carne.

                Il passaggio finale al vapore e il taglio perfetto

                L’ultimo e fondamentale segreto per ottenere un pastrami succoso che si scioglie in bocca è la cottura finale al vapore. Dopo l’affumicatura o il passaggio in forno, la carne viene trasferita sopra una griglia posta all’interno di una teglia con acqua calda e sigillata ermeticamente con fogli di alluminio, lasciandola cuocere al vapore per altre 2 o 3 ore.

                Una volta pronto, il pastrami va fatto riposare brevemente prima di essere affettato rigorosamente controfibra in fette sottili. Il modo classico per gustarlo è all’interno di un panino con pane di segale, senape piccante ed immancabili cetriolini sott’aceto.

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