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Cucina

Un piatto di carbonara a 28 euro? Max Mariola: “Non è solo un piatto di pasta”

Il mondo gastronomico è in subbuglio: Max Mariola, celebre chef e idolo dei social, svela il suo ultimo colpo a Milano. La sua rinomata carbonara fa scalpore non solo per il suo sapore esclusivo, ma anche per il prezzo strabiliante di 28 euro a porzione! Un’esplosione di sapori e di polemiche che sta già facendo discutere appassionati e critici di tutto il mondo culinario.

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    Un annuncio da far tremare le papille gustative: Max Mariola, il maestro dei fornelli e delle piattaforme social, ha svelato il suo nuovo colpo da maestro culinario nel cuore di Milano. Il protagonista? La sua rinomata carbonara, ma con un prezzo che ha fatto alzare più di un sopracciglio: una cifra vertiginosa di 28 euro a porzione! Un’esplosione di sapori e di polemiche.

    Mariola, con la sua esperienza e il suo talento, ha sempre saputo catturare l’attenzione del pubblico, ma stavolta ha superato se stesso. La sua carbonara, definita da molti un vero e proprio capolavoro gastronomico, è stata al centro di un acceso dibattito online. Ma cosa c’è di così speciale in questo piatto da giustificare un prezzo così astronomico?

    Secondo lo chef, non si tratta solo di cibo: è un’esperienza. Ogni boccone è un viaggio sensoriale unico, un mix di sapori e consistenze che ti trasporta in un altro mondo. Ma è proprio questa esperienza unica a giustificare il prezzo? C’è chi applaude alla creatività e all’audacia di Mariola, ma c’è anche chi solleva dubbi su questa cifra esorbitante.

    Il re dei fornelli, con milioni di follower sui social, ha sempre saputo come far parlare di sé. Ma stavolta, con la sua carbonara da record, ha superato ogni aspettativa. Resta da vedere se i clienti saranno disposti a sborsare una somma così alta per un piatto di pasta, per quanto sia delizioso e accompagnato da uno spettacolo culinario senza eguali. La sfida è lanciata: chi sarà il prossimo a sedersi al tavolo e assaporare questa prelibatezza gastronomica dal prezzo salatissimo?

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      La grigliata del Primo Maggio: tradizione, famiglia e cibo buono tra prati e spiagge

      Mentre le piazze si riempiono di musica e discorsi, milioni di italiani riscoprono il piacere del barbecue. Dai tagli da scegliere alla marinatura, dai trucchi per una cottura impeccabile alle ricette da leccarsi le dita, ecco tutto quello che serve per trasformare il Primo Maggio in un piccolo rito collettivo a base di carne, brace e sorrisi.

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        C’è chi ama il Primo Maggio per i cortei, chi per il Concertone e chi, più semplicemente, per la grigliata in campagna con la famiglia. Un rito tutto italiano che si rinnova ogni anno: si caricano tavoli pieghevoli, cassette di birra, sacchi di carbonella e tagli di carne grandi come atlanti. Si parte alla volta di una casa di campagna, di una cascina, o anche solo di un prato con una griglia traballante. E lì, tra una risata e una fetta di salame, si celebra il lato più conviviale della festa dei lavoratori.

        Ma per non rovinare tutto con una bistecca carbonizzata o una salamella cruda dentro, serve un po’ di metodo. E qualche dritta collaudata.

        Il taglio giusto fa la differenza

        Partiamo dalle basi. Non tutta la carne è adatta alla griglia. Serve equilibrio tra grasso e fibra, tra spessore e resa sul fuoco. Ecco i tagli migliori per una grigliata di successo:

        • Costine di maiale: regine indiscusse del barbecue, devono cuocere lentamente per diventare morbide. Marinatura consigliata: olio, aglio, rosmarino, paprika e un goccio di birra.
        • Salsicce e salamelle: facili da gestire e perfette per accontentare tutti. Basta cuocerle a fiamma media, rigirandole spesso. Occhio a non bucarle!
        • Pancetta fresca: tagliata spessa, croccante fuori e succulenta dentro. Un classico da panino, meglio se con cipolla grigliata.
        • Arrosticini: tipici abruzzesi, ormai amati in tutta Italia. Cuociono in pochi minuti e fanno felici anche i più piccoli.
        • Tagliata di manzo: per i più raffinati. Va cotta a brace rovente, due minuti per lato, e poi fatta riposare. Si serve a fettine con un filo d’olio e sale grosso.
        • Ali di pollo: richiedono un po’ di attenzione per non bruciarle. Marinatura top? Yogurt, limone, curry e paprika dolce.

        Marinature: la poesia della grigliata

        Una buona marinatura non è solo sapore, è un atto d’amore. Aiuta la carne a restare tenera, profuma e crea quella crosticina irresistibile. Oltre alla classica olio-limone-rosmarino, provate queste varianti:

        • Stile messicano: succo di lime, olio, peperoncino, coriandolo fresco e aglio.
        • Stile asiatico: salsa di soia, miele, zenzero grattugiato e un pizzico di sesamo.
        • Stile toscano: vino rosso, aglio, rosmarino, pepe nero e un filo di aceto balsamico.

        Il trucco? Almeno un’ora in frigo, ma se riuscite a lasciarla tutta la notte, sarà ancora meglio.

        I contorni che non devono mancare

        La carne è protagonista, certo, ma senza i giusti accompagnamenti, perde metà del suo fascino:

        • Patate al cartoccio: tagliate a fette con buccia, sale, rosmarino e un filo d’olio, chiuse nella stagnola e lasciate cuocere sotto la brace.
        • Insalata di farro: con pomodorini, feta, olive nere e basilico. Fresca e sostanziosa.
        • Verdure grigliate: zucchine, melanzane, peperoni, condite con olio, aceto e origano.
        • Pane bruschettato: meglio se rustico, da strofinare con aglio e pomodoro o da intingere nei sughi.

        E per finire? Dolci, birra e relax

        Dopo la grigliata, il dolce deve essere semplice e rinfrescante: crostata alla marmellata, frutta fresca o tiramisù in vasetti monoporzione. Da bere? Vino rosso giovane o birra artigianale, magari una ambrata non troppo alcolica, perfetta per la primavera.

        E poi si resta lì, a guardare la brace che si spegne, i bambini che giocano, le tovaglie sporche e i piatti unti. Ma nessuno ha fretta. È il Primo Maggio. La festa è fatta anche di questo: mani che si sporcano, cibo condiviso, risate tra i fili d’erba e sabbia marina.

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          Sformatino di carciofi con cuore di fonduta: ricetta, proprietà nutrizionali e varianti gourmet

          Scopri come preparare un delizioso sformatino di carciofi con fonduta: una ricetta che unisce gusto e benessere. Ricco di fibre e vitamine, il carciofo si sposa perfettamente con la cremosità del formaggio, creando un piatto equilibrato e versatile. Ecco come prepararlo e alcune gustose varianti per stupire a tavola.

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            Lo sformatino di carciofi con cuore di fonduta è un piatto sfizioso e perfetto per l’autunno. Grazie ai carciofi, è un concentrato di benessere, mentre la fonduta aggiunge una nota di cremosità irresistibile. Un piatto che può essere servito come antipasto elegante o come secondo piatto, ideale per cene raffinate o momenti di comfort food. Vediamo insieme le sue proprietà nutrizionali, la ricetta e alcune varianti per renderlo ancora più interessante.

            Proprietà nutrizionali dei carciofi

            Il carciofo è una delle verdure più nutrienti e salutari della stagione autunnale. Ricco di fibre, che favoriscono la digestione e il senso di sazietà, il carciofo è anche un’ottima fonte di vitamine (soprattutto vitamina C, K e alcune vitamine del gruppo B) e minerali come ferro, magnesio e potassio. Una delle sue proprietà più apprezzate è l’alto contenuto di antiossidanti e cinarina, una sostanza che supporta il funzionamento del fegato e favorisce la digestione dei grassi.

            Inoltre, i carciofi hanno un basso apporto calorico (circa 47 kcal per 100 grammi), il che li rende ideali per chi desidera mantenere una dieta equilibrata senza rinunciare al gusto.

            La ricetta dello sformatino di carciofi con cuore di fonduta

            Ingredienti (per 4 persone):

            • 4 carciofi freschi
            • 200 g di formaggio morbido (come fontina, taleggio o gorgonzola dolce)
            • 2 uova
            • 100 ml di panna fresca
            • 50 g di parmigiano grattugiato
            • Olio extravergine d’oliva
            • Sale e pepe q.b.
            • Un pizzico di noce moscata
            • Burro e pangrattato per gli stampini

            Procedimento:

            1. Pulizia dei carciofi: Pulisci i carciofi eliminando le foglie esterne più dure e tagliando la parte superiore. Cuoci i cuori di carciofo in acqua leggermente salata fino a che non saranno teneri (circa 15 minuti), poi scolali e lasciali raffreddare.
            2. Preparazione del composto: In un mixer, frulla i carciofi con le uova, la panna, il parmigiano grattugiato, sale, pepe e una spolverata di noce moscata fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo.
            3. Preparazione degli stampini: Ungi gli stampini con burro e spolverali con pangrattato. Versa metà del composto di carciofi in ciascuno stampino.
            4. Cuore di fonduta: Taglia il formaggio scelto in piccoli cubetti e inseriscili al centro di ogni stampino, coprendo con il restante composto di carciofi.
            5. Cottura: Inforna gli sformatini in forno preriscaldato a 180°C per circa 20-25 minuti, o fino a quando saranno ben dorati in superficie. Lasciali intiepidire leggermente prima di servirli per far sì che il cuore di fonduta rimanga cremoso.
            6. Servizio: Capovolgi gli sformatini su un piatto da portata e servili caldi, guarniti con qualche foglia di timo fresco o una leggera spolverata di parmigiano.

            Varianti sfiziose dello sformatino di carciofi

            Se vuoi personalizzare lo sformatino di carciofi con fonduta, ecco alcune varianti gourmet che possono rendere questo piatto ancora più interessante:

            1. Sformatino di carciofi e salsiccia: Aggiungi della salsiccia sbriciolata al composto di carciofi prima di frullare il tutto. La sapidità della salsiccia si abbina perfettamente alla dolcezza del carciofo e alla cremosità della fonduta.
            2. Sformatino di carciofi con crosta di pistacchi: Prima di infornare gli sformatini, spolvera la superficie con una granella di pistacchi. Aggiungerà una croccantezza interessante e un sapore leggermente tostato che contrasta con la morbidezza del piatto.
            3. Sformatino di carciofi e guanciale croccante: Per un tocco di sapore in più, puoi aggiungere delle strisce di guanciale croccante come guarnizione prima di servire. Il guanciale esalterà il sapore delicato del carciofo e aggiungerà una nota sapida e croccante al piatto.
            4. Sformatino di carciofi senza lattosio: Per chi è intollerante al lattosio, puoi sostituire la fonduta di formaggio con una crema a base di latte di mandorle o di riso, oppure con un formaggio senza lattosio.

            Consigli per la presentazione

            Per rendere lo sformatino di carciofi con fonduta ancora più appetitoso alla vista, puoi servirlo su un letto di crema di patate o purea di piselli. La cremosità della base si abbina perfettamente alla consistenza dello sformatino e al suo cuore filante.

            In alternativa, puoi completare il piatto con un filo di olio extravergine d’oliva e qualche foglia di menta per dare freschezza e un tocco visivo elegante. Un’altra opzione potrebbe essere una riduzione di aceto balsamico per dare contrasto al piatto con una nota agrodolce.

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              Kazandibi, il dolce “bruciato” che conquista: storia e ricetta del dessert turco dalla crosta caramellata

              Nato nelle cucine imperiali ottomane, il Kazandibi è uno dei dolci più curiosi della tradizione turca. Simile al Tavukgöğsü, sorprende per la consistenza vellutata e il fondo caramellato. Ecco come prepararlo in casa.

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              Kazandibi, il dolce “bruciato” che conquista: storia e ricetta del dessert turco dalla crosta caramellata

                Un dessert nato a corte

                Il Kazandibi è uno dei dolci più iconici della pasticceria turca, con origini che risalgono all’epoca dell’Impero Ottomano. Veniva preparato nelle cucine del palazzo del Topkapi, dove i cuochi sperimentavano tecniche e ingredienti per creare dessert raffinati e innovativi.

                Il suo nome significa letteralmente “fondo del calderone”, e deriva proprio dalla sua caratteristica principale: la base leggermente bruciata e caramellata, che dona al dolce un sapore unico.

                Il legame con il Tavukgöğsü

                Il Kazandibi è strettamente legato al Tavukgöğsü, un altro dessert tradizionale noto per un ingrediente sorprendente: il petto di pollo finemente sfilacciato.

                Storicamente, anche il Kazandibi veniva preparato con questa base, anche se oggi molte versioni moderne omettono la carne, puntando su una crema di latte più semplice. In entrambi i casi, la consistenza resta liscia, compatta e quasi elastica.

                Ingredienti per la versione classica (senza pollo)

                Per preparare il Kazandibi in casa, nella versione più diffusa oggi, servono:

                • 1 litro di latte intero
                • 150 g di zucchero
                • 60 g di amido di mais (o fecola)
                • 30 g di farina di riso
                • 1 bustina di vanillina o estratto di vaniglia
                • 2-3 cucchiai di zucchero extra per la caramellizzazione
                • burro q.b. per la teglia

                Procedimento passo dopo passo

                1. Preparare la crema
                  In una casseruola, mescolare latte, zucchero, amido di mais e farina di riso. Cuocere a fuoco medio mescolando continuamente fino a ottenere una crema densa e liscia. Aggiungere la vaniglia a fine cottura.
                2. Preparare la base caramellata
                  Imburrare una teglia rettangolare e cospargere uniformemente lo zucchero extra sul fondo. Scaldare leggermente sul fornello o in forno fino a far sciogliere e caramellare lo zucchero.
                3. Versare e cuocere
                  Distribuire la crema calda nella teglia sopra lo strato caramellato. Rimettere sul fuoco basso (o in forno) per qualche minuto, in modo che il fondo si scurisca leggermente senza bruciare eccessivamente.
                4. Raffreddamento
                  Lasciare raffreddare a temperatura ambiente, poi trasferire in frigorifero per almeno 3-4 ore.
                5. Taglio e servizio
                  Una volta freddo, tagliare a rettangoli e, se si desidera, arrotolare ogni porzione con la parte caramellata all’esterno, come da tradizione.

                Un dolce tra tecnica e sorpresa

                Il Kazandibi è un dessert che gioca sui contrasti: morbido e cremoso all’interno, leggermente amarognolo e tostato all’esterno. La sua preparazione richiede attenzione, soprattutto nella fase della caramellizzazione, che deve essere precisa per evitare un gusto troppo bruciato.

                Oggi è molto diffuso in Turchia, servito sia nelle pasticcerie tradizionali sia nei ristoranti, spesso accompagnato da una spolverata di cannella.

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