Animali
Zanzare ai ferri corti…
Sebbene le specie di zanzare presenti sono diverse e ogni Continente ha le proprie quello che stanno sperimentando negli Usa potrebbe avere risvolti positivi anche sulle nostre notti insonni.
Il programma pilota avviato dal Greater Los Angeles County Vector Control District, interessa molto da vicino anche noi. Sebbene le specie di zanzare presenti sono diverse e ogni Continente ha le proprie quello che stanno sperimentando negli Usa potrebbe avere risvolti positivi anche sulle nostre notti insonni. Negli Usa stanno sperimentando una tecnica innovativa chiamata Sterile Insect Technique (SIT) per combattere la presenza delle Aedes aegypti nella contea di Los Angeles. La tecnica consiste nel rilascio di zanzare maschi allevati in laboratorio e sterilizzati tramite radiazioni di raggi X nell’ambiente circostante.
I maschi sterilizzati non pungono
Certo la ricerca si sta applicando sulle specie nocive per la salute umana. Non per il fastidio che possono provocare. Sta di fatto che sappiamo che gli esemplari maschi sterilizzati non pungono e quindi non rappresentano un rischio per la trasmissione di malattie. Quando si accoppiano con le femmine selvatiche, le uova prodotte non solo vitali. Da quelle uova non si svilupperanno quindi nuovi esemplari di zanzare. Il metodo ha come obiettivo quello di ridurre gradualmente la popolazione di zanzare in quell’area.
Febbre gialla, Dengue e Febbre chikungunya
Ma perché la ricerca è stata avviata proprio in quell’area degli Stati Uniti? IL protocollo dell’istituto di ricerca ha previsto il rilascio di circa 20.000 zanzare maschi sterilizzate nella contea di Los Angeles, Sunlad-Tujunga. Per ora verranno rilasciati da 7 a 10 esemplari sterili per ogni esemplare maschio selvatico, il che significa un’immissione di 60.000 zanzare ogni settimana. Un investimento essenziale – dicono le autorità locali – per contrastare la diffusione delle zanzare Aedes aegypti, vettori potenziali di malattie come la febbre gialla, la dengue e la febbre chikungunya.
Presto anche in altre parti del globo
Questo tipo di zanzara punge 24 ore al giorno e sono resistenti ai normali pesticidi utilizzati per il loro controllo. L’esperimento potrebbe essere esportato a breve anche in altre aree del globo a causa dal cambiamento climatico e dall’aumento delle temperature. Condizioni che favoriscono la proliferazione di queste zanzare.
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Animali
Il gatto fa i “dispetti”? Quando i comportamenti strani nascondono un disagio
Dietro quelli che sembrano capricci felini possono celarsi stress, noia o problemi di salute. Capire i segnali è il primo passo per aiutare il gatto a stare meglio.
Chi vive con un gatto lo sa: a volte il suo comportamento può sembrare volutamente provocatorio. Divani graffiati nonostante il tiragraffi, letti “marcati”, oggetti spinti giù da mensole come se fosse una sfida aperta. Ma la scienza del comportamento animale è chiara su un punto: i gatti non fanno dispetti per ripicca. Quando mettono in atto condotte insolite o fastidiose, stanno quasi sempre comunicando un disagio.
Il gatto non si vendica: perché è importante saperlo
Attribuire al gatto intenzioni umane è un errore comune. A differenza dell’uomo, il felino non agisce per punire o per “farla pagare”. Se improvvisamente sporca fuori dalla lettiera o distrugge oggetti, sta segnalando che qualcosa nel suo equilibrio si è rotto. Ignorare o punire questi segnali rischia di peggiorare la situazione.
I segnali più frequenti di malessere
Tra i comportamenti che più spesso vengono interpretati come dispetti ci sono:
- uso improprio della lettiera;
- graffi insistenti su mobili e tende;
- aggressività improvvisa verso persone o altri animali;
- miagolii eccessivi o, al contrario, isolamento;
- iperattività notturna.
Questi segnali possono indicare stress ambientale, noia, cambiamenti nella routine o, in alcuni casi, un problema fisico.
Cambiamenti e stress: i principali responsabili
Il gatto è un animale fortemente territoriale. Traslochi, nuovi membri in famiglia, l’arrivo di un altro animale o anche una semplice modifica degli orari del proprietario possono generare ansia. In questi casi il comportamento “sbagliato” diventa una forma di adattamento o di richiesta di attenzione.
Anche la noia gioca un ruolo chiave: un gatto che vive solo in casa e non viene stimolato a sufficienza può sfogare la frustrazione con azioni distruttive.
Attenzione alla salute
Alcuni comportamenti non vanno mai sottovalutati. Fare i bisogni fuori dalla lettiera, ad esempio, può essere il sintomo di cistite, infezioni urinarie o dolori articolari che rendono scomodo l’accesso alla sabbia. In questi casi è fondamentale consultare il veterinario prima di intervenire sul piano educativo.
Cosa fare: le strategie che funzionano
La prima regola è non punire. Urla e castighi aumentano l’ansia del gatto e rafforzano il problema. Molto più efficace è:
- arricchire l’ambiente con giochi, tiragraffi e punti sopraelevati;
- mantenere una routine prevedibile;
- garantire spazi tranquilli dove il gatto possa isolarsi;
- dedicare tempo quotidiano al gioco e all’interazione.
Se il disagio persiste, l’aiuto di un veterinario comportamentalista può fare la differenza.
Capire per migliorare la convivenza
Quando un gatto “si comporta male”, sta in realtà chiedendo attenzione o aiuto. Imparare a leggere i suoi segnali permette non solo di risolvere il problema, ma anche di rafforzare il legame con lui.
Dietro ogni presunto dispetto c’è un messaggio: ascoltarlo è il modo migliore per garantire al gatto benessere e serenità, e a noi una convivenza più armoniosa.
Animali
Albero di Natale e gatto: missione possibile senza rinunce
Tra palline scintillanti e rami tentatori, l’albero di Natale può trasformarsi in una calamita irresistibile per i felini di casa. Con qualche accorgimento, però, è possibile vivere le feste in sicurezza.
L’albero di Natale, simbolo indiscusso delle feste, rappresenta per molti gatti un vero parco giochi: rami da scalare, luci da inseguire e decorazioni che oscillano come prede. Secondo veterinari e comportamentalisti felini, questa attrazione non è casuale ma legata all’istinto naturale del gatto, curioso e predatore. Proteggere l’albero, quindi, non significa solo evitare disastri domestici, ma anche garantire la sicurezza dell’animale.
La prima scelta strategica riguarda il tipo di albero. Quelli artificiali sono spesso preferibili perché più stabili e meno “odorosi” rispetto agli abeti veri, che possono stimolare ulteriormente l’interesse del gatto. In caso di albero naturale, è importante sapere che alcune piante sempreverdi possono risultare irritanti se ingerite. Inoltre, l’acqua nel sottovaso non dovrebbe contenere fertilizzanti, potenzialmente tossici per gli animali.
Fondamentale è la stabilità. Un albero ben fissato riduce il rischio che cada durante un tentativo di arrampicata. Gli esperti consigliano di utilizzare una base pesante o di ancorare il tronco con fili trasparenti al muro o al soffitto, una soluzione discreta ma efficace.
Anche la disposizione degli addobbi fa la differenza. Meglio evitare decorazioni fragili o troppo leggere nella parte bassa dell’albero, privilegiando palline infrangibili e fissate saldamente. Le luci dovrebbero essere certificate e con cavi rinforzati, perché mordicchiarli può comportare seri rischi elettrici. Quando l’albero è spento o la casa è vuota, scollegare le luci resta una buona abitudine.
Esistono poi piccoli trucchi per rendere l’albero meno attraente. I gatti hanno un olfatto molto sensibile e tendono a evitare alcuni odori: scorze di agrumi, cannella o spray repellenti naturali specifici per animali possono aiutare, purché non aggressivi. È invece sconsigliato l’uso di rimedi fai-da-te potenzialmente nocivi, come oli essenziali puri.
Non va dimenticato il ruolo del comportamento. Spesso il gatto sale sull’albero per noia o per attirare attenzione. Arricchire l’ambiente con giochi, tiragraffi e momenti di interazione quotidiana può ridurre l’interesse verso le decorazioni natalizie. Premiare il gatto quando ignora l’albero e non sgridarlo in modo brusco aiuta a mantenere un clima sereno.
In definitiva, convivere con un gatto e un albero di Natale è possibile. Con prevenzione, materiali sicuri e un pizzico di pazienza, le feste possono trascorrere senza incidenti, permettendo a tutta la famiglia – umani e felini compresi – di godersi l’atmosfera natalizia in tranquillità.
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Fuochi d’artificio e animali domestici: come proteggerli dalla paura
Fuochi d’artificio e animali domestici: come proteggerli dalla paura
Per molte persone i fuochi d’artificio sono sinonimo di festa e celebrazione. Per gli animali domestici, invece, rappresentano spesso una fonte di forte stress. Cani e gatti hanno un udito molto più sensibile di quello umano e percepiscono i botti come suoni improvvisi, intensi e imprevedibili, impossibili da interpretare. Il risultato può essere paura intensa, agitazione e, nei casi più gravi, veri e propri attacchi di panico.
Perché i fuochi spaventano così tanto gli animali
Il rumore non è l’unico problema. Ai suoni esplosivi si sommano vibrazioni, odori di polvere da sparo e lampi di luce improvvisi. Il cervello dell’animale interpreta questi stimoli come una minaccia. Nei cani, in particolare, la paura dei botti è una delle fobie più diffuse: può manifestarsi con tremori, ansimare, vocalizzi, tentativi di fuga o comportamenti distruttivi. I gatti tendono invece a nascondersi, diventare immobili o cercare luoghi isolati.
Secondo i veterinari, l’esperienza negativa può rafforzarsi nel tempo: ogni episodio non gestito correttamente aumenta la sensibilità dell’animale agli stimoli sonori futuri.
Preparare la casa prima dei festeggiamenti
La prevenzione inizia dall’ambiente domestico. Durante i fuochi è consigliabile tenere gli animali in casa, chiudendo porte e finestre per attenuare il rumore. Tirare le tende o abbassare le tapparelle aiuta a ridurre i lampi di luce. Creare una “zona sicura” – una stanza tranquilla, una cuccia coperta o un angolo dove l’animale si rifugia abitualmente – può offrire un senso di protezione.
Accendere la televisione o la radio a volume moderato contribuisce a mascherare i botti esterni con suoni più continui e familiari.
Il ruolo del proprietario: calma e presenza
Uno degli errori più comuni è rinforzare involontariamente la paura. Coccolare eccessivamente l’animale mentre è in preda al panico può confermare che c’è davvero qualcosa di cui aver paura. Gli esperti consigliano invece di mantenere un atteggiamento calmo e rassicurante, continuando le normali attività senza enfatizzare l’evento.
La presenza del proprietario, però, è fondamentale: non lasciare l’animale solo durante i momenti più rumorosi riduce il senso di abbandono e insicurezza.
Mai forzare o punire
Costringere un cane ad affrontare il rumore dall’esterno o rimproverarlo per reazioni di paura è controproducente. La paura non è un capriccio, ma una risposta emotiva involontaria. Punizioni o forzature possono peggiorare la fobia e compromettere il rapporto di fiducia.
Supporti utili e quando chiedere aiuto
In commercio esistono feromoni sintetici, diffusori ambientali o collari che possono aiutare a ridurre l’ansia in alcuni animali. Anche indumenti contenitivi, come le fasce calmanti per cani, funzionano su alcuni soggetti grazie a una leggera pressione costante che favorisce il rilassamento.
Nei casi più severi, è importante consultare il veterinario: potrà valutare strategie personalizzate o, se necessario, un supporto farmacologico temporaneo. L’autosomministrazione di sedativi, invece, è fortemente sconsigliata.
Una questione di responsabilità collettiva
Ogni anno, dopo le notti di festa, si registrano smarrimenti, incidenti e animali feriti nel tentativo di fuggire dai botti. Proteggere gli animali domestici significa anche limitare l’uso irresponsabile di fuochi d’artificio, scegliendo soluzioni più silenziose o partecipando a eventi organizzati e controllati.
Aiutare cani e gatti a superare la paura dei fuochi non è solo un gesto di affetto, ma un dovere di cura. Con attenzione, preparazione e un po’ di empatia, anche le notti più rumorose possono diventare più tollerabili per i nostri amici a quattro zampe.
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