Cinema
La vita è bella: la storia vera dietro il film di Roberto Benigni
Il capolavoro di Benigni è ispirato a fatti realmente accaduti? Ecco la verità dietro una delle pellicole più celebri sull’Olocausto.
La vita è bella è il film che ha consacrato Roberto Benigni a livello internazionale, vincendo tre premi Oscar e commuovendo il mondo con la sua visione unica della tragedia dell’Olocausto. Ma quanto c’è di vero nella storia di Guido Orefice e della sua famiglia?
Il personaggio di Guido, con il suo amore travolgente per Dora e il disperato tentativo di proteggere il figlio dall’orrore del lager, non è ispirato a una vicenda specifica, ma a una realtà storica vissuta da milioni di persone. Il campo di concentramento mostrato nel film non è identificato esplicitamente, e i dettagli scenografici non corrispondono ad Auschwitz, come molti hanno ipotizzato: nel film si vedono montagne intorno al campo, un elemento assente nella geografia del tristemente noto lager polacco. Inoltre, Auschwitz fu liberato dai sovietici, mentre nel film la liberazione avviene per mano degli americani.
La vera storia dietro La vita è bella
Sebbene la trama non riprenda fedelmente una vicenda storica, il nome del protagonista non è scelto a caso: Guido e Dora erano i nomi degli zii di Nicoletta Braschi, moglie di Roberto Benigni e protagonista femminile della pellicola.
Guido Vittoriano Basile, lo zio della Braschi, era un avvocato siciliano nato in una famiglia nobile, sposato con la soprano Dora De Giovanni. Convinto antifascista, difese numerosi ebrei perseguitati dopo la promulgazione delle leggi razziali. Fu proprio mentre assisteva un cliente ebreo che venne arrestato dai nazisti e imprigionato nel carcere di San Vittore. Dopo terribili torture, fu deportato nel campo di Mauthausen, dove gli venne assegnato il numero di matricola 53357. Morì il 27 marzo 1944, circa un mese dopo il suo arrivo.
Benigni non ha mai dichiarato apertamente di essersi ispirato a questa vicenda familiare per il suo film, ma il legame è evidente. La vita è bella non racconta una storia vera in senso stretto, ma si nutre della memoria storica di chi, come Basile, ha sacrificato la propria vita per la giustizia.
Forse è proprio questa fusione tra realtà e finzione a rendere il film ancora più potente: un omaggio alla resilienza umana, alla capacità di trovare la luce anche nell’oscurità più profonda.
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Cinema
Jonathan Bailey travolto dai fan a Venezia, poi l’incredibile gesto sul red carpet: una ragazza gli mette una mano tra le gambe
Urla, fotografie e fan in delirio per Jonathan Bailey sul red carpet dell’83esima Mostra del Cinema di Venezia. L’attore di Bridgerton si ferma a lungo con il pubblico, finché una ragazza supera decisamente il limite.
Elegantissimo, sorridente e accolto da urla da rockstar: a Venezia è bastata la comparsa di Jonathan Bailey per far salire improvvisamente la temperatura sul red carpet. L’attore inglese, incoronato da People «uomo più sexy del 2025», ieri sera ha conquistato fotografi e pubblico dell’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Fino a quando l’entusiasmo di una fan è andato decisamente oltre.
Bailey si era fermato a lungo lungo la passerella, concedendosi ai fotografi e soprattutto alle persone che lo aspettavano dietro le transenne. Sorrisi, saluti, selfie e autografi, mentre intorno a lui si levavano urla appena l’attore si avvicinava al pubblico.
Poi l’imprevisto: durante uno degli incontri ravvicinati, una ragazza gli ha messo una mano tra le gambe. Un gesto improvviso e decisamente invasivo, che ha trasformato per qualche istante il bagno di folla in qualcosa di molto diverso dal normale entusiasmo di una fan.
Jonathan Bailey scatena il delirio sul red carpet di Venezia
Che Bailey avrebbe attirato parecchia attenzione era ampiamente prevedibile. A 38 anni l’attore britannico è uno dei volti più amati del cinema e delle serie internazionali e il riconoscimento attribuitogli da People nel 2025 non ha fatto altro che aumentare una popolarità già enorme.
Sul tappeto rosso veneziano ha sfoggiato eleganza e soprattutto una notevole disponibilità nei confronti del pubblico. Niente passaggio frettoloso davanti alle transenne: Bailey si è fermato ripetutamente, avvicinandosi ai fan e regalando fotografie e saluti.
Una disponibilità accolta con un entusiasmo quasi da concerto. In molti hanno iniziato a urlare appena lo hanno visto arrivare sulla passerella, confermando quanto il fascino del visconte più famoso della televisione continui a funzionare anche lontano dal set.
Da Bridgerton a Wicked, il fascino del «visconte» Anthony
Per il grande pubblico Jonathan Bailey resta soprattutto Anthony Bridgerton, il visconte protagonista della serie Netflix Bridgerton. Il personaggio lo ha trasformato in una star internazionale, facendo esplodere una popolarità costruita attraverso anni di teatro, televisione e cinema.
La consacrazione è poi proseguita sul grande schermo. Bailey ha interpretato Fiyero in Wicked, accanto a Cynthia Erivo e Ariana Grande, ed è entrato nell’universo dei dinosauri con Jurassic World – La rinascita.
Ruoli molto diversi che gli hanno permesso di scrollarsi di dosso il rischio di restare imprigionato per sempre nei panni del seducente aristocratico della serie Netflix.
L’uomo più sexy del 2025 e quella fan che supera il limite
Nel 2025 è arrivata anche la consacrazione pop definitiva, quando People lo ha scelto come uomo più sexy dell’anno. Un titolo che sul red carpet di Venezia sembra avere trovato parecchie sostenitrici e sostenitori.
Ma tra manifestare il proprio entusiasmo e allungare le mani la distanza dovrebbe restare piuttosto ampia. Il gesto della ragazza che ha toccato Bailey tra le gambe ha infatti superato il confine della normale interazione tra una star e i suoi ammiratori.
Per il resto, la serata veneziana ha confermato che Jonathan Bailey sta vivendo un momento d’oro. Cinema, serie televisive, red carpet e folle urlanti: il visconte di Bridgerton è ormai diventato una star globale. E a Venezia qualcuno ha preso decisamente troppo alla lettera il titolo assegnatogli da People.
Cinema
Jane Fonda contro Donald Trump da Venezia: «Tempi spaventosi, dobbiamo fermare il consolidamento dell’autoritarismo negli Usa»
Arrivata in Italia per ricevere il DVF Award di Diane von Furstenberg, Jane Fonda lancia l’allarme sull’America di Trump: «Anche molti repubblicani non apprezzano ciò che sta accadendo». E assicura: «Sono piena di speranza».
A 88 anni Jane Fonda non ha alcuna intenzione di deporre le armi. E da Venezia torna a fare ciò che fa da oltre mezzo secolo: usare la propria popolarità per prendere posizione politica. Questa volta nel mirino c’è Donald Trump e quello che l’attrice considera il pericolo di una deriva autoritaria negli Stati Uniti.
«Stiamo vivendo tempi molto spaventosi e pericolosi», ha detto Fonda durante un incontro con un ristretto gruppo di giornalisti. Parole pronunciate a Venezia, dove l’attrice è arrivata su invito di Diane von Furstenberg per ricevere il DVF Award, riconoscimento istituito 17 anni fa dalla stilista e filantropa attraverso la Diller-Von Furstenberg Family Foundation.
Ma la passerella veneziana è diventata rapidamente politica. Perché per Fonda la seconda presidenza Trump rappresenta qualcosa con cui una parte dell’America non avrebbe mai dovuto confrontarsi direttamente.
Jane Fonda: «Gli americani bianchi non hanno conosciuto l’autoritarismo»
«Per noi negli Stati Uniti è qualcosa di nuovo», ha spiegato l’attrice. Poi il passaggio destinato a far discutere: «Gli afroamericani hanno conosciuto l’autoritarismo, gli americani bianchi no. Per questo stiamo cercando di capire come reagire e stiamo imparando velocemente. E questo è positivo».
Fonda, del resto, non arriva oggi all’attivismo politico. Dalle proteste contro la guerra in Vietnam alle campagne per i diritti civili e sociali, la sua biografia pubblica corre da decenni parallelamente a quella cinematografica.
E l’attrice è convinta che il fronte critico nei confronti della Casa Bianca sia più ampio di quanto suggerisca la tradizionale contrapposizione tra democratici e repubblicani.
«Anche molti elettori di Trump non apprezzano quello che succede»
Secondo Jane Fonda, il malcontento attraverserebbe infatti anche una parte dell’elettorato che ha contribuito a riportare Trump alla presidenza.
«Ci sono molti repubblicani che hanno votato per Trump e che non apprezzano quello che sta succedendo», ha sostenuto. «Non piacciono loro leader che traggono vantaggio dalla crudeltà e che creano caos».
Parole che arrivano mentre Hollywood continua a rappresentare uno dei mondi culturalmente più ostili al presidente americano. Nei mesi scorsi anche George Clooney è intervenuto duramente sul clima politico statunitense. Un protagonismo delle star che resta però controverso: alle presidenziali del 2024 gran parte dello show business americano si schierò con Kamala Harris, senza riuscire a impedirne la sconfitta contro Trump.
Da Hollywood alla politica, Jane Fonda non si arrende a 88 anni
Fonda, però, non sembra interessata a interrogarsi sull’efficacia elettorale delle prese di posizione delle celebrity. La sua battaglia è dichiaratamente politica e personale.
«Sono piena di speranza. Perché sto lavorando. Sto facendo tutto il possibile per fermare il consolidamento dell’autoritarismo», ha spiegato. Poi una definizione quasi programmatica: «La speranza è un muscolo, come il cuore: se lo eserciti, diventi più forte e senti speranza».
Infine la promessa: «Abbiamo lottato a lungo per i diritti civili, per tutti i diritti, e non permetteremo che ce li portino via».
A 88 anni, insomma, Jane Fonda continua a interpretare uno dei ruoli più longevi della propria carriera. Quello dell’attivista. E questa volta il nemico indicato dall’attrice siede alla Casa Bianca.
Cinema
Keanu Reeves compie 62 anni e sui social torna virale la frase sull’amore e l’umiltà che racconta perfettamente il suo mito
Nel giorno del 62esimo compleanno di Keanu Reeves torna a circolare una riflessione attribuita da anni alla star: «Una persona diventa dieci volte più attraente per gli atti di umiltà, rispetto, onestà e amore che sa donare».
Sessantadue anni e una reputazione che a Hollywood vale quasi quanto i suoi film. Keanu Reeves ha festeggiato il compleanno il 2 settembre e sui social è tornata inevitabilmente a circolare una delle frasi che da anni vengono associate al suo nome e alla sua filosofia di vita.
«Una persona diventa dieci volte più attraente, non per i vestiti che indossa, per i soldi che guadagna o per l’ultimo modello di cellulare che possiede, ma per gli atti di umiltà, rispetto, onestà e amore che sa donare».
Parole diventate virali proprio perché sembrano cucite addosso all’immagine pubblica dell’attore canadese. Va però fatta una precisazione: non esistono riscontri affidabili che consentano di attribuire con certezza questa frase a Reeves. È una di quelle citazioni che Internet ha progressivamente associato a un personaggio fino a farla diventare quasi parte della sua biografia.
Keanu Reeves, 62 anni lontano dagli stereotipi di Hollywood
Il punto è che l’attribuzione funziona perché Reeves, nel corso degli anni, si è costruito una fama piuttosto insolita per una superstar del suo calibro. Protagonista di franchise miliardari come Matrix e John Wick, continua a essere raccontato come un uomo schivo, gentile e poco interessato all’ostentazione.
Una celebrità planetaria che nell’immaginario collettivo è diventata quasi l’anti-divo per eccellenza.
Le fotografie mentre utilizza i mezzi pubblici, gli incontri con i fan, gli episodi di generosità raccontati da colleghi e collaboratori hanno contribuito a costruire un personaggio pubblico molto diverso dalla classica star hollywoodiana circondata da lusso e capricci.
Quella frase sull’umiltà diventata un manifesto social
Non sorprende quindi che proprio a Reeves vengano continuamente attribuite riflessioni su gentilezza, amore, denaro e semplicità. La frase tornata a circolare per il suo compleanno ne è un esempio perfetto.
Vestiti, stipendio e ultimo smartphone non renderebbero una persona davvero attraente. A farlo sarebbero invece «umiltà, rispetto, onestà e amore».
Vera o meno l’attribuzione, il messaggio coincide perfettamente con il Keanu Reeves che il pubblico ha imparato ad amare. E probabilmente è proprio questa sovrapposizione ad aver permesso alla citazione di sopravvivere per anni sui social.
Da Matrix a John Wick, il fascino dell’anti-divo
Nato a Beirut il 2 settembre 1964 e cresciuto soprattutto a Toronto, Reeves ha attraversato quattro decenni di cinema riuscendo più volte a reinventarsi. Da Point Break a Speed, dalla rivoluzione fantascientifica di Matrix fino alla rinascita action con John Wick, la sua carriera ha conosciuto successi enormi e momenti più difficili.
Eppure la popolarità personale dell’attore sembra essere diventata persino più resistente di quella dei suoi personaggi.
Forse è per questo che, a ogni compleanno, Internet torna a celebrarlo non soltanto per Neo o John Wick, ma per l’uomo che il pubblico pensa di conoscere dietro lo schermo. Anche attraverso una frase che potrebbe non avere mai pronunciato.
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