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80 voglia di musica spensierata: con la macchina del tempo si può!

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    Il 28 luglio sul palco del Mirano Summer Festival (VE), appuntamento con La macchina del tempo 80, evento imperdibile per tutti gli amanti degli anni ’80 con le canzoni che hanno definito un’intera generazione… e non solo! 80 voglia di musica spensierata: con la macchina del tempo si può! Una manifestazione dedicata a chi quegli anni li ha vissuti sulla propria pelle ed anche per chi, in maniera riflessa, ne ha colto lo spirito divertente e spensierato.

    I biglietti sono disponibili QUI

    Una scaletta con nomi iconici

    In un’unica serata, una line-up d’eccezione che include iconici artisti di quegli anni, tra cui Ivana Spagna, Johnson Righeira, Gazebo, Tracy Spencer, Marco Ferradini, Scotch, Via Verdi e P. Lion, accompagnati dalla band Evolution 80 e dal corpo di ballo Jam Session Crew.

    Totale immersione nel passato

    Dai ritmi frenetici della dance alla dolcezza delle ballate romantiche, il palco del Summer Park non solo risuonerà le colonne sonore di quegli anni magici, ma emozionerà il pubblico con giochi di luce e coriandoli. In conclusione di serata sarà offerto uno spettacolo pirotecnico che illuminerà il cielo di Mirano! Un’opportunità da non perdere per tutti coloro che desiderano vivere un’esperienza unica e coinvolgente, immersi nella magia degli anni ’80, una fonte di ispirazione che continua a influenzare la musica e la cultura anche in tempi moderni.

    Dal sogno di un appassionato alla realtà del festival

    L’evento è inserito nel calendario del Mirano Summer Festival, organizzato dall’associazione Volare 4.0. La Macchina del Tempo 80 è il risultato del sogno di Michele Siviero, appassionato della musica degli anni ’80 che anni fa ha deciso di seguire la sua più grande passione. Grazie alla sua determinazione e alla sua visione, oggi questo spettacolo è diventato realtà, pronto a regalare emozioni senza tempo a tutti i suoi spettatori.

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      Musica

      Paola Turci cancella Francesca Pascale: «Un taglio così netto che sembra un sogno mai vissuto». Poi confessa: «Ero ebbra di libertà»

      Dopo la fine del matrimonio, la cantante torna con “Amore a dismisura” e racconta una separazione senza nostalgia: «Felice di essere tornata a casa mia». Ma ammette che qualcosa dell’ex moglie è inevitabilmente finito nelle nuove canzoni

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        Paola Turci ha scritto un intero disco sull’amore, ma se qualcuno pensa di trovarci dentro un lungo addio a Francesca Pascale rischia di rimanere deluso. Perché della donna che ha sposato nel luglio 2022 e dalla quale si è separata tre anni dopo parla oggi con una distanza sorprendente, quasi come se quella parte della sua vita appartenesse ormai a un’altra persona. Non rabbia, almeno apparentemente. Non nostalgia. E neppure il bisogno di regolare conti attraverso le canzoni.

        Piuttosto un taglio.

        E, a giudicare dalle parole utilizzate dalla cantante, un taglio decisamente netto.

        «Il taglio è stato talmente netto che quasi sembra qualcosa che ho sognato e non ho vissuto realmente», racconta Turci mentre presenta Amore a dismisura, il nuovo album che arriva dopo sette anni di silenzio discografico.

        Poi aggiunge un particolare ancora più significativo: quando quelle canzoni hanno cominciato a uscire, lei era «ebbra di felicità nell’essere tornata a casa mia», immersa in una sensazione di libertà che avrebbe improvvisamente sbloccato la scrittura.

        Parole che difficilmente passeranno inosservate.

        «Francesca? Lei chi? Non c’entra proprio»

        Il nuovo album parla moltissimo d’amore. Ma non dell’amore romantico raccontato necessariamente come rifugio felice. Paola si interroga anche su ciò che succede quando un sentimento supera un confine, quando qualcosa che continuiamo a chiamare amore forse non lo è più.

        La domanda attorno alla quale ruota il disco è infatti brutale nella sua semplicità: che amore è, se perde il suo senso?

        Ci sono la fragilità, gli errori che continuiamo a ripetere, le relazioni e quella sensazione dolorosa che arriva quando la persona che credevamo sarebbe venuta in nostro aiuto sembra invece vivere chiusa nel proprio mondo.

        Inevitabile, quindi, chiedere quanto della fine del matrimonio con Francesca Pascale sia entrato nelle canzoni.

        La risposta di Turci, almeno su uno dei brani, non lascia spazio a interpretazioni.

        Parlando di Manchi, racconta che alcune persone, ascoltandola proprio nel periodo delle tensioni pubbliche successive alla separazione, avevano pensato immediatamente a Pascale. Qualcuno si era persino complimentato con lei perché, nonostante tutto, sarebbe riuscita a dedicarle una canzone d’amore.

        La reazione di Paola?

        «Lei chi? Non c’entra proprio».

        Più chiaro di così.

        Però qualcosa di Francesca nelle canzoni è rimasto

        Questo non significa che il matrimonio sia stato cancellato completamente dalla scrittura.

        Quando il discorso si allarga all’intero album, Turci lo riconosce: «Sicuramente qualcosa ci è andato dentro». E indica esplicitamente due brani, Lo stesso errore e la stessa Amore a dismisura.

        D’altra parte sarebbe quasi impossibile separare completamente ciò che si scrive da quello che si è vissuto. Ma Paola insiste soprattutto su un altro punto: mentre componeva quelle canzoni, la sua testa non era più dentro quella relazione.

        Era già altrove.

        Era tornata a Roma, nella sua città e soprattutto nella sua casa. Si era chiusa in un residence e aveva cominciato a scrivere quasi senza programmare un nuovo album. Le canzoni sarebbero arrivate spontaneamente, una dopo l’altra.

        Ed è proprio quando racconta quel momento che utilizza l’espressione più sorprendente: «Ero ebbra di felicità».

        Non per un nuovo amore.

        Per la libertà ritrovata.

        Il matrimonio con Pascale ormai sembra «qualcosa che ho sognato»

        Turci e Francesca Pascale si erano sposate il 2 luglio 2022 a Montalcino, dopo una relazione vissuta inizialmente con grande riservatezza e poi diventata inevitabilmente pubblica.

        La loro era stata una delle coppie più osservate e raccontate degli ultimi anni. Poi qualcosa si è rotto e, con il tempo, sono arrivate anche tensioni e reazioni pubbliche.

        Turci oggi ne parla senza trasformare il nuovo disco in un processo all’ex moglie. Anzi, quando le viene attribuita una canzone riferita a Pascale, respinge apertamente l’interpretazione.

        Ma proprio per questo acquistano ancora più peso le poche parole che sceglie per descrivere la separazione.

        Un taglio netto.

        Così netto da rendere quasi irreale ciò che è accaduto prima.

        È una delle immagini più fredde che si possano usare per raccontare la fine di un matrimonio: non una ferita ancora aperta, ma qualcosa che appartiene a una dimensione ormai talmente lontana da sembrare quasi immaginaria.

        Sette anni senza un disco, poi il ritorno a casa sblocca tutto

        Amore a dismisura arriva il 2 ottobre, sette anni dopo l’ultimo album di inediti di Paola Turci. Nel frattempo un altro disco era stato praticamente scritto: nel 2022 la cantante aveva lavorato a un progetto intero, salvo poi decidere di lasciarlo nel cassetto perché non lo sentiva davvero suo.

        Il nuovo lavoro nasce invece quasi di getto.

        Turci lo definisce pop, chiaro e diretto, ma lontano dall’ossessione per la radio e dalle formule costruite per funzionare necessariamente a Sanremo. Dentro ci sono strumenti veri e un’anima che guarda anche al rock, con collaborazioni e scritture che coinvolgono tra gli altri Motta e Francesco Bianconi.

        Eppure Sanremo resta una porta socchiusa.

        Alla domanda se presenterà una canzone al Festival, Paola non dice di no. Al momento, spiega, non avrebbe il brano giusto, ma ha scritto altro materiale e quindi lascia aperta la possibilità: «Vedremo».

        Prima ci saranno i concerti e soprattutto questo album che sembra segnare molto più di un semplice ritorno discografico.

        Paola riparte da sola: «Che amore è se poi perde il suo senso?»

        Dietro Amore a dismisura resta infatti una donna che sembra essersi posta domande parecchio scomode sui rapporti sentimentali.

        Perché continuiamo a commettere gli stessi errori? Perché a volte cerchiamo aiuto proprio nelle persone che non riescono a darcelo? E soprattutto quando una relazione smette di essere ciò che pensavamo fosse?

        Sono interrogativi che inevitabilmente faranno cercare Francesca Pascale dietro ogni verso.

        Turci sembra saperlo.

        Ma questa volta non vuole che il suo disco venga letto semplicemente come l’autopsia musicale di un matrimonio finito. Dentro c’è inevitabilmente qualcosa della relazione, lo ammette lei stessa, ma il punto d’arrivo sembra essere un altro.

        La libertà.

        Paola Turci racconta di essere tornata nella propria città, nella propria casa e soprattutto in una dimensione che sentiva nuovamente sua.

        Del matrimonio resta un ricordo che oggi definisce quasi irreale.

        E forse la frase che racconta davvero la fine con Francesca Pascale non è quella sul «taglio netto».

        È quella pronunciata subito dopo:

        «Ero ebbra di felicità nell’essere tornata a casa mia».

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          Musica

          Dua Lipa, una di noi: selfie e abbracci a Milano, poi promette «Torno molto presto». Stefano De Martino la aspetta a Sanremo?

          La superstar passeggia tranquillamente nel cuore di Milano, si ferma per foto e autografi e abbraccia un ragazzo che le chiede quando tornerà a esibirsi in Italia. Quelle due parole riaccendono le voci sul corteggiamento del conduttore per il Festival 2027

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            Altro che superstar irraggiungibile, codazzo di bodyguard, auto con i vetri oscurati e fughe strategiche per evitare i fan. Dua Lipa a Milano sembra davvero una di noi. Telefonino in mano, si ferma in piazza della Scala e scatta fotografie mentre i passanti cominciano a riconoscerla. Quando qualcuno trova il coraggio di avvicinarsi, lei non mostra alcun fastidio. Sorride, firma autografi, si presta ai selfie e chiacchiera con i ragazzi che si ritrovano davanti una delle popstar più famose del pianeta.

            Durante uno di questi incontri arriva anche la domanda che rende la passeggiata milanese molto più interessante. Un ragazzo le chiede quando tornerà a esibirsi in Italia e Dua risponde «molto presto», prima di stringerlo in un forte abbraccio. Sono due parole, ma bastano per riaccendere una suggestione che circola ormai da settimane. Quel «molto presto» potrebbe voler dire Sanremo 2027, magari proprio al fianco di Stefano De Martino?

            Dua Lipa conquista Milano e quella risposta fa pensare a Sanremo

            La scena piace soprattutto perché non sembra costruita. Dua Lipa passeggia nel pieno centro di Milano e, invece di attraversarlo protetta da un muro invalicabile, si comporta quasi come una turista. Osserva piazza della Scala, fotografa ciò che ha intorno e lascia che i fan si avvicinino. Qualcuno le chiede una foto, altri vogliono un autografo o semplicemente salutarla. Lei si concede volentieri e trasforma l’incontro con una star internazionale in una chiacchierata sorprendentemente normale.

            Il tempismo di quel «molto presto», però, incuriosisce. Da settimane il nome di Dua Lipa circola attorno al Festival di Sanremo 2027, che Stefano De Martino condurrà e dirigerà artisticamente dal 16 al 20 febbraio. Le indiscrezioni non parlano soltanto di una possibile ospitata musicale. Dua potrebbe addirittura affiancare De Martino come co-conduttrice di una delle serate, un ruolo ben diverso dalla tradizionale apparizione della superstar internazionale.

            Stefano De Martino corteggia Dua Lipa per Sanremo 2027?

            Per ora nessuno ha ufficializzato la presenza della cantante e la frase pronunciata a Milano non può diventare una conferma. Quando hanno chiesto a De Martino delle indiscrezioni su Dua Lipa, il direttore artistico non ha confermato il suo nome. Ha però spiegato di voler portare al Festival grandi artisti internazionali capaci di impreziosire le cinque serate.

            De Martino non vuole trasformare Sanremo in una semplice passerella di celebrità, ma neppure rinunciare agli ospiti internazionali. In questo scenario Dua Lipa rappresenterebbe naturalmente un colpo enorme. Ecco perché sentirle promettere proprio adesso un ritorno in Italia «molto presto» alimenta inevitabilmente le voci. Potrebbe riferirsi a un concerto, a un impegno promozionale o a qualsiasi altro progetto, ma la coincidenza con le indiscrezioni sanremesi resta ghiotta.

            Dua Lipa all’Ariston sette anni dopo

            Dua Lipa conosce già molto bene il palco dell’Ariston. Nel 2020 partecipò al Festival durante la prima edizione condotta da Amadeus e portò sul palco “Don’t Start Now” con una spettacolare coreografia. Sette anni dopo potrebbe tornarci con uno status internazionale ancora più importante e soprattutto con un ruolo completamente diverso.

            L’ipotesi della co-conduzione rende ancora più intrigante la risposta data al fan milanese. Dua avrebbe potuto limitarsi a un sorriso oppure rispondere con un generico «spero presto». Ha invece scelto una formula molto più precisa: «Molto presto». Questo naturalmente non dimostra che abbia già raggiunto un accordo con Sanremo, ma basta per aggiungere un piccolo indizio alle indiscrezioni che circolano da settimane.

            Selfie, autografi e quell’abbraccio al fan

            Al di là di Sanremo, resta soprattutto l’immagine di una delle cantanti più famose al mondo che passeggia tranquillamente per Milano. Dua non fugge quando i passanti la riconoscono e non sembra infastidita dagli smartphone che compaiono intorno a lei. Firma autografi, sorride, posa per le fotografie e trova anche il tempo di abbracciare il ragazzo che le chiede quando potrà rivederla esibirsi nel nostro Paese.

            La scena sarebbe già bastata a conquistare i fan, ma quel «molto presto» le regala inevitabilmente un significato ulteriore. Per sapere se Dua Lipa stesse davvero lasciando un piccolo indizio bisognerà aspettare gli annunci ufficiali. Se il ritorno promesso dovesse portarla proprio all’Ariston accanto a Stefano De Martino, però, quella risposta apparentemente casuale pronunciata in piazza della Scala assumerebbe tutto un altro sapore.

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              Musica

              Romina Power compie 75 anni: il film erotico a 16, Al Bano che non conosceva e quella speranza mai perduta di ritrovare Ylenia

              Figlia delle star di Hollywood Tyrone Power e Linda Christian, deve il suo nome a Roma e incontrò Carrisi sul set di “Nel sole”. Il matrimonio invaso da sconosciuti, il successo mondiale, la tragedia della figlia e la reunion dopo la separazione: «A volte la mia vita sembra un film»

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                Settantacinque anni e una vita che, raccontata tutta insieme, sembra davvero un film. Romina Power compie 75 anni e basta ripercorrere la sua vita per capire quanto sia difficile separare la donna dal personaggio. È nata a Los Angeles il 2 ottobre 1951, figlia di due star di Hollywood. Ha debuttato al cinema quando era ancora una ragazzina. A 16 anni ha girato un film erotico del quale avrebbe volentieri fatto a meno. Poi ha incontrato un giovane cantante pugliese che non conosceva affatto. Si chiamava Al Bano e sarebbe diventato suo marito, il padre dei suoi quattro figli e l’altra metà di una delle coppie più famose della musica italiana.

                Nella vita di Romina ci sono Hollywood, Cellino San Marco, Sanremo e tournée in mezzo mondo. Ci sono milioni di dischi, una separazione e una reunion che sembrava impossibile. Ma c’è soprattutto Ylenia, la primogenita scomparsa a New Orleans oltre trent’anni fa. Un dolore che non si è mai spento e sul quale Romina conserva ancora oggi una convinzione: sua figlia, da qualche parte, potrebbe esserci ancora.

                Si chiama Romina per Roma e a 13 anni era già un’attrice

                Anche il nome di Romina Power nasconde una storia. A sceglierlo fu suo padre, Tyrone Power, uno dei grandi divi della Hollywood classica. Era un omaggio a Roma, la città dove l’attore aveva sposato Linda Christian nel 1949. Romina nacque due anni dopo e perse il padre quando aveva soltanto sette anni. Crebbe quindi soprattutto con la madre e la sorella Taryn, spostandosi tra Paesi diversi prima di stabilirsi per un periodo in Europa.

                Il cinema arrivò prestissimo. Romina debuttò a soli 13 anni e durante gli anni Sessanta recitò in numerose pellicole. Non tutte, però, le hanno lasciato un bel ricordo. A 16 anni apparve in “Justine, ovvero le disavventure della virtù”, film erotico diretto da Jesús Franco. Molti anni dopo ha parlato di quella scelta con parole amare: «Ne avrei fatto volentieri a meno, avrei voluto fare Romeo e Giulietta. Quella Romina mi fa una grande tenerezza».

                Proprio il cinema, però, le regalò l’incontro destinato a cambiare la sua vita. Nel 1967 Romina venne scelta per “Nel sole”. Leggendo il copione trovava spesso una curiosa indicazione: «canzone di Al Bano». Lei, però, non aveva idea di chi fosse.

                L’incontro con Al Bano: «Non sapevo chi fosse»

                Prima delle riprese Romina e Al Bano fecero un provino insieme. La produzione voleva capire se fossero credibili come coppia sul grande schermo. Evidentemente lo erano. La chimica funzionò anche lontano dalla macchina da presa e tra i due nacque una relazione. Il successo di Nel sole fece il resto e trasformò quella coppia giovanissima in un fenomeno popolare.

                Due anni dopo, nel 1969, Romina accompagnò Al Bano a Teheran per un concerto. All’arrivo trovarono una folla impressionante ad aspettarli. Lei ha raccontato che sull’aereo iniziarono a guardarsi intorno. Pensavano ci fosse qualche celebrità internazionale a bordo e non immaginavano che tutta quella gente fosse arrivata per loro. Sua madre Linda Christian rimase invece indietro, furiosa perché nessuno l’aveva riconosciuta.

                La diva di Hollywood era stata oscurata dalla figlia e da un ragazzo partito da Cellino San Marco. Ripensando a episodi come quello, Romina ha riassunto la propria esistenza con poche parole: «A volte la mia vita sembra un film».

                Il film continuò il 26 luglio 1970, quando Romina e Al Bano si sposarono a Cellino San Marco. Lei aspettava già Ylenia. Carrisi aveva scelto quella data perché era praticamente l’unica libera nella sua estate. Anche la cerimonia diventò uno spettacolo. Linda Christian e Taryn dovettero assistere da una finestra, mentre una folla di persone non invitate invase la zona. Romina avrebbe poi raccontato che, al momento del sì, risposero persino gli sconosciuti presenti.

                “Felicità”, Sanremo e quattro figli: nasce il mito di Al Bano e Romina

                Dal 1974 il matrimonio diventò anche un sodalizio musicale. Al Bano e Romina conquistarono rapidamente un pubblico enorme in Italia e all’estero. Nel 1976 rappresentarono l’Italia all’Eurovision Song Contest. Nel 1982 arrivarono secondi a Sanremo con “Felicità”, destinata a diventare il loro brano simbolo nel mondo. Due anni dopo vinsero il Festival con “Ci sarà”.

                Intanto cresceva anche la famiglia. Dopo Ylenia, nata nel 1970, arrivarono Yari Marco nel 1973, Cristel nel 1985 e Romina Jr. Jolanda nel 1987. Per il pubblico erano la famiglia perfetta dello spettacolo italiano. Vivevano a Cellino San Marco, cantavano insieme e apparivano inseparabili. Quell’immagine si spezzò all’inizio del 1994.

                Ylenia si trovava a New Orleans quando scomparve tra il 31 dicembre 1993 e il primo gennaio 1994. Da quel momento nessuno è riuscito a ricostruire con certezza che cosa le sia accaduto. Nel 2014 arrivò la dichiarazione di morte presunta, ma Romina non ha mai accettato interiormente quella conclusione.

                Ylenia, la ferita mai chiusa: «So che è da qualche parte»

                Ancora oggi Romina parla della primogenita come di una presenza possibile. «Parlo sempre di Ylenia perché so che lei è da qualche parte», ha raccontato. Ha spiegato di sognarla e di essersi rivolta anche a persone alle quali attribuisce capacità soprannaturali. Nessuno, secondo il suo racconto, sarebbe riuscito a convincerla che la figlia non esista più.

                È una convinzione personale, ma racconta bene quanto quella scomparsa abbia segnato la sua vita. La tragedia sconvolse l’intera famiglia e pesò inevitabilmente anche sull’equilibrio della coppia. Nel 1999 Al Bano e Romina annunciarono la separazione. Finiva così uno dei matrimoni più celebri dello spettacolo italiano.

                Romina cambiò vita. Tornò negli Stati Uniti, si allontanò progressivamente dalla musica e si dedicò alla pittura. Rimase anche accanto alla madre durante la malattia, fino alla morte di Linda Christian nel 2011. Per molti anni sembrò che il capitolo Al Bano appartenesse definitivamente al passato. Poi, ancora una volta, la storia prese una direzione inattesa.

                La reunion con Al Bano e quel legame che il tempo non ha cancellato

                Nel 2012 Romina tornò alla musica. Un anno dopo arrivò la sorpresa che milioni di fan aspettavano da tempo: Al Bano e Romina tornarono a cantare insieme. Non si trattava di una riconciliazione sentimentale, ma il sodalizio artistico riprese vita. I concerti riportarono immediatamente alla memoria gli anni d’oro della coppia.

                Nel febbraio 2015 tornarono insieme anche sul palco del Festival di Sanremo. Nel 2020 furono nuovamente ospiti della manifestazione e in seguito parteciparono insieme ad altri programmi televisivi. Ogni apparizione ha continuato ad alimentare la nostalgia di chi non ha mai smesso di considerarli una coppia, almeno artisticamente.

                Oggi Romina Power compie 75 anni e dentro la sua biografia sembrano convivere molte vite diverse. C’è la bambina nata nella Hollywood delle grandi star e la sedicenne finita in un film che non avrebbe voluto girare. C’è la ragazza che incontrò Al Bano senza sapere chi fosse e la donna diventata famosa in mezzo mondo al suo fianco. Ci sono quattro figli, il successo, la separazione, l’America e un ritorno sul palco che sembrava impossibile.

                E poi c’è Ylenia, il capitolo che per Romina non si è mai davvero chiuso. Sono trascorsi più di trent’anni dalla sua scomparsa, ma sua madre continua a custodire la speranza che possa essere ancora da qualche parte. Forse è anche per questo che la frase pronunciata anni fa resta la migliore sintesi dei suoi primi 75 anni: «A volte la mia vita sembra un film». Solo che la vita di Romina Power, in alcuni passaggi, è riuscita a essere persino più incredibile del cinema.

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