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Musica

Cantanti in pausa: da Angelina Mango a Claudio Baglioni, quando la salute impone lo stop

Angelina Mango, Emma Marrone, Samuele Bersani e Claudio Baglioni costretti a rinunciare ai loro impegni. Tra rinofaringiti, dolori muscolari e sfide psicologiche, il corpo detta il ritmo. Intanto, Carboni e Sangiovanni ritrovano energie e nuove prospettive.

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    La musica può essere una terapia, ma anche un mestiere logorante. Negli ultimi mesi, diversi artisti italiani si sono trovati costretti a fermarsi per motivi di salute, segnalando che il successo, seppur gratificante, non rende immuni dallo stress.

    Angelina Mango: lo stress dietro lo stop

    La giovane cantautrice Angelina Mango, reduce da un’annata straordinaria segnata dal trionfo al Festival di Sanremo con il brano La noia e dalla partecipazione all’Eurovision, ha dovuto interrompere il suo Poké Melodrama Tour per una rinofaringite aggravata dallo stress. «Devo fermarmi per prendermi cura di me», ha scritto la 23enne sui social, mettendo la salute al primo posto dopo un anno di successi e ritmi serrati.

    Emma Marrone: il bisogno di respirare

    Emma Marrone, invece, ha dichiarato la sua necessità di prendersi una pausa dopo l’uscita del suo album Souvenir. «Ho bisogno di dormire, respirare e godermi la vita», ha confessato al Corriere della Sera, aggiungendo che gli ultimi anni, segnati dalla perdita del padre e da un tour impegnativo, sono stati particolarmente difficili.

    Samuele Bersani: un messaggio preoccupante

    Più misterioso e preoccupante è lo stop di Samuele Bersani, che ha annullato il suo tour pochi giorni prima del debutto a Milano. In un messaggio rivolto ai fan, ha spiegato di dover affrontare un problema di salute, pur precisando che non riguarda la voce: «Tornerò presto, ma ora devo prendermi il tempo necessario».

    Claudio Baglioni: tendinopatie e riposo assoluto

    Infine, Claudio Baglioni ha rinviato il suo tour Piano di volo solotris a causa di dolori muscolari dovuti all’eccessivo utilizzo di tendini e legamenti durante le prove. «Per 60 giorni devo osservare un riposo assoluto», ha spiegato il 73enne cantautore, rimandando i concerti al gennaio 2025.

    Segnali di ripresa: Sangiovanni e Luca Carboni

    Mentre alcuni si fermano, altri tornano a farsi sentire. Sangiovanni, dopo mesi di silenzio seguiti alla sua decisione di prendersi una pausa, ha ritrovato il piacere di fare musica senza pressioni. «La musica è ancora una grande opportunità per me», ha dichiarato il 21enne vicentino, lasciando intendere che presto potrebbe tornare con nuovi progetti.

    Anche Luca Carboni, dopo una battaglia contro un tumore ai polmoni, si prepara a rientrare sulle scene. Prima, però, celebra la sua passione per l’arte visiva con una mostra al Museo della Musica di Bologna, in occasione dei 40 anni del suo primo disco.

    Il messaggio di tutti: ascoltare il corpo

    Che siano giovani talenti o artisti affermati, il messaggio è chiaro: la salute viene prima di tutto. Tra pause necessarie e nuovi inizi, il mondo della musica italiana continua a muoversi, ricordando che anche dietro le luci del successo ci sono esseri umani con bisogni e fragilità.

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      Musica

      Harry Styles zittisce le polemiche sul queerbaiting: bacio in diretta e battuta tagliente

      Durante l’intervista, Harry Styles viene provocato sul queerbaiting e reagisce con un bacio in diretta: “Ecco, questo è queerbaiting”.

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        Harry Styles sceglie la via più diretta per rispondere alle polemiche sul suo orientamento e sul presunto queerbaiting. Lo fa davanti a milioni di spettatori, durante una partecipazione al Saturday Night Live.

        Niente dichiarazioni costruite o spiegazioni infinite. Solo un gesto e una battuta che fanno il giro del mondo.

        Il momento in diretta

        Mentre parla di relazioni e baci, l’ex membro degli One Direction viene interrotto dal comico Ben Marshall, che entra in scena con una richiesta provocatoria: «Allora dov’è il mio bacio?».

        Styles non si tira indietro. Accetta la sfida e lo bacia davanti al pubblico, trasformando il momento in uno dei più commentati della puntata.

        La risposta sul queerbaiting

        Subito dopo il gesto, arriva la stoccata. Styles si gira verso la telecamera e commenta con ironia: «Ecco, questo è queerbaiting».

        Una frase che ribalta completamente il senso delle accuse, giocando con il concetto invece di difendersi in modo tradizionale.

        Tra ironia e strategia

        Il gesto non passa inosservato. C’è chi lo interpreta come una risposta intelligente e chi invece lo vede come l’ennesima provocazione studiata.

        Di certo, Harry Styles dimostra ancora una volta di saper gestire la narrazione intorno a sé, muovendosi tra ironia, ambiguità e consapevolezza mediatica.

        E in pochi secondi, riesce a fare quello che molti non riescono a fare in intere interviste: far parlare tutti.

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          Musica

          Blanco e le rose distrutte a Sanremo, spunta il retroscena che cambia tutto: “Sembrava già deciso”

          Pippo Balistreri, storico assistente di palco del Festival, racconta un dettaglio rimasto finora nell’ombra: durante le prove Blanco si sarebbe fermato sempre nello stesso punto lamentando problemi audio mai riscontrati. E oggi, dopo il silenzio, il cantante parla di ripartenza e fondamenta.

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            Ci sono scene che il Festival di Sanremo non riesce a dimenticare. E una di queste porta la firma di Blanco. Era il 2023 quando la sua esibizione all’Ariston finì nel modo più clamoroso possibile: rose distrutte sul palco, pubblico spiazzato, polemiche ovunque. Un gesto che allora sembrò dettato dalla rabbia del momento. Adesso, però, spunta un dettaglio che rimette tutto in discussione.

            Il retroscena raccontato da Pippo Balistreri

            A parlare è Pippo Balistreri, storico assistente di palco del Festival, che in una recente intervista ha aggiunto un tassello pesante a una storia che sembrava già archiviata. Secondo il suo racconto, durante le prove Blanco si fermava proprio nel punto in cui poi avrebbe distrutto la scenografia di rose, sostenendo di non sentire l’audio. Non una volta sola, ma per due prove. Un comportamento che, visto oggi, assume un significato molto diverso.

            Balistreri è netto: problemi tecnici, da parte loro, non ne sarebbero stati riscontrati. Ed è proprio questo il passaggio che cambia il tono del racconto. Perché se davvero non c’erano guasti, allora quell’insistenza su quel punto preciso del palco smette di sembrare casuale.

            Il dubbio: gesto spontaneo o mossa studiata?

            La frase più tagliente è anche la più semplice: “Mi è sembrato tutto programmato”. Non una certezza giudiziaria, ovviamente, ma un’impressione maturata da chi il Festival lo vive da dentro da anni. E che quindi pesa molto più di un commento qualsiasi da social.

            L’idea che quel gesto fosse un modo per farsi pubblicità riapre una ferita mai davvero chiusa. Perché una cosa è l’imprevisto, altra cosa è la costruzione del caos come atto mediatico. E nel mondo dello spettacolo il confine tra provocazione e strategia è spesso sottilissimo. Anzi, a volte non esiste proprio.

            Il ritorno di Blanco dopo il buio

            Intanto Blanco, dopo un periodo complicato, è tornato a parlare di sé con parole molto diverse. In una recente intervista ha raccontato questo momento come una sorta di azzeramento necessario. “È come se avessi voluto buttare giù la casa per ripartire dalle fondamenta”, ha spiegato. Un’immagine forte, quasi brutale, che sa di autocritica ma anche di ricostruzione.

            Poi aggiunge di avere bisogno della “scienza dei fatti”, della sicurezza di un’equazione che produce un risultato. Parole che raccontano un artista in cerca di stabilità, forse anche di controllo, dopo una fase in cui tutto sembrava essergli esploso tra le mani.

            Resta però quella domanda sospesa, fastidiosa e inevitabile: le rose dell’Ariston furono davvero il frutto di un istante impazzito o l’ultimo atto di una scena già scritta? A distanza di tempo, il dubbio torna a pungere. E stavolta fa ancora più rumore

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              Musica

              Annalisa scatena la bufera con “Canzone Estiva”: attacco cattolico e risposta da star con Fiorello

              Tra accuse di “degenerazione” e una strategia che divide, il video di “Canzone Estiva” fa discutere. Lei ignora le critiche e in collegamento con Fiorello mostra la sua voce, incassando applausi e rilanciando il successo del brano.

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                Annalisa lo sa benissimo: nel pop, oggi, non basta uscire con una canzone. Serve far parlare. E con “Canzone Estiva” l’obiettivo è stato centrato in pieno. Il brano è appena arrivato e ha già acceso una polemica che sembra cucita addosso al progetto.

                A sollevare il caso è stata la pagina eliacatholic, che ha puntato il dito contro il video, definendolo un esempio di come “la degenerazione del mondo dello spettacolo avanzi gradualmente”. Parole forti, che hanno immediatamente alimentato il dibattito online. Ma anche un assist perfetto per un’artista che da tempo gioca con l’ambiguità tra immagine e provocazione.

                La strategia tra suora e sexy

                La chiave è tutta lì. La dicotomia suora/sexy non è un incidente, ma una scelta precisa. Un’estetica che divide e che, proprio per questo, funziona. Annalisa costruisce un immaginario che spinge il pubblico a reagire, a schierarsi, a commentare.

                Nel pop contemporaneo, la neutralità non paga. E il video di “Canzone Estiva” lo dimostra: ogni frame è pensato per creare contrasto, per alimentare letture opposte. Chi lo trova provocatorio, chi lo difende come espressione artistica. Intanto, tutti ne parlano.

                La risposta (senza rispondere)

                E lei? Nessuna replica diretta. Nessuna polemica. Annalisa sceglie la linea più efficace: ignorare. E mentre il dibattito cresce, si presenta in videochiamata da Fiorello, trasformando la discussione in spettacolo.

                Canta, sorride, resta centrata. E soprattutto lascia parlare la voce. Dopo aver intonato il brano, arriva il commento dello showman: “Posso dire una cosa? Autotune, va a cagare! Devi fare un disco al telefono, la prossima volta…”. Una battuta, certo, ma anche una certificazione. Perché quando la voce regge così, tutto il resto diventa contorno.

                Polemica e successo, binomio perfetto

                Il risultato è quello che nel mondo della musica conta davvero: visibilità. La polemica amplifica, la performance consolida. E Annalisa resta esattamente dove vuole essere: al centro della scena.

                In fondo, il meccanismo è sempre lo stesso. Si crea una frattura, si lascia che il pubblico reagisca, poi si torna alla musica. E se il pezzo funziona, tutto il resto diventa parte dello show.

                E “Canzone Estiva”, nel bene o nel male, è già molto più di una semplice uscita discografica.

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