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Renato Zero si racconta a 360° senza nascondersi: “Cari sorcini, mi confesso…”

Cari sorcini, anche io sono stato bullizzato: parola di Renato Zero. La sua intervista lascia il campo ad un racconto molto personale.

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    Un’intervista, per molti personaggi può rappresentare una sorta di… seduta dallo psicologo. Dove raccontarsi a ruota libera, facendo emergere sensazioni, ansie, ricordi e propositi per il futuro. Con la differenza sostanziale di non essere stesi sull’iconico divanetto e di essere, oltre che al cospetto del medico… di fronte a milioni di lettori.

    Zero o Fiacchini… resta sempre un uomo coi suoi problemi

    Recentemente, anche il “Re dei sorcini” ha avuto l’occasione di raccontarsi in una lunga intervista. Dove ha condiviso alcuni dei momenti più ardui della sua vita, evidenziando le sfide personali più che quelle professionali. Essere Renato Fiacchini non è sempre così semplice come alcuni potrebbero immaginare. I privilegi, certo, sono numerosi, ma il primo tra tutti è l’affetto di milioni di persone.

    Sono stato bullizzato

    Zero ha condiviso il racconto di un’esperienza traumatizzante. Ovvero l’essersi confrontato in prima persona con il fenomeno degradante del bullismo. Essendo riuscito a vincere le personali paure con una forza d’animo non comune. . Ma vediamo che cosa ha rivelato.

    Non nasconde l’emozione

    Zero dice: “Vorrei farvi notare le gambe come tremano… Perdere l’emozione per un artista significa che forse è arrivato il momento di lasciare il palcoscenico, ma finché ‘ste gambe tremano, io resto qui”.

    Una pratica vergognosa che bisogna combattere

    Poi il suo racconto si avventura su un piano ulteriormente personale e umano: “C’è stato un periodo che avevo paura a uscire di casa” ha rivelato il cantautore, riferendosi proprio alla questione bullismo. “Se fossi arrivato alla fermata dell’autobus 93 incolume, avrei vinto una guerra. Mi scoraggia il fatto che malgrado i tempi siano maturi, siano cambiati, il bullismo e queste forme stronze e crudeli di certuni hanno ancora campo libero e ancora vengono praticate“.

    Una confessione che può servire da esempio per molte altre vittime di questa piaga
    Di fronte all’attento e partecipe pubblico in studio, Renato ha rivelato il suo personale atteggiamento con il quale si è posto nei confronti del problema: “Questo confronto con la gente io l’ho vinto semplicemente affrontando l’inquisitore: tornavo indietro e gli chiedevo ma t’ho fatto qualcosa di male? Che cosa può averti indotto ad avercela con me, solo per il fatto che magari non mi vesto come te? In questo modo li metteva talmente in difficoltà tra di loro che se ne andavano”.

    L’incredibile potere del coraggio

    Concludendo il racconto con la chiave di volta della questione: “Piano piano si era sparsa la voce che avevo coraggio e in quei frangenti, e in quella popolazione, avere coraggio per loro era destabilizzante, questo ce tana”.

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      Gossip

      Elodie e Franceska sempre più inseparabili: la foto sotto le lenzuola scatena i fan e spunta l’ipotesi delle nozze

      Elodie e Franceska Nuredini si mostrano sempre più complici. Dopo la foto insieme a letto, una visita in famiglia a una villa per matrimoni ha riacceso i rumors su una possibile unione civile.

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        La loro complicità non è certo una novità, ma l’ultima immagine condivisa sui social ha fatto impazzire i fan. Elodie e Franceska Nuredini continuano a vivere il loro rapporto alla luce del sole e la cantante romana ha pubblicato una nuova fotografia che non è passata inosservata.

        Le due appaiono sotto le lenzuola, appena sveglie, mentre si scambiano sguardi complici e sorrisi carichi di intesa. Uno scatto tenero e molto intimo, rilanciato anche dalla ballerina sui propri profili, che conferma ancora una volta quanto il legame tra le due sia diventato sempre più forte.

        Una storia d’amore vissuta senza nascondersi

        Da mesi Elodie e Franceska non fanno mistero della loro vicinanza. Negli ultimi tempi sono state immortalate insieme in diverse occasioni, tra vacanze all’estero, serate in discoteca e giornate trascorse al mare. I loro baci e i momenti condivisi hanno alimentato la curiosità dei fan, che seguono con attenzione ogni nuovo indizio pubblicato sui social.

        Tra le esperienze più belle vissute insieme c’è anche il viaggio in Giappone, documentato attraverso numerose immagini che raccontavano momenti di spensieratezza e immersione nella cultura locale.

        La presentazione in famiglia fa sognare i fan

        Ma a colpire gli osservatori più attenti è stata soprattutto una storia pubblicata poco prima dello scatto a letto. Elodie e Franceska sono infatti apparse insieme ai familiari della cantante durante una visita a Villa Adelaide, elegante dimora ottocentesca affacciata sul lago di Alserio, oggi utilizzata per matrimoni ed eventi esclusivi.

        Nelle immagini compaiono la madre di Elodie, Claudia Marthe, con il marito Francesco Cramer, il padre Roberto Di Patrizi, la nonna materna Marise Urgin e la sorella minore Fey Di Patrizi. La foto è stata condivisa dalla struttura e successivamente ricondivisa dalle due protagoniste.

        Matrimonio in vista? I rumors tornano a correre

        La visita alla prestigiosa location ha inevitabilmente fatto tornare d’attualità le indiscrezioni che circolano ormai da settimane. Secondo i rumors, infatti, Elodie e Franceska starebbero valutando l’idea di ufficializzare ulteriormente la loro relazione con un’unione civile.

        Al momento non esistono conferme da parte delle dirette interessate e tutto resta nel campo delle ipotesi. Tuttavia, la presenza dei familiari e la scelta di una location conosciuta per ospitare matrimoni hanno riacceso le fantasie dei fan, convinti che tra la cantante e la ballerina ci possa essere presto un nuovo capitolo da celebrare.

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          La corsa mattutina: come svoltare la giornata grazie al jogging all’alba

          Correre al mattino non è solo un trend da social, ma una vera e propria ricarica per il cervello. Scopriamo perché le prime ore del giorno sono le migliori per scendere in strada e come riuscirci anche se ami premere il tasto “Snooze”.

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          La corsa mattutina: come svoltare la giornata grazie al jogging all'alba

            La magia delle strade vuote

            C’è qualcosa di quasi terapeutico nel correre quando il resto del mondo sta ancora preparando il caffè. Soprattutto durante i mesi caldi, le prime ore del mattino offrono temperature ideali e un’aria decisamente più respirabile rispetto alla cappa pomeridiana. Muoversi tra le strade deserte non è solo piacevole per la vista, ma ha un impatto psicologico preciso: la sensazione di “anticipare” la giornata regala un forte senso di controllo e riduce l’ansia, trasformando l’attività fisica in un momento di pura mindfulness in movimento.

            Più produttività, meno stress: la scienza del mattino

            Chi corre all’alba non lo fa solo per bruciare calorie. La scienza conferma che l’esercizio aerobico mattutino stimola il rilascio di neurotrasmettitori come la dopamina e le endorfine, migliorando la concentrazione e la lucidità mentale per le successive 10-12 ore. Inoltre, completare un allenamento prima di iniziare a lavorare elimina il rischio di rimandarlo la sera a causa della stanchezza o di imprevisti dell’ultimo minuto.

            Il fatto verificato: Molti pensano che correre a digiuno sia pericoloso, ma per corse brevi e a ritmo confortevole (sotto i 45 minuti) le riserve di glicogeno muscolare sono più che sufficienti. Un piccolo bicchiere d’acqua appena svegli è tutto ciò che serve per partire in sicurezza.

            La regola d’oro: parti piano (e non guardare il cronometro)

            Il segreto per non mollare dopo il terzo giorno? Dimenticare la performance. Quando si inizia, l’obiettivo non è la velocità, ma la costanza. Gli esperti consigliano di adottare il metodo “corri e cammina” (ad esempio, 2 minuti di jogging alternati a 1 minuto di camminata) mantenendo un ritmo che permetta di chiacchierare senza fiatone. Le distanze si allungheranno naturalmente con il tempo, man mano che il corpo si adatterà al nuovo ritmo biologico.

            Come ingannare la pigrizia della sveglia

            Il vero ostacolo non è la corsa in sé, ma il momento in cui bisogna scendere dal letto. Per vincere la battaglia contro il piumone, la preparazione inizia la sera prima: preparare l’abbigliamento da running ben visibile sulla sedia ed evitare schermi luminosi prima di dormire facilita il risveglio. Trasformare la sveglia in un rituale positivo – magari associandola alla prospettiva di una colazione speciale subito dopo l’allenamento – è il trucco definitivo per saltare giù dal letto con il sorriso.

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              In primo piano

              Il Summer Reset: l’arte di ricaricare mente e corpo durante le ferie

              Arrivano le ferie e scatta l’obbligo morale di fare tutto: viaggiare, fare sport, scalare montagne ed essere costantemente felici sui social. Ma gli esperti avvertono: questo “iperattivismo da relax” produce solo nuovo stress. Il Summer Reset non è una lista di cose da fare, ma l’arte di resettare il sistema nervoso attraverso il riposo radicale, il contatto con la natura e il digital detox

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              Il Summer Reset l'arte di ricaricare mente e corpo durante le ferie

                Il paradosso del “Burnout da vacanza”

                Per mesi sogniamo il momento di staccare la spina, ma quando finalmente le ferie arrivano, tendiamo a riempire l’agenda estiva come se fosse una settimana lavorativa particolarmente intensa. Escursioni all’alba, cene a incastro, visite guidate e aperitivi a cui è vietato mancare.

                La psicologia del benessere definisce questo fenomeno come il “paradosso della vacanza performativa”. Quando cerchiamo di ottimizzare ogni singolo minuto libero, il nostro cervello non percepisce il cambiamento di ritmo e continua a produrre adrenalina e cortisolo. Il risultato? Si torna in ufficio più stanchi di prima.

                La scienza del Soft Saving: la mente si ricarica nel vuoto

                Studi recenti sulla salute mentale e sui ritmi circadiani confermano che il cervello umano ha un disperato bisogno di tempi morti per elaborare le informazioni e rigenerare le cellule cerebrali.

                Quando camminiamo sulla sabbia senza una meta, guardiamo il mare o ci sdraiamo sotto un albero a fissare le foglie, attiviamo il cosiddetto Default Mode Network (DMN). Si tratta di una rete neurale che si accende solo quando non siamo focalizzati su un obiettivo preciso. È proprio in questo stato di “vuoto apparente” che la mente si ripara, la creatività si risveglia e l’ansia si dissolve.

                Il piano d’azione in tre mosse per un vero Summer Reset

                Per trasformare le ferie in una vera e propria terapia rigenerante per corpo e mente, non servono resort a cinque stelle. Basta cambiare approccio seguendo tre regole d’oro:

                • Pratica il Slow Morning: Almeno nei primi giorni di vacanza, abolisci la sveglia. Lascia che il corpo ritrovi il suo ritmo naturale e concediti una colazione lenta, senza controllare le email o i messaggi di lavoro.
                • Fai un digiuno di notifiche: Il Digital Detox non deve essere radicale per essere efficace. Prova a stabilire una finestra di sole due ore al giorno in cui guardare lo smartphone, lasciandolo in camera durante i pasti o i momenti di relax in spiaggia.
                • Introduci il “Giorno del Nulla”: Pianifica un intero giorno della tua vacanza in cui è tassativamente vietato fare programmi. Decidi cosa fare, dove mangiare o dove andare solo nel momento esatto in cui ti va di farlo.

                Ascoltare il corpo per ritrovare l’equilibrio

                In definitiva, il Summer Reset non è una formula magica, ma un atto di ascolto profondo. Il corpo ci parla continuamente attraverso piccoli segnali: tensione muscolare, mal di testa, irritabilità. Le ferie sono l’unico momento dell’anno in cui possiamo finalmente abbassare il volume del mondo esterno per alzare quello delle nostre esigenze interne. Ricaricarsi significa, prima di tutto, concedersi il permesso di rallentare.

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