Musica
La Parietti la tocca piano sulla buonanima di Toto Cutugno
Sul coro di laudi per il recentemente scomparso Toto Cutugno si alza la voce di Alba Parietti, donna nota per la sua verve battagliera e spesso controtendenza. Che si guarda bene dal santificare l’autore de “L’Italiano”.
Domenica scorsa, davanti a “Zia” Mara nello studio di Domenica In, Alba Parietti viene chiamata a ricordare Toto Cutugno, il popolarissimo cantante scomparso nell’agosto 2023.
Alba sugli scudi
Solitamente nel salotto domenicale della Venier la beatificazione di chi non c’è più è prassi abituale: com’era bravo, com’era buono, era amico di tutti, quanto ci manca… Sul coro di laudi si alza però la voce di Alba Parietti, donna nota per la sua verve battagliera e spesso controtendenza. Infatti l’ex showgirl oggi opinionista (per sopraggiunti limiti anagrafici) si guarda bene dal santificare l’autore de “L’Italiano”.
Santo subito? No, grazie
Alba ha lavorato in più occasioni insieme a Cutugno e lo ricorda con queste parole: “Lui era un maschio alfa… e anche io ma non come lui. Toto aveva una caratteristica, a proposito di scherzi e sorprese lui ne faceva sia in positivo che in negativo, lo diciamo giusto per non farne un santino”. Insieme al cantante, Alba aveva infatti condotto l’edizione di Domenica In 1992/1993.
Uno scherzetto sottilmente diabolico
“Lui mi ha fatto fare dei duetti meravigliosi ma io volevo Biagio Antonacci che era agli esordi e lui gli rodeva. Alla fine ce l’ha fatto fare ma lui cosa faceva, essendo solitamente amici di tutti, io e Biagio siamo entrati in studio ma Toto ha fatto credere a tutti che avevamo un inciucio e il pubblico lanciava i cori. Aveva un lato diabolico”, ha ricordato ancora Alba, rivelando quindi gli screzi vissuti dietro le quinte con il collega, “Abbiamo mai litigato? Spesso e come delle bestie per tutto”.
Sappi che tuo padre è famoso
Alla puntata celebrativa ha preso parte anche Niko, figlio di Toto frutto di una relazione extraconiugale del cantante. In tv, il giovane ha dichiarato di avere scoperto la grande popolarità del padre solo a 8 anni. QUìuesto il suo racconto: “Eravamo in macchina, lui guidava, io ero a fianco. Lui mi aveva detto che faceva l’ingegnere. Era un modo per tutelarmi e per proteggere un po’ anche la mia privacy… e probabilmente anche la sua. Poi in realtà l’ho scoperto perché a un certo punto è uscito questo articolo sui giornali e quindi me l’hanno dovuto dire e in particolare è stato il mio bisnonno a dirmelo. Venne da me e mi disse: ‘Nico, tuo padre è Toto Cutugno’, mi ha spiegato che era un cantante.
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Musica
Gianni Morandi incorona De Martino e chiude con Sanremo: “Il futuro della Rai è lui”, poi la stoccata a Canzonissima
Morandi elogia Stefano De Martino come erede della Rai, chiude definitivamente con Sanremo e punge Canzonissima. Poi svela i suoi miti: Celentano e Mina
Gianni Morandi parla chiaro e, come spesso accade, lo fa senza troppi giri di parole. Il cantante ha acceso il dibattito televisivo con una serie di dichiarazioni destinate a far rumore, tra elogi, addii e qualche frecciata ben piazzata.
De Martino promosso: “È il futuro della Rai”
Morandi non ha dubbi: Stefano De Martino è l’uomo su cui la Rai deve puntare per i prossimi anni. Un’investitura importante, soprattutto perché arriva da uno dei volti più amati e longevi dello spettacolo italiano.
Parole che pesano e che confermano come il percorso del conduttore stia convincendo sempre di più anche i big della televisione. Non solo presenza scenica, ma capacità di reggere il palco e parlare al pubblico: elementi che, secondo Morandi, fanno la differenza.
Sanremo, capitolo chiuso
Se da una parte c’è il futuro, dall’altra c’è una porta che si chiude definitivamente. Morandi ha infatti chiarito di considerare conclusa la sua esperienza con il Festival di Sanremo.
Un addio che sa di scelta consapevole, senza rimpianti, ma con la volontà di lasciare spazio a nuove generazioni e nuovi volti. Un passaggio di testimone che si inserisce perfettamente nel discorso fatto su De Martino.
La frecciata a Canzonissima e il richiamo al passato
Non è mancata poi una stoccata a Canzonissima, il programma condotto da Milly Carlucci. Morandi ha sottolineato come quella versione storica, in bianco e nero, fosse “più importante di Sanremo”, tracciando un confronto che inevitabilmente fa discutere.
Un’affermazione che riporta alla nostalgia di un’epoca televisiva diversa, ma che allo stesso tempo mette in ombra il presente. E mentre il dibattito si accende, Morandi chiude tornando alle sue certezze musicali: i suoi preferiti restano Adriano Celentano e Mina.
Un modo per ribadire che, tra evoluzioni e cambiamenti, ci sono punti fermi che non cambiano mai. Ma nel frattempo, il futuro – almeno secondo lui – ha già un nome preciso.
Musica
Paola Iezzi torna con “Stessa Direzione” ma resta nell’ombra: intanto Arisa si prende Milano
Due uscite, due approcci e una domanda che resta sospesa: perché il pop di qualità fatica a emergere? Tra Iezzi e Arisa il confronto si accende.
Il pop di qualità esiste ancora, e ogni tanto si ricorda di farsi sentire. Paola Iezzi lo dimostra con “Stessa Direzione”, un singolo che non si limita a suonare bene ma costruisce anche un immaginario preciso, accompagnato da un video pieno di citazioni e significati. Un lavoro curato, consapevole, che gioca su più livelli. Eppure, nonostante tutto, l’eco sembra più debole del previsto.
Un pop che non urla ma resta
“Stessa Direzione” è uno di quei brani che non cercano scorciatoie. Non c’è provocazione gratuita, non c’è la rincorsa al tormentone facile. C’è piuttosto una costruzione solida, una visione estetica e musicale che punta a durare più di una stagione. Ma proprio questa scelta, paradossalmente, sembra pagare meno nel presente. Perché oggi, per emergere, spesso serve altro: visibilità, spinta, narrazione.
Il tema delle “protette” che torna
E qui si inserisce il nodo più delicato. L’idea che alcuni progetti ricevano più attenzione di altri non è nuova, ma torna a galla ogni volta che un lavoro di qualità fatica a trovare spazio. Senza fare nomi, il sottotesto è chiaro: non tutti partono dallo stesso punto. E in un sistema dove la percezione conta quanto la musica, questo può fare la differenza.
Arisa accende Milano con “Foto Mosse”
Nel frattempo, a Milano, l’attenzione si sposta altrove. All’Armani Privè va in scena il release party del nuovo album di Arisa, “Foto Mosse”, in uscita venerdì. Luci, ospiti, atmosfera da evento: tutto quello che serve per catalizzare lo sguardo. Due percorsi diversi che si incrociano nello stesso momento, raccontando in modo plastico le dinamiche di un mondo dove il talento, da solo, non sempre basta a fare rumore.
E così, mentre Iezzi propone un pop che guarda lontano, la scena si accende altrove. Non è una gara, ma il contrasto è evidente. E lascia aperta una domanda che torna sempre: cosa serve davvero, oggi, per farsi ascoltare?
Musica
Cristiano Malgioglio, confessione choc a Verissimo: “Ho tentato il suicidio dopo la morte di mia madre”
Ospite a Verissimo, Cristiano Malgioglio si apre come mai prima: la depressione dopo la perdita della madre, il blocco creativo e quel gesto estremo mai raccontato prima
Cristiano Malgioglio sorprende il pubblico di Verissimo con una confessione che cambia il tono della sua immagine pubblica, spesso legata all’ironia e all’eccesso. In collegamento con Silvia Toffanin, l’artista ha raccontato uno dei momenti più difficili della sua vita, legato alla perdita della madre, una ferita che lo ha travolto e cambiato profondamente.
“Ho tentato il suicidio”: la rivelazione che spiazza
Per la prima volta, Malgioglio rompe il silenzio su un episodio drammatico: «Ho tentato il suicidio, è la prima volta che lo dico». Parole nette, senza filtri, che restituiscono tutta la portata del dolore vissuto. La morte della madre ha rappresentato per lui un punto di rottura totale, un vuoto impossibile da colmare.
Cinque anni di depressione e silenzio creativo
Il racconto prosegue con dettagli che mostrano quanto quel lutto abbia inciso sulla sua vita: «Quando mia mamma è andata via, io sono caduto in depressione, per cinque anni non sono riuscito a scrivere niente». Un blocco non solo emotivo, ma anche artistico, che ha segnato profondamente la sua carriera. «Non sapevo vivere senza mia madre, non potevo vivere senza di lei, era qualcosa di impossibile», ha aggiunto, descrivendo una sofferenza lunga e persistente.
La fuga e il bisogno di ricominciare
Nel suo racconto emerge anche il desiderio di scappare, di allontanarsi da un dolore troppo grande: «Volevo partire, volevo andare in India…». Un pensiero che racconta la ricerca di un senso, di una via d’uscita da un periodo buio. Oggi, quella confessione segna un passaggio importante, perché per la prima volta Malgioglio decide di condividere pubblicamente una parte così fragile della sua storia.
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