Musica
Laura Pausini torna a Sanremo da regina: dalla vittoria del 1993 alla co-conduzione del Festival 2026 accanto a Carlo Conti
Dal debutto che le cambiò la vita nel 1993 alla guida del Festival nel 2026. Laura Pausini racconta sui social un ritorno carico di emozione, mentre sul web monta la delusione di una parte del pubblico per la scelta di Carlo Conti. E la Rai anticipa: la co-conduzione sarà corale, con volti diversi ogni sera.
“Sanremo è il mio destino. Il mio sorriso. La mia tentazione. La mia paura.”
Laura Pausini sceglie parole personali, quasi intime, per annunciare quello che per molti è già un evento simbolico: nel 2026 sarà co-conduttrice del Festival di Sanremo. Non un semplice ritorno, ma una chiusura di cerchio emotiva e professionale, nel luogo dove tutto è cominciato.

L’annuncio arriva direttamente dai suoi profili social, con un testo che ha il tono di una lettera alla se stessa di trentatré anni fa. Era il 1993 quando una giovanissima cantante romagnola saliva per la prima volta sul palco del Teatro Ariston, vincendo tra le Nuove Proposte e dando il via a una carriera che l’avrebbe portata ben oltre i confini italiani.
“La Laura del 1993 non avrebbe mai immaginato…”
Nel suo messaggio, Pausini non nasconde la portata emotiva del momento. “Mai avrei pensato di condurlo”, scrive, paragonando l’emozione a quella di un primo bacio. Un’immagine semplice ma efficace, che restituisce l’idea di un ritorno vissuto non come un traguardo scontato, ma come una conquista inattesa.
Dal 24 al 28 febbraio, Laura Pausini sarà al fianco di Carlo Conti per la 76ª edizione del Festival di Sanremo su Rai1. Un ruolo diverso da quello a cui il pubblico è abituato: non più solo artista ospite o super-star internazionale, ma volto centrale della macchina sanremese, chiamata a guidare il racconto televisivo dell’evento musicale più seguito del Paese.
Sanremo come origine e destino
Per Pausini, Sanremo non è mai stato un capitolo qualsiasi. È il luogo dell’origine, ma anche un passaggio ricorrente, una tappa simbolica che negli anni ha accompagnato le diverse fasi della sua carriera. Tornarci da co-conduttrice significa assumere una posizione di autorevolezza, quasi di “testimone” di una storia lunga oltre trent’anni.
Il Festival 2026 diventa così anche una celebrazione implicita di un percorso artistico che ha saputo rinnovarsi, attraversando generazioni, mode e mercati internazionali senza mai perdere riconoscibilità.
Le reazioni social: entusiasmo e delusione
Se da una parte l’annuncio è stato accolto con entusiasmo dai fan storici, su X (ex Twitter) non sono mancate reazioni critiche. Una parte del pubblico ha espresso delusione per la scelta di Carlo Conti, accusata di essere troppo prevedibile, poco sorprendente, o di puntare su un nome “già visto”.
Una dinamica ormai tipica del Festival, che negli ultimi anni vive ogni annuncio come un referendum immediato. La figura di Pausini, amatissima ma anche percepita come istituzionale, divide: per alcuni è la scelta naturale, per altri l’ennesima conferma di un Sanremo rassicurante.
Non solo Pausini: una co-conduzione a rotazione
Dal comunicato Rai emerge però un dettaglio importante: gli annunci non sono finiti. Carlo Conti ha infatti precisato che sul palco dell’Ariston si alterneranno ogni sera diversi co-conduttori e co-conduttrici, chiamati ad animare il Festival in modo corale.
Laura Pausini rappresenterà quindi uno dei pilastri dell’edizione, ma non l’unico volto femminile della conduzione. Una scelta che punta a bilanciare continuità e varietà, provando a intercettare pubblici diversi senza stravolgere l’impianto tradizionale del Festival.
Un Sanremo che guarda al passato per parlare al presente
La presenza di Pausini racconta molto della direzione scelta per il 2026. Un Sanremo che non rinnega la propria storia, anzi la valorizza, affidandosi a figure che incarnano il successo italiano nel mondo. Allo stesso tempo, la formula a più voci suggerisce la volontà di evitare un racconto monolitico.
Per Laura Pausini, sarà una prova nuova, forse la più delicata: gestire i tempi, il palco, le tensioni e le aspettative di un evento che non perdona errori. Ma se c’è un’artista abituata a reggere il peso dell’emozione pubblica, è proprio lei.
La ragazza del 1993 non avrebbe mai immaginato tutto questo. La donna del 2026, invece, è pronta a salire di nuovo su quel palco. Stavolta non per cantare una canzone, ma per raccontare un Festival intero.
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Musica
Lady Gaga disse no a Cher: il duetto mai pubblicato per colpa dell’Auto-Tune che la popstar non sopportava
Fu Cher a raccontare il retroscena: Lady Gaga non avrebbe apprezzato il risultato finale della registrazione, in particolare l’eccessivo ricorso all’Auto-Tune sulla sua voce. Un dettaglio curioso, considerando il ruolo storico di Cher nella diffusione di quell’effetto.
Esistono collaborazioni destinate a entrare nella storia e altre che, invece, rimangono chiuse in un cassetto. Tra queste c’è The Greatest Thing, il duetto inciso da Lady Gaga e Cher oltre dieci anni fa e mai pubblicato ufficialmente.
A raccontare il motivo fu la stessa Cher, spiegando che il progetto venne accantonato dopo che Lady Gaga ascoltò il risultato finale della registrazione.


Il motivo del rifiuto di Lady Gaga
Secondo quanto dichiarato da Cher, Lady Gaga non avrebbe gradito il modo in cui era stata trattata la sua voce nel mix definitivo. In particolare, avrebbe trovato eccessivo l’utilizzo dell’Auto-Tune, decidendo così di non autorizzare la pubblicazione del brano.
La collaborazione, che aveva suscitato grande curiosità tra i fan di entrambe le artiste, finì quindi nel cassetto senza arrivare sul mercato.
Il curioso paradosso di Cher
La vicenda assume un sapore ancora più particolare se si considera che proprio Cher è stata una delle artiste che hanno contribuito a rendere celebre l’Auto-Tune come effetto creativo.
Nel 1998 il singolo Believe rivoluzionò il pop mondiale grazie all’utilizzo marcato dell’elaborazione vocale, un espediente che sarebbe poi diventato uno dei suoni simbolo della musica degli anni Duemila e che venne imitato da moltissimi artisti.
Un brano rimasto nella leggenda del pop
The Greatest Thing resta ancora oggi uno dei duetti “fantasma” più celebri della musica pop. Nonostante le aspettative dei fan, il progetto non è mai stato completato per la pubblicazione ufficiale e continua ad alimentare curiosità tra gli appassionati.
Un piccolo retroscena che racconta anche l’attenzione di Lady Gaga per il risultato artistico delle proprie produzioni, al punto da rinunciare a una collaborazione con una leggenda della musica pur di non pubblicare un brano che non la convinceva pienamente.
Musica
Bruno Mars sorprende Madrid: interrompe il concerto per affettare e assaggiare il jamón iberico sul palco
Tra una hit e l’altra, Bruno Mars ha lasciato il microfono per impugnare un coltello da prosciutto e gustare il celebre jamón iberico. Il siparietto è diventato subito virale sui social.
Bruno Mars ha trasformato il suo concerto di Madrid in uno spettacolo nello spettacolo. Durante l’esibizione allo stadio Metropolitano, il cantante statunitense ha interrotto per qualche minuto la scaletta per concedersi un momento decisamente insolito: affettare e assaggiare del jamón iberico direttamente sul palco.


Il fuori programma ha sorpreso le migliaia di spettatori presenti, diventando rapidamente uno dei momenti più commentati della serata e facendo il giro dei social attraverso video e fotografie condivisi dai fan.
Il siparietto che conquista il pubblico
Tra una canzone e l’altra, Bruno Mars ha posato il microfono e impugnato un coltello da prosciutto, iniziando ad affettare il celebre salume spagnolo davanti al pubblico.
L’artista ha poi assaggiato alcune fette di jamón iberico tra gli applausi e le risate dei presenti, trasformando il palco in un’improvvisata celebrazione della tradizione gastronomica locale.
Un omaggio alla cultura spagnola
Il gesto è stato interpretato come un simpatico tributo alla Spagna, che ha ospitato una delle tappe del The Romantic Tour.
Bruno Mars è noto per rendere ogni concerto diverso dagli altri, alternando alle esibizioni musicali momenti di improvvisazione e interazione con il pubblico. Anche questa volta ha scelto di sorprendere i fan con un episodio destinato a rimanere tra i ricordi più curiosi della tournée.
Video virali sui social
Le immagini del cantante mentre affetta il prosciutto hanno rapidamente invaso le piattaforme social, raccogliendo milioni di visualizzazioni e migliaia di commenti.
Molti utenti hanno apprezzato l’ironia dell’artista e il modo originale con cui ha voluto omaggiare una delle specialità più rappresentative della cucina spagnola, confermando ancora una volta la sua capacità di trasformare ogni concerto in un evento capace di andare oltre la musica.
Musica
Jennifer Lopez canta Bonnie Tyler a cena, ma il video non è un omaggio postumo: era stato pubblicato prima della morte
Jennifer Lopez aveva intonato la celebre hit durante una festa con familiari e amici diverse settimane prima della morte di Bonnie Tyler. Autentico, invece, il tributo di Rod Stewart, che ha ricordato l’amica cantando It’s a Heartache.
Il video è autentico, ma la ricostruzione circolata online è inesatta. Jennifer Lopez è stata effettivamente ripresa mentre cantava Total Eclipse of the Heart durante una cena con familiari e amici, ma quelle immagini non rappresentano un omaggio organizzato dopo la morte di Bonnie Tyler.
La sequenza risale infatti alle celebrazioni del Memorial Day condivise dalla popstar alla fine di maggio 2026, oltre un mese prima della scomparsa della cantante gallese, morta l’8 luglio all’età di 75 anni. Nel filmato Lopez e i suoi ospiti intonavano insieme il celebre brano del 1983 in un momento di festa privata.



Il vecchio video tornato virale dopo la morte di Bonnie Tyler
La coincidenza tra la canzone scelta da Jennifer Lopez e la successiva morte della sua interprete ha favorito la nuova diffusione del filmato, presentato in alcuni casi come un tributo postumo. La cronologia, tuttavia, esclude questa interpretazione.
Total Eclipse of the Heart, scritta da Jim Steinman, fu il più grande successo internazionale di Bonnie Tyler e contribuì a trasformare la cantante gallese in una delle voci simbolo degli anni Ottanta. Dopo la notizia della sua morte, il brano è tornato al centro dei ricordi e delle condivisioni sui social.
Il vero omaggio di Rod Stewart all’amica
Diverso il caso di Rod Stewart, che ha realmente ricordato Bonnie Tyler dopo la sua scomparsa. Il cantante britannico, legato all’artista da una lunga amicizia e spesso accostato a lei per la caratteristica voce roca, ha dedicato alla collega un’esecuzione di It’s a Heartache.
«Canto It’s a Heartache ogni sera durante il tour. Mi mancherai, cara Bonnie», ha scritto Stewart nel messaggio pubblicato dopo la morte dell’amica. I due avevano anche collaborato nell’album Between the Earth and the Stars del 2019.
Gli artisti che hanno ricordato la cantante
Alla memoria di Bonnie Tyler si sono uniti numerosi protagonisti della musica e dello spettacolo, tra cui Bryan Adams, Catherine Zeta-Jones, Tony Hadley e Cliff Richard. Tyler è morta in Portogallo dopo essere stata ricoverata e sottoposta a un intervento chirurgico d’urgenza all’intestino.
Il filmato di Jennifer Lopez resta dunque un omaggio involontario alla musica di Bonnie Tyler, ma non può essere presentato come una commemorazione successiva alla sua morte.
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