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Musica

L’Italia canterina tifa compatta… Angelina!

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    Grande entusiasmo e aspettative a mille per Angelina Mango in vista della finale dell’Eurovision Song Contest, in programma a Malmö l’11 maggio, con diretta su Rai1. Un evento globale al quale partecipano artisti in rappresentanza di 37 nazioni. E, a ben guardare, non soltanto europeo… visto che partecipa tra gli altri paesi anche l’Australia. L’evento tv più visto, se si fa eccezione dei grandi eventi sportivi.

    I due conduttori italiani

    In conduzione per la Rai Gabriele Corsi e Mara Maionchi. “Voglio diventare il Pippo Baudo dell’Eurovision”, ha dichiarato Corsi, che è giunto alla sua quarta conduzione, “voglio esserci per tutte le edizioni a venire. E non risuccede ma se succede sono pronto a salire sul palco vestito come uno degli Abba”. Per Mara Maionchi, “la musica italiana che va in giro per l’Europa è emozionante ed unisce tutti”.

    No alle bandiere palestinesi, si a quelle arcobaleno

    Gli organizzatori della kermesse fanno sapere attraverso i media svedesi che le bandiere della Palestina saranno bandite dall’Arena di Malmö. Come vuole il regolamento, possono essere ammesse soltanto i vessilli degli artisti che partecipano al contes. Il divieto sarebbe anche legato alla volontà di mantenere un atteggiamento apolitico per l’Eurovision. A chiunque tenterà di introdurre bandiere palestinesi o cartelli con messaggi politici verrà quindi impedito l’ingresso. Michelle Roverelli, responsabile delle comunicazioni dell’Unione europea di Radiodiffusione (EBU) che gestisce lo show, ha puntualizzato che – oltre alle bandiere che rappresentano i Paesi partecipanti – sarà consentita la bandiera arcobaleno. L’Eurovision è un evento non politico e musicale: il claim utilizzato scorso anno e ripreso dal servizio pubblico svedese è, non a caso, ‘United by music’.

    Una festa per la musica, gara a parte

    Per il suo brano La noia Angelina si è affidata a un coreografo molto famoso, Mecnun Giasar, meglio conoscoito con lo pseudonimo Majnoon: “Quando sono arrivata qui a Malmö avevo paura di tutto, ora che ho provato mi sento più serena. Voglio salire sul palco e godermela, non voglio pensare alla competizione ma alla manifestazione: questa è una celebrazione della musica, un’unione dei popoli, e voglio vivermela così”. Comunque vada… forza Angelina!

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      Musica

      Rosalía, dalle cene ignorate al successo globale: “Cantavo mentre nessuno mi ascoltava, ma non ho mai smesso di crederci”

      Prima dei palchi internazionali, Rosalía cantava tra piatti e conversazioni. Un percorso fatto di silenzi e determinazione, raccontato in parole che oggi suonano come una lezione

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        Oggi Rosalía è una delle artiste più influenti della scena musicale internazionale, ma il suo percorso non è iniziato sotto i riflettori. Anzi. A raccontarlo è lei stessa, con una frase che restituisce tutta la fatica e la determinazione degli inizi, quando il talento non basta e l’attenzione del pubblico è ancora tutta da conquistare.

        Cantare mentre nessuno ascolta: gli inizi nei ristoranti
        “Quando cantavo nei ristoranti, nessuno aveva pagato per ascoltarmi, nessuno era lì per me. Erano cene, conversazioni, rumore di posate… e io in un angolo con un microfono”. Un’immagine semplice, quasi cinematografica, che racconta meglio di qualsiasi biografia cosa significhi partire da zero. Non un pubblico, ma clienti distratti. Non applausi, ma il suono dei bicchieri. E una voce che cerca spazio in mezzo al rumore.

        La promessa a se stessa: qualcuno si fermerà
        Eppure, in quel contesto apparentemente invisibile, nasce la forza che oggi la distingue. “Ogni sera mi dicevo: ‘Oggi qualcuno smetterà di mangiare e mi ascolterà’”. Una frase che racchiude l’essenza della sua determinazione: la convinzione che, prima o poi, qualcosa sarebbe cambiato. Non per caso, ma per insistenza, per presenza, per quella capacità di continuare anche quando sembra inutile.

        Dal rumore dei piatti ai palchi internazionali
        Oggi quel qualcuno è diventato un pubblico globale. Dai ristoranti ai grandi festival, il salto è enorme, ma il filo che unisce tutto è lo stesso: la perseveranza. Rosalía non ha mai smesso di cantare, nemmeno quando sembrava non esserci nessuno ad ascoltarla davvero. E forse è proprio lì, in quell’angolo rumoroso, che si è costruita l’artista che conosciamo oggi.

        Una storia che non ha bisogno di effetti speciali, perché è fatta di piccoli momenti ripetuti all’infinito. Fino a quando qualcuno, davvero, si è fermato ad ascoltare.

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          Musica

          Angelina Mango sorprende tutti: niente tattoo d’amore, il gesto per il compleanno è per Gin e spiazza i fan

          Angelina Mango festeggia il compleanno con un nuovo tatuaggio e ribalta ogni previsione: nessuna dedica romantica al fotografo Antonio Agostinelli, ma un gesto intimo per la sua cagnolina Gin

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            Angelina Mango compie 25 anni e decide di celebrarsi con un gesto che, almeno all’apparenza, sembrava destinato al gossip più classico. Un tatuaggio nuovo, visibile, carico di significato. E subito parte il toto-dedica: sarà per il nuovo amore, il fotografo Antonio Agostinelli? La risposta arriva poco dopo ed è di quelle che spiazzano.

            Niente dedica al fidanzato: la scelta che sorprende
            Chi si aspettava una dichiarazione d’amore in piena regola resta a bocca asciutta. Il tatuaggio non è per Agostinelli, non è un simbolo di coppia e non racconta una storia romantica nel senso più tradizionale. Angelina Mango sceglie un’altra strada, più personale e meno prevedibile, confermando ancora una volta il suo modo di stare sotto i riflettori senza mai aderire fino in fondo alle aspettative.

            Il significato del tatuaggio: Gin sempre con lei
            La dedica è tutta per Gin, la sua cagnolina. Tre lettere, distribuite sulle dita della mano: la G sull’indice, la I sul medio e la N sull’anulare. Un dettaglio semplice ma fortemente simbolico, che trasforma un gesto estetico in qualcosa di intimo. Non un nome urlato, ma una presenza costante, letteralmente impressa sulla pelle.

            Un messaggio che va oltre il gossip
            In un momento in cui ogni scelta delle celebrità viene letta in chiave sentimentale, Angelina Mango sposta l’attenzione su un legame diverso, ma non meno forte. Un modo per raccontarsi che passa da affetti quotidiani, lontani dai riflettori ma centrali nella vita reale. E così, quello che poteva diventare l’ennesimo capitolo di una storia d’amore, si trasforma in qualcosa di più autentico.

            Tra aspettative disattese e significati nascosti, il tatuaggio di Angelina Mango diventa l’ennesima prova di un percorso personale che non segue schemi prestabiliti. E, proprio per questo, continua a incuriosire.

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              Musica

              Manuel Agnelli e il festival “anti-talent”: tra libertà artistica e ombre di nepotismo

              Festival indipendente, fondi privati e scelte libere. Ma quando in gara c’è anche la figlia, il confine tra merito e favoritismi torna sotto i riflettori.

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                C’è un’idea forte dietro al nuovo festival “anti-talent” organizzato da Manuel Agnelli: dare spazio a voci nuove fuori dalle logiche televisive, lontano dalle scorciatoie e dalle etichette dei talent show. Un progetto che nasce con una promessa precisa, quasi ideologica. E che proprio per questo finisce inevitabilmente sotto la lente quando emergono alcuni dettagli che fanno discutere.

                Il festival indipendente che divide
                Agnelli, ex giudice di X Factor, ha costruito un format che rivendica autonomia totale: niente sponsor ingombranti, niente meccanismi televisivi, ma una selezione artistica guidata dal gusto e dalla visione personale. Fin qui, tutto coerente. Anche perché il festival è finanziato con soldi propri, senza sovvenzioni pubbliche. Un aspetto non secondario, che gli garantisce una libertà di scelta praticamente assoluta.

                La presenza della figlia accende il caso
                Il nodo arriva quando tra i partecipanti spunta il nome della figlia di Agnelli, presente con la sua band, insieme – si dice – ad altri amici legati allo stesso giro. E qui il dibattito si accende. Perché se da un lato la libertà organizzativa è indiscutibile, dall’altro il rischio di sovrapposizione tra sfera privata e selezione artistica diventa evidente. Una situazione che qualcuno definisce senza mezzi termini: nepotismo al diapason.

                Libertà totale o questione etica?
                La questione resta sospesa tra due piani. Da una parte c’è il dato oggettivo: il festival è privato, quindi Agnelli può scegliere chi vuole. Dall’altra, però, emerge un tema più sottile, legato alla credibilità di un progetto che nasce proprio per distinguersi dai meccanismi considerati “distorti” del sistema musicale. E quando si parla di merito, anche la percezione conta.

                Un’ultima variabile, non irrilevante: la figlia è davvero brava. E questo complica ulteriormente il giudizio. Perché a quel punto la linea tra opportunità e favoritismo diventa ancora più difficile da tracciare. Il resto, come spesso accade, è una questione di punti di vista.

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