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Musica

Sanremo 2025: Amedeo Minghi e gli esclusi eccellenti. Troppo vecchio per la linea editoriale decisa da Carlo Conti

Escluso dal Festival della Canzone Minghi c’è rimasto male e ha lanciato un sondaggio su Facebook.

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    L’annuncio del cast dei 30 Big di Sanremo 2025, svelato da Carlo Conti durante il Tg1, ha suscitato entusiasmo ma anche polemiche. Tra i nomi esclusi, quello di Amedeo Minghi spicca per l’amarezza espressa dall’artista, che ha condiviso sui social la sua delusione e aperto un sondaggio per raccogliere opinioni sul cast.

    Ma perché Amedeo Minghi è stato escluso?

    Nonostante l’esperienza e il repertorio, Minghi non è stato selezionato. Il motivo principale, secondo le indiscrezioni, sarebbe legato alla linea editoriale del festival, che punta su artisti in grado di catturare il pubblico più giovane e garantire varietà di generi musicali. Carlo Conti ha sottolineato quanto sia stato difficile scegliere tra le tante proposte, ma ha precisato che l’obiettivo è costruire un cast che rappresenti contemporaneità e innovazione.
    Minghi aveva presentato più brani, sperando di tornare in gara, ma nessuno di essi ha trovato spazio tra i selezionati. Sui social, l’autore di Vattene Amore ha commentato con una nota amara: “Sanremo 2025, impressioni sul cast?“, lasciando i fan di esprimere i loro giudizi. Molti hanno criticato le scelte, naturalmente, difendendo l’importanza della sua carriera. L’artista ha inoltre espresso perplessità sui nuovi talenti della musica, scrivendo a chiare letter il suo disagio. “Mi sconvolgono gli sguardi ammirati di questi ragazzi verso cose così poco probabili. Occhi sbarrati sul nulla… Francamente mi spavento per i miei nipoti“.

    Gli altri esclusi illustri

    Minghi non è solo ad essere stato escluso dalla prossima edizione del Festival. Molti altri nomi illustri non sono stati inclusi nel cast, generando reazioni tra ironia e polemica. Sfera Ebbasta ha reagito con un gesto provocatorio su Instagram, dichiarando: “Avevo tutti i requisiti per Sanremo“. Chiara Galiazzo, ha commentato con leggerezza: “Ragazzi, sono stata segata anche quest’anno“. Ha però annunciato che pubblicherà comunque il brano scartato.
    Shade, ha scherzato sulla sua esclusione, dicendo che sarà libero a San Valentino.
    Arisa, Blanco, Irene Grandi, Madame, Nina Zilli, Raf, Alex Britti e Mara Sattei sono tra gli altri grandi esclusi, alcuni dei quali hanno preferito mantenere un più saggio silenzio.

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      Musica

      Coachella, il paradosso delle star: Bieber minimal, donne iper show e leggende ignorate

      Tra polemiche sul doppio standard e pubblico distratto, Coachella diventa lo specchio di una musica che premia l’immagine più del talento. E le icone? Nemmeno riconosciute.

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        A Coachella succede anche questo: basta un laptop per strappare applausi, mentre per altre serve un esercito di ballerini, coreografie e una buona dose di sensualità per ottenere la stessa attenzione. Il nome che fa discutere è quello di Justin Bieber, applaudito per una presenza essenziale, quasi minimalista. E da qui parte una riflessione che, più che il festival, riguarda l’intero sistema musicale.

        Il doppio standard che non passa inosservato
        La questione è semplice e scomoda: perché a un artista uomo può bastare poco, mentre alle donne si chiede sempre di più? Non solo voce, non solo presenza, ma spettacolo totale. Un equilibrio che sembra sbilanciato e che riporta alla mente un’epoca in cui bastava salire su un palco con una chitarra per conquistare uno stadio. Il riferimento corre inevitabilmente a Tracy Chapman, capace di riempire Wembley con la sola forza della sua musica. Nessun effetto speciale, solo talento puro.

        Quando il talento bastava davvero
        È proprio qui che si apre il confronto più interessante. Oggi sembra quasi incredibile pensare che un artista possa reggere da solo un palco di quelle dimensioni. Eppure è successo, e non una volta sola. La differenza, secondo molti, sta nel tipo di artisti che il sistema produce e valorizza. Non si tratta solo di nostalgia, ma di una percezione diffusa: manca quella categoria di performer per cui basta accendere un microfono e lasciare spazio alla musica.

        Le leggende ignorate dal pubblico
        E poi c’è il capitolo più surreale. Sempre a Coachella, sul palco salgono nomi come David Lee Roth e Brian May. Due icone, due pezzi di storia della musica mondiale. Eppure, per una parte del pubblico, restano praticamente sconosciuti. Non riconosciuti, non celebrati, semplicemente ignorati. Un corto circuito generazionale che racconta molto più di mille analisi.

        Il risultato è un festival che diventa fotografia perfetta del presente: tra hype, distrazioni e memoria corta, la musica rischia di perdere il suo centro. E mentre qualcuno si accontenta di un laptop, altri devono fare molto di più per farsi notare. Forse troppo.

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          Musica

          Achille Lauro e l’album “più importante della nostra storia”: celebrazione o scivolone di stile?

          Achille Lauro lancia una versione speciale del suo album simbolo e parla di “disco più importante della nostra storia”. Il web si divide tra fan e critici.

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          Achille Lauro

            Un altro ce lo siamo perso? La domanda rimbalza tra social e chat mentre Achille Lauro annuncia l’uscita, prevista per venerdì, di una nuova edizione di “Comuni Immortali”. Fin qui tutto nella norma: anniversari, ristampe, celebrazioni fanno parte del gioco discografico. Ma a far discutere è una frase precisa, infilata nel messaggio dell’artista e diventata in poche ore il vero centro del dibattito.

            “Il disco più importante della nostra storia”
            Lauro presenta il progetto così: “Una nuova edizione speciale del mio album per celebrare insieme l’anniversario del disco più importante della nostra storia, prima dei nostri primi stadi insieme”. Non “della mia storia”, ma “della nostra storia”. Un passaggio che cambia completamente il peso delle parole. Perché se da un lato c’è l’intenzione evidente di includere il pubblico, dall’altro il rischio è quello di allargare troppo il perimetro, fino a sembrare una dichiarazione sproporzionata rispetto alla realtà musicale complessiva.

            Tra fan e scettici: il web si divide
            I fan lo leggono come un gesto di condivisione, quasi un modo per dire che quel disco appartiene a una comunità, a un percorso vissuto insieme. I più critici, invece, storcono il naso: parlare di “storia” in senso così ampio, senza specificare, suona a molti come una forzatura. Non è la prima volta che Achille Lauro gioca con un linguaggio enfatico, ma questa volta il confine tra storytelling e autocelebrazione sembra più sottile del solito.

            Verso gli stadi, con il volume al massimo
            C’è poi un altro elemento da tenere in considerazione: il riferimento ai “primi stadi”. Un passaggio che proietta tutto in avanti, verso un salto di dimensione importante. In questo senso, la frase può anche essere letta come un tassello di una narrazione più ampia, costruita per accompagnare il pubblico verso il prossimo step della carriera. Ma resta il dubbio: coinvolgimento o eccesso di entusiasmo?

            Nel frattempo, la nuova edizione di “Comuni Immortali” è pronta a uscire. E, al netto delle polemiche, farà comunque quello che ogni operazione del genere punta a fare: riportare al centro il nome di Achille Lauro. Nel bene o nel male, se ne parla. E non è poco.

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              Musica

              Cristiano Malgioglio, confessione choc a Verissimo: “Ho tentato il suicidio dopo la morte di mia madre”

              Ospite a Verissimo, Cristiano Malgioglio si apre come mai prima: la depressione dopo la perdita della madre, il blocco creativo e quel gesto estremo mai raccontato prima

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                Cristiano Malgioglio sorprende il pubblico di Verissimo con una confessione che cambia il tono della sua immagine pubblica, spesso legata all’ironia e all’eccesso. In collegamento con Silvia Toffanin, l’artista ha raccontato uno dei momenti più difficili della sua vita, legato alla perdita della madre, una ferita che lo ha travolto e cambiato profondamente.

                “Ho tentato il suicidio”: la rivelazione che spiazza
                Per la prima volta, Malgioglio rompe il silenzio su un episodio drammatico: «Ho tentato il suicidio, è la prima volta che lo dico». Parole nette, senza filtri, che restituiscono tutta la portata del dolore vissuto. La morte della madre ha rappresentato per lui un punto di rottura totale, un vuoto impossibile da colmare.

                Cinque anni di depressione e silenzio creativo
                Il racconto prosegue con dettagli che mostrano quanto quel lutto abbia inciso sulla sua vita: «Quando mia mamma è andata via, io sono caduto in depressione, per cinque anni non sono riuscito a scrivere niente». Un blocco non solo emotivo, ma anche artistico, che ha segnato profondamente la sua carriera. «Non sapevo vivere senza mia madre, non potevo vivere senza di lei, era qualcosa di impossibile», ha aggiunto, descrivendo una sofferenza lunga e persistente.

                La fuga e il bisogno di ricominciare
                Nel suo racconto emerge anche il desiderio di scappare, di allontanarsi da un dolore troppo grande: «Volevo partire, volevo andare in India…». Un pensiero che racconta la ricerca di un senso, di una via d’uscita da un periodo buio. Oggi, quella confessione segna un passaggio importante, perché per la prima volta Malgioglio decide di condividere pubblicamente una parte così fragile della sua storia.

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