Musica
Simon Le Bon: da oggi chiamatemi “Sir”
Simon Le Bon, il vocalist dei Duran Duran, è stato nominato Membro dell’Ordine Imperiale, ricevendo l’onorificenza per i servizi resi alla musica e alla beneficenza. Il 65enne si è dichiarato “sorpreso” e ha definito l’onorificenza “un onore incredibile e del tutto inaspettato”.
Un riconoscimento per l’attivismo in alcune cause sociali
La cerimonia d’investitura si è svolta durante i King’s Birthday Honours. “È giusto che l’onore sia stato assegnato non solo per il mio ruolo nella musica, ma anche per il lavoro svolto al di fuori della band per alcune delle cause in cui credo. Per citarne solo due, spero che questo momento contribuisca a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla Blue Marine Foundation e sull’importanza del suo lavoro di conservazione, e su Centrepoint”. La prima è un’associazione a favore della conservazione marina (la popstar è da sempre un appassionato di barca a vela – ndr), mentre l’altra offre ai giovani senzatetto un riparo mentre ricevono l’aiuto di cui hanno bisogno per diventare indipendenti.
Istituito da Re Giorgio V
L’Ordine dell’Impero Britannico è un ordine cavalleresco creato per colmare una lacuna nel sistema delle onorificenze britanniche, premiando i servizi non militari durante la prima guerra mondiale. L’ordine è organizzato in cinque classi, sia civili che militari, e i gradi vanno da Membro (MBE) a Cavaliere o Dama di Gran Croce (GBE). Con il tempo, l’ordine ha acquisito prestigio, inglobando vari campi come l’arte, la scienza, la medicina e il servizio pubblico.
Questa estate i Duran Duran saranno due volte in Italia
Simon Le Bon è nato il 27 ottobre del 1958. Ha studiato arte drammatica all’università di Birmingham, dove nel 1978 si sono formati i Duran Duran. Sposato dal 1985 con Yasmin Parveneh, hanno tre figli e nel 2018 è diventato nonno. Il gruppo ha superato abbondantemente i 40 anni di carriera ma è sempre attivo. Quest’estate i Duran Duran affronteranno saranno in Italia per due date sold out al Lucca Summer Festival, il 21 e il 23 luglio.
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Musica
Paola Iezzi mette a confronto Amici e X Factor: “C’è una differenza chiave tra i due talent”
Paola Iezzi analizza il confronto tra Amici e X Factor e individua la vera distanza tra i due talent: secondo lei lo show di Sky è strutturato in modo più marcato sulle dinamiche televisive e sulla costruzione dei personaggi, mentre Amici segue meccanismi diversi nel rapporto tra artisti, gara e pubblico.
Paola Iezzi entra nel cuore del confronto che da anni divide il pubblico dei talent show italiani: Amici o X Factor? Due format diversi, due linguaggi televisivi, due modi differenti di raccontare musica e competizione. La cantante e giudice, forte della sua esperienza televisiva, ha spiegato cosa secondo lei crea la vera distanza tra i due programmi che continuano a dominare la scena.
Una competizione diversa, con regole diverse
Per Paola Iezzi la differenza principale è chiara: “Tra Amici e X Factor c’è una differenza chiave”. Secondo la giudice, X Factor è un programma strutturato in modo più evidente sul fronte televisivo, con un’impostazione che punta molto sulla costruzione di dinamiche narrative. La competizione è centrale, intensa, pensata per generare tensione, colpi di scena e momenti forti che tengano lo spettatore incollato allo schermo.
X Factor e il peso delle dinamiche televisive
Paola sottolinea come X Factor non nasconda la propria natura di show: “È uno show costruito in modo più evidente, con una competizione che richiede dinamiche e personaggi forti”. Qui tutto è calibrato: la scenografia, le storie dei concorrenti, il ruolo dei giudici, la narrazione spettacolare. La musica convive con la dimensione televisiva, diventando parte di un prodotto complesso e studiato.
Amici, un racconto che segue un’altra direzione
Amici, invece, secondo la Iezzi, vive su una linea diversa. Meno forza sulle dinamiche di competizione “costruita”, più continuità narrativa tra formazione, quotidianità, crescita artistica e percorso personale. È un talent dove il pubblico segue i ragazzi per mesi, li vede cambiare, maturare, affrontare sfide e fragilità, sviluppando un legame spesso più emotivo che spettacolare.
Due modi diversi di raccontare la musica in tv, due visioni che convivono e dividono il pubblico. Ma una cosa è certa: entrambi i programmi continuano a segnare la televisione italiana, creando talenti, discussioni e spettacolo.
Musica
Sanremo 2026, gli underdog che potrebbero sorprendere tutti: dalle Bambole di Pezza a Sayf, passando per Eddie Brock e Maria Antonietta
Rock, rap, cantautorato e hype social: Bambole di Pezza, Sayf, Eddie Brock e il duo Maria Antonietta & Colombre sono i nomi meno noti ma più curiosi di Sanremo 2026. Artisti diversi, storie lontane, un’unica possibilità: trasformarsi da sorprese del cast a protagonisti della kermesse.
In mezzo ai ritorni eccellenti e ai grandi nomi che hanno già calcato l’Ariston, Carlo Conti ha infilato una manciata di artisti meno noti, outsider veri. Quei nomi che fanno drizzare le antenne agli appassionati e che spesso diventano le rivelazioni del Festival. Quest’anno la pattuglia degli underdog è più interessante che mai, un mix inedito di punk, rap, indie e viralità social.
Bambole di Pezza, le rocker pronte allo scandalo
Sono loro la quota più esplosiva del cast. Le Bambole di Pezza, punk rock band milanese attiva dall’inizio degli anni Duemila, arrivano a Sanremo con la stessa energia diretta, femminista e irriverente che le ha rese un’icona underground. L’immagine è potente, la formazione rinnovata, le chitarre sono alte: se al Festival ci sarà un momento “scandalo”, è probabile che porti la loro firma. Per molti, la vera storia rock dell’edizione.

Eddie Brock, il fenomeno TikTok che porta le valigie ai turisti
La sua ascesa è stata rapida quanto imprevista. Edoardo Iaschi, classe 1997, in arte Eddie Brock, è passato dall’essere operatore turistico a diventare un caso social grazie al singolo Non è mica te: oltre 20mila video su TikTok, una presenza costante nella Viral Top 50 Italia e un pubblico che cresce a vista d’occhio. Nonostante i numeri, lui resta con i piedi per terra: «Porto ancora le valigie ai turisti». Una storia perfetta da Ariston.

Sayf, il rap genovese che mescola melodia e strada
Tra gli emergenti più attenzionati dai contest internazionali c’è Sayf, italo-tunisino, classe 1999. Scuola genovese, flow pulito e testi che alternano rabbia e introspezione. Conti ha fiutato il potenziale e ha deciso di dargli il palco più importante: per molti potrebbe essere lui l’erede dei rapper che negli ultimi anni hanno trasformato Sanremo in una rampa di lancio.

Maria Antonietta & Colombre, l’indie che diventa mainstream
Chiamarli underdog è quasi improprio. Maria Antonietta — nome d’arte di Letizia Cesarini — ha debuttato nel 2012 con un album prodotto da Brunori Sas e da allora è considerata una delle voci più importanti dell’indie italiano. Al suo fianco Colombre, alias Giovanni Imparato, cantautore raffinato con una candidatura al Premio Tenco. Insieme hanno pubblicato Luna di miele, un disco che ha conquistato critica e pubblico. Il loro è un debutto che porta qualità, scrittura e un tocco di poesia all’Ariston.

Samurai Jay
Come sopra: rapper napoletano, classe 1998, ha collaborato con tanti colleghi celebri, da Gigi D’Alessio a Fred De Palma. Il suo boom è arrivato l’estate scorsa con il singolo Halo: vitale su TikTok, un botto tale che Conti ha deciso di investire su di lui. Verso tormentone: “E’ tutto sbagliato / sta andando tutto al contrario”.

Una sorpresa è sempre dietro l’angolo
La squadra dei Big è affollata, competitiva, piena di nomi con un passato da classifica. Ma Sanremo, si sa, ama ribaltare le aspettative: spesso le rivelazioni arrivano proprio da chi non è ancora sulle copertine. E quest’anno il ventaglio degli outsider di Carlo Conti è più interessante che mai.
Musica
Arisa, via libera Rai per lo speciale di Fabio Fazio su Ornella Vanoni nonostante Sanremo 2026: resta il nodo The Voice Kids
Arisa potrà apparire nello speciale di Fabio Fazio dedicato a Ornella Vanoni grazie a un permesso Rai, nonostante i vincoli imposti dal Festival. Ora l’attenzione si sposta sulla sua presenza a The Voice Kids
Quando c’è di mezzo Sanremo, nulla è davvero automatico. Nemmeno per un volto storico della Rai come Arisa. La cantante, in gara al Festival di Sanremo 2026, ha ricevuto l’autorizzazione da Viale Mazzini per partecipare a “Ornella Senza Fine”, lo speciale firmato da Fabio Fazio e dedicato a Ornella Vanoni. Un via libera non scontato, visto che dal 15 gennaio i Big in gara sono sottoposti a rigidi vincoli sulle apparizioni televisive e sulle esibizioni fuori dal perimetro sanremese.
L’autorizzazione concessa ad Arisa rientra nella prassi delle deroghe “mirate”, quelle che la Rai può accordare caso per caso quando ritiene che la partecipazione non danneggi il Festival e non alteri l’equilibrio promozionale della kermesse. In questo caso, lo speciale è stato considerato un evento celebrativo, non competitivo e coerente con il profilo artistico dell’interprete.
Lo speciale di Fazio e la deroga Rai
“Ornella Senza Fine” non è un programma qualsiasi. È un omaggio a una delle voci più iconiche della musica italiana, costruito come racconto d’autore e non come vetrina promozionale. Proprio questo aspetto avrebbe pesato nella decisione della Rai di concedere l’ok ad Arisa, pur in piena finestra di “protezione” sanremese.
La presenza dell’artista nello speciale non viene letta come un’esibizione concorrente o come una fuga in avanti rispetto al Festival, ma come un contributo artistico all’interno di un progetto editoriale di prestigio. Un distinguo fondamentale, che spiega perché il semaforo sia diventato verde.
Sanremo 2026 e i paletti sulle apparizioni
Il regolamento non scritto – ma applicato con grande attenzione – prevede che gli artisti in gara evitino presenze televisive che possano spostare attenzione, consenso o promozione fuori dal Festival. Per questo, ogni partecipazione viene valutata singolarmente. Nessun automatismo, nessuna scorciatoia.
Nel caso di Arisa, la Rai ha ritenuto che lo speciale su Vanoni non interferisse con il percorso sanremese. Anzi, in un certo senso lo completa, rafforzando l’immagine di un’artista trasversale, rispettata e perfettamente in linea con la tradizione musicale che Sanremo rappresenta.
Il vero punto interrogativo: The Voice Kids
La domanda che ora circola con insistenza riguarda The Voice Kids. Arisa è uno dei volti più riconoscibili del programma e la sua presenza è parte integrante del format. Ma servirà anche qui un’autorizzazione formale, come avvenuto per lo speciale di Fazio?
La differenza, sostanziale, è che The Voice Kids è una produzione Rai e rientra pienamente nel perimetro aziendale. Non si tratta di un’ospitata esterna né di un progetto editoriale “terzo”. Questo rende la situazione molto diversa rispetto a “Ornella Senza Fine”.
Una questione di compatibilità, non di deroga
Nel caso di The Voice Kids, più che di autorizzazione straordinaria, si parla di compatibilità editoriale. Se le registrazioni e la messa in onda non interferiscono con le settimane calde del Festival, e se il ruolo di Arisa resta quello di coach e non di performer musicale in promozione, il problema semplicemente non si pone.
È anche per questo che, al momento, non risultano stop né ripensamenti sulla sua presenza nel programma. Nessun annuncio ufficiale di deroghe, nessuna comunicazione straordinaria. Segnale che, almeno allo stato attuale, la partecipazione di Arisa a The Voice Kids viene considerata pienamente coerente con il suo percorso verso Sanremo.
Due pesi, due contesti
Il caso Arisa mostra ancora una volta come la Rai gestisca Sanremo con una logica chirurgica. Non esiste un sì o un no definitivo, ma una valutazione continua del contesto. Uno speciale evento-tributo può ottenere una deroga. Un programma interno, già strutturato e consolidato, può semplicemente proseguire senza bisogno di autorizzazioni pubbliche.
La cantante, dal canto suo, si muove su un filo sottilissimo, mantenendo visibilità senza forzare la mano e senza trasformare ogni apparizione in un caso. Un equilibrio delicato, ma finora gestito con attenzione.
Per ora, dunque, il quadro è chiaro: via libera per “Ornella Senza Fine”, nessun allarme su The Voice Kids. Sanremo osserva, la Rai controlla, Arisa continua il suo percorso. A testa bassa no, ma nemmeno fuori spartito.
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