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Personaggi e interviste

Anna Lou Castoldi: fine di un amore e nuovi orizzonti per la figlia d’arte

Dopo la rottura con l’ex fidanzata Dora, Anna Lou Castoldi si racconta tra carriera, passioni e progetti futuri.

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    Figlia di Morgan e Asia Argento, Anna Lou Castoldi, ha recentemente concluso la sua relazione con Dora, una storia che aveva fatto sognare i fan per la sua sincerità e profondità. La rottura non è stata causata da tradimenti o incomprensioni gravi, ma da divergenze nei progetti futuri e stili di vita incompatibili. “Noi due ci vogliamo ancora un sacco di bene, le cose non stavano funzionando, è stata una cosa d’amore, perché non è che l’amore va via“, ha dichiarato la Castoldi, sottolineando come i sentimenti siano rimasti, pur riconoscendo l’impossibilità di proseguire insieme.

    Una vita tra arte e normalità

    Nel maggio 2023, Anna Lou aveva condiviso il desiderio di costruire una famiglia con Dora, parlando apertamente di matrimonio e adozione. Tuttavia, le difficoltà legate ai diritti civili per le coppie omosessuali in Italia hanno influito sulle loro scelte. Nonostante la fine della relazione, Anna Lou e Dora sono rimaste in buoni rapporti, dimostrando maturità e rispetto reciproco. Nata il 20 giugno 2001 a Lugano, Anna Lou è cresciuta in una famiglia dal forte imprinting artistico. E’ nipote del maestro del cinema horror Dario Argento e dell’attrice Daria Nicolodi. Nonostante queste radici, Anna Lou ha scelto di seguire un percorso personale e indipendente. Si è iscritta all’Accademia delle Belle Arti, dove studia Teorie e Tecniche dell’Audiovisivo, con particolare interesse per la regia e la scrittura creativa. Nel 2020 ha esordito come attrice nella serie Netflix Baby, interpretando il ruolo di Aurora. Ma non ha mai voluto sfruttare il suo cognome per emergere e ha preferito guadagnarsi da vivere con lavori umili. Ha fatto la rider per le consegne, cameriera, manovale e addirittura imbianchina. Un percorso che l’ha resa indipendente e consapevole delle proprie scelte.

    Anna Lou progetti futuri e passioni

    Appassionata di pittura, musica e scrittura, Anna Lou Castoldi ha espresso il desiderio di dedicarsi principalmente alla scrittura di testi musicali e poesie, piuttosto che seguire la carriera di cantante o attrice, proprio per evitare paragoni con i suoi celebri genitori. “Cantare mi ‘cringia’ perché tutti mi direbbero: ah, come il papà. L’attrice l’ho fatta, anche se c’è la mamma… Preferisco scrivere”, ha raccontato. Nonostante la notorietà della sua famiglia, Anna Lou ha sempre mantenuto un profilo basso, vivendo la sua quotidianità in modo semplice. Attualmente sta valutando la possibilità di trasferirsi all’estero, proprio per trovare un ambiente più inclusivo e accogliente per realizzare i suoi progetti di vita.

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      Personaggi e interviste

      Elio Finocchio è il “gay più bello d’Italia”: «Il mio cognome? Me lo tengo. Cambiarlo sarebbe stato una sconfitta»

      Dipendente dell’Hard Rock Café, due volte volto delle campagne contro il bullismo, Finocchio spiega perché non ha mai pensato di rinunciare al cognome. «Mio padre mi propose di cambiarlo, ma significava non essere più parte della famiglia». E sulle app di incontri: «Tutto ridotto all’osso, come un fast food».

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        Una fascia, un cognome e una storia che si porta dietro da sempre. Elio Finocchio, 37 anni, romano, dipendente dell’Hard Rock Café, è stato incoronato “gay più bello d’Italia”. Un titolo che accoglie con orgoglio e ironia, consapevole che il suo nome – da sempre facile bersaglio di battute – è diventato parte integrante della sua identità. «È una cosa che nasce con me, me la porto da quando ero piccolo e mi ha fatto crescere immediatamente. Se non avessi reagito allora, oggi non sarei qui», racconta.

        La vittoria ha riportato la corona nel Lazio dopo tredici anni. Per lui è soprattutto il simbolo di un percorso di resilienza iniziato quando il padre gli propose, a diciott’anni, di cambiare cognome per evitargli prese in giro. «Gli dissi: “Papà, io non toccherò mai il mio cognome, perché cambiarlo significherebbe non essere più parte della famiglia. Sarebbe stata una sconfitta”». Una scelta che, col tempo, si è trasformata in forza. «Quando qualcuno mi prende in giro oggi è come se mi dicesse: buongiorno, come stai».

        La sua prima settimana da “reggente” l’ha definita «una tranvata». Catapultato in interviste, social e riflettori, Finocchio avverte già il peso della responsabilità. «Sento di essere portavoce di una comunità che è sempre nell’occhio del ciclone per i diritti. Ci sta, e si va avanti a testa alta».

        Il suo impegno non è nuovo: nel 2007 prestò il volto alle campagne della Gay Help Line e di Diritti Ora, diventando simbolo contro bullismo e discriminazioni. Ma dietro la fascia c’è anche un uomo che sogna una famiglia. «In Italia non mi sento discriminato, ma neanche tutelato appieno. Non mi sento al sicuro: c’è ancora troppa disinformazione, ignoranza e bigottismo».

        Sulle app di incontri è netto: «Rispetto chi le usa, ma si è perso l’approccio umano. È tutto ridotto all’osso, come un fast food: voglio questo, me lo prendo. Io preferisco la vita reale, ridere, scherzare, parlare. Lo schermo riduce l’umanità».

        Il suo nome oggi corre sui social, tra sfottò e sostegno. Lui sorride, abituato da sempre a convivere con quell’ironia. «Me lo tengo – dice – perché la vera vittoria è non darla mai vinta a chi ti prende in giro».

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          Personaggi e interviste

          Stefano De Martino e il provino ad Amici: “Avevo impegnato i gioielli della comunione per arrivarci”

          Il ballerino racconta come è iniziata la sua carriera nello spettacolo e i sacrifici fatti per entrare nella scuola di Maria De Filippi. Tra ansie e difficoltà, l’incontro con Maria e la seconda chance che gli ha cambiato la vita.

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            Stefano De Martino è ormai un volto noto della televisione italiana, ma il suo percorso verso il successo non è stato affatto facile. In una recente intervista il ballerino e conduttore ha ripercorso i momenti più difficili dei suoi inizi, raccontando il retroscena del suo primo provino per entrare nella scuola di Amici, il talent show che lo ha lanciato nel mondo dello spettacolo.

            Un provino mancato e il sacrificio per realizzare un sogno

            Era un giovane Stefano quello che, con il cuore in gola e poche risorse economiche, si presentava al suo primo provino per Amici. “Per quel provino avevo impegnato i gioielli che mi avevano regalato alla comunione. Te lo giuro, non avevo i soldi per tornare a casa”, ha raccontato, rivelando il sacrificio compiuto per poter partecipare.

            L’ansia però giocò un brutto scherzo: “Io preso dall’ansia svengo, non faccio il provino”. Fuori dagli studi di Cinecittà, Stefano, scoraggiato e senza sapere come tornare a casa, fu notato da una ragazza della produzione che gli chiese perché fosse ancora lì. Dopo averle spiegato la situazione, la produzione gli mise a disposizione un’auto per riportarlo a casa, evitando così di lasciarlo a piedi.

            L’incoraggiamento della madre e il secondo tentativo

            Tornato dalla madre, De Martino non poteva immaginare che la sua avventura non fosse ancora finita. La madre, intuendo quanto quel sogno fosse importante per lui, decise di iscriverlo nuovamente ai provini. Un gesto che rappresentò un vero e proprio incoraggiamento a non arrendersi, nonostante le difficoltà e il primo fallimento.

            Anche questa volta, però, il destino sembrava volergli mettere i bastoni tra le ruote. Nonostante gli sforzi e la passione dimostrata, Stefano non venne scelto inizialmente. Ma il colpo di scena era dietro l’angolo.

            L’incontro con Maria De Filippi e il colpo di fortuna

            “Ad un certo punto, sento una mano sulla spalla”, racconta emozionato Stefano. Era Maria De Filippi. La conduttrice, osservando la sua esibizione, notò qualcosa di speciale in quel ragazzo impacciato ma determinato. Si rivolse alla commissione con parole che cambiarono il destino di De Martino: “Questo ragazzo non mi sembra così male, lo teniamo?”. La risposta unanime fu un sì, e da quel momento iniziò la sua avventura nel programma che lo avrebbe portato al successo.

            Un percorso di riscatto e successo

            Da allora, la carriera di Stefano De Martino è stata un crescendo di successi. Da ballerino di Amici a conduttore televisivo, Stefano ha saputo trasformare le difficoltà in opportunità, dimostrando che con determinazione e un pizzico di fortuna, anche i sogni più difficili possono diventare realtà.

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              Ambra Angiolini: “Sul set della mia bulimia non reciterò. Ma di notte scrivo e mando tutto a Renga”

              L’ultima puntata di Non è la Rai la girò in piena bulimia. Oggi Ambra Angiolini ne parla con lucidità e poesia. Sta scrivendo il film tratto dal suo libro InFame, ma senza recitarvi. “È una storia troppo mia. Preferisco affidarla a un’attrice che non sono io”

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                «All’ultima puntata di Non è la Rai ero nel pieno della bulimia», dice Ambra Angiolini con quella sua sincerità spiazzante, che da anni la rende una delle voci più autentiche dello spettacolo italiano. Oggi, a distanza di tempo, quella ferita è diventata parola, poi libro e ora film. Sì, perché InFame, il memoir con cui l’attrice ha raccontato senza pudore la sua malattia, diventerà una pellicola. Ma sullo schermo, stavolta, Ambra non ci sarà.

                «Non reciterò nel film tratto da InFame. Ho deciso di scriverlo, ma non voglio interpretarlo. È una storia molto personale, una ferita che mi ha insegnato tanto», ha raccontato in un’intervista a la Repubblica. Nessuna voglia di rivivere da attrice quello che ha già vissuto nella carne. «Quando l’ho scritto, ho capito quanto fosse tragicomico, e a tratti pericoloso, ciò che avevo attraversato», ha aggiunto. Il film sarà quindi il racconto crudo ma poetico di un’adolescenza vissuta sotto i riflettori, tra disturbi alimentari e sorrisi forzati in diretta.

                Ambra, che oggi ha 47 anni, continua però a scrivere. Di notte, soprattutto. E c’è qualcuno che riceve tutto, in anteprima. «A Francesco Renga mando ogni cosa che scrivo. Di notte, gli inoltro pagine, idee, pensieri. Abbiamo un bellissimo scambio. Forse è il nostro modo di volerci ancora bene». Parole che raccontano un’intimità che va oltre la fine di una relazione. Una complicità che resta, tra due persone che hanno condiviso la vita e oggi condividono la parola.

                Il film è in fase di scrittura. Il cast ancora top secret, ma una cosa è certa: non sarà un biopic agiografico, né una lacrimosa parabola di redenzione. Ambra vuole raccontare la verità, con ironia e schiettezza. Quella verità che da adolescente non poteva permettersi, mentre tutti la guardavano danzare felice in TV, mentre dentro combatteva una battaglia silenziosa.

                Un lavoro di memoria, certo. Ma anche di giustizia. Perché ogni ferita, se raccontata, può diventare bellezza. E magari, anche cura.

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