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Personaggi e interviste

Il successo a portata di like, quello di Elisabetta Galimi

Personaggio televisivo, giornalista e influencer italiana, nota per il suo stile elegante e il suo spirito intraprendente. Dalla conduzione di programmi sportivi a progetti d’intrattenimento, si è affermata come una figura versatile e carismatica. Molto attiva sui social, condivide momenti della sua vita professionale e personale, ispirando il pubblico con messaggi di positività e autenticità.

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    D: Dove si può acquistare il tuo nuovo libro?

    Il successo a portata di Like è un libro già disponibile, sia in versione cartacea che sulle principali piattaforme online. Domani a Milano alle ore 18:00 si terrà un evento di presentazione presso la Libreria Internazionale Ulrico Hoepli a Milano. Nel frattempo noi abbiamo fatto 4 chiacchiere con l’autrice.

    D: Il tuo libro è già in tutte le librerie. Il titolo sembra avere una carica profonda. Quando hai sentito davvero che questo libro stava nascendo dentro di te? Raccontacelo… ma non troppo.

    R: Il libro ha cominciato a prendere forma quando mi sono accorta di quante domande ricevevo dalla mia community sul mio lavoro e su cosa c’è dietro alla costruzione di un profilo di successo. Ho sentito il bisogno di rispondere, di condividere tutto quello che so in modo più approfondito. Ma più scrivevo, più mi rendevo conto che questo libro non era solo una guida pratica: era anche una storia di autenticità, di perseveranza e di crescita personale. Il libro è cresciuto insieme a me, con l’obiettivo di lasciare qualcosa di vero e utile.

    D: Cosa pensi ti abbia “scelto” per affrontare questo tema così attuale? Senti che lo stesso libro abbia avuto bisogno di te, per farsi raccontare?

    R: Sì, penso che questo libro avesse bisogno di essere raccontato da chi vive quotidianamente l’esperienza dei social e ne conosce i lati più umani, non solo quelli tecnici. Mi sento una specie di ponte tra il mondo digitale e le persone che vogliono entrarci in modo consapevole e autentico. In fondo, il libro è nato proprio da questo: dal desiderio di fornire strumenti per navigare i social media senza perderne il senso o lasciarsi travolgere dai numeri.

    D: Come percepisci il mondo delle parole e quello delle immagini? Trovi che ci siano somiglianze o contrasti tra l’esprimere te stessa attraverso un libro e attraverso i social media?

    R: Per me le parole e le immagini sono due linguaggi complementari. Sui social, l’immagine colpisce subito, è immediata e riesce a catturare l’attenzione in un istante. Il libro, invece, permette ai lettori di approfondire, di prendersi il tempo di spiegare, di raccontare, e di creare una connessione più duratura. Con Il successo a portata di Like ho potuto usare le parole per raccontare aspetti di me e della mia esperienza che magari sui social non emergono allo stesso modo. Credo che la combinazione di parole e immagini sia ideale: una costruisce l’impatto visivo, l’altra scava più a fondo.

    D: Il tuo lavoro da influencer comporta la creazione di un’identità pubblica. In che modo questa identità si sovrappone, oppure differisce, dalla tua persona “privata” che emerge nel libro?

    R: L’identità che mostro sui social è sicuramente una parte di me, ma non è tutto. Sui miei canali tendo a condividere aspetti legati alla mia attività professionale e al mio percorso come content creator. Nel libro, invece, ho deciso di mettere a nudo anche alcune delle mie fragilità, dei momenti di difficoltà che ho vissuto e superato. Il successo a portata di Like mostra il lato più autentico di me, quello che forse non sempre emerge sui social. Il libro mi ha dato la libertà di essere più intima e vulnerabile, e credo che i lettori lo noteranno.

    D: Parlando di innovazione, come vedi l’evoluzione del ruolo degli influencer? Pensi che stiamo passando dall’influencer “classico” a figure più ibride, magari anche con aspetti educativi o culturali?

    R: Assolutamente sì. Oggi gli influencer non sono solo “volti”, ma anche educatori, portavoce di cause sociali e ambasciatori di valori. C’è una tendenza a cercare figure ibride, che uniscano contenuti di intrattenimento a messaggi culturali, educativi o di valore. In questo senso, Il successo a portata di Like rappresenta una svolta perché affronta anche le nuove responsabilità legate alla trasparenza pubblicitaria, introdotte dal recente decreto Influencer. È il primo libro in Italia a trattare di questo decreto, che introduce normative chiare su come deve essere presentata la pubblicità sui social. Il decreto obbliga gli influencer e i content creator ad adottare etichette pubblicitarie specifiche come ADV, GiftedBy, SuppliedBy, DiscountedBy e InvitedBy, per garantire trasparenza. Credo che questo sia un passo importante verso una maggiore responsabilità sia per noi creatori di contenuti, che per gli stessi fruitori delle pubblicità.

    D: Qual è il rapporto tra autenticità e strategia nella tua professione? Hai mai sentito la pressione di “costruire” qualcosa che non ti rappresenta al 100%?

    R:Il rapporto tra autenticità e strategia è delicato. È facile cadere nella tentazione di costruire un’immagine che risponde a ciò che pensiamo che gli altri vogliano. Sì, ho sentito questa pressione, soprattutto all’inizio, ma ho imparato che essere autentica è l’unica strategia che funziona nel lungo termine. La mia community si accorge quando sono autentica, e questo è il valore che cerco sempre di trasmettere.

    D: La tua immagine online ispira molte persone, ma cosa ti ispira nella vita reale? C’è una fonte di creatività o qualcuno che ammiri in particolare?

    R: Nella vita reale mi ispirano le persone che lavorano con passione e dedizione, che riescono a raggiungere i loro obiettivi senza perdere di vista chi sono. Ammiro molto chi riesce a trovare un equilibrio tra il successo e i valori personali. Tra i miei riferimenti ci sono figure che si sono distinte per la loro autenticità e per aver creato un impatto positivo nella società. La mia famiglia, in particolare modo, è sempre stata una grande fonte di ispirazione perché mi ha insegnato il valore della fatica e del lavoro.

    D: Cosa hai scoperto di te stessa mentre scrivevi il libro che non avevi mai compreso del tutto prima? Il processo di scrittura ti ha cambiata?

    R: Scrivere Il successo a portata di Like è stato come fare un viaggio dentro di me. Ho scoperto quanto sia importante per me condividere, non solo per insegnare qualcosa agli altri, ma anche per riflettere su ciò che ho imparato finora. Il processo di scrittura mi ha fatto capire quanto io sia cresciuta grazie ai social, ma anche quanto sia cruciale mantenere un equilibrio tra online e offline. Scrivere è stato terapeutico e mi ha permesso di apprezzare ancora di più il valore dell’autenticità e della trasparenza. Ringrazio anche Alessandro Lucino, il coautore del libro. La sua penna mi ha aiutata ad esprimermi al meglio e potenziare ogni concetto.

    D: In un mondo in cui le immagini scorrono veloci, come vedi il futuro della lettura e dei libri? Pensi che ci sia ancora spazio per una connessione più “lenta”?

    R:Credo fermamente che ci sarà sempre spazio per la lettura. Le immagini sono immediate e hanno un impatto forte, ma i libri permettono una connessione più profonda e duratura. La lettura è un momento di introspezione e riflessione, ed è proprio questa “lentezza” a renderla speciale. Anche in un mondo frenetico, penso che ci sarà sempre chi apprezza il valore di un buon libro, che riesce a lasciare un segno più profondo rispetto a un post o a una foto. I libri sono dei tesori di carta e inchiostro.

    D: Il libro rappresenta per te un punto di arrivo o un punto di partenza? Lo vedi come l’inizio di un nuovo capitolo professionale?

    R: Il successo a portata di Like è senz’altro un punto di partenza, al tempo stesso è il risultato di un lungo percorso. Con questo progetto, ho voluto consegnare qualcosa di tangibile e utile alla mia community e a chiunque sia curioso di conoscere i retroscena e le possibilità che si possono creare sui social. Credo che Il successo a portata di Like rappresenti l’inizio di una fase in cui mi piacerebbe condividere ancora più contenuti educativi e motivazionali, sia dentro che fuori dai social. Questo progetto è un invito a guardare oltre i numeri, oltre al concetto di mero guadagno e a costruire un percorso professionale che sia radicato nell’autenticità e nei valori personali.

    D: In un contesto così rapido e digitale, dove tutti vogliono dire la propria, qual’è la tua “voce” personale? Qual è l’aspetto di te che speri resterà con chi ti segue anche a lungo termine?

    R: La mia voce, come espresso più volte, è quella dell’autenticità, della trasparenza e della passione. Spero che Il successo a portata di Like ispiri i lettori a credere che il successo sia possibile per chiunque sia disposto a lavorare duramente e a rimanere fedele a se stesso. Non esiste un’unica strada per il successo, ma c’è quella giusta per ognuno di noi. In generale, io utilizzo tre parole correlate al successo: unicità, autenticità e pazienza

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      Personaggi e interviste

      Stefano De Martino compie 37 anni e si prende tutto: da «ex di Belén» a padrone dell’Ariston, così ha conquistato la Rai

      Per anni è stato il ballerino di Amici, il fidanzato di Emma Marrone e soprattutto il marito di Belén Rodriguez. Oggi Stefano non ha più bisogno di cognomi famosi accanto al suo: domina l’access prime time e si prepara alla sfida più grande, il Festival. E ad agosto è volato a Los Angeles per studiare musica

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        Stefano De Martino ha compiuto ieri, 3 ottobre, 37 anni. Ma probabilmente non aveva mai festeggiato un compleanno arrivandoci così in alto. Il ragazzo partito da Torre del Greco come ballerino oggi è uno dei volti di punta della Rai e davanti a sé ha la prova che può consacrarlo definitivamente: Sanremo 2027.

        Per anni il suo nome ha avuto bisogno di una spiegazione: quello di Amici, il fidanzato di Emma Marrone, il marito di Belén Rodriguez. Poi, lentamente, Stefano ha cancellato tutte le definizioni che arrivavano dagli altri e ne ha costruita una propria. Conduttore, showman e uomo di punta della televisione pubblica.

        De Martino studia Sanremo: un mese a Los Angeles

        La scelta per Sanremo ha provocato anche qualche perplessità: «Che cosa ne capisce di musica?», hanno obiettato alcuni sui social. De Martino avrebbe risposto nel modo che ha accompagnato tutta la sua carriera: studiando.

        Ad agosto è volato a Los Angeles, dove ha lavorato sulla preparazione musicale insieme a Fabrizio Ferraguzzo. Non soltanto ascolto dei possibili brani, ma studio della costruzione musicale del Festival e del meccanismo che dovrà governare dal palco più importante della televisione italiana.

        Tra le novità allo studio c’è anche una “serata Performance”, pensata per valorizzare la dimensione live e spettacolare della competizione e destinata a incidere sul percorso verso l’Eurovision.

        Da Amici ad Affari Tuoi, la scalata di Stefano

        E pensare che tutto era cominciato ballando. Dopo l’esperienza al Broadway Dance Center di New York, nel 2009 De Martino entra ad Amici e da lì comincia una carriera che lentamente cambia direzione.

        La vera svolta televisiva arriva con Stasera tutto è possibile, dove dimostra di saper reggere uno show senza avere bisogno della danza come unico linguaggio. Poi Bar Stella, il teatro e infine, nel 2024, la prova più rischiosa: prendere il posto di Amadeus ad Affari Tuoi.

        La scommessa funziona. De Martino porta il programma oltre i sei milioni di spettatori e attorno al 30% di share, consolidando il proprio ruolo anche nella stagione successiva nonostante la battaglia quotidiana con Gerry Scotti e La Ruota della Fortuna.

        Belén, Emma e quella vita privata che non è più il titolo

        Nel frattempo la sua vita sentimentale ha continuato a riempire pagine e copertine. Prima Emma Marrone, conosciuta ad Amici, poi soprattutto Belén Rodriguez, sposata nel 2013 e madre di suo figlio Santiago. Una storia fatta di separazioni e ritorni fino alla rottura definitiva.

        Per molto tempo il gossip sembrava quasi più grande della sua carriera. Oggi il rapporto si è capovolto. Le sue relazioni continuano a incuriosire, ma Stefano De Martino non è più “l’ex di” qualcuno.

        Ieri ha spento 37 candeline e davanti ha già il palco che può cambiare definitivamente la sua carriera. Da Torre del Greco ad Amici, da Belén ad Affari Tuoi, fino all’Ariston: adesso il nome da mettere accanto a Stefano De Martino è soltanto uno, Sanremo.

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          Personaggi e interviste

          Maria Rosaria Boccia difende Ranucci e svela tutto sul presunto bacio: «Sigfrido è devastato. Io la sua amante? Quella foto è fake»

          Nella puntata delle Iene di ieri sera, l’ex protagonista del caso Sangiuliano apre casa e vita privata alle telecamere e racconta il rapporto con l’ex conduttore di Report: «Ho conosciuto Superman quando torna a casa e toglie il mantello». Poi affronta il gossip sulla fotografia del bacio, finisce faccia a faccia con la sorella dell’ex compagna di Walter Lavitola e scoppia in lacrime quando si parla dell’ex marito.

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          Ranucci Boccia

            Altro che una semplice intervista. Maria Rosaria Boccia ha aperto le porte di casa alle Iene, si è lasciata seguire nella propria quotidianità e soprattutto ha deciso di raccontare il rapporto con Sigfrido Ranucci, compreso quel presunto bacio che da settimane alimenta indiscrezioni e retroscena. E nella puntata andata in onda ieri sera su Italia 1 il risultato è stato un concentrato perfetto di televisione, confessioni private, incontri surreali e lacrime.

            Al centro di tutto c’è lui: Sigfrido. Boccia lo chiama quasi sempre per nome, lo difende con una convinzione che non lascia spazio a equivoci e ne racconta soprattutto un volto molto diverso da quello pubblico. Non il giornalista combattivo abituato alle inchieste e agli scontri, ma l’uomo che lei sostiene di avere conosciuto lontano dalle telecamere.

            «Sicuramente è una persona devastata, un po’ triste, ma soprattutto anche lui per le persone che gli stanno intorno», racconta. Poi arriva la frase che fotografa meglio di tutte il loro rapporto: «Ho conosciuto un Superman quando torna a casa e toglie il mantello».

            E inevitabilmente torna la domanda che aleggia da tempo: tra Maria Rosaria Boccia e Sigfrido Ranucci c’è stato qualcosa di più di un’amicizia?

            Il bacio fake tra Ranucci e Boccia
            Il bacio fake tra Ranucci e Boccia

            «Ho conosciuto Superman senza mantello»: Boccia racconta il suo Sigfrido

            Il legame tra i due non è certo un mistero. Boccia ha dedicato a Ranucci persino il suo ultimo libro, Guai a chi lo tocca – Io, Sigfrido e le tempeste, e alle Iene conferma di sentirlo ancora. Ma quando parla di lui utilizza parole che raccontano una vicinanza profonda, costruita evidentemente anche nei momenti più difficili.

            Boccia descrive Ranucci come un uomo oggi «devastato» e triste, preoccupato non soltanto per se stesso ma anche per chi gli sta intorno. È qui che compare l’immagine di Superman: l’uomo pubblico sarebbe il supereroe con il mantello, mentre lei avrebbe avuto accesso alla parte che gli altri normalmente non vedono, quella che compare quando la porta di casa si chiude e l’armatura cade.

            Non è una dichiarazione d’amore e Boccia non la presenta come tale. Ma è inevitabile che una descrizione così intima riaccenda la curiosità su quale sia stata realmente la natura del loro rapporto.

            Soprattutto perché esiste quella benedetta fotografia.

            Il presunto bacio con Ranucci: «Quella foto era una pagina satirica»

            Il servizio torna infatti sul gossip che ha fatto più rumore: la presunta fotografia di un bacio tra Maria Rosaria Boccia e Sigfrido Ranucci.

            Secondo quanto racconta Boccia alle Iene, Natalia Potenza, ex compagna di Walter Lavitola, avrebbe riferito ai magistrati dell’esistenza di un’immagine nella quale i due si bacerebbero. Maria Rosaria non si limita a smentire: mostra a Gaston Zama quella che sostiene essere l’immagine all’origine dell’equivoco.

            E la sua spiegazione cambia completamente la storia.

            Secondo Boccia, non si tratterebbe affatto della fotografia di un bacio realmente avvenuto, ma di una delle finte prime pagine satiriche che lei stessa realizzava per scherzo e inviava a Ranucci. L’immagine sarebbe quindi un fotomontaggio, non la prova di una relazione.

            «Queste sono quelle famose prime pagine satiriche che io realizzavo, le mandavo a Sigfrido», spiega. Poi ipotizza che Ranucci possa averle successivamente girate a Lavitola.

            Il mistero del bacio, almeno nella versione di Boccia, sarebbe dunque risolto: lei e Sigfrido non si sarebbero baciati e la fotografia utilizzata per sostenere il contrario sarebbe falsa.

            Ma le Iene non sarebbero le Iene se la storia finisse lì.

            Al ristorante vede una bionda: «È Lady Lavitola». Ma sbaglia donna

            Il momento più surreale arriva durante una cena al Cefalù Bistrot di Roma, locale legato a Walter Lavitola nel quale Boccia sostiene di non essere mai stata prima.

            A un certo punto lei e Gaston notano una donna bionda seduta a un tavolo. Pensano che sia proprio Natalia Potenza, la donna che secondo il racconto di Boccia avrebbe parlato ai magistrati della fotografia incriminata.

            Maria Rosaria decide di non lasciarsi sfuggire l’occasione.

            Vuole andare direttamente da lei e chiederle conto di quella storia. Il ragionamento è semplice: se esiste davvero una fotografia autentica del bacio, che gliela mostri.

            «Visto che grazie a lei sono diventata la mantide amante d’Italia, mi fa vedere la foto dove io bacio Sigfrido?», annuncia prima di avvicinarsi.

            Solo che c’è un problema: la donna non è Natalia Potenza.

            «Salve, io mi volevo presentare, piacere, penso che mi ha riconosciuta, no?», esordisce Boccia.

            La risposta arriva immediatamente: «Tu sai chi sono io?».

            Maria Rosaria è convinta di sì. La donna allora la spiazza: «Io non sono Natalia».

            È Andrea Potenza, sua sorella, arrivata dall’Argentina per starle vicino dopo l’arresto di Lavitola.

            «Mi faccia vedere la foto dove bacio Sigfrido»

            Lo scambio potrebbe terminare con l’equivoco, invece Boccia decide di andare avanti. Perché Andrea è comunque la sorella della donna che, secondo la sua ricostruzione, avrebbe parlato della fotografia ai magistrati.

            Maria Rosaria torna così sul presunto bacio e contesta duramente l’idea che un’immagine che considera falsa possa essere presentata come autentica. Poi arriva alla domanda diretta: «Quale foto ha visto che io bacio Sigfrido?».

            Gaston prova a capire se Andrea sappia qualcosa di ciò che avrebbe visto la sorella. La donna, però, chiude la porta: «Non voglio rispondere, non voglio dire nulla».

            E il mistero rimane.

            Da una parte c’è quindi la versione di Boccia, secondo la quale l’immagine sarebbe semplicemente un fotomontaggio satirico creato da lei stessa. Dall’altra resta il racconto attribuito a Natalia Potenza sull’esistenza della fotografia. Nel servizio di ieri sera non emerge un elemento che permetta di trasformare il presunto bacio in un fatto accertato.

            Boccia difende Ranucci anche sul caso Lavitola

            Maria Rosaria non si limita però a raccontare la propria relazione con Ranucci. Lo difende anche quando il discorso si sposta sul controverso rapporto tra il giornalista e Walter Lavitola.

            «Io credo nei sani sentimenti di Sigfrido», afferma. Secondo Boccia, frequentare quotidianamente una persona finisce inevitabilmente per creare un legame e Ranucci avrebbe semplicemente concesso una possibilità a qualcuno che lei stessa definisce «abbastanza discutibile per il suo passato».

            Poi va oltre e propone una propria lettura degli eventi: ritiene Ranucci vittima dell’attentato e, allo stesso tempo, «vittima di un sistema» che a suo giudizio non lo avrebbe più voluto alla conduzione di Report.

            Quando Gaston le domanda se in questo presunto sistema Lavitola abbia avuto un ruolo attivo oppure sia stato soltanto una pedina, Boccia non si spinge oltre. Dice di non saperlo e sottolinea che, secondo lei, Lavitola avrebbe fornito nel tempo versioni differenti.

            Dalla corazza alle lacrime quando si parla dell’ex marito

            Poi cambia tutto.

            Perché la Maria Rosaria Boccia che fino a quel momento scherza, provoca, affronta sconosciuti al ristorante e difende Ranucci senza arretrare di un centimetro improvvisamente crolla quando Gaston Zama pronuncia una parola: stalking.

            La Iena le ricorda quanto avrebbe raccontato il suo ex marito a proposito del loro matrimonio. Boccia lo interrompe immediatamente: «Aspetta, aspetta, aspetta, dobbiamo interromperci qua».

            Chiede di spegnere le telecamere e di toglierle il microfono. Si allontana e scoppia in lacrime.

            Quando riesce a tornare sull’argomento, spiega che quella parola la ferisce anche per il significato negativo che assume immediatamente nell’immaginario collettivo. È un punto particolarmente delicato perché Boccia deve affrontare il procedimento che la vede contrapposta all’ex ministro Gennaro Sangiuliano, con accuse che comprendono stalking aggravato, lesioni e interferenze illecite nella vita privata, contestazioni dalle quali dovrà difendersi.

            Il bacio resta un mistero, il legame con Sigfrido molto meno

            Alla fine della lunga incursione delle Iene nella sua vita privata, una risposta certa sul famoso bacio non arriva. Boccia nega che sia mai avvenuto e sostiene che la fotografia circolata sia nata da un suo fotomontaggio satirico. Nessuna immagine autentica del presunto bacio viene mostrata nel servizio.

            Su un’altra cosa, invece, Maria Rosaria non lascia molti dubbi: a Sigfrido Ranucci è profondamente legata.

            Lo sente ancora, conosce il suo stato d’animo, lo descrive come un Superman che davanti a lei avrebbe potuto togliersi il mantello e ne difende le intenzioni anche quando il discorso arriva sui rapporti più controversi.

            Amore? Boccia non lo dice. Bacio? Lo smentisce. Amicizia? La parola sembra quasi troppo piccola per il rapporto che racconta.

            Di certo, dopo la puntata delle Iene di ieri sera, il mistero sulla fotografia rimane. Quello sulla profondità del legame tra Maria Rosaria Boccia e Sigfrido Ranucci, invece, un po’ meno.

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              Barbara D’Urso, il ritorno è un’operazione a sorpresa: «Avevo detto sì a Milly senza sapere il cachet». E spunta l’asse con YouTube

              La conduttrice racconta di aver dato la sua parola a Carlucci e De Andreis già in estate, prima ancora della proposta economica della Rai. E proprio nel giorno dell’annuncio a Ballando inaugura il suo nuovo canale: dietro l’operazione potrebbe esserci una partnership con Google Italia

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                Barbara D’Urso torna in televisione, ma forse la notizia più interessante è che contemporaneamente sta costruendo una televisione tutta sua. Nel giorno in cui mette finalmente fine a mesi di indiscrezioni e conferma ufficialmente il suo ingresso nella giuria di Ballando con le Stelle, la conduttrice inaugura infatti anche il suo nuovo canale YouTube. Una coincidenza temporale quantomeno curiosa, soprattutto perché il progetto digitale sembra destinato ad andare ben oltre qualche video pubblicato occasionalmente tra un impegno televisivo e l’altro.

                Secondo quanto risulta a LaCityMag, dietro il nuovo progetto potrebbe esserci una partnership con Google Italia, proprietaria di YouTube. Un’indiscrezione che, se confermata, cambierebbe parecchio la prospettiva dell’operazione: non semplicemente Barbara che apre un canale social, dunque, ma il tentativo di costruire uno spazio editoriale autonomo attraverso il quale tornare a fare ciò che negli ultimi tre anni e mezzo le è mancato di più, cioè parlare direttamente al proprio pubblico.

                E proprio Barbara, del resto, non ne fa mistero. Sul nuovo canale arriveranno format, storie e contenuti originali. Il primo si chiamerà “Storie incredibili” e avrà al centro persone comuni e vicende fuori dall’ordinario, ma la conduttrice ha già anticipato di stare lavorando ad altri progetti. Il dettaglio più curioso è che tutto questo parte esattamente mentre per lei si riaccendono le telecamere della Rai.

                «Ho dato la mia parola a Milly prima ancora di conoscere il cachet»

                D’Urso ha deciso anche di raccontare la sua versione di quanto accaduto dietro le quinte di Ballando con le Stelle, smontando soprattutto la narrazione di una lunga e complicata trattativa economica. Secondo il suo racconto, tutto sarebbe cominciato alla fine di giugno, quando sono iniziati i contatti con Giancarlo De Andreis, capo autore del programma, e con Milly Carlucci. L’idea era quella di completare una specie di percorso in tre tappe: prima ballerina per una notte, poi concorrente e infine giurata. Carlucci e De Andreis sarebbero stati molto persuasivi e Barbara avrebbe deciso di accettare già durante l’estate, arrivando a dare la propria parola sulla partecipazione senza conoscere ancora la cifra che avrebbe ricevuto.

                «A luglio, dopo varie telefonate, io ho garantito la mia presenza come giurata a Ballando con le Stelle», ha raccontato. Sul denaro, sostiene, con Milly e De Andreis non ci sarebbe stata alcuna trattativa perché il contratto spettava direttamente alla Rai. La produzione l’aveva soltanto avvertita che il budget destinato a Ballando non era particolarmente elevato e la risposta di Barbara, in sostanza, sarebbe stata: va bene comunque. Una versione che ribalta completamente le indiscrezioni circolate per mesi su presunti cachet stellari, alberghi a cinque stelle e richieste da diva.

                La Rai la chiama soltanto a settembre: «Io avevo già dato la mia parola»

                Ed è qui che la cronologia diventa ancora più curiosa. Barbara sostiene di aver dato la propria disponibilità già a luglio, ma dall’ufficio competente della Rai la telefonata economica non sarebbe arrivata né alla fine di agosto né nei primi giorni di settembre. Nel frattempo lei continuava ad aspettare e anche Carlucci, secondo il suo racconto, si domandava che cosa stesse succedendo: «Anche Milly mi chiedeva: “Ma non ti hanno ancora telefonato?”».

                Il contatto definitivo sarebbe arrivato soltanto tra il 17 e il 18 settembre. A quel punto la Rai le ha comunicato la cifra disponibile e lei ha accettato immediatamente. Niente rilanci, sostiene, niente richieste aggiuntive e niente hotel extralusso nel centro di Roma. «Io avevo dato la mia parola e l’ho mantenuta». Un’affermazione particolarmente significativa considerando quanto si è detto negli ultimi mesi sul suo ritorno in Rai, anche perché Barbara non nasconde che Ballando non rappresenta il suo vero obiettivo professionale: lei vuole tornare a condurre.

                «Il mio lavoro è fare la conduttrice». Ma intanto Barbara si costruisce il suo canale

                Ed è proprio qui che il debutto su YouTube assume un significato completamente diverso. D’Urso ha spiegato apertamente che il suo obiettivo erano alcune prime serate Rai che, a suo dire, sarebbero state preparate e poi improvvisamente svanite. Alla domanda sui famosi presunti “veti” che l’avrebbero tenuta lontana dalla televisione dopo l’uscita da Mediaset, non ha lanciato accuse dirette, ma la risposta è stata tutt’altro che innocua: crederà definitivamente all’inesistenza di quei veti quando i programmi preparati insieme a persone della Rai smetteranno di sparire prima di arrivare in onda.

                E mentre aspetta che questo accada, Barbara sembra aver deciso di non restare ferma. YouTube le consente infatti di tornare a parlare al pubblico senza dipendere da un palinsesto, da un direttore di rete o dall’approvazione di una prima serata, mentre il progetto annunciato non sembra pensato come un semplice contenitore di backstage o spezzoni della sua vita privata. Il primo format, “Storie incredibili”, riporta addirittura D’Urso verso uno dei territori che hanno caratterizzato maggiormente la sua lunga stagione televisiva: le persone comuni e le loro storie. La conduttrice ha detto di voler raccontare «esperienze davvero impensabili» e ha già annunciato altri progetti in lavorazione. Soprattutto ha pronunciato una frase che racconta probabilmente meglio di qualsiasi altra il senso dell’operazione: finalmente, attraverso questo nuovo spazio, sente di poter tornare a fare almeno in parte ciò che da tre anni e mezzo non riesce più a fare in televisione.

                Ballando, YouTube e poi il teatro: Barbara riparte su tre fronti

                Il ritorno, quindi, non passa soltanto da Milly Carlucci. Da sabato Barbara D’Urso sarà dietro il bancone della giuria di Ballando con le Stelle, in un ruolo completamente nuovo per lei; contemporaneamente costruirà il proprio spazio su YouTube e a febbraio arriverà anche “Barbaramente”, lo spettacolo teatrale che sta preparando insieme a Chiara Noschese e nel quale canterà e ballerà accompagnata da due performer. Tre strade diverse che si aprono praticamente nello stesso momento e che raccontano una strategia molto diversa dall’attesa degli ultimi anni.

                Forse è proprio questo il particolare più interessante della nuova fase di Carmelita. Dopo tre anni trascorsi ad aspettare che qualcuno le restituisse una trasmissione tutta sua, Barbara D’Urso sembra aver deciso di non affidare più il proprio ritorno a un’unica porta. Una gliela apre Milly Carlucci in Rai, un’altra se l’è appena aperta da sola su YouTube. E se davvero dietro quest’ultima ci fosse anche Google Italia, come risulta a LaCityMag, più che un semplice canale social sarebbe l’inizio di una partita completamente nuova.

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