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Personaggi e interviste

In molti stanno dando l’addio a X di Elon Mask: fra i tanti vip anche Piero Pelù

Anche il rocker italiano, ex leader dei fiorentini Litfiba, comunica il suo addio definitivo al social X, di propoprietà dell’uomo più ricco del mondo che ha sponsorizzato l’elezione di Donal Trump.

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    La foto è inequivocabile, perfettamente in linea con lo spirito dissacrante ed irriverente del rock: un post e una foto in cui mostra il dito medio. Così Pierò Pelù ha deciso di chiudere il suo account X, piattaforma social di proprietà di Elon Musk, dopo aver già cominciato ad usare la pagina Facebook solo come vetrina.

    Ecco cosa appare quando si annulla l’iscrizione a X

    Un preciso segnale di dissenso civile

    La spiegazione dell’ex giudice di The Voice è molto semplice: «Ciao a tuttt, visto le pericolosissime dichiarazioni neo totalitarie e neo imperialiste esternate da E. Musk ho deciso di chiudere il mio profilo sulla piattaforma “X” di sua proprietà. Molti mi dicono che sono un folle a prendere questa decisione ma credo che oggi sia fondamentale dare dei segnali chiari di dissenso civile verso chi sta restringendo sempre più le nostre libertà personali anche attraverso le propagande politiche».

    Tutto il dissenso del rocker in un semplice gesto

    La vita vera non è sui social

    Proseguendo nella sua dichiarazione di totale dissenso: «Dopo avere già ridotto a semplice vetrina la mia pagina FB ora chiudo X per un aperto dissenso verso chi la gestisce. Ai miei 450.000 amici dico vediamoci su Instagram e ai miei concerti, nei bar, nelle strade, nelle librerie dove la vita vera e tangibile ancora esiste. A presto ovunque!».

    Da strumento di libertà a megafono strumentale

    La presa di posizione di Pelù non è un fatto isolato… ed è servita da esempio a molte persone, famose e non, che in questi giorni stanno abbandonando X per il medesimo motivo. Stare o non stare su X si è trasformata in una dichiarazione politica, abbandonare la piattaforma una forma di protesta contro la strumentalizzazione dei social. L’esodo, a ben guardare, è iniziato da tempo. A dare l’ultima spinta sono state le elezioni americane, Musk infatti ha usato X come una vetrina per supportare il partito repubblicano e conquistare un posto d’onore al tavolo di Trump. Ma anche in precedenza attori, cantanti e personaggi di vari settore avevano chiuso il loro account.

    Anche Elio E Le Storie Tese fra i rinunciatari

    Due anni fa ha comprato X, ex Twitter, esattamente il 27 ottobre 2022. Da allora la piattaforma è molto cambiata, trasformandosi in uno spazio sempre più polarizzato e divisivo, utilizzata spesso dal miliardario come un megafono per diffondere idee politiche e fare propaganda. E una cosa del genere sta diventando scomodo a molti. Hanno chiuso il loro account anche la band degli Elio E Le Storie Tese, il giornalista e parlamentare europeo Sandro Ruotolo e l’attrice premio Oscar Jamie Lee Curtis.

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      Arisa spiazza tutti: da Sanremo alla confessione sul clitoride, la frase che accende il dibattito in tv e sui social

      Arisa torna a far parlare di sé con una dichiarazione destinata a dividere il pubblico. La cantante, nota per la sua spontaneità, ha risposto senza filtri a una domanda intima parlando apertamente del clitoride. La frase, pronunciata con naturalezza, è subito rimbalzata sui social e nei programmi televisivi.

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        Per fortuna che Arisa c’è. Nel panorama spesso prevedibile dello spettacolo italiano, la cantante riesce ancora a sorprendere pubblico e addetti ai lavori con una miscela di talento musicale e disarmante sincerità. È successo di nuovo ieri, quando la sua partecipazione televisiva ha preso una piega del tutto inattesa.

        Arisa si era presentata con una canzone dal tono dolce, quasi fiabesco, un brano che qualcuno ha subito accostato alle atmosfere dei film Disney: melodia delicata, parole romantiche, interpretazione intensa. Tutto sembrava muoversi su un registro poetico e leggero. Poi, però, è arrivata una domanda personale e la cantante ha risposto come solo lei sa fare: senza filtri.

        «Che rapporto ho con il clitoride? Ottimo, è tutto, senza di lui non può avvenire niente proprio ed è un piccolo pisellino».

        La frase, pronunciata con naturalezza e un sorriso, ha immediatamente cambiato il tono della conversazione.

        Una risposta senza filtri che sorprende il pubblico

        Non è la prima volta che Arisa sceglie la strada della sincerità assoluta. Nel corso degli anni la cantante lucana si è costruita un’immagine pubblica molto lontana dagli stereotipi della pop star costruita a tavolino. Spesso ironica, a volte provocatoria, ma sempre autentica.

        La sua risposta ha colto di sorpresa gli interlocutori in studio, ma in pochi minuti è diventata virale sui social. In rete si sono moltiplicati commenti, meme e discussioni: c’è chi ha apprezzato la sua spontaneità e chi invece ha giudicato la dichiarazione eccessiva per il contesto televisivo.

        Arisa tra musica, spontaneità e provocazione

        Arisa non è nuova a momenti che fanno discutere. La cantante ha sempre alternato momenti di grande delicatezza artistica a uscite imprevedibili, costruendo negli anni una personalità pubblica difficilmente incasellabile.

        Il suo percorso musicale, iniziato con la vittoria a Sanremo Giovani nel 2009 e proseguito con numerosi successi, è stato spesso accompagnato da una comunicazione diretta e personale. Proprio questa autenticità, nel bene e nel male, è diventata uno dei tratti distintivi del personaggio.

        Il dibattito sui social

        Dopo la dichiarazione, i social si sono divisi. Molti utenti hanno difeso Arisa sostenendo che parlare apertamente di sessualità femminile non dovrebbe più essere considerato un tabù. Altri, invece, hanno giudicato la frase fuori luogo rispetto al contesto televisivo.

        Nel giro di poche ore il suo nome è tornato tra gli argomenti più commentati online. Ancora una volta, dunque, Arisa ha dimostrato di saper catalizzare l’attenzione del pubblico, passando con disinvoltura da una canzone romantica a una dichiarazione capace di far discutere l’intero web.

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          Anna Lou Castoldi racconta il “nonno classico” Dario Argento e la sua Gen Z: “Dopo 13 anni di terapia ora mi accetto”

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            Sanremo 2026 ha sfilato anche come una passerella di “figli d’arte”, tra cognomi celebri e aspettative più pesanti dei bauli in hotel. In quel clima, Anna Lou Castoldi è rimasta un po’ defilata dal palco dell’Ariston, ma non dal racconto: era a SottoSanremo, il progetto RaiPlay pensato per la Gen Z, insieme a Elisa Maino e Nicole Rossi. Un loft “segreto” sotto il palco, l’idea di intercettare gli under 20, macinare contenuti, like e interviste, e soprattutto trovare un linguaggio diverso dal Festivalone ufficiale.

            Lei, 24 anni, lo dice subito: «Sono partita senza particolari aspettative. Era una proposta che mi faceva uscire dalla mia comfort zone e costringeva a vincere paure e incertezze per scoprire altre possibilità espressive». È stata la sua prima volta da conduttrice, o meglio “co-co”, come la definisce lei: «Io non sono una facile a fare amicizia ma ci siamo trovate subito».

            “Dario Argento? Non ci si crede: è un nonno classico”

            In mezzo ai riflettori sanremesi, la parte più sorprendente del suo racconto resta forse la normalità. Perché Anna Lou è figlia di Asia Argento e Morgan, e quindi nipote di Dario Argento: uno dei grandi architetti dell’horror, quello che nella testa collettiva vive tra lame, guanti neri e incubi. Eppure, nella sua versione domestica, il regista diventa tutt’altro. «Un gran simpatico. L’amore del nonno è indescrivibile. Se ho un problema o una curiosità è anche a lui che mi rivolgo. Non ci si crede: ma è un nonno classico».

            E quando parla dei nonni in generale, Anna Lou alza ancora di più l’asticella emotiva, senza retorica: «Viva i nonni. Che grande cosa sono: la salvezza del mondo, esseri umani patrimonio dell’umanità per quanto hanno vissuto e possono trasmettere della loro vita». È un modo di guardare alle radici come a una riserva di senso, più che come a un’etichetta da esibire.

            Tra Asia e Morgan: “Sono una gran mammona, ma la musica è la mia strada”

            Con la madre il legame è strettissimo. «Mamma mi dà un sacco di forza. Ho con lei un bellissimo rapporto. Mi definirei una mammona». E aggiunge un dettaglio molto concreto, quasi anti-divismo: «Abbiamo vissuto insieme per una vita e solo da poco abitiamo in case diverse (ma a tre minuti di distanza). Ci sentiamo ogni giorno, anche più volte al giorno».

            Poi c’è il tema inevitabile: recitazione da una parte, musica dall’altra. Lei non scappa, ma mette ordine. «In questo momento è la musica. Faccio la dj e mi piace molto suonare la mia musica davanti a un pubblico». E chiarisce che sta studiando produzione elettronica, segnando anche una distanza netta dal padre: «Una musica, però, che non ha nulla che fare con quella di papà, che si muove decisamente fuori dalle sue orme». Sull’attrazione per la recitazione è onesta fino a farsi male: «Non mi sento all’altezza di fare l’attrice».

            Adolescenza, terapia e social: “Non monetizzo me stessa”

            Quando arriva alla sua adolescenza, Anna Lou non cerca scorciatoie narrative. «Età terribile. Ma non solo per me, per tutti, penso». E racconta un passaggio delicato: «Soffrivo di dismorfofobia, mi vedevo brutta e sbagliata». Poi la frase che cambia la prospettiva e spiega la sua postura di oggi: «Dopo 13 anni di terapia ora mi accetto per come sono». Non è la storia “perfetta” da social, è una storia vera, con un tempo lungo e con un lavoro dietro.

            Coerente con questo, la scelta di stare lontana dalle piattaforme. «Il problema è che sono fatti apposta per renderci dipendenti. Così ho scelto di starne lontana: ho un mio account Instagram (ma non è facile trovarmi) dove condivido solo la mia arte e gli aspetti lavorativi. Non monetizzo me stessa». E chiude con un gesto semplice, quasi rivoluzionario nel 2026: «Lascio senza problemi il telefono spento o a casa anche per giorni».

            Sanremo, intanto, lo descrive come un luogo che muta sotto gli occhi: «Siamo arrivate che era una cittadina tranquilla, dai ritmi pacati. Ne abbiamo visto il progressivo mutamento in sovraffollata e quasi isterica». Lei corre, lavora, si espone. Ma lo fa senza trasformarsi in un personaggio costruito: ed è forse questo, oggi, il tratto più “alternativo” che rivendica.

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              Personaggi e interviste

              “Care lettrici, cari lettori, vi saluto”, Signorini lascia la direzione di Chi.

              Dal debutto negli anni ’90 alla nomina a direttore responsabile nel 2006, fino al passaggio di consegne a Massimo Borgnis e ora all’uscita definitiva. Signorini ringrazia Marina Berlusconi e i lettori: “Non potevo più tacerlo. Sentivo di avere la forza per cominciare una nuova vita”.

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                “Care lettrici, cari lettori, vi saluto”. Con queste parole, semplici e dirette, Alfonso Signorini chiude un capitolo che ha segnato la storia della cronaca rosa italiana. In un lungo editoriale pubblicato sul numero di ‘Chi’ in edicola mercoledì 4 marzo, il giornalista annuncia ufficialmente la sua decisione di lasciare la direzione editoriale del settimanale.

                Una scelta maturata da tempo e condivisa con il Gruppo Mondadori. “Lo scorso ottobre ho concordato con l’Azienda che a breve avrei lasciato anche la direzione editoriale di Chi. E questo è il momento di farlo”, scrive Signorini, mettendo nero su bianco una decisione che segna la fine di un’epoca per il magazine.

                Il suo percorso con ‘Chi’ inizia negli anni ’90, dopo aver abbandonato l’insegnamento di latino e greco. Un salto nel giornalismo che lo porterà, nel 2006, alla nomina a direttore responsabile del settimanale. Sedici anni di direzione, tra scoop, copertine memorabili e una narrazione del costume italiano che ha accompagnato intere stagioni dello spettacolo e della società.

                “Non potevo certo immaginare che avrei assistito alla nascita e al successo di ‘Chi’, un giornale che avrebbe raccontato l’Italia agli italiani, con passione, autorevolezza, e men che meno che quel giornale avrebbe accompagnato buona parte della mia vita”, scrive nel suo saluto. Parole che restituiscono il senso di un legame professionale e personale insieme.

                Già nel 2023, però, l’idea di lasciare aveva iniziato a farsi strada. “Non è stato un passaggio graduale. Semplicemente ho cominciato a sentire che il lavoro, tutto quello per cui fino ad allora avevo vissuto, non era più prioritario”, confida. La pandemia, racconta, aveva cambiato abitudini e prospettive. “Un pensiero sottile, che si era impadronito della mia anima, che rendeva i miei sorrisi, i miei entusiasmi sempre più faticosi e le mie giornate sempre meno colorate”.

                Tre anni fa il primo confronto con l’azienda, la volontà dichiarata di lasciare la testata. “Non potevo più tacerlo. Volevo lasciare Chi. Sentivo di avere la forza per cominciare una nuova vita”. Da quel confronto con Marina Berlusconi, che definisce “prima di essere il mio Editore un’amica fraterna”, nasce una soluzione intermedia: il passaggio della direzione a Massimo Borgnis, storico braccio destro, mentre Signorini assumeva la direzione editoriale per mantenere un legame stretto con il giornale e con i lettori.

                Ma quella voce interiore non ha smesso di farsi sentire. “Nel corso di questi ultimi tre anni – che sono stati comunque per me costruttivi ed entusiasmanti – quella voce che sentivo dentro di me non aveva mai smesso di parlarmi”. Fino alla decisione definitiva.

                Nel suo editoriale, Signorini ripercorre i momenti chiave della sua esperienza a ‘Chi’, le storie raccontate, le persone conosciute, i rapporti umani costruiti nel tempo. Ringrazia il Gruppo Mondadori, i vertici con cui ha collaborato, i colleghi e la redazione. E dedica parole affettuose a Marina Berlusconi: “So che non mi mancheranno le nostre telefonate o i nostri weekend, perché continueremo a farli, ma mi mancheranno la sua lungimiranza, il suo profondo buon senso, anche il suo pragmatismo nel lavoro, che la rendono tanto simile a suo padre. Un uomo unico, Silvio Berlusconi”.

                Il saluto più sentito, però, è rivolto ai lettori. “Mi avete seguito con amore, vicinanza, premura. In un cassetto del mio studio conserverò sempre tutte le vostre mail, le vostre lettere, i vostri telegrammi che mi sono arrivati per i giorni più tristi della mia vita, come la morte dei miei genitori, ma anche per quelli più lieti”.

                Con l’addio alla direzione editoriale di ‘Chi’, si chiude un’era che ha attraversato trasformazioni profonde del mondo dell’informazione e dello spettacolo. Signorini sceglie di farlo con un editoriale intimo, quasi confidenziale, affidando al pubblico che lo ha seguito per anni l’ultima parola di un capitolo che, per molti, è stato molto più di un semplice incarico professionale.

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