Personaggi e interviste
Nella vita ci sono momenti per ridere e per rimanere seri: qualcuno lo spieghi al cardinale nigeriano (video)
Mentre il mondo piange Papa Francesco, un cardinale nigeriano trasforma Piazza San Pietro in un set da commedia. Tra selfie, strette di mano, fan club svizzeri armati di cornamusa e un pranzo romano da Oscar, John Olorunfemi Onaiyekan ruba la scena. Ecco il funerale che nessuno si aspettava…
C’è un detto antico – probabilmente inventato da una nonna particolarmente acida – che recita: “Ride bene chi ride… al funerale del Papa”. E se qualcuno ha preso questo motto un po’ troppo sul serio, è stato senza dubbio il cardinale nigeriano John Olorunfemi Onaiyekan. Protagonista assoluto di quella che doveva essere una mesta giornata di cordoglio, il nostro ecclesiastico ha deciso che, in fondo, una stretta di mano non ha mai ucciso nessuno. E nemmeno cinquanta. O cento. O mille.
Onaiyekan Superstar: dal lutto al tour autografi
Appena celebrata la messa funebre di Papa Francesco, mentre cardinali e fedeli si scioglievano come neve al sole, lui rientra in Piazza San Pietro come una rockstar a fine concerto. Non si sa se cercasse il cellulare perduto o un’illuminazione divina, ma ciò che ha trovato è stato un pubblico pronto ad abbracciarlo, fotografarlo e – perché no – farsi benedire con il filtro “Valencia”. Trenta minuti di sorrisi stampati e pose da influencer. Il cardinale Onaiyekan, con l’aria di chi sta andando a un apericena più che a un funerale, ha trasformato il Vaticano in una versione clericale del red carpet di Cannes.
Il pranzo è servito… e la cornamusa anche
Ma non finisce qui. Perché ogni evento solenne merita un degno after-party. E quindi, via verso un ristorante romano, dove l’atmosfera da lutto si scioglie definitivamente in un abbraccio multiculturale: sacerdoti nigeriani da una parte, pellegrini svizzeri dall’altra, un bicchiere di vino al centro e… una cornamusa! Sì, proprio così. In un gesto di omaggio tanto bizzarro quanto epico, il capo dei pellegrini elvetici ha deciso di onorare Onaiyekan suonandogli una serenata in stile Braveheart. Il cardinale, ovviamente, ha gradito. Probabilmente anche la carbonara col guanciale.
Santi subito? Meglio simpatici oggi
Nella vita esistono contesti per piangere, altri per dimostrare il proprio buonuomore. Onaiyekan ha deciso di fare entrambe le cose, ma al contrario. Laddove ci si aspettava silenzio e raccoglimento, lui ha portato entusiasmo e affabilità. Qualcuno griderà allo scandalo, altri – forse Papa Francesco stesso, dall’alto – potrebbero aver sorriso, pensando: “Almeno qualcuno si diverte ancora in mio nome”.
Un funerale da raccontare ai nipoti
E così, tra una benedizione e un selfie, tra un lutto e una cornamusa, abbiamo assistito a un momento che resterà nella storia. O almeno negli album di famiglia di mezza Piazza San Pietro. Perché, a volte, anche dietro l’incenso e la mitria, c’è spazio per una risata. E magari anche per un bicchiere di rosso. Di quello buono, si spera.
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Personaggi e interviste
Mahmood cambia pelle ancora: dal gala queer francese a Prada, tra pareo, cravatta e nessuna voglia di farsi incasellare
Invitato d’onore al Le Fier Gala di Parigi, Mahmood si presenta a torso nudo con pareo e giacca. Pochi giorni dopo eccolo impeccabile alla sfilata Prada. Sempre più trasversale e imprevedibile.
Provate a incasellare Mahmood e probabilmente fallirete. È questo il vero segreto del cantante milanese, diventato negli anni una delle figure più trasversali dello spettacolo italiano. Un giorno icona pop, quello dopo ospite d’onore di un evento internazionale dedicato all’inclusività, il giorno successivo protagonista assoluto della moda uomo.
L’ultima dimostrazione arriva dalla Francia.
Mahmood conquista il gala queer di Parigi
L’artista ha accettato l’invito di Maximilien Marçais-Husson, fondatore e presidente del Le Fier Gala, considerato il primo grande gala queer francese.
L’evento unisce musica, arte, cultura e raccolta fondi a favore di associazioni che sostengono la comunità LGBTQIA+ e negli ultimi anni è diventato uno degli appuntamenti più osservati del panorama culturale parigino.
Mahmood non si è limitato a partecipare. Ha attirato immediatamente l’attenzione grazie a un look che non poteva passare inosservato: torso nudo, pareo e giacca, in perfetto equilibrio tra provocazione, moda e libertà espressiva.
Da Parigi a Milano in pochi giorni
La cosa più interessante, però, è ciò che è accaduto subito dopo.
Archiviato il gala francese, Mahmood è riapparso alla sfilata di Prada con un’immagine completamente diversa. Niente pareo, niente provocazioni visive. Questa volta l’artista si è mostrato elegantissimo, con tanto di cravatta e uno stile rigoroso che sembrava appartenere a un’altra persona.
Eppure il punto è proprio questo.
L’uomo che sfugge alle etichette
Mentre molti personaggi pubblici costruiscono la propria immagine attorno a una formula precisa e riconoscibile, Mahmood continua a muoversi in direzione opposta.
Può essere icona fashion, cantante pop, ospite di un gala queer, testimonial di lusso o interprete raffinato senza apparire mai fuori posto. Una capacità rara che gli permette di attraversare mondi molto diversi tra loro senza perdere credibilità.
Forse è proprio questa la sua forza. Non il pareo di Parigi e nemmeno la cravatta di Milano, ma la libertà di passare dall’uno all’altra senza chiedere il permesso a nessuno.
Personaggi e interviste
Da re del Grande Fratello a uomo di Puccini: Alfonso Signorini torna all’Arena di Verona con la sua Bohème
Mentre il pubblico continua ad associarlo al Grande Fratello, Alfonso Signorini prosegue il suo percorso nel teatro musicale. A Verona tornano le repliche della sua Bohème, tra Parigi romantica, scenografie tradizionali e nuovi progetti cinematografici.
Per molti resterà sempre il volto del Grande Fratello. Eppure Alfonso Signorini da qualche anno sta costruendo una seconda carriera lontana dagli studi televisivi e molto più vicina ai palcoscenici dell’opera lirica.
Il prossimo 3 luglio all’Arena di Verona non andrà infatti in scena Carmen, come qualcuno aveva inizialmente ipotizzato, ma La Bohème di Giacomo Puccini. Ad aprire il ciclo delle quattro repliche estive sarà proprio l’allestimento firmato da Signorini, che negli ultimi tempi sembra aver trovato nella lirica una nuova dimensione artistica.
La Bohème secondo Alfonso Signorini
L’avventura operistica del conduttore è iniziata ufficialmente nel 2024, quando l’Arena di Verona gli affidò la regia di una nuova produzione de La Bohème per celebrare il centenario della scomparsa di Puccini.
Una scelta che all’epoca aveva sorpreso molti osservatori. Signorini, però, evitò riletture provocatorie e modernizzazioni forzate, scegliendo invece una strada più classica e rassicurante.
La sua Parigi ottocentesca vive attraverso scenografie tradizionali, giochi di trasparenze e atmosfere fedeli allo spirito originale dell’opera. Un approccio rispettoso della partitura che ha conquistato soprattutto il pubblico più tradizionalista.
Dalla televisione alla scrittura
Nel frattempo Alfonso Signorini continua a coltivare anche la sua attività di scrittore. Non è un mistero che uno dei suoi romanzi più recenti, Amami quanto t’Amo, possa presto conoscere una nuova vita sul grande schermo.
L’ipotesi di un adattamento cinematografico circola ormai da tempo e rappresenterebbe un ulteriore tassello nella trasformazione professionale del giornalista e conduttore.
Una seconda vita lontano dal reality
C’è qualcosa di curioso nel percorso di Signorini. Mentre gran parte del pubblico continua a identificarlo con il gossip e i reality show, lui sembra sempre più interessato a costruire un profilo culturale diverso, tra teatro musicale, letteratura e progetti artistici.
La Bohème che tornerà a vivere all’Arena di Verona racconta anche questo: la volontà di essere giudicato non soltanto per gli ascolti televisivi, ma per una passione coltivata lontano dalle telecamere. E, a giudicare dal successo delle precedenti rappresentazioni, il pubblico della lirica sembra averlo accolto senza troppi pregiudizi.
Personaggi e interviste
Barbara d’Urso si riprende il palcoscenico: «Nessuno può togliermi la voce». E la frecciata a Mediaset è servita
Dopo l’addio a Mediaset e mesi di silenzio televisivo, Barbara d’Urso riparte dal teatro con “Barbaramente”. E una frase pubblicata sui social scatena subito le interpretazioni.
Barbara d’Urso non torna in televisione. Almeno per ora. Ma torna a parlare, a raccontarsi e soprattutto a salire su un palcoscenico. La conduttrice ha annunciato sui social il suo nuovo progetto teatrale, intitolato Barbaramente, accompagnando la locandina con una frase che ha immediatamente acceso la curiosità dei fan e degli addetti ai lavori.
«Perché nessuno può togliermi la voce».
Poche parole, ma sufficienti per far partire interpretazioni, retroscena e letture più o meno maliziose.
La rinascita di Barbara d’Urso passa dal teatro
Dopo la brusca separazione da Mediaset e la fine dell’avventura a Pomeriggio Cinque, Barbara d’Urso è rimasta lontana dai riflettori televisivi. In questi mesi il suo nome è tornato spesso nelle cronache, tra indiscrezioni su possibili ritorni e voci di nuovi progetti mai concretizzati.
Ora arriva invece una notizia ufficiale. L’ex regina del pomeriggio televisivo porterà in scena Barbaramente, spettacolo diretto da Chiara Noschese che debutterà il 14 aprile 2027 al Teatro Acacia di Napoli per poi approdare il 19 aprile al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano.
«Nessuno può togliermi la voce»
La frase scelta per accompagnare l’annuncio non è passata inosservata. Per molti rappresenta un riferimento diretto ai difficili rapporti con Mediaset seguiti alla sua uscita dall’azienda.
Negli ultimi anni Barbara d’Urso ha più volte lasciato intendere di avere vissuto con sofferenza quella separazione professionale. E pochi mesi fa è arrivata anche una causa intentata contro Mediaset per un post pubblicato sui social del gruppo che, secondo la conduttrice, avrebbe avuto contenuti offensivi nei suoi confronti.
Per questo motivo, quel «nessuno può togliermi la voce» è stato interpretato da molti come qualcosa di più di una semplice frase promozionale.
La locandina noir e il ritorno della “Barbarella” nazionale
Anche l’immagine scelta per il debutto contribuisce a costruire il racconto. Nella locandina Barbara d’Urso appare in bianco e nero, con il rossetto acceso, una rosa rossa tra le mani e il titolo dello spettacolo in caratteri che richiamano il cinema noir classico.
Un’estetica elegante e vagamente vendicativa, che sembra quasi suggerire una morale non detta: a volte la miglior risposta non arriva con le interviste, ma con il tempo.
E mentre il suo nome continua a circolare tra le indiscrezioni che riguardano Ballando con le stelle e i futuri palinsesti Rai, Barbara d’Urso ha scelto una strada diversa. Il piccolo schermo può attendere. Il sipario, invece, sta già per alzarsi.
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