Televisione
A Mediaset ingresso vietato per la D’Urso… e a Roma qualcuno la vorrebbe in prima serata
Dopo mesi di “esilio dorato” e porte sbarrate anche solo per un cameo, Barbara D’Urso torna a far parlare di sé. La Rai, tra flop e panico da palinsesto, starebbe valutando un clamoroso ritorno in scena. E Pier Silvio? Osserva tutto da lontano.
La regina indiscussa dei pomeriggi trash e delle serate a colpi di “col cuore”, da giugno 2023 è rimasta senza programmi e senza offerte. Neanche un quiz su una rete digitale. Secondo la testata Dagospia, nemmeno la più affettuosa delle “carmelitine” riusciva a trovarle un posticino in video: “vietato l’ingresso, come ai cani”, scrive caustico il portale. Dopo anni di abbracci a ospiti improbabili, casi umani e sguardi in camera da Oscar, Barbara si è ritrovata dietro le quinte della tv italiana. E non certo per scelta artistica. Dalla proscrizione al possibile trionfo, il suo cammino sembra uscito da una sua stessa fiction. La Rai ci penserà fino all’ultimo minuto utile. Ma una cosa è certa: se Carmelita rientra in scena, lo farà con le unghie fatte, il sorriso a mille denti… e, ovviamente, col cuore!
Pier Silvio e la vendetta silenziosa
Il nuovo corso Mediaset firmato Pier Silvio Berlusconi ha detto addio all’eccesso, alla plastica in studio e alla tv urlata. A farne le spese? La vispa Carmelita, che è stata salutata con tanti sorrisi ma zero palinsesti. “Un ciclo che si è chiuso”, ha detto lui. “Certe cose fanno ridere”, ha replicato lei. Gelo. Nel frattempo, anche mamma Rai sembrava voler evitare qualsiasi passo falso diplomatico: perfino una comparsata a Domenica In è sembrata un affronto politico. In sintesi: per la D’Urso, più che tv generalista, sembrava esserci solo la “zona rossa”.
Flop dopo flop, a Saxa Rubra spunta il nome di Barbara
Con un palinsesto in crisi d’identità e ascolti che fuggono più veloci del pubblico giovane, in Rai qualcuno ha fatto un nome che da solo fa titolo, meme e share: Barbara D’Urso. Dopo la chiusura di Ne vedremo delle belle (spoiler: non le abbiamo viste), si cerca una scossa. E chi meglio di lei, regina della diretta e delle sorprese in lacrime? Si parla addirittura di una prima serata o, udite udite, di un possibile passaggio del testimone con Mara Venier a Domenica In. Ma attenzione: Zia Mara giura ogni anno di voler smettere e ogni volta resta salda come un fico d’India in estate!
Remake o vendetta?
Se il ritorno si concretizzerà, sarà qualcosa di più di un semplice ingaggio: sarà il remake della “Barbara Story”, un ritorno da underdog. Una rivincita con paillettes. Ma attenzione: in un mondo tv dove oggi trionfa il low profile, la D’Urso dovrà rivedere un po’ lo stile. Sempre che non decida di tornare proprio con quello: luci sparate, musica drammatica e un “Ciao amici, bentrovati!” da far tremare gli studi di Saxa Rubra.
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Televisione
Fiorello attacca la Rai sul Teatro delle Vittorie: “Un crimine”, ma l’azienda tira dritto sulla vendita
Scontro aperto tra Fiorello e Rai sulla vendita del Teatro delle Vittorie. Lo showman parla di “crimine contro la storia”, mentre l’azienda difende la scelta per motivi economici e strutturali
Il Teatro delle Vittorie diventa terreno di scontro tra memoria e conti economici. Da una parte Fiorello, che non usa mezzi termini e definisce la sua possibile vendita “un crimine contro la storia dello spettacolo italiano”. Dall’altra la Rai, che risponde con una linea fredda e precisa: non è più sostenibile. E così quello che sembrava un passaggio tecnico diventa un caso pubblico, destinato a far discutere.
Fiorello alza la voce: “Un crimine contro la storia”
Lo showman si schiera apertamente contro la decisione dell’azienda di inserire il Teatro delle Vittorie tra gli immobili da dismettere. Un attacco diretto, senza sfumature, che trasforma una scelta gestionale in una questione culturale. Per Fiorello non si tratta solo di mattoni, ma di un simbolo, di un pezzo di storia televisiva e teatrale che rischia di essere sacrificato sull’altare dei bilanci.
La Rai risponde: “Guardiamo al futuro”
La replica della Rai arriva puntuale e non lascia spazio a interpretazioni. La vendita del teatro rientra in un piano immobiliare già deliberato nel 2022 e confermato dall’attuale Consiglio di amministrazione. L’azienda parla di un progetto “unico nella storia Rai” che guarda al futuro, elencando una serie di criticità: costi di gestione elevati, impianti obsoleti, problemi strutturali e limiti legati alla posizione dell’edificio. Il messaggio è chiaro: non si tratta di cancellare la storia, ma di aggiornarla.
Affari Tuoi trasloca e il dibattito si accende
Nel frattempo, proprio al Teatro delle Vittorie si registra Affari Tuoi, destinato però a trasferirsi a Milano nella sede di Corso Sempione, anch’essa coinvolta nel piano di riorganizzazione. Un segnale concreto che la decisione è già in fase avanzata. Ma l’intervento di Fiorello cambia il peso della vicenda, spostandola dal piano tecnico a quello emotivo e mediatico. E a quel punto la domanda non è più solo quanto costa mantenere un teatro, ma quanto vale perderlo.
Televisione
Euphoria 3 divide e scandalizza: Cassie su OnlyFans accende la polemica, “contenuto fetish” o scelta narrativa?
Il debutto della terza stagione riaccende le critiche: la svolta di Cassie su OnlyFans scatena accuse e difese, mentre il regista rivendica la sua visione.
Il ritorno di Euphoria era atteso, ma non certo silenzioso. Dopo quattro anni di pausa, la serie HBO è tornata con una terza stagione che ha subito acceso il dibattito, riportando al centro le sue scelte più estreme. Il primo episodio è bastato per dividere pubblico e critica, confermando quella linea sottile su cui la serie cammina da sempre: tra racconto generazionale e provocazione visiva.
Cassie e la svolta su OnlyFans
Il punto più discusso riguarda il personaggio di Cassie, interpretato da Sydney Sweeney. Nella nuova stagione, ambientata dopo un salto temporale, la giovane intraprende una carriera come content creator su OnlyFans insieme al fidanzato Nate. Una scelta narrativa che ha immediatamente fatto rumore, soprattutto per le modalità con cui viene rappresentata. Nel primo episodio, Cassie è mostrata mentre registra contenuti destinati alla piattaforma per adulti, sequenze che hanno generato una reazione immediata sui social.
Le critiche del pubblico e della critica
Le reazioni non si sono fatte attendere. “Questo non è sviluppo del personaggio, è contenuto fetish. Disgustoso”, scrive un utente, sintetizzando un malessere diffuso tra parte degli spettatori. Anche alcuni critici hanno espresso perplessità, arrivando a definire la serie “un’opera ossessionata dal sesso e allo stesso tempo respinta da esso”. Un’accusa che colpisce al cuore la poetica di Euphoria, da sempre costruita su un equilibrio instabile tra estetica e contenuto.
La difesa del regista
Di fronte alle polemiche, il regista Sam Levinson ha difeso le sue scelte, spiegando che alcune sequenze sono pensate per creare un contrasto e introdurre un elemento di straniamento. L’obiettivo, secondo lui, è evitare che lo spettatore resti intrappolato nella fantasia del personaggio, rompendo l’illusione e mostrando anche l’assurdità di certe dinamiche. Una lettura che prova a spostare il discorso dal piano della provocazione a quello della costruzione narrativa.
Con un solo episodio disponibile, è ancora presto per capire se il pubblico cambierà posizione. Ma una cosa è già chiara: Euphoria continua a essere una delle serie più divisive del momento, capace di far parlare di sé ben oltre lo schermo.
Televisione
Antonella Clerici incorona Andrea Delogu: “È la mia erede, particolare, bella e bravissima”
Clerici punta tutto su Delogu: un’investitura chiara che accende il dibattito sul futuro della televisione italiana.
Quando a parlare è Antonella Clerici, il peso delle parole non è mai casuale. Stavolta la conduttrice va dritta al punto e indica senza esitazioni chi, secondo lei, rappresenta il futuro della televisione: Andrea Delogu. Un’investitura che suona come una dichiarazione d’intenti e che, inevitabilmente, accende il dibattito.
L’investitura senza giri di parole
“Io amo questa donna, quando mi dicono c’è una conduttrice giovane che può essere la tua erede, io dico sempre Andrea Delogu”. Clerici non lascia spazio a interpretazioni e rilancia con una frase ancora più netta: “Io scommetterei su di te perché sei particolare, bella, brava, intelligente, sai fare tutto”. Un endorsement pieno, che fotografa non solo la stima personale, ma anche una visione precisa della tv che verrà.
Andrea Delogu, profilo completo
Il nome di Delogu non è nuovo nel panorama televisivo, ma questa presa di posizione contribuisce a rafforzarne il ruolo. La sua capacità di muoversi tra intrattenimento, radio e progetti diversi viene riconosciuta come un valore aggiunto. Non solo presenza scenica, ma anche versatilità, uno degli elementi che oggi fanno davvero la differenza.
Il futuro della tv passa da qui
Le parole di Clerici aprono inevitabilmente una riflessione più ampia: chi guiderà la televisione nei prossimi anni? L’idea di un’eredità non è solo simbolica, ma racconta un passaggio generazionale già in atto. E se il nome è quello di Andrea Delogu, il messaggio è chiaro.
Nel frattempo, il dibattito è aperto. E le parole di Clerici continuano a risuonare.
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