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Televisione

HBO Max debutta in Italia il 13 gennaio: cosa cambia davvero tra serie cult, sport esclusivo e la fine dell’asse con Sky

Dal 13 gennaio HBO Max sbarca ufficialmente in Italia. La piattaforma di Warner Bros. Discovery porta con sé l’intera library del gruppo, segna la fine della storica collaborazione con Sky e ridefinisce il panorama della pay tv, tra grandi franchise, sport in esclusiva e nuove produzioni originali.

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    Il 13 gennaio segna una data destinata a pesare nel panorama televisivo italiano. In quel giorno debutta ufficialmente HBO Max, la piattaforma di streaming di Warner Bros. Discovery, che arriva nel nostro Paese con un obiettivo chiaro: diventare uno dei player centrali della pay tv e dello streaming, non un servizio complementare.

    Il lancio è accompagnato da un’immagine altamente simbolica, un drago di Game of Thrones, scelta che non è solo grafica ma programmatica. HBO Max punta sulla forza di una library che pochi competitor possono eguagliare, fatta di titoli che hanno segnato la storia della serialità e del cinema contemporaneo.

    Una library che pesa come un franchise

    Il cuore dell’offerta HBO Max è il catalogo. Un catalogo che include alcuni dei franchise più riconoscibili e redditizi dell’immaginario globale: Harry Potter, Superman e Batman, solo per citare i più noti. A questi si affianca l’intero patrimonio HBO, sinonimo di serialità di qualità e riconoscibilità autoriale.

    L’arrivo in Italia non è quindi un semplice “allargamento geografico”, ma l’ingresso di un competitor strutturato, con una massa critica di contenuti in grado di incidere sulle abitudini degli spettatori.

    Addio all’asse Sky–Warner Bros. Discovery

    Uno degli effetti più immediati e concreti del debutto di HBO Max riguarda Sky. La storica collaborazione tra Sky e Warner Bros. Discovery si è ufficialmente conclusa il 1° gennaio, aprendo una nuova fase per entrambi i soggetti.

    Le conseguenze per gli abbonati sono rilevanti. Le nuove serie HBO e i nuovi film Warner in prima visione saranno disponibili esclusivamente su HBO Max. Sky potrà continuare a trasmettere soltanto le nuove stagioni di serie già presenti nel proprio catalogo, ma senza avere i diritti delle stagioni precedenti. In termini pratici, significa che i cofanetti completi delle serie HBO diventano un’esclusiva della nuova piattaforma.

    Un cambiamento che rompe un’abitudine consolidata e costringe il pubblico a ripensare la propria “geografia” dello streaming.

    Lo sport come leva strategica

    Non c’è solo cinema e serialità. L’uscita di Eurosport dal bouquet Sky comporta un altro scossone importante: HBO Max acquisisce diritti sportivi di primo piano. Sulla piattaforma saranno trasmessi integralmente i Giochi Olimpici invernali, l’Australian Open e il Roland Garros.

    È una mossa che posiziona HBO Max non solo come servizio di intrattenimento, ma come hub completo, capace di unire sport e contenuti premium. Un modello che in Italia finora era stato appannaggio quasi esclusivo di Sky.

    Le serie di lancio e i titoli in arrivo

    Il debutto italiano sarà accompagnato da titoli di forte richiamo. Tra i primi contenuti disponibili spicca The Pitt 2, mentre gli abbonati potranno trovare tutte le stagioni di Industry, con la quarta proposta in anteprima.

    Nei giorni successivi arriveranno A Knight of the Seven Kingdoms, nuovo capitolo dell’universo di Game of Thrones, la serie francese The Seduction e Heated Rivalry, ambientata nel mondo dell’hockey su ghiaccio. Sullo sfondo, ma già attesissima, la nuova serie di Harry Potter, prevista per il 2027.

    Le produzioni italiane: non solo importazione

    HBO Max non arriva in Italia come semplice “importatore” di contenuti americani. Tra i titoli legati al nostro Paese figurano Portobello di Marco Bellocchio, con Fabrizio Gifuni, una serie dedicata al femminicidio di Melania Rea e un documentario su Gina Lollobrigida.

    Una scelta che segnala l’intenzione di investire anche nella produzione locale, intercettando il pubblico italiano non solo attraverso grandi marchi internazionali, ma anche con storie radicate nel contesto nazionale.

    Un nuovo equilibrio per la pay tv italiana

    L’arrivo di HBO Max modifica profondamente l’equilibrio del mercato italiano. Non si tratta di un servizio “in più”, ma di una piattaforma che sottrae contenuti, diritti e centralità ad altri operatori. La frammentazione dell’offerta aumenta, ma aumenta anche la specializzazione: ogni piattaforma tende a rafforzare la propria identità.

    Per lo spettatore, questo significa scelte più nette. Non basterà più un solo abbonamento per “avere tutto”. HBO Max entra in scena come polo autonomo, con una proposta che unisce prestigio, nostalgia e strategia industriale.

    Un debutto che non è solo simbolico

    Il 13 gennaio non è una data qualsiasi. È l’inizio di una fase in cui il marchio HBO, per anni filtrato in Italia attraverso altri operatori, si presenta in prima persona. Con il suo catalogo, i suoi diritti sportivi, le sue produzioni originali e un messaggio chiaro: il tempo della mediazione è finito.

    Il resto lo diranno i numeri, le abitudini degli utenti e la capacità della piattaforma di mantenere la promessa implicita del drago: potenza, continuità e dominio del racconto.

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      Televisione

      Lorella Boccia porta gli animali su Rai 2: arriva “Pets – Animali del cuore”, storie vere di affetti, salvataggi e legami

      Si chiamerà Pets – Animali del cuore il nuovo programma di Rai 2 condotto da Lorella Boccia. Le registrazioni sono già partite e la trasmissione racconterà il rapporto profondo tra persone comuni e i loro animali. Un racconto emotivo e accessibile, pensato per la fascia mattutina del weekend. In primavera, per Boccia potrebbe arrivare anche il ritorno alla domenica pomeriggio con Musica Mia.

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        Rai 2 scommette sugli animali e sui sentimenti autentici, e lo fa affidandosi a Lorella Boccia. Il nuovo programma si intitola Pets – Animali del cuore e punta a raccontare un tema che da sempre intercetta un pubblico ampio e trasversale: il legame profondo tra le persone e i loro animali da compagnia.

        Le registrazioni sono partite già il mese scorso e la messa in onda è prevista nella fascia mattutina del weekend su Rai 2. Una collocazione pensata per un pubblico familiare, rilassato, disposto ad ascoltare storie vere, spesso commoventi, ma raccontate senza eccessi o spettacolarizzazioni.

        Storie di animali e persone comuni

        Il cuore del programma sarà costituito da racconti di vita quotidiana. Niente vip, niente celebrità in primo piano, ma persone comuni e i loro animali: cani, gatti e altri compagni di vita che, in molti casi, hanno cambiato il destino dei loro proprietari. Storie di adozioni, salvataggi, rinascite reciproche, momenti difficili superati grazie a una presenza silenziosa ma fondamentale.

        Pets – Animali del cuore si inserisce in un filone televisivo che negli ultimi anni ha dimostrato di funzionare: quello dei programmi capaci di unire emozione e racconto civile, mettendo al centro il rapporto uomo-animale senza trasformarlo in un prodotto urlato o eccessivamente melenso.

        Una scelta coerente con Rai 2

        La scelta di Rai 2 non è casuale. La rete sta da tempo lavorando su un’identità più vicina alle storie, ai linguaggi contemporanei e a un pubblico che cerca contenuti empatici ma sobri. Gli animali, in questo senso, rappresentano un punto di incontro ideale tra intrattenimento e racconto sociale.

        Il programma non si limiterà a mostrare momenti teneri, ma proverà a restituire anche il valore culturale e affettivo degli animali da compagnia, sempre più centrali nelle famiglie italiane. Un modo per parlare indirettamente di solitudine, inclusione, fragilità e cura, senza bisogno di grandi proclami.

        Lorella Boccia, un percorso in evoluzione

        Per Lorella Boccia si tratta di un nuovo tassello in un percorso televisivo in costante evoluzione. Dopo esperienze diverse, tra intrattenimento e musica, la conduttrice sembra orientata verso un racconto più intimo e misurato, lontano dai meccanismi del varietà classico.

        La sua presenza alla guida di Pets – Animali del cuore appare coerente con questa fase professionale: uno stile empatico, diretto, senza sovrastrutture, che si presta bene a un format basato sull’ascolto e sulla relazione.

        Il possibile ritorno con “Musica Mia”

        Ma il futuro di Lorella Boccia su Rai 2 potrebbe non fermarsi qui. In primavera, infatti, non è escluso un suo ritorno alla guida di Musica Mia, il programma musicale che potrebbe tornare in onda la domenica pomeriggio.

        Un doppio impegno che racconta la fiducia della rete e la volontà di valorizzare una conduttrice capace di muoversi tra registri diversi: dal racconto emotivo delle storie di animali al linguaggio più leggero e pop della musica.

        Una tv più gentile, ma non ingenua

        Con Pets – Animali del cuore, Rai 2 prova a presidiare una fascia spesso trascurata, puntando su un’idea di televisione gentile ma non ingenua. Raccontare gli animali significa raccontare le persone, le loro fragilità e i loro bisogni, senza bisogno di artifici narrativi.

        In un panorama televisivo spesso dominato da conflitto e polemica, lo spazio per storie positive, vere e riconoscibili resta una risorsa preziosa. E Rai 2 sembra volerla coltivare, affidandola a un volto che punta sulla semplicità e sull’ascolto.

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          Televisione

          Raz Degan: “Con Paola Barale 14 anni bellissimi. Dalla vita porto solo la luce, il resto lo lascio andare”

          L’attore e regista israeliano ospite di Ciao Maschio, il programma di Nunzia De Girolamo su Rai 1. In un’intervista intima e riflessiva, racconta il suo modo di guardare al passato e parla del grande amore con Paola Barale.

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          Raz Degan

            Ci sono amori che non si dimenticano, anche quando la vita prende strade diverse. Quello tra Raz Degan e Paola Barale è uno di questi: intenso, libero, sotto gli occhi del pubblico ma vissuto sempre con un’aura di autenticità. Oggi, a distanza di anni, Degan ne parla con serenità.

            L’attore israeliano — da tempo lontano dai riflettori italiani — si lascia andare a una riflessione matura sul passato, sull’amore e sulla capacità di lasciar andare.

            “Sono stati 14 anni belli. Porto solo i ricordi belli, tutto il resto lo getto via”, racconta con la calma di chi ha imparato a fare pace con il tempo. “La saggezza è proprio questa: ricordare le perle e buttare via le porcherie”.

            Il ricordo di un grande amore

            Durante la conversazione, De Girolamo gli mostra una vecchia fotografia con Paola Barale, la donna con cui ha condiviso quasi quindici anni di vita. Un’immagine che riaccende il sorriso e i ricordi. “Erano momenti speciali, molto intensi”, spiega Degan. “Lei mi ha insegnato tanto su come funziona questo Paese, e per questo le sarò sempre grato”.

            Con tono pacato, aggiunge: “Quando hai vissuto così a lungo accanto a una persona, è giusto conservare la parte luminosa. Le tempeste passano, ma la luce dei ricordi resta. Ti aiuta a vivere meglio”.

            Le parole di Degan, che da tempo alterna la vita tra l’Italia e il Medio Oriente, riflettono una filosofia semplice e profonda: accettare il passato senza rancore, trasformando ogni esperienza in una forma di gratitudine.

            La lezione di vita

            Sul tema delle relazioni, l’attore — che nel 2017 aveva ritrovato popolarità vincendo L’Isola dei Famosi — sottolinea un concetto che sembra essere diventato il suo mantra: “Nella vita non serve rovinare ciò che è stato. Bisogna portarsi dietro solo la parte che ti ha fatto crescere.”

            Una visione che arriva dopo un lungo percorso personale, fatto di viaggi, introspezione e distacco dalle logiche televisive. Da anni, infatti, Raz Degan vive in modo riservato, dedicandosi ai documentari e a progetti legati alla natura e alla cultura.

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              Redenzione in vista per Diletta Leotta, la vedremo in Don Matteo 14: Amen!

              La popolare conduttrice, apprezzata per la sua spigliatezza ma anche – diciamolo – per la sua avvenenza – entra nella storica fiction Rai per una puntata speciale. Tra podcast, calcio, baby Aria e… una tonaca di troppo, Diletta è ovunque. Anche a Spoleto.

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                La notizia è ufficiale: Diletta Leotta reciterà in Don Matteo 14, accanto a Raoul Bova. Sì, proprio quella Diletta: volto (e corpo) della TV sportiva italiana, conduttrice, influencer da milioni di follower e, da oggi, anche attrice nella fiction che da vent’anni sforna preti, misteri e guest star inaspettate. Dopo aver indossato la giacca da bordo campo e le cuffie da podcast, è tempo di indossare… il copione.

                Un’apparizione (per ora) ma che fa rumore

                La partecipazione sarà limitata a un episodio della nuova stagione, ma basta per mandare in tilt fan e telespettatori affezionati al prete-detective. Quale ruolo interpreterà Diletta? Per ora non si sa, tutto è ancora top secret. Ma tra chi scommette sulla “bella forestiera” e chi ipotizza una giornalista in incognito, una cosa è certa: la Leotta porterà a Spoleto una ventata di biondo platino e share assicurato.

                Don Matteo: da Terence Hill a Belen, ora tocca a Diletta

                Che la fiction di Rai1 ami le belle donne con un pizzico di glamour è cosa nota. Dopo Belen Rodriguez (che fece un’apparizione lampo anni fa), ora è il turno di Diletta. Non è proprio una debuttante: ha già calcato i set cinematografici in 7 ore per farti innamorare e Chi ha incastrato Babbo Natale?, dove se l’è cavata egregiamente. La fiction di casa Rai, però, è un’altra cosa: qui si risolve un caso a settimana e non si sbaglia mai il look nemmeno sotto la pioggia.

                Diletta multitasking: tra calcio, radio e… pannolini

                Se pensate che recitare sia l’unico impegno della Leotta, vi sbagliate. È conduttrice su Dazn, voce di Radio 105, host del podcast Mamma Dilettante e soprattutto mamma della piccola Aria, nata dal matrimonio con il calciatore tedesco Loris Karius. E niente tate stellari: ad aiutarla, c’è la madre. Sì, la nonna, vera manager delle emergenze.

                Da San Siro a Spoleto, il passo è breve

                Perché fermarsi alla panchina quando puoi finire direttamente in parrocchia? Con un curriculum così, Diletta è pronta a tutto, anche a tenere testa a Raoul Bova in tonaca nera. Se la puntata andrà bene (e i social esploderanno, com’è certo), chissà: potremmo ritrovarla a indagare misteri nella canonica con stile, selfie e forse un’intervista da inserire nel suo prossimo podcast.

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