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Quando il ‘Fronte del torto’ è una rissa verbale: la disfatta di Kamalaffemmena e l’ironia di Trump. Torna Perfidia: show a LaC!

Uno spettacolo senza censure, dove la Grippo racconta l’Italia reale senza filtri. Tra appassionati di Trump, politici che si scannano e progressisti disorientati, la trasmissione diventa un’irriverente parodia di chi pensa ancora di rappresentare il “popolo”. Con ironia feroce e standing ovation per il tycoon, Perfidia diventa il salotto scomodo della tv.

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    Perfidia 2, la vendetta. Torna, roboante come un film di Rambo su LaC, la trasmissione più libera della tv italiana. E lo fa con “Fronte del Torto”, una puntata di straordinaria scorrettezza istituzionale, tutta giocata sulla contrapposizione tra l’alchimia di pensiero assolutamente libera di questo talk laico e la rigidezza di quei fronti progressisti che continuano a non voler leggere la realtà condannandosi a restare lontani dalla gente. E quindi a prendere sonore facciate.

    È il caso, in Italia, della sconfitta in Liguria dell’alleanza progressista di Elly Schlein, talmente impegnata a urlare contro il lupo cattivo Toti da non accorgersi dell’avvento di Cappuccetto Rosso Bucci. Ma soprattutto del clamoroso rovescio di Kamala Harris (qui fantasticamente soprannominata Kamalaffemmena sulle note del grande successo di Totò) che, data alla pari nei sondaggi con Trump, ha poi preso alla realtà dei fatti una di quelle scoppole storiche difficili da dimenticare. Perdendo alla grande una partita, in realtà, mai stata in discussione. 

    Il fronte del torto di cui sopra è quello dei novelli Churchill, delle Cassandre di parte, dei media schierati che hanno cannato tutto in uno scontro asimmetrico che – per dirlo alla Grippo maniera – “ha visto da una parte Trump, un leader capace di infiammare le folle, contro l’addetta alla fotocopiatrice della Casa Bianca”. Un paragone forse impietoso, ma nel mirino perfido di Perfidia ci sono i giornalisti schierati, i politologi di parte, gli esperti di sondaggi. Una sconfitta che ha fatto male in usa, ma che brucia parecchio anche qui e che viene letta come il crollo di certa spocchia intellettuale all’italiana.

    Una debacle figlia di quei legami con convenzioni preconfezionate di certa sinistra, che ha puntato tutto su concetti intellettualoidi e pseudofilosofici del porsi contro “er puzzone” Trump – elevato a simbolo dell’anti democraticità, del machismo sessista, del macchiettismo politico – per poi scoprire che, alla fine, hanno votato per lui anche donne, neri e ragazzini. Insomma, un Fronte del Torto che ha perso il contatto con la realtà, impegnato a confezionare feticci negativi senza rendersi conto che la gente vive e non filosofeggia.

    E vuole essere lasciata libera di pensare e di pensarsi come vuole al di là di muri ideologici precostruiti. “Lasciateci decidere con la nostra testa” è, in fondo, la filosofia di cui la bionda conduttrice è sacerdotessa consacrata.

    Tanto più che, quatta quatta, la Grippo riesce nella straordinaria impresa di costruire un’intera trasmissione sulla verità irrinunciabile della politica: lo sport favorito è saltare sul carro… del vincitore. E l’elegia di Trump in studio, a tratti, sarebbe persino imbarazzante per Fox News, sfiorando toni da santificazione in vita. E su questo non c’è Perfidia che tenga.

    Ovvio che a cantare le lodi sperticate del tycoon, come una squadra di ragazze pon pon, ci sia il vice presidente leghista del Senato, Gian Marco Centinaio, che – collegato con lo studio – alla fine mette da parte il suo aplomb istituzionale, ammettendo che “con Salvini abbiamo goduto parecchio”. Un’uscita che sintetizza dieci minuti di discorsi.

    In fondo, come dice la conduttrice facendo sobbalzare qualche perbenista del divano, sarebbe bastato ascoltare il rutto di un meccanico dell’Illinois davanti a una birra o le chiacchiere di due estetiste del Nebraska per capire che Trump avrebbe vinto a valanga. E la Grippo nella sua disanima ironica e maligna è come al solito convincente, divertente e divertita.

    Questa volta il cast chiamato a confrontarsi con l’argomento – non filologicamente facilissimo – della serata è variegato. Ad accapigliarsi in studio come wrestler in una puntata che non ha risparmiato colpi bassi da una parte e dall’altra ci sono Riccardo Tucci del Movimento Cinque Stelle, il senatore Ernesto Rapani di Fratelli d’Italia e il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi.

    Ed è proprio tra gli ultimi due che si scatena una scazzottata verbale che – più che dell’iconico Marlon Brando di Fronte del porto – sembra degna di Bud Spencer e Terence Hill. Al centro del contendere c’è il no della multinazionale americana Baker Hughes a un investimento in quel di Corigliano. E volano spintoni, cazzotti e dita negli occhi (figurati, ovviamente) più che in Mortal Kombat tra i due politici che si amano quanto Willy il Coyote e Beep Beep.

    Una rissa verbale che persino una domatrice esperta come la Grippo fatica a contenere. E alla fine è il nerboruto campione della destra meloniana – un autentico “bello che non balla” visto che si rifiuta di cantare e di ballare in pubblico– che, nonostante un due contro uno a tratti feroce, riesce a mettere il rivale al tappeto con una stoccata finale: “non è riuscito neppure a cantare bene, è stonato…”. Una chiusura che, almeno per la divertente gara canora in studio dell’X Factor della politica, mette una pietra tombale sulla discussione. Alla fine, Stasi si consola con le coccole figurate di Antonella Grippo, che lo elegge a prossimo candidato anti-Occhiuto alle regionali calabresi.

    C’è poco spazio per la giornalista Monica Maggioni, complice un collegamento instabile. A mettere a posto le cose come un’apparizione scesa dal cielo di una politica d’antan, nostalgicamente distante nei modi e nei linguaggi, ecco l’arché, l’a priori democristiano Clemente Mastella. Qui si entra nella scienza esatta, nel machiavellismo elevato a modus vivendi, nella gara per l’Oscar del sapersela giocare sempre con buone possibilità di vittoria.

    Cinquant’anni di esperienza nel restare al centro dell’agone parlano per lui, e tutti tacciono: “Il fronte del torto del centrosinistra perde perché non c’è una regia. Quando si combatte si deve andare avanti tutti insieme, non si può concepire che, se si va alla guerra, qualcuno dica: ‘tu sì, tu no’. Qui c’è gente che se dorme nello stesso letto non riesce a sognare le stesse cose”.

    Parla la politica, quella con la P maiuscola, e Mastella sospira con un sorriso: “Se siamo stati insieme io e Bertinotti…”. Peccato, però, che Mastella cada sul più bello, annunciando di correre in Campania da solo, con una sua lista, “Contro De Luca”. E mò? Tutti i bei discorsi dove vanno a finire? Mistero di una politica cinicamente concentrata come le pastiglie per la lavastoviglie. Ma poi Mastella si lascia convincere a cantare “Il cielo in una stanza” e dimostra pure di essere il più intonato. Standing ovation!

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      Televisione

      Elisa Isoardi, bufera per il toto-morti nella redazione di Bar Centrale: nella lista anche Mattarella e Sophia Loren. Le scuse tra le lacrime

      Da Lino Banfi a Liliana Segre, passando per Adriano Celentano e Sergio Mattarella: la lista del toto-morti finisce su Instagram e travolge Elisa Isoardi, che si scusa pubblicamente. «Non l’ho scritta io, ma me ne assumo la responsabilità».

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      Elisa Isoardi, bufera per il toto-morti nella redazione di Bar Centrale: nella lista anche Mattarella e Sophia Loren. Le scuse tra le lacrime

        Una fotografia apparentemente innocente, pubblicata sui social per mostrare il dietro le quinte di una trasmissione televisiva, si è trasformata in un clamoroso incidente per Elisa Isoardi e la redazione di Bar Centrale. Sullo sfondo dell’immagine, infatti, compariva una lavagna con un elenco di 22 personaggi famosi, inseriti in quello che viene definito un «toto-morti», una sorta di macabro gioco nel quale si prova a indovinare chi morirà nel corso dell’anno. Una scoperta che ha scatenato le polemiche, soprattutto perché tra i nomi figuravano alcuni dei personaggi più amati e rappresentativi della cultura e delle istituzioni italiane.

        Dopo le reazioni suscitate dalla fotografia, la conduttrice ha deciso di intervenire pubblicamente, affidando ai social un messaggio di scuse nel quale ha riconosciuto la gravità dell’accaduto, pur precisando di non essere stata lei a compilare l’elenco. «Non era nostra intenzione offendere», ha spiegato Isoardi, che ha raccontato di aver trascorso una notte difficile dopo la diffusione dell’immagine.

        Elisa Isoardi e il toto-morti: sulla lavagna anche Mattarella, Liliana Segre e Sophia Loren

        A provocare le reazioni più dure è stata soprattutto la presenza di nomi che appartengono alla storia dello spettacolo, della musica, dello sport e delle istituzioni italiane. Nell’elenco comparivano infatti Lino Banfi, Renzo Arbore, Sophia Loren, Mogol, Liliana Segre, Adriano Celentano e Mina, insieme a Roberto Vecchioni, Vittorio Sgarbi, Giovanni Allevi, Sergio Mattarella, Paolo Conte e Dino Zoff.

        La lavagna si trovava nella redazione di Bar Centrale ed è diventata visibile al pubblico attraverso una fotografia condivisa dalla stessa Isoardi. Il particolare, inizialmente passato inosservato, ha attirato l’attenzione degli utenti, che hanno riconosciuto la natura dell’elenco e cominciato a discuterne sui social.

        Il cosiddetto dead pool, conosciuto anche come toto-morti, è un gioco di cattivo gusto che consiste nel formulare previsioni sulla morte di personaggi conosciuti. La presenza di una simile lista negli ambienti di una trasmissione televisiva ha inevitabilmente sollevato interrogativi sull’opportunità dell’iniziativa, indipendentemente dal fatto che fosse stata pensata come uno scherzo privato.

        «Una notte insonne e molte lacrime»: le scuse pubbliche della conduttrice

        Di fronte alla polemica, Elisa Isoardi ha scelto di non ignorare l’accaduto e ha pubblicato un messaggio nel quale ha espresso il proprio dispiacere per la diffusione della fotografia. Le sue parole descrivono una reazione emotiva particolarmente intensa, accompagnata dalla consapevolezza di aver contribuito, seppure involontariamente, a rendere pubblico un contenuto offensivo.

        «Cari tutti, dopo una notte insonne e dopo molte lacrime versate trovo finalmente la forza di parlare», ha scritto la conduttrice, riconoscendo che l’immagine aveva mancato di rispetto ad amici e personalità della cultura italiana.

        Isoardi ha attribuito l’errore alla rapidità con cui spesso vengono realizzati e pubblicati i contenuti destinati ai social, dove una fotografia può essere condivisa senza che ogni particolare dello sfondo venga controllato con la necessaria attenzione. La conduttrice ha parlato di un incidente legato alla «fretta comunicativa dei social», ribadendo che non esisteva alcuna volontà di offendere le persone coinvolte.

        «Quella lista non l’ho scritta io, ma me ne assumo la responsabilità»

        Uno dei passaggi più importanti delle scuse riguarda la paternità dell’elenco. Elisa Isoardi ha infatti chiarito di non aver partecipato personalmente alla compilazione dei 22 nomi, pur riconoscendo la propria responsabilità per aver diffuso la fotografia che li rendeva visibili.

        «Quell’elenco non è stato stilato da me, ma ugualmente me ne assumo interamente la responsabilità. Perché è giusto così», ha dichiarato, scegliendo di non scaricare l’accaduto su altre persone della redazione.

        La precisazione distingue due aspetti della vicenda: da una parte la presenza della lavagna negli ambienti di Bar Centrale, dall’altra la sua diffusione attraverso il profilo social della conduttrice. Isoardi non ha indicato chi abbia materialmente compilato la lista e, nelle dichiarazioni riportate, non ha fornito ulteriori dettagli sulle circostanze nelle quali sarebbe nata l’iniziativa.

        Bar Centrale travolto dalle polemiche: quando una foto sui social diventa un caso

        La vicenda dimostra quanto un particolare apparentemente secondario possa trasformare un contenuto pubblicato sui social in una polemica nazionale. In questo caso, a rendere particolarmente delicata la situazione è stata la natura stessa dell’elenco, che accostava nomi di persone viventi a un gioco basato sulla previsione della loro morte.

        La presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della senatrice a vita Liliana Segre e di personalità molto amate come Sophia Loren e Lino Banfi ha contribuito ad amplificare le reazioni, trasformando quella che poteva essere considerata una battuta interna alla redazione in una questione di rispetto nei confronti delle persone citate.

        Le scuse di Elisa Isoardi rappresentano il primo tentativo di chiudere la controversia, ma lasciano aperta una domanda sulla presenza di quella lavagna negli ambienti della trasmissione. La conduttrice ha riconosciuto l’errore nella pubblicazione e ha assicurato che non esisteva alcuna intenzione offensiva, mentre resta da chiarire chi abbia ideato il macabro elenco e perché fosse esposto in redazione.

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          Televisione

          Stefano De Martino, la morte del padre dietro il sì a Sanremo 2027: «Ho capito che non posso più aspettare». E spunta l’ipotesi di due vincitori

          Dalla perdita del padre alla decisione di accettare la sfida dell’Ariston, Stefano De Martino si racconta senza filtri. E tra le novità del Festival spunta una serata che potrebbe portare a due vincitori diversi.

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          Stefano De Martino, la morte del padre dietro il sì a Sanremo 2027: «Ho capito che non posso più aspettare». E spunta l'ipotesi di due vincitori

            Dietro la decisione di Stefano De Martino di condurre Sanremo 2027 c’è una ferita personale che ha cambiato profondamente il suo modo di guardare alla vita. La morte del padre gli ha fatto comprendere quanto sia importante non rimandare le occasioni, soprattutto quando la paura di non essere all’altezza rischia di diventare un ostacolo. Il volto di Affari Tuoi ne ha parlato durante un incontro pubblico a Roma, raccontando le ragioni che lo hanno convinto ad accettare la conduzione e la direzione artistica del Festival, dopo aver escluso questa possibilità appena un anno fa.

            «Nella mia vita è successo qualcosa che ti fa capire che non sempre abbiamo il tempo di fare una cosa. E allora ho detto sì», ha spiegato De Martino, lasciando emergere quanto la perdita del padre abbia inciso sulle sue scelte. «Ti guardi intorno e ti dici: ma cosa sto aspettando in realtà? Forse era il timore di non essere all’altezza, ma è un esame che devi dare se vuoi fare questo mestiere».

            Stefano De Martino e la morte del padre: perché ha cambiato idea su Sanremo

            Fino a poco tempo fa, Stefano De Martino sembrava intenzionato a tenersi lontano dal palco dell’Ariston, almeno nelle vesti di conduttore. Oggi, invece, si prepara a raccogliere una delle eredità televisive più impegnative, consapevole che il Festival rappresenta un passaggio decisivo della sua carriera. Sul cambiamento di posizione scherza con una battuta che racconta anche il suo carattere: «Io amo contraddirmi. La contraddizione è la più grande forma di espressione».

            A convincerlo, oltre alla nuova consapevolezza personale, è stata la fiducia dei vertici Rai. «Quando ho capito che tutta la Rai era d’accordo mi sono sentito di dire sì», ha raccontato, ammettendo con grande franchezza che questa opportunità conta probabilmente più per lui che per l’azienda. «Sicuramente serve ancora di più a me il Festival, che il contrario. Un’altra soluzione la Rai l’avrebbe trovata, io difficilmente avrei trovato qualcosa della stessa rilevanza».

            Sanremo 2027, la novità che potrebbe cambiare tutto: due vincitori diversi

            Tra le anticipazioni sul Festival, quella destinata a far discutere maggiormente riguarda la possibilità di avere due vincitori differenti, uno della competizione tradizionale e uno della nuova serata performance. Secondo quanto illustrato da De Martino, quest’ultima dovrebbe assegnare anche il diritto di partecipare all’Eurovision Song Contest, aprendo uno scenario completamente nuovo per la manifestazione.

            «Potrebbe accadere che si determineranno due vincitori diversi», ha spiegato il conduttore. «Magari il vincitore della serata performance, che poi andrà a Eurovision, sarà diverso dal vincitore del Festival». Si tratta di un’ipotesi che, se confermata nel regolamento definitivo, potrebbe modificare sensibilmente il rapporto tra la vittoria sanremese e la rappresentanza italiana alla competizione europea.

            De Martino immagina un Festival capace di parlare a un pubblico molto ampio, senza inseguire necessariamente ogni tendenza del momento. La sua ambizione è costruire uno spettacolo «popolare» e non «populista», cercando anche di avvicinare maggiormente i risultati della gara al successo che le canzoni ottengono successivamente sulle piattaforme musicali e durante i concerti.

            Il modello Pippo Baudo e la battuta sul cardiochirurgo

            Per affrontare una sfida tanto importante, De Martino guarda a Pippo Baudo, considerato un punto di riferimento per la capacità di dare ogni anno al Festival una precisa identità. Il principio al quale vuole ispirarsi è semplice: «Metodo Baudo: fai il tuo Sanremo e divertiti».

            Il conduttore non nasconde la responsabilità di guidare una manifestazione seguita da milioni di telespettatori, ma preferisce ridimensionare le tensioni che tradizionalmente accompagnano la settimana sanremese. «È una gara di cantanti e alla fine ne vince uno», ha osservato, aggiungendo una battuta destinata a diventare uno dei passaggi più commentati del suo intervento: «Se volevo una responsabilità facevo il cardiochirurgo».

            Quanto alla possibilità che gli artisti affrontino argomenti politici sul palco, De Martino non intende imporre limitazioni preventive. «Tutto è politica ed è giusto che anche un palco come Sanremo venga giudicato per quello che si dice», ha dichiarato, rivendicando la volontà di lasciare spazio a sensibilità e opinioni differenti.

            «A 50 anni non mi vedo in televisione»: la confessione sul futuro

            A sorprendere, però, è anche il modo in cui Stefano De Martino immagina il proprio futuro professionale. Nonostante il successo di Affari Tuoi e l’imminente debutto alla guida del Festival, il conduttore non sembra intenzionato a trascorrere tutta la vita davanti alle telecamere. «Non mi immagino a 50 anni di condurre in televisione», ha confessato, spiegando che ciò che lo appassiona maggiormente è la costruzione creativa di un programma, quando le idee devono ancora trasformarsi in uno spettacolo.

            «La cosa che più mi affascina è poter dire “da oggi io divento quest’altra cosa” e poi riuscirci», ha aggiunto, lasciando aperta la possibilità di un futuro lontano dalla conduzione tradizionale. Per il momento, tuttavia, tutte le energie sono concentrate su Sanremo, tra la preparazione delle serate e l’ascolto delle canzoni in gara. «Io già piango, ballo, rido su della musica che ho il privilegio di ascoltare in anteprima», ha raccontato.

            Un entusiasmo che accompagna una scelta professionale importante, maturata in un momento particolarmente delicato della sua vita. Perché dietro il prossimo Festival di Stefano De Martino ci sarà anche la consapevolezza, acquisita dopo la morte del padre, che aspettare il momento perfetto può significare perdere un’occasione che non tornerà.

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              Televisione

              Selvaggia Lucarelli incontra Stefano De Martino e lo provoca: «Ti saluto per educazione». Lui la gela: «Essere sopravvissuto a te è una medaglia»

              Il siparietto alla festa del 1° ottobre a Milano diventa virale. De Martino scherza sulla fama polemica della giornalista, che in passato aveva stroncato il suo debutto ad Affari Tuoi salvo poi ammettere di essersi clamorosamente sbagliata.

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              Selvaggia Lucarelli incontra Stefano De Martino e lo provoca: «Ti saluto per educazione». Lui la gela: «Essere sopravvissuto a te è una medaglia»

                Il siparietto alla festa del 1° ottobre a Milano diventa virale. De Martino scherza sulla fama polemica della giornalista, che in passato aveva stroncato il suo debutto ad Affari Tuoi salvo poi ammettere di essersi clamorosamente sbagliata.

                Stefano De Martino può vantare un piccolo primato nel mondo dello spettacolo italiano: essere uno dei pochi personaggi famosi che non hanno mai litigato davvero con Selvaggia Lucarelli. E a quanto pare il conduttore di Affari Tuoi considera questa circostanza un autentico motivo d’orgoglio, tanto da definirla addirittura una medaglia. Il divertente scambio di battute tra i due è avvenuto il 1° ottobre, durante una festa al Teatro Manzoni di Milano, dove la giornalista si è presentata insieme al compagno Lorenzo Biagiarelli.

                A immortalare l’incontro è stato il paparazzo Claudio Mangiarotti, che ha successivamente pubblicato il filmato sui social. Pochi secondi di conversazione, sufficienti però a mostrare come De Martino sappia rispondere alle provocazioni senza perdere il sorriso. Soprattutto quando dall’altra parte c’è una giornalista che, nel corso degli anni, non gli ha certo risparmiato qualche giudizio poco lusinghiero.

                Selvaggia Lucarelli provoca De Martino: «Ti saluto per educazione»

                Il siparietto comincia con un saluto apparentemente innocente, al quale Selvaggia Lucarelli decide di aggiungere immediatamente una delle sue battute. «Ti saluto per educazione», dice rivolgendosi a Stefano De Martino, lasciando intendere scherzosamente che tra loro non corra proprio buon sangue.

                Il conduttore non si lascia sorprendere e replica immediatamente: «Addirittura?! Stiamo a questi livelli? Quindi abbiamo litigato e non lo so?». Una risposta che costringe Lucarelli a chiarire il senso della provocazione, ammettendo che, in realtà, il presentatore appartiene a una categoria piuttosto ristretta di personaggi televisivi.

                «Litigato? No, guarda, tu sei uno dei pochi con cui non è successo», precisa la giornalista, riconoscendo con autoironia la propria fama di protagonista di discussioni e polemiche pubbliche.

                A quel punto De Martino coinvolge nella conversazione anche Lorenzo Biagiarelli, presente accanto alla compagna, e decide di approfittare dell’occasione per regalarsi una battuta che sembra quasi una piccola rivincita.

                «Sono uno dei pochi superstiti»: la risposta di Stefano De Martino

                «È vero, sono uno dei pochi superstiti, ma sapete che per me questa cosa è una medaglia?», commenta divertito Stefano De Martino, trasformando il mancato litigio con Selvaggia Lucarelli in una sorta di riconoscimento alla carriera.

                La battuta funziona proprio perché gioca sulla reputazione della giornalista, conosciuta per le critiche spesso molto dure rivolte a personaggi televisivi, influencer e protagonisti dello spettacolo. De Martino, invece di mostrarsi infastidito, sceglie di scherzarci sopra, dimostrando una certa abilità nel gestire anche le provocazioni più impreviste.

                L’incontro si conclude in un clima disteso, senza ulteriori frecciate. Il conduttore saluta i presenti e si dirige all’interno del teatro, lasciandosi alle spalle una conversazione che, una volta pubblicata online, ha attirato l’attenzione degli appassionati di gossip televisivo.

                Quando Selvaggia Lucarelli bocciò Affari Tuoi e poi dovette ricredersi

                A rendere ancora più interessante il siparietto è un precedente che riguarda proprio la carriera di Stefano De Martino. Quando il conduttore debuttò alla guida di Affari Tuoi, nel 2024, Selvaggia Lucarelli espresse un giudizio decisamente negativo sulle sue capacità di gestire il programma.

                Dopo aver visto soltanto le prime due puntate, la giornalista scrisse un articolo nel quale sosteneva che De Martino non fosse adatto a quel ruolo. Una valutazione che il successivo andamento dello show avrebbe finito per smentire e sulla quale la stessa Lucarelli è tornata pubblicamente, ammettendo di aver avuto troppa fretta nel formulare il proprio giudizio.

                «Con quell’ansia di dare il giudizio troppo presto. Arriva Stefano De Martino ad Affari Tuoi e dopo le prime due puntate ho detto: “Non lo sa fare e non è il lavoro suo”», ha raccontato, spiegando di aver voluto anticipare gli altri commentatori con una valutazione netta.

                La giornalista ha poi riconosciuto l’errore, ricordando il titolo del proprio articolo, «Stefano De Martino non funziona», e interrogandosi ironicamente sui risultati ottenuti successivamente dal presentatore.

                De Martino si prende la rivincita senza bisogno di litigare

                Il successo di Stefano De Martino alla conduzione di Affari Tuoi ha rappresentato una delle sorprese televisive degli ultimi anni. Dopo le perplessità iniziali, il presentatore è riuscito a consolidare la propria posizione nel palinsesto di Rai1, conquistando un pubblico che inizialmente qualcuno dubitava potesse convincere.

                Tra gli scettici c’era anche Selvaggia Lucarelli, che però ha avuto il merito di riconoscere pubblicamente il proprio errore. Una circostanza che rende il loro incontro milanese ancora più curioso, perché dietro le battute si intravede una storia di giudizi severi, risultati televisivi e successive ammissioni.

                De Martino avrebbe potuto approfittare dell’occasione per ricordare alla giornalista quella vecchia stroncatura, ma ha preferito una strada decisamente più elegante, scherzando sulla propria sopravvivenza alle polemiche di Selvaggia.

                E forse è proprio questa la piccola vittoria del conduttore: essere riuscito a far sorridere una delle critiche più temute della televisione italiana senza trasformare l’incontro nell’ennesimo litigio da social. Per uno che considera una medaglia non aver mai discusso con Lucarelli, non è un risultato da poco.

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                  L'arte delle crêpes francesi perfette: ingredienti, dosi esatte e il segreto del riposo per cialde imbattibili
                  Cucina5 ore ago

                  L’arte delle crêpes francesi perfette: ingredienti, dosi esatte e il segreto del riposo per cialde imbattibili

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