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Televisione

Sandokan vola negli ascolti ma naufraga nel resto: il remake che tradisce Salgari e offende il mito della Tigre della Malesia

Can Yaman inespressivo, Yanez trasformato in una macchietta, personaggi snaturati e sceneggiatura piena di forzature. Il ritorno della Tigre della Malesia, atteso per cinquant’anni, si trasforma in un’operazione senza anima, dove l’estetica batte la sostanza e la magia salgariana evapora.

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    Il dato nudo e crudo è impressionante: quasi sei milioni di spettatori e uno share che sbriciola la concorrenza. Un trionfo, sulla carta. Ma se si va oltre la curva degli ascolti, il nuovo Sandokan appare per quello che è: un’operazione patinata che somiglia più a una telenovela turca girata sul Tirreno che al capolavoro salgariano amato da generazioni. Le spiagge di Lamezia, bellissime, fanno il loro dovere. Il resto arranca.

    Can Yaman, scelto come protagonista, entra in scena con lo stesso entusiasmo di chi deve sostenere un esame senza aver aperto il libro. Bello, sì, instagrammabile anche, ma impacciato, rigido, incapace di restituire un grammo dell’intensità selvaggia del personaggio nato dalla penna di Emilio Salgari. Ci prova con lo sguardo feroce, ma il risultato è una Tigre della Malesia che sembra imitare sé stessa, come un bambino a una recita scolastica.

    Non va meglio con Alessandro Preziosi, un Yanez da Gomera trasformato in comico involontario. Faccine, smorfie, battute fuori tempo: il compagno di mille avventure di Sandokan diventa una caricatura, un guizzo sopra le righe che smonta qualsiasi tensione narrativa. Marianna, ribattezzata Lady Maryam, è riscritta in chiave proto-femminista per ragioni che nulla hanno a che fare con il personaggio originale. Tutto è ritoccato, ribaltato, ricalibrato come se Salgari fosse un autore qualunque da aggiornare per compiacere l’algoritmo.

    Il risultato è un racconto che non scorre, non vibra, non emoziona. È un lungo tentativo di modernizzare ciò che non andava toccato, con la presunzione tipica di chi crede che basti aggiungere qualche dramma sentimentale e una dose abbondante di CGI per ricreare la magia. Ma Sandokan non è mai stato un esercizio di stile: era un mondo incantato, un’epica dell’avventura, un romanzo da maneggiare in punta di piedi. Qui, invece, i personaggi vengono svuotati, la trama appesantita da trovate discutibili e persino la tigre appare come un pupazzo spaesato.

    Il paradosso è che l’impegno produttivo è evidente: mezzi importanti, scenari spettacolari, ambizioni internazionali. Ma quando manca il cuore, tutto il resto diventa accessorio. Il vero problema non è la scelta di un attore turco per interpretare un principe malese; non è neppure la Calabria al posto del Borneo. È il tradimento dell’anima. È l’aver confuso l’omaggio con la riscrittura, l’avventura con il feuilleton, l’incanto con la posa.

    A questo punto non resta che arrendersi all’evidenza: Sandokan meritava amore, non un lifting narrativo. Per chi è cresciuto leggendo Salgari, questa non è nostalgia. È delusione pura. E non c’è share che possa salvarla.

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      Televisione

      Gene Gnocchi punge Citofonare Rai2: “Non ci vede nessuno”, Perego replica e i dati gelano lo studio

      Gene Gnocchi ironizza sugli ascolti di Citofonare Rai2, ma Paola Perego ribatte in diretta. I numeri però parlano chiaro: 285 mila spettatori e il 3,7% di share accendono il dibattito

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        A volte basta una battuta per trasformare un momento televisivo in un piccolo caso mediatico. È quello che è successo durante Citofonare Rai2, dove Gene Gnocchi ha lanciato una frecciata che, tra ironia e realtà, ha centrato un nervo scoperto: gli ascolti.

        “Non ci vede nessuno”: la battuta che fa rumore
        Con il suo stile diretto e tagliente, Gnocchi ha commentato senza troppi giri di parole: «Non ci vede nessuno, i dati sono questi». Una frase pronunciata con il sorriso, ma che fotografa una situazione non proprio brillante per il programma. In studio il clima resta leggero, ma il riferimento agli ascolti è tutt’altro che casuale.

        La risposta di Paola Perego: ironia contro ironia
        A raccogliere la provocazione è Paola Perego, che replica immediatamente: «…qualcuno ci ha visto!». Una risposta pronta, giocata sullo stesso registro ironico, che prova a smorzare il colpo e a mantenere il tono della trasmissione. Ma il botta e risposta, inevitabilmente, accende l’attenzione.

        I numeri che non aiutano: share e spettatori
        Dietro le battute, però, restano i dati. L’ultima puntata di Citofonare Rai2 ha registrato 285.000 spettatori con il 3,7% di share. Numeri che spiegano perché una semplice frase possa trasformarsi in titolo e aprire una riflessione più ampia sulla tenuta del programma. Tra autoironia e realtà, la televisione continua a raccontarsi anche così, in diretta.

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          Televisione

          Belén Rodriguez si riprende tutto: pace con gli ex, ritorno in tv e il sogno Isola che profuma di rivincita totale

          La showgirl argentina archivia anni complicati, ritrova l’armonia con Stefano De Martino e Antonino Spinalbese e si rilancia in grande stile tra Sanremo, Amici e i rumors sull’Isola dei famosi.

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            Belén Rodriguez sembra aver ritrovato il suo baricentro. E questa volta non è solo una questione di immagine, copertine o apparizioni televisive. C’è qualcosa di più profondo nel momento che sta vivendo la showgirl argentina: una serenità riconquistata, quasi ostentata senza bisogno di proclami, che passa dalla famiglia, dal lavoro e da quella sensazione di aver rimesso insieme i pezzi dopo anni di turbolenze, silenzi e schermaglie.

            Belén Rodriguez e la pace ritrovata con gli ex

            La fotografia più eloquente arriva dal compleanno di Santiago, che ha spento tredici candeline nella nuova casa milanese della madre. Attorno a lui, una scena che fino a poco tempo fa sarebbe sembrata quasi fantascienza del gossip: Belén, Stefano De Martino, i familiari di lui e perfino Antonino Spinalbese, padre di Luna Marì. Tutti presenti, tutti sorridenti, tutti apparentemente in equilibrio. Un piccolo miracolo mondano che racconta più di mille interviste. Dopo anni di incomprensioni e frecciate, la famiglia allargata sembra avere trovato una formula meno tossica e molto più adulta. E non è poco, soprattutto per una donna che per anni si è vista raccontare più per i suoi inciampi sentimentali che per la capacità di rialzarsi.

            Il ritorno in tv tra Sanremo e Amici

            Ma la rinascita di Belén Rodriguez non si ferma alle mura domestiche. Anche sul fronte professionale il vento sembra cambiato. Dopo un periodo opaco, segnato da una crisi personale e da un allontanamento dalla tv generalista, Belén ha rimesso piede dove conta davvero. Prima Sanremo, sul palco che l’aveva consacrata quattordici anni fa, con un’apparizione che sapeva insieme di nostalgia e rivincita. Poi Amici, con un ritorno che molti hanno letto come il segno di una ritrovata sintonia con Maria De Filippi. Due passaggi che, messi insieme, raccontano una cosa molto semplice: Belén è tornata spendibile, desiderabile, centrale.

            L’Isola dei famosi può essere il colpo grosso

            E adesso arriva il rumor che pesa davvero. Secondo le indiscrezioni, potrebbe essere proprio lei a guidare la prossima edizione dell’Isola dei famosi, prevista in estate in una formula rinnovata. Se così fosse, sarebbe molto più di un nuovo incarico: sarebbe il sigillo perfetto su una stagione di rinascita personale e televisiva. Perché Belén, nel bene e nel male, resta uno di quei personaggi che non passano mai davvero di moda. Cambiano i contesti, cambiano gli uomini, cambiano le ferite, ma lei resta lì, capace di rientrare in scena quando molti la davano già ai margini. E forse è proprio questo che la rende ancora così osservata, chiacchierata e, inutile negarlo, invidiata.

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              Televisione

              Antonella Clerici spiazza tutti: “Ancora un anno in Rai, poi decido io”, parole che sanno di svolta

              Tra lavoro incessante e voglia di scegliere, Antonella Clerici racconta il suo presente al BSMT: un anno di contratto con la Rai e poi la libertà di decidere cosa fare davvero.

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                Antonella Clerici non ama i giri di parole, e quando parla del suo futuro lo fa con quella lucidità che arriva solo con il tempo. Ospite del podcast Passa dal BSMT di Gianluca Gazzoli, la conduttrice ha messo sul tavolo una verità semplice ma potente: il suo rapporto con la Rai potrebbe cambiare presto. Non per rotture o polemiche, ma per una scelta personale, ponderata, quasi inevitabile.

                Antonella Clerici tra lavoro e stanchezza

                “Lavoro sei giorni su sette”. Una frase che racconta più di qualsiasi backstage televisivo. Dietro il sorriso e la presenza costante sul piccolo schermo, c’è una routine intensa, fatta di impegni continui e ritmi che non lasciano molto spazio al resto. Clerici non si lamenta, ma fa capire chiaramente che il peso si sente.

                E proprio da qui parte la riflessione. Perché dopo anni di carriera ai massimi livelli, arriva un momento in cui la domanda non è più “cosa posso fare?”, ma “cosa voglio davvero fare?”.

                Il futuro in Rai resta un’incognita

                La notizia è tutta lì: “Ho ancora un anno di contratto con la Rai, poi deciderò”. Nessuna chiusura, nessun addio annunciato, ma nemmeno una conferma scontata. Una frase che lascia aperte tutte le possibilità e che, inevitabilmente, accende il dibattito.

                Clerici non parla di stanchezza come limite, ma come consapevolezza. Sa di poter continuare, ma vuole farlo alle sue condizioni. E in un mondo come quello della televisione, dove spesso si resta finché si può, questa è già una piccola rivoluzione.

                La libertà di scegliere passo dopo passo

                “La bellezza dell’età è scegliere passo dopo passo cosa si può ancora fare”. È forse questa la frase che riassume tutto. Non un addio imminente, ma una nuova fase. Più libera, più selettiva, più personale.

                Il pubblico ascolta, i fan si interrogano, la tv osserva. Perché quando una figura come Antonella Clerici lascia intendere che potrebbe cambiare rotta, non è mai una semplice dichiarazione. È l’inizio di qualcosa. E questa volta, la decisione sarà tutta sua.

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