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Televisione

Staffelli non ci sta… e, in sua vece, fa parlare il popolare Tapiro di Striscia

Dopo l’incontro con il giudice di Ballando, il “Tapiro d’oro” (per voce dell’inviato di Antonio Ricci) ha deciso di dare la sua personale versione dei fatti.

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    Il Tapiro – sì, proprio lui – non ha per nulla apprezzato le dichiarazioni di Mariotto rilasciate al settimanale Diva e Donna. Decidendo addirittura di replicare alla testata! Come in una delle favole di Esopo, il simpatico animale dorato prende la parola e fornisce la sua versione dei fatti. «Ci tenevo a scrivervi perché, dopo aver letto le dichiarazioni di Guillermo Mariotto che avete pubblicato, devo essere sincero, siete voi ad aver fatto attapirare me! Io, ovviamente, c’ero il giorno in cui Valerio Staffelli ha tentato di consegnarmi e posso assicurarvi che i fatti non sono andati come il fumantino giudice di Ballando con le stelle vuole farvi credere…». Nato a Caracas da madre venezuelana e padre italiano, Mariotto vive a Roma ed è famoso per il suo caratterino non certo pacato.

    Insulti, volgarità e lividi

    Nell’intervista il giudice di Ballando con le stelle definisce “maleducato e insolente” Valerio Staffelli. Ma l’inviato di Striscia la notizia ha fatto solo il suo lavoro, spiega ancora il Tapiro. Nel servizio, che ci è stato anche allegato, «si vede che è stato Mariotto prima ad aggredire un suo collaboratore con espressioni come “levati dal ca***” e “sei insopportabile”. Addirittura definendolo “pirla” quando è venuto a prenderlo in auto e poi a minacciare anche il mio fratellone Staffelli: “Questa sigaretta va a finire in un posto… Meglio che chiudi la bocca quando io scelgo il posacenere!”. Alla fine, chi ne ha fatto le spese? Proprio io, perché mentre passavo dalle mani dell’inviato di Striscia a quelle del giudice di Ballando sono stato falciato dalla portiera che Mariotto mi ha chiuso sul muso. Ho ancora i lividi!».

    La sedia a rotelle sospetta

    E non è tutto. «Mariotto – si legge ancora nella replica del Tapiro – sostiene di essere arrivato in sedia a rotelle per via di una «tremenda sciatica». Eppure, in almeno due occasioni, l’ho visto con i miei occhi bello arzillo. Prima, all’aeroporto di Fiumicino quando, vedendo Staffelli, è balzato in piedi come un miracolato e poi quando, uscendo dagli studi di Ballando, si è dileguato montando in sella a uno scooter. Chissà come avrà fatto, con una sciatica così dolorosa da costringerlo in carrozzina…».

    Turpiloquio prima di entrare in studio

    Poi il gran finale: «Alla luce di tutto ciò, chi è stato maleducato, insolente e – aggiungo io – un pochino bugiardo? E a chi si sarà realmente riferito il signorile Mariotto quando, in onda sulla prima rete televisiva della Rai, ha proferito l’espressione “Che figlia de…” poco prima di entrare in studio a Ballando con le stelle?».

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      Televisione

      Elettra Lamborghini all’Eurovision? La battuta di Simona Izzo gela lo studio: “Non le basta cantare?”

      Elettra Lamborghini verso la conduzione dell’Eurovision, ma la stoccata di Simona Izzo accende il dibattito: talento o provocazione? In studio cala il gelo

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        Basta una frase, detta al momento giusto, per cambiare il clima in studio. A Canzonissima, mentre Milly Carlucci annuncia che Elettra Lamborghini sarà la prossima conduttrice dell’Eurovision, arriva la battuta che nessuno si aspetta. Simona Izzo non trattiene il commento e colpisce diretto: “Non le basta cantare? No?”. Risata? Non proprio. Più un silenzio che pesa.

        L’annuncio che fa discutere
        La scelta di Elettra Lamborghini come possibile volto dell’Eurovision è di quelle che dividono. Da una parte c’è il personaggio, forte, riconoscibile, capace di catalizzare attenzione. Dall’altra il dubbio, mai sopito, su quanto basti la popolarità per guidare un evento internazionale di quel livello. L’annuncio di Milly Carlucci, in questo senso, suona già come una scommessa.

        La frecciata di Simona Izzo
        Ed è proprio su questa linea che si inserisce la battuta di Simona Izzo. Poche parole, ma abbastanza per aprire un fronte. Non è solo ironia, è una domanda implicita sulla credibilità. Cantare non basta? O forse sì, ma non per tutti? Il punto resta sospeso, ma il messaggio arriva chiarissimo.

        Tra provocazione e strategia televisiva
        Nel mondo dello spettacolo, scelte come questa non sono mai casuali. Elettra Lamborghini è un nome che funziona, che fa parlare, che divide. E proprio per questo può essere perfetto. L’Eurovision, negli ultimi anni, ha costruito il suo successo anche su figure capaci di uscire dagli schemi. Il rischio, però, è sempre lo stesso: trasformare una conduzione in un esperimento.

        Tra annunci e battute al veleno, la sensazione è che la partita sia appena iniziata. E che, ancora una volta, il vero spettacolo non sia solo sul palco.

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          Televisione

          SuperKaraoke con Michelle Hunziker: star sul palco ma dov’è il karaoke? Il dubbio che smonta il format

          Due serate evento su Canale 5 con un cast pieno di big della musica. Ma l’idea originale del karaoke sembra trasformarsi in uno spettacolo costruito: pubblico protagonista o semplice cornice?

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            l karaoke, per definizione, è la celebrazione dell’imperfezione. Gente comune, microfono tremante e canzoni urlate più che cantate. E invece SuperKaraoke, pronto a tornare in prima serata su Canale 5 con Michelle Hunziker, sembra prendere un’altra strada. Sul palco di Piazza Trento e Trieste, a Ferrara, sfilano nomi che con il karaoke c’entrano poco o nulla: Noemi, Albano, Raf, Spagna, Anna Tatangelo, Francesco Renga, Sal Da Vinci e Serena Brancale. Tutti professionisti. Tutti abituati a dominare il palco. E allora la domanda viene da sola.

            Il karaoke senza gente comune
            Se a cantare sono artisti navigati, il karaoke perde la sua essenza. Il fascino stava proprio nell’imprevisto, nella voce stonata che diventava spettacolo, nella spontaneità. Qui invece il rischio è quello di assistere a un concerto travestito. Più patinato, più controllato, sicuramente più televisivo. Ma anche meno autentico.

            Un cast stellare per fare spettacolo
            La scelta dei nomi non è casuale. Sono volti popolari, riconoscibili, capaci di attirare pubblico e garantire performance solide. In un’epoca in cui la tv generalista lotta per trattenere gli spettatori, la tentazione di puntare su un cast forte è comprensibile. Il problema è che così il format cambia pelle. E forse anche identità.

            Il vero protagonista dov’è finito?
            Il karaoke nasceva per ribaltare le gerarchie: non più artisti e pubblico, ma persone comuni al centro della scena. In questa versione, invece, il pubblico rischia di tornare spettatore passivo. E allora resta il dubbio: SuperKaraoke è davvero un ritorno alle origini o una nuova operazione televisiva che usa un nome storico per raccontare altro?

            Le risposte arriveranno in prima serata. Ma la sensazione, già prima della messa in onda, è che il karaoke stavolta abbia cambiato voce.

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              Televisione

              Max Giusti punge: “Faccio un film e lo lancio da Mara Venier con Mammucari”. Frecciata sul caso Iodice

              Il comico gioca sul caso della battuta di Peppe Iodice e sul ruolo di Teo Mammucari, suggerendo che anche uno scivolone può diventare pubblicità. Tra risate e sottintesi, il sistema tv finisce sotto osservazione

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                Max Giusti entra a gamba tesa, ma lo fa con il sorriso di chi sa perfettamente dove colpire. Ospite a TvTalk, il comico tira fuori una battuta che è molto più di una battuta: “Mi piacerebbe fare un film, poi vado a presentarlo da Mara Venier con Teo Mammucari”. Risata in studio, certo. Ma sotto quella risata c’è una frecciata precisa, indirizzata a un meccanismo televisivo che tutti conoscono e pochi ammettono.

                La battuta che dice più del previsto
                Il riferimento è chiaro. Il caso della battuta di Peppe Iodice, finita al centro delle discussioni, diventa nelle parole di Giusti una sorta di manuale pratico di promozione involontaria. Uno scivolone, una polemica, qualche giorno di rumore mediatico e il gioco è fatto. Il risultato? Visibilità moltiplicata.

                Tra polemica e strategia mediatica
                Quello che Giusti mette sul tavolo, senza dirlo esplicitamente, è un dubbio che aleggia da sempre: quanto di ciò che accade in tv è davvero spontaneo? E quanto invece rientra in una dinamica più ampia, dove anche l’errore diventa uno strumento? La sua frase, apparentemente leggera, suggerisce che la linea tra incidente e strategia sia molto più sottile di quanto si voglia credere.

                Il sistema tv sotto osservazione
                Nel mirino finisce anche il circuito promozionale che ruota attorno ai grandi contenitori televisivi. Programmi come Domenica In restano vetrine potentissime, capaci di trasformare qualsiasi ospitata in un evento. E allora la provocazione di Giusti prende forma: basta una scintilla, giusta o sbagliata, e il racconto si costruisce da solo.

                Alla fine, tra ironia e realtà, resta una sensazione difficile da ignorare. In televisione nulla è mai solo quello che sembra. E a volte, dietro una semplice battuta, si nasconde una verità che fa molto più rumore

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