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Calcio

La Triestina rinasce grazie a Dogecoin: la memecoin nata per scherzo diventa azionista di maggioranza e salva il club

Dopo la fuga del fondo LBK Capital e i 25 milioni bruciati, la squadra di Serie C trova nuova linfa in un’operazione senza precedenti: «Oltre il calcio, vogliamo generare cultura e passione».

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    Un club storico italiano, la Triestina, si affida a una moneta virtuale nata per scherzo. Da oggi il nuovo azionista di maggioranza della società che milita in Serie C è infatti House of Doge, il braccio operativo della Doge Foundation. Un’operazione che, come sottolineato nella nota ufficiale della Us Triestina Calcio 1918, rappresenta «la prima integrazione diretta nella struttura di un club europeo di un veicolo di commercializzazione legato alle criptovalute».

    La mossa arriva dopo mesi di difficoltà. L’uscita di scena del gruppo americano LBK Capital LLC, guidato da Ben Rosenzweig, ha lasciato il club sull’orlo del baratro. In un anno e mezzo gli investitori statunitensi hanno “bruciato” 25 milioni di euro, tra stipendi non pagati, penalizzazioni e rischi di prefallimento. Ora la speranza è affidata a un’entità nata nell’universo digitale ma con ambizioni concrete: «Il nostro investimento nella Triestina va ben oltre il calcio – ha spiegato Marco Margiotta, Ceo di House of Doge –. Si tratta di connettere la comunità globale di Dogecoin con uno dei club più storici d’Europa e dimostrare che gli asset digitali possono generare valore, cultura e passione nel mondo reale».

    Dogecoin, lanciata nel 2013 dagli ingegneri Billy Markus e Jackson Palmer, è una valuta open-source e decentralizzata. Nata come una memecoin, senza reali fondamenta tecnologiche, deve gran parte della sua popolarità a Elon Musk. Il patron di Tesla e SpaceX, dal 2020 in poi, ha spesso twittato a favore della moneta, spingendone in alto il valore ma mostrando al tempo stesso la sua estrema volatilità. Nel 2021, dopo averla definita una truffa, bastò un suo commento per farla precipitare del 30% in poche ore.

    Nonostante le oscillazioni, Dogecoin continua ad avere una comunità globale numerosa e molto attiva. Ora la scommessa è portarla dentro un club calcistico di lunga tradizione come la Triestina, fondata nel 1918 e con un passato importante in Serie A. Un progetto che, almeno sulla carta, vuole unire tecnologia, finanza e sport.

    Non mancano i precedenti nel mondo del calcio, ma spesso con esiti controversi. Basti ricordare la quota del 10,1% della Juventus in mano a Tether, la principale stablecoin, o il flop di DigitalBits, che non ha mai onorato i 85 milioni promessi a Roma e Inter per la sponsorizzazione. In questo scenario, l’operazione Dogecoin-Triestina resta un unicum che incuriosisce osservatori e tifosi.

    Intanto, in attesa del nuovo consiglio di amministrazione e della nomina del presidente, incombono le scadenze fiscali: martedì dovranno essere versati Inps e Irpef per circa 1,5 milioni di euro. La partita, insomma, non è solo in campo ma anche nei conti, e sarà il tempo a dire se la moneta del cane giapponese diventerà davvero la chiave della rinascita alabardata.

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      Calcio

      Wanda Nara, il bikini «senza filtri» scatena gli webeti. Lei replica: «Amo il mio corpo, sono fotomontaggi»

      In Italia con Martín Migueles e i figli, Wanda Nara diventa il bersaglio dei soliti commenti sul fisico. Il confronto tra le fotografie scattate dal vivo e quelle pubblicate sui social accende la polemica, ma lei contrattacca: «Troll pagati».

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        Wanda Nara voleva godersi qualche giorno di vacanza in Italia tra mare, famiglia e fotografie da cartolina. Ha ottenuto anche quello, ma con l’ormai inevitabile supplemento social: confronti impietosi, ingrandimenti da perizia anatomica e commenti offensivi sul suo corpo.

        La showgirl argentina è stata paparazzata a Portofino mentre si trovava al mare con il compagno Martín Migueles e le figlie Francesca e Isabella. Le immagini in bikini, lontane dalle luci studiate e dalle pose controllate di Instagram, hanno subito attirato l’attenzione degli webeti. Non tanto per ciò che mostravano, quanto per la presunta differenza tra la Wanda fotografata senza preavviso e quella levigata che compare sul suo profilo.

        Wanda Nara, dalle foto patinate agli scatti paparazzati

        Sui social sono comparsi collage che affiancano le fotografie rubate durante la vacanza agli scatti pubblicati dalla stessa Nara. Il sospetto degli utenti è sempre lo stesso: filtri, ritocchi e una silhouette rimodellata digitalmente con una certa generosità.

        Wanda, del resto, non sarebbe la prima celebrità a modificare una fotografia prima di consegnarla ai follower. Tra luci strategiche, pose, applicazioni e Photoshop, Instagram somiglia ormai più a un catalogo illustrato che a uno specchio. Anche Valeria Marini, regina incontrastata delle immagini smussate fino all’ultimo pixel, potrebbe accoglierla nel club stellare del ritocco creativo.

        Un conto, però, è ironizzare sull’abuso dei filtri. Un altro è approfittarne per bersagliare il corpo reale di una donna con insulti, giudizi e diagnosi estetiche non richieste.

        «Amo il mio corpo»: la replica ai troll

        Wanda Nara non è rimasta in silenzio. Su X ha contestato l’autenticità delle immagini utilizzate nei confronti diventati virali: «Uno è un video e l’altro è un fotomontaggio fatto da voi troll pagati. Amo il mio corpo».

        La conduttrice ha poi rilanciato i messaggi di alcuni utenti secondo i quali le fotografie meno lusinghiere sarebbero state manipolate, forse attraverso strumenti di intelligenza artificiale. Altri sostenitori hanno parlato di account e bot turchi impegnati ad alimentare la campagna contro di lei, nel pieno della battaglia mediatica e giudiziaria con l’ex marito Mauro Icardi.

        Resta quindi impossibile stabilire, sulla base dei collage circolati online, quale delle due versioni sia stata modificata e quanto. L’unico dato certo è che Wanda non accetta l’etichetta di regina del fotoritocco e rispedisce le accuse al mittente.

        La vacanza in Italia con Martín Migueles e i figli

        La parentesi ligure è arrivata durante un viaggio italiano particolarmente movimentato. Wanda ha trascorso alcuni giorni con Martín Migueles, le figlie avute da Mauro Icardi e i figli più grandi. Nel gruppo, secondo la stampa turca, compariva anche la sua legale Ana Rosenfeld.

        Prima del rientro in Argentina, Nara ha raccontato sui social il significato di quelle settimane: «Un viaggio che non dimenticheremo. Torno senza le mie borse preferite, con passaporti nuovi e con i miei figli, che sono la cosa più importante della mia vita».

        Tra una questione giudiziaria, una vacanza in yacht e l’ennesima guerra combattuta a colpi di fotografie, Wanda è riuscita ancora una volta a monopolizzare il gossip. Con filtri, senza filtri o, come sostiene lei, con quelli applicati direttamente dai suoi nemici.

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          Calcio

          Georgina Rodriguez risponde agli haters sul fisico: «Ogni estate il mio corpo diventa una notizia. Amo le mie curve»

          Dopo gli attacchi seguiti alla pubblicazione delle immagini in barca, Georgina Rodriguez rivendica il diritto di vivere serenamente il proprio corpo. «Il mio valore non dipende dall’aspetto fisico», scrive, raccontando anche il sostegno ricevuto da Cristiano Ronaldo.

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            «Ogni anno il mio corpo torna a essere una notizia». Con questa frase Georgina Rodriguez ha deciso di rispondere alle critiche ricevute dopo la pubblicazione di alcune fotografie in bikini scattate durante una giornata in barca. La modella e imprenditrice, compagna di Cristiano Ronaldo, ha affidato ai social un lungo messaggio nel quale parla di body positivity, maternità e libertà di accettare i cambiamenti del proprio corpo.

            «Il mio corpo cambierà, come cambia quello di tutte le donne. E spero che continui a farlo per molti anni ancora, perché significherà che continuo a vivere», scrive Georgina, trasformando quella che era nata come una polemica estiva in una riflessione più ampia sull’immagine femminile.

            «Amo le mie curve e il corpo che mi ha permesso di diventare madre»

            Georgina Rodriguez è madre di sei figli e nel suo messaggio ricorda proprio il ruolo della maternità nel rapporto con il proprio corpo. Spiega di voler trasmettere alle sue figlie un principio semplice ma fondamentale: il valore di una persona non può essere misurato dall’aspetto fisico né dai giudizi di perfetti sconosciuti.

            «Amo le mie curve. Amo la libertà di vivere nel corpo che scelgo. Nel corpo che mi sostiene, che mi ha permesso di abbracciare, creare vita, cadere e rialzarmi», scrive.

            Per la showgirl, allenarsi non significa inseguire un ideale estetico, ma prendersi cura della salute fisica e mentale. «Mi alleno perché mi rende felice. Perché mi appassiona. Mi dà salute, serenità mentale, disciplina, energia e benessere».

            Il sostegno di Cristiano Ronaldo

            Nel lungo sfogo trova spazio anche Cristiano Ronaldo, che secondo il racconto di Georgina l’ha aiutata a ridimensionare il peso dei commenti comparsi sui social.

            Dopo la diffusione delle fotografie in bikini, la modella racconta di aver letto ogni genere di reazione: c’è chi l’ha criticata, chi l’ha difesa e chi ha trasformato ancora una volta il suo corpo nell’argomento principale della discussione.

            In quel momento, spiega, il calciatore le avrebbe ricordato ciò che conta davvero: «Tu non vivi della tua immagine. Tu vivi di ciò che sei. Una donna perfetta. Bella, con un fisico stupendo, madre, una brava persona, di successo e che vive la vita con amore».

            Parole che Georgina ha voluto condividere pubblicamente, ringraziando il compagno anche per i valori che trasmette ai figli «come padre e come uomo».

            «Chi decide quale sia il corpo giusto?»

            Nella parte finale del messaggio, Georgina Rodriguez allarga il discorso oltre la propria esperienza personale e pone alcune domande che riguardano il modo in cui vengono giudicate le donne sui social.

            «Dove si trova lo standard? Chi decide quale sia il corpo “giusto”? Davvero continuiamo a pensare che la felicità abbia una taglia?».

            È una riflessione che arriva in un periodo in cui il tema del body shaming continua a coinvolgere personaggi pubblici di ogni età. Per Georgina il punto non è convincere tutti ad apprezzare il proprio aspetto, ma rivendicare il diritto di non essere definita soltanto da quello.

            La compagna di Cristiano Ronaldo conclude così il suo intervento con un invito all’accettazione: ogni corpo cambia nel tempo, e proprio quei cambiamenti raccontano la vita vissuta. Un messaggio che arriva a pochi giorni dal matrimonio con il fuoriclasse portoghese, previsto secondo le indiscrezioni nel prossimo fine settimana a Madeira, ma che la coppia non ha ancora confermato ufficialmente.

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              Calcio

              Urbano Cairo detta la linea sull’Italia: dall’intervista alla Gazzetta dello Sport alla frecciata su Mancini e Conte

              Nell’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, Urbano Cairo interviene sul rilancio dell’Italia, elogia la scelta di Gennaro Gattuso e punge Giovanni Malagò ricordando come la Serie A avesse indicato Antonio Conte. Le sue frequenti uscite pubbliche alimentano interrogativi sulle strategie future, ma al momento non esistono elementi che consentano di attribuirgli obiettivi diversi dalla volontà di partecipare al dibattito

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                Dopo il lungo faccia a faccia pubblicato dal Corriere della Sera, Urbano Cairo concede un’altra intervista, questa volta alla Gazzetta dello Sport. Cambia il giornale, cambia il tema, ma il protagonista resta lo stesso. Stavolta il presidente del Torino affronta il delicato momento della Nazionale italiana e lancia un messaggio chiaro: bisogna ripartire subito.

                Nel colloquio, Cairo promuove la scelta di Gennaro Gattuso come commissario tecnico e invita tutto il sistema calcio a sostenerlo senza esitazioni. Ma è soprattutto un passaggio a far discutere: quello dedicato alla precedente ricerca del Ct, nel quale il numero uno granata ricorda che la Serie A aveva espresso una preferenza diversa rispetto a quella poi maturata ai vertici federali.

                La stoccata su Mancini e Conte

                Il riferimento è alla successione sulla panchina azzurra. Cairo osserva che Antonio Conte rappresentava il nome indicato dai club di Serie A, mentre Roberto Mancini sarebbe stata una scelta sostenuta da Giovanni Malagò.

                Una frase che molti hanno interpretato come una frecciata all’ex presidente del CONI, riaprendo indirettamente il dibattito sulle decisioni che hanno segnato gli ultimi anni della Nazionale. È una valutazione politica del calcio italiano più che una critica tecnica, ma basta per riportare al centro una vicenda che continua a dividere dirigenti e tifosi.

                Un presidente sempre più presente nel dibattito pubblico

                Negli ultimi giorni Cairo è apparso con particolare frequenza sui mezzi di informazione del gruppo RCS, del quale è editore attraverso Cairo Communication.

                Prima la lunga intervista al Corriere della Sera, poi quella alla Gazzetta dello Sport: una presenza ravvicinata che non è passata inosservata e che ha inevitabilmente alimentato commenti e interpretazioni.

                C’è chi legge questa intensa attività mediatica come il semplice riflesso del doppio ruolo di editore e presidente di una società di Serie A, e chi invece vi intravede la volontà di rafforzare il proprio peso nel dibattito sul futuro del calcio italiano.

                Cosa c’è dietro le tante interviste?

                È la domanda che molti osservatori si pongono: perché proprio ora questa sequenza di uscite pubbliche?

                Al momento, però, non esistono elementi concreti che consentano di collegare queste interviste a progetti specifici o a future candidature in ambito sportivo o istituzionale. Qualsiasi ricostruzione che attribuisca a Cairo obiettivi diversi dalla partecipazione al confronto pubblico resterebbe una semplice ipotesi.

                Una cosa, invece, appare evidente. Urbano Cairo continua a utilizzare il proprio ruolo di editore e dirigente sportivo per intervenire su alcuni dei temi più delicati del calcio italiano, dalla governance federale al futuro della Nazionale. E quando parla, le sue parole difficilmente passano inosservate.

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