Sport
Mattia Furlani, oro mondiale nel lungo: dal basket alle pedane, il nuovo volto dell’atletica azzurra
Cresciuto tra il basket e la pista di Rieti, figlio di due ex atleti, Furlani ha trovato nel salto in lungo la sua vera dimensione. Dall’argento olimpico al trionfo mondiale, il futuro dell’atletica parla con la sua rincorsa.
Il salto che lo ha portato più lontano di tutti è arrivato a vent’anni, e con lui un oro mondiale che ha riportato l’Italia al centro dell’atletica. Mattia Furlani, romano di nascita ma reatino d’adozione, ha trovato la consacrazione internazionale nel salto in lungo, disciplina che ha scelto dopo aver provato praticamente tutto. Cresciuto allo stadio Guidobaldi di Rieti, figlio di Marcello – ex altista – e di Kathy Seck, ex velocista e oggi sua allenatrice, Mattia sembrava predestinato.
Da bambino coltivava due passioni: il basket e l’atletica. Fino ai tredici anni ha vissuto con un piede nel parquet e l’altro sulla pista, poi la scelta definitiva: i salti. Il primo amore è stato l’alto, dove a 15 anni aveva già superato i 2,10 diventando il miglior under 16 italiano. Poi i 2,17, record da sedicenne, mentre in velocità correva i 100 in 10”64 e i 200 in 21”12. Una versatilità che avrebbe potuto confonderlo, ma che lo ha formato.
La svolta è arrivata nel lungo. «Ogni rincorsa è una sfida senza rete: perfetta per il mio carattere», racconta. E i risultati lo hanno premiato: dagli 8,04 agli Europei U18 di Gerusalemme al record italiano juniores con 8,24, fino al 2024 che lo ha visto argento mondiale indoor, argento europeo a Roma e bronzo olimpico a Parigi, il più giovane azzurro sul podio dell’atletica negli ultimi cento anni.
Il 2025 è stato l’anno della consacrazione. Dopo il record italiano indoor con 8,34 e l’argento agli Europei di Apeldoorn, è arrivato l’oro mondiale a Nanchino: rincorsa perfetta, stacco millimetrico, atterraggio a 8,40. Un gesto tecnico impeccabile che lo ha proiettato tra i grandi del salto in lungo.
Determinante il rapporto con la madre-allenatrice: «Con mamma ci capiamo con uno sguardo», ripete spesso. Una presenza discreta ma decisiva, capace di guidarlo senza schiacciarlo. Oggi Furlani non è più solo una promessa: è un campione che ha già scritto pagine di storia e che può cambiare il destino dell’atletica azzurra. A vent’anni, con un oro mondiale al collo, il futuro è tutto dalla sua parte.
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Calcio
Corona a processo per diffamazione su Pellegrini: le accuse di stalking si sgretolano e il caso si ribalta
Un’intervista pubblicata su dillingernews.it aveva scatenato il caso mediatico su Lorenzo Pellegrini. Ma le indagini smontano tutto: i due non si sarebbero mai conosciuti. Ora a finire sotto processo è Corona, accusato di diffamazione
Da presunto caso di stalking a possibile caso di diffamazione. La parabola giudiziaria che ha coinvolto Lorenzo Pellegrini compie una torsione netta e porta Fabrizio Corona davanti a un tribunale. Il gup di Roma ha disposto il rinvio a giudizio dell’ex paparazzo per diffamazione nei confronti del capitano della Roma. Il processo è fissato per il primo dicembre davanti al tribunale monocratico.
Caso Pellegrini, dal sospetto di stalking al processo per diffamazione
Tutto nasce da un’intervista pubblicata nell’ottobre 2023 sul sito dillingernews.it. A parlare era una escort di 25 anni che accusava Pellegrini di comportamenti ossessivi, arrivando a evocare un presunto stalking. Una ricostruzione che aveva immediatamente acceso il caso mediatico, anche per il profilo del giocatore, volto simbolo della Roma e figura centrale del calcio italiano.
Col passare dei mesi, però, il quadro cambia radicalmente. Le indagini – sviluppate tra Roma e Parma – smontano pezzo dopo pezzo la narrazione iniziale. Secondo quanto emerso, i due non si sarebbero mai conosciuti. Le accuse si rivelano prive di riscontri e per la donna scattano contestazioni pesanti, tra cui calunnia e minacce.
A quel punto il baricentro dell’inchiesta si sposta. Non più il comportamento del calciatore, ma la diffusione di quelle dichiarazioni. Ed è qui che entra in gioco Corona, accusato di aver contribuito a diffondere contenuti lesivi per la reputazione di Pellegrini.
Il ruolo di Corona e il nodo della reputazione
La contestazione di diffamazione si inserisce in un quadro più ampio che riguarda la responsabilità nella pubblicazione e amplificazione di accuse non verificate. In Italia, il reato di diffamazione tutela proprio la reputazione di una persona rispetto alla diffusione di notizie false o non riscontrate, come spiegato anche nella voce dedicata alla diffamazione a mezzo stampa.
Secondo l’accusa, la pubblicazione dell’intervista avrebbe contribuito a costruire un danno mediatico significativo per Pellegrini, già esposto per il ruolo pubblico che ricopre. Un aspetto tutt’altro che secondario, perché nel sistema attuale l’impatto di una notizia non si misura solo in termini giudiziari, ma anche nella sua capacità di circolare e sedimentarsi nell’opinione pubblica, dinamica ben descritta nei meccanismi del processo mediatico.
L’avvocato del calciatore, Federico Olivo, ha commentato il rinvio a giudizio parlando di un passaggio “doveroso” e sottolineando come il dibattimento sarà la sede per chiarire definitivamente i fatti.
Pellegrini, tra campo e tribunale
Per Lorenzo Pellegrini, 29 anni, la vicenda ha avuto un peso evidente anche sul piano mediatico. Capitano della AS Roma, sposato e padre di tre figli, il centrocampista ha sempre respinto le accuse, affidando la difesa della propria immagine ai legali.
Il caso si è trascinato per mesi, alimentato da indiscrezioni e ricostruzioni che hanno finito per mettere in discussione la sua figura pubblica. Solo con l’avanzare delle indagini è emerso un quadro completamente diverso, che ha progressivamente smontato le accuse iniziali.
Dal gossip alla giustizia, il corto circuito mediatico
La vicenda evidenzia ancora una volta il confine sempre più sottile tra informazione, gossip e giustizia. Quando accuse gravi vengono diffuse senza riscontri solidi, il rischio è quello di costruire processi mediatici paralleli a quelli reali, fenomeno spesso alimentato dalla viralità dei contenuti online e dalle logiche del clickbait.
Il passaggio dal sospetto di stalking al processo per diffamazione racconta proprio questo corto circuito. Una storia che nasce come scandalo e finisce come possibile abuso della narrazione. E che ora dovrà trovare una risposta definitiva nelle aule di tribunale.
Calcio
Totti e Ilary tornano dal giudice: soldi, tradimenti e villa dell’Eur, ecco i tre fronti della guerra infinita
L’ex coppia d’oro non si incontra dal 23 aprile 2023, ma il 31 marzo si ritroverà davanti alla giudice Simona Rossi. Il divorzio non sarà immediato: la vera battaglia si gioca su tre nodi pesantissimi, tra richieste economiche, accuse simboliche di tradimento e il conto salato della villa dell’Eur.
Francesco Totti e Ilary Blasi si preparano a tornare uno di fronte all’altra, o meglio uno davanti all’altra, nel luogo che ormai da mesi scandisce la fine del loro matrimonio: il tribunale. Il 31 marzo è fissata una nuova udienza davanti alla giudice Simona Rossi e, anche se il divorzio resta l’approdo naturale, la partita vera è ancora lontana dalla chiusura. Perché tra il Pupone e la showgirl restano aperti tre nodi pesanti come macigni: soldi, corna e mattoni.
Il nodo dell’assegno di mantenimento
Il primo terreno di scontro riguarda il denaro. In origine Ilary Blasi aveva chiesto 26 mila euro, ma il giudice aveva fissato l’assegno a 12.500 euro. Ora la conduttrice torna alla carica e ne pretende 19 mila. Totti invece vuole ridurre drasticamente il contributo e limitarlo alla sola Isabel, la figlia minore di 10 anni. Il risultato? Dai 12.500 euro attuali si scenderebbe a poco più di 4 mila, ma l’ultima parola spetterà al tribunale. Sullo sfondo ci sono anche le valutazioni sulla capacità patrimoniale di entrambi e sui guadagni attuali dei figli maggiori, Cristian e Chanel.
Chi ha tradito per primo
Il secondo punto è quello più pruriginoso, ma anche il più simbolico. La domanda è semplice solo in apparenza: chi ha tradito per primo? Secondo quanto filtra, Ilary avrebbe chiamato a testimoniare due donne che, a suo dire, avrebbero avuto una relazione extraconiugale con Totti prima dell’arrivo sulla scena del personal trainer Cristiano Iovino. Una delle due potrebbe essere Flavia Vento, anche se il nome resta nel territorio dei condizionali. Entrambe avrebbero negato. In ogni caso l’addebito, sul piano pratico, non comporterebbe sanzioni concrete: pesa più come bandierina morale che come colpo giuridico.
La villa dell’Eur e il conto da pagare
Il terzo fronte è quello immobiliare, e pure qui l’aria è pesante. La villa dell’Eur continua a essere un capitolo costoso e velenoso. Secondo il fronte vicino a Ilary, la manutenzione ordinaria dell’immobile arriverebbe a 6-7 mila euro al mese. La Blasi chiede che l’ex marito contribuisca alle spese straordinarie, richiesta tornata d’attualità dopo il crollo di un controsoffitto in una delle 25 stanze della casa. Il tribunale ha nominato un architetto che dovrà chiarire entro maggio se i danni dipendano da un difetto strutturale, e quindi a carico del proprietario, cioè Totti, oppure da mancata manutenzione, e allora toccherebbe a chi vive nella villa, cioè Ilary.
Il divorzio, insomma, sembra una formalità solo sulla carta. Per il resto, tra Totti e Ilary, il conto vero deve ancora arrivare.
Tennis
Camila Giorgi spiazza tutti: «Mi sono sposata e sono incinta». Il dolore per la mamma scomparsa
Camila Giorgi racconta la nuova vita lontano dal tennis: nozze celebrate a Buenos Aires, un bambino in arrivo e il ricordo doloroso della madre Claudia scomparsa pochi mesi fa.
Camila Giorgi sorprende tutti con un doppio annuncio che cambia completamente il suo presente. L’ex tennista italiana ha rivelato di essersi sposata e di essere in attesa del suo primo figlio. Un momento di felicità enorme condiviso con il marito Andreas, ma accompagnato anche da una grande assenza: quella della madre Claudia, scomparsa pochi mesi fa.
Camila Giorgi annuncia la gravidanza
Parlando della gravidanza, Camila Giorgi non riesce a nascondere l’emozione. Diventare madre era un desiderio che coltivava da tempo, ma la carriera nel tennis aveva sempre rimandato quel progetto. «Diventerò mamma. È stato un sogno», racconta. «Volevo diventare mamma da tantissimi anni, ma la carriera ti porta a concentrarti solo su quello».
Ora quel sogno sta diventando realtà. «Io e Andreas ci siamo sposati e tra poco diventeremo genitori», spiega con entusiasmo. Durante il racconto rivela anche il sesso del bambino: la coppia aspetta un maschietto.
L’amore con Andreas e la proposta lampo
La storia con Andreas è nata nel mondo dello sport. I due si conoscevano già da tempo, ma la relazione è diventata seria solo negli ultimi mesi. «Ci conosciamo da anni perché lui era allenatore», racconta Giorgi.
Il rapporto ha preso velocemente una piega importante. «Quando stavo partecipando all’Isola dei Famosi è venuto a trovarmi e da quel momento non ci siamo più lasciati». Da lì tutto è accaduto molto in fretta. «Stiamo insieme da nove mesi, ci siamo sposati e adesso aspettiamo un figlio».
Anche la proposta di matrimonio è arrivata quasi subito. «Dopo tre mesi insieme mi ha chiesto di sposarlo». Il momento scelto è stato particolarmente romantico: una proposta durante un trekking in montagna.
Il matrimonio e il dolore per la madre
Le nozze sono state celebrate il 26 febbraio in comune a Buenos Aires. Una scelta che per Camila aveva un significato molto speciale. «L’avevo promesso a mia mamma», racconta. Accanto a lei, nel giorno del sì, c’era il padre che ha fatto da testimone.
La gioia del matrimonio però è stata segnata anche da un dolore profondo. La madre Claudia è scomparsa circa due mesi e mezzo fa dopo una malattia terminale. Camila ricorda gli ultimi momenti insieme con grande commozione. «Il nostro viaggio era programmato per andare a trovarli in Argentina. Quando sono arrivata mia mamma era già in terapia intensiva».
La madre aveva comunque saputo della gravidanza. «Parlavamo tutti i giorni e sapeva che ero incinta». Proprio per questo, il giorno delle nozze è stato vissuto con un’emozione doppia. «Al mio matrimonio mancava una delle persone più importanti della mia vita».
Oggi Camila Giorgi guarda avanti. La nuova vita con Andreas e l’arrivo del figlio segnano una fase completamente diversa anche rispetto al tennis. «Non ho mai chiuso la porta», precisa. Ma per ora la priorità è ritrovare serenità dopo anni di pressione e prepararsi alla sfida più grande: diventare mamma.
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