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Nei Villaggi olimpici impazza il mistero del bidet. Tra pizza, gesti e Castello Sforzesco

Atleti e giornalisti sbarcano a Milano-Cortina e inciampano nell’oggetto più italiano del bagno: il bidet. Da lì parte un racconto irresistibile fatto di reel, domande ingenue e stupore vero: dalle rovine romane sotto i passi ai “gesti” studiati in palestra, fino alle mense dove la pasta vince sull’ananas.

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    Com’è esotica l’Italia, vista da chi arriva con la valigia e la certezza di conoscere il mondo. Bastano cinque minuti in un Villaggio olimpico di Milano-Cortina e succede il miracolo: non sono più loro a fotografare noi, siamo noi che vediamo gli altri restare a bocca aperta davanti a un oggetto bianco, basso, innocente, piazzato accanto al water come se fosse la cosa più normale del pianeta. Il bidet. L’animale mitologico del bagno italiano.

    La scena si ripete: porta del bagno che si apre, sguardo rapido ai sanitari, pausa. Poi il telefono che sale, il video che parte, la domanda che rimbalza in inglese globale: “È un secondo water?”. C’è chi lo osserva con sospetto, chi lo definisce “inquietante” come se avesse trovato un reperto di un culto segreto, chi chiede istruzioni come si fa con un elettrodomestico appena comprato. Welcome to Italy, guys: qui la tecnologia non è sempre smart, a volte è solo igiene con un nome francese e un’aria da capitolo di educazione civica che altrove non hanno mai letto.

    Il bello è che il bidet non è nemmeno l’unica trappola culturale. Milano-Cortina, con la sua Olimpiade diffusa, è un gigantesco parco a tema dove gli stranieri scoprono che l’Italia non è un set, ma un Paese che vive sopra se stesso. I colleghi americani arrivano al Castello Sforzesco già pronti a farsi stregare dal Rinascimento, e poi restano impalati perché, lì sotto, spuntano rovine romane. Non “ricostruzioni”, non “repliche”: storia vera incastrata nella città come una nota a piè di pagina che nessuno ha mai pensato di cancellare.

    Nel frattempo gli atleti fanno quello che fanno sempre: si allenano. Solo che qui, oltre ai muscoli, devono allenare anche il vocabolario non scritto dell’Italia. I gesti. Quelli che, tra stereotipo e verità, ci rendono riconoscibili come un dialetto universale. Talmente riconoscibili che alla cerimonia d’apertura c’è chi dedica un segmento a questo dizionario volante, con illustrazioni e istruzioni per l’uso, come se fosse un manuale di sopravvivenza. E infatti, online, circolano reel di squadre straniere che provano in palestra, tra pesi e manubri, a muovere le mani “come fanno gli italiani”, con un impegno quasi atletico: qui si impara a parlare anche senza aprire bocca.

    Poi c’è la grande pacificazione: il cibo. Su quello, l’Italia mette d’accordo tutti con la facilità di chi gioca in casa. Buongiorno e buonasera li pronunciano più o meno, ma la pasta la capiscono al primo colpo. Le mense dei Villaggi incassano voti alti e applausi sinceri: pizza sì, ma senza eresie tropicali; focaccia che sparisce come se fosse oro; verdure e carni che, miracolo, non sanno di mensa; e il “grana” trattato come una scoperta archeologica, distribuito in porzioni che per qualcuno sembrano una prova di coraggio. I tortini al cioccolato, quelli con il cuore caldo, hanno l’effetto collaterale più impietoso: trasformano atleti adulti in bambini felici, con l’immancabile “Oh my God” detto come una preghiera.

    Anche i dettagli da Villaggio, che altrove diventano polemica, qui si trasformano in folklore. C’è chi si lamenta perché i preservativi non sono abbastanza, come se la modernità si misurasse a scatole. Ma poi scoprono che i letti non sono di cartone: legno vero, struttura solida, “test della nocca” incluso. Le docce sono ampie, l’acqua esce forte e generosa, gli specchi sono grandi perché siamo pur sempre il Paese che ti vende l’idea di te stesso prima ancora dell’oggetto. E gli stranieri ci guardano come si guarda una città che sa essere elegante anche quando fa le cose più pratiche.

    È qui che Milano-Cortina diventa davvero “esotica”, ma nel modo più ironico possibile: non perché sia lontana, ma perché per il resto del mondo certe cose non esistono. Un bidet può essere un mistero, una rovina romana può essere uno shock, un gesto può essere una lingua, un tortino può diventare religione. E noi, che ci viviamo dentro, quasi ci dimentichiamo di quanto sia strano, potente, disarmante il nostro quotidiano. Forse è anche questa l’Olimpiade: il mondo che arriva per misurare il tempo e finisce per misurare l’Italia, scoprendo che qui perfino il bagno ha una cultura.

    E allora, da Bormio a Livigno, da Milano a Cortina, il bidet diventa l’influencer inatteso dei Giochi. Qualcuno lo scambia per una fontanella per i piedi, qualcuno lo usa come mensola per la trousse, qualcun altro si azzarda a chiedere ai volontari, con la timidezza di chi sta per confessare un peccato: “Scusate, ma… a cosa serve?”. La risposta italiana è un capolavoro di sintesi e di pudore: serve a stare puliti. Punto. Il resto è una faccenda privata, e infatti si vede subito chi è cresciuto in Paesi dove l’igiene è un’opinione e chi invece scopre che l’Europa del Sud ha inventato una scorciatoia alla civiltà.

    Il paradosso è che tutto questo stupore non nasce dal lusso o dall’effetto specialità. Nasce dalla normalità. Perché la vera stranezza italiana è proprio questa: mettiamo insieme, nello stesso corridoio, il design e l’abitudine, la storia e la quotidianità, la moda e l’acqua calda, la roccia della Stelvio e la porcellana del bagno. E quando il mondo ci entra dentro, per la prima volta capisce che l’Italia non è una cartolina: è un sistema di dettagli. Non è solo “che bella Milano” o “che neve a Cortina”: è anche un paese dove si discute di una diagonale in contropendenza e, cinque minuti dopo, si litiga su come si pronuncia “gnocchi”.

    Alla fine, tra una prova cronometrata e un’intervista, tra un allenamento e una cerimonia, il Villaggio funziona come uno specchio: riflette quello che siamo senza chiederci il permesso. E se l’immagine più virale dei primi giorni non è un salto da 53 metri ma un bidet, forse non è una cattiva notizia. Significa che, almeno per una volta, l’Italia riesce a essere se stessa senza spiegarsi troppo: un posto dove l’eleganza può essere una curva presa alta, e la cultura può stare accanto al water. Letteralmente.

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      Sport

      Giusy Meloni conquista il web: «Più bella di Diletta Leotta». E lei sui complimenti risponde: «Mi fanno piacere»

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        Una nuova fotografia è bastata per trasformare ancora una volta Giusy Meloni in uno degli argomenti più discussi dei social. La giornalista sportiva, ormai volto noto delle trasmissioni calcistiche, ha raccolto una valanga di complimenti, molti dei quali diventati virali per originalità e ironia.

        Tra i commenti più condivisi spiccano frasi come: «La ragazza della porta accanto più bella di sempre!», «Presidente del Consiglio subito!», «La perfezione esiste, altro che Diletta Leotta» e persino «Con te non sarebbe sesso, sarebbe ascensione». Messaggi che testimoniano quanto la popolarità della conduttrice continui a crescere anche sui social.

        Da Talenti agli studi televisivi

        Intervistata da Il Mattino, Giusy Meloni racconta il proprio percorso professionale. Romana, cresciuta nel quartiere Talenti, tiene subito a chiarire un equivoco ricorrente: con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni condivide soltanto il cognome. «Non siamo parenti», precisa.

        Il calcio è arrivato quasi per caso. «Mi è capitato grazie a Michele Criscitiello, mi ha dato un’opportunità che mi ha cambiato la vita». Dopo l’esperienza a Sportitalia, un’improvvisa sostituzione in diretta ha cambiato il suo destino professionale. Da lì sono arrivate la chiamata del Milan e la conduzione dei programmi pre e post partita da San Siro.

        «La bellezza aiuta, sarebbe ipocrita negarlo»

        Nel corso dell’intervista, Giusy Meloni affronta anche il tema dell’aspetto fisico, spesso al centro dell’attenzione quando si parla di giornaliste sportive.

        «La bellezza? Sarei bugiarda se dicessi che non è importante. L’apparenza aiuta, un po’ in tutti i campi».

        Parole che affrontano con realismo un tema spesso dibattuto nel mondo della televisione, senza rinnegare il ruolo che l’immagine può avere nella carriera.

        «I complimenti mi fanno piacere, basta che non siano volgari»

        Anche i commenti che riceve quotidianamente sui social non sembrano metterla in difficoltà.

        «Nessun fastidio. Anzi, ne sono contenta. L’importante ovviamente è che non esagerino e non siano volgari».

        Infine, un pensiero per le colleghe, a partire da Diletta Leotta, spesso chiamata in causa nei paragoni degli utenti: «Ho la fortuna di lavorare con colleghe belle e brave come lei, Giorgia Rossi…».

        Una risposta elegante che conferma il clima di stima reciproca, mentre il pubblico continua a contendersi il titolo della giornalista sportiva più amata del momento.

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          Tennis

          Matteo Berrettini ritrova il sorriso tra Wimbledon e Peggy Gou: finita la storia con Vanessa Bellini, lei smette di seguirlo su Instagram

          Dopo la fine della storia con Vanessa Bellini, Berrettini sarebbe sempre più vicino alla producer Peggy Gou. Intanto l’ex compagna avrebbe smesso di seguire lui e il fratello Jacopo sui social.

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            Matteo Berrettini sta ritrovando fiducia anche sull’erba di Wimbledon, il torneo che negli anni gli ha regalato alcune delle più grandi soddisfazioni della carriera. Mentre il tennista romano continua il suo percorso nel prestigioso Slam londinese, a far discutere è anche la sua vita privata.

            Negli ultimi giorni, infatti, a Londra è stata notata anche la dj e producer sudcoreana Peggy Gou, alimentando le indiscrezioni su una presunta relazione tra i due. Un gossip che arriva dopo la conclusione della storia d’amore tra Berrettini e Vanessa Bellini.

            Peggy Gou sempre più vicina al tennista

            La presenza della celebre artista sudcoreana nella capitale britannica non è passata inosservata. Peggy Gou, tra le dj più apprezzate della scena internazionale e recentemente coinvolta anche nel nuovo progetto discografico di Madonna con Confessions II, sarebbe molto vicina al tennista italiano.

            Né Berrettini né Peggy Gou hanno confermato ufficialmente la natura del loro rapporto, ma le indiscrezioni continuano a rincorrersi, alimentate dalla presenza della producer a Wimbledon durante il torneo.

            Vanessa Bellini rompe anche sui social

            La presunta nuova liaison arriva dopo la fine della relazione con Vanessa Bellini. Secondo quanto trapela, l’ex compagna del tennista starebbe vivendo con difficoltà la separazione.

            Un dettaglio social ha infatti attirato l’attenzione degli appassionati di gossip: Vanessa avrebbe smesso di seguire su Instagram non soltanto Matteo Berrettini, ma anche il fratello Jacopo, gesto spesso interpretato come il segnale di una rottura definitiva.

            Tra tennis e vita privata

            Per Berrettini resta comunque il campo la priorità assoluta. Wimbledon rappresenta uno dei tornei più importanti della sua carriera e il romano continua a dimostrare di trovarsi particolarmente a suo agio sull’erba londinese, superficie che in passato gli ha regalato risultati prestigiosi.

            Intanto, fuori dal campo, il suo nome continua a occupare anche le cronache rosa. Tra la presunta frequentazione con Peggy Gou e la definitiva chiusura del rapporto con Vanessa Bellini, il tennista si conferma uno dei protagonisti dell’estate, non soltanto per le sue prestazioni sportive.

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              Calcio

              Chi è il calciatore più affascinante del Mondiale? Per Teen Vogue il re del fascino è Jude Bellingham, ma la classifica sorprende

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                Il Mondiale non vive soltanto di reti spettacolari, parate impossibili e colpi di scena. C’è anche un’altra classifica che sta facendo discutere i social: quella dei calciatori più affascinanti del torneo. A stilare la graduatoria è stata Teen Vogue America, che ha selezionato i quindici giocatori under 30 destinati a conquistare non solo gli appassionati di calcio, ma anche il pubblico che segue il torneo per il carisma dei suoi protagonisti.

                Jude Bellingham domina la classifica

                In cima alla graduatoria troviamo Jude Bellingham, 22 anni, centrocampista della nazionale inglese e stella del Real Madrid. Secondo la rivista, il talento inglese è ormai una calamita mediatica: ogni sua apparizione genera milioni di visualizzazioni, tra prestazioni in campo, interviste e contenuti condivisi sui social.

                Alle sue spalle figurano alcuni dei volti più popolari del calcio internazionale. Lo spagnolo Ferran Torres conquista il secondo posto grazie anche al nuovo look che ha fatto impazzire TikTok e Instagram, mentre il francese Michael Olise viene premiato per il suo stile elegante e il carattere riservato che ha conquistato molti tifosi. Completano le prime posizioni l’argentino Nico Paz e il sudcoreano Cho Gue-sung, già diventato un fenomeno virale durante il Mondiale del 2022.

                Dai social al campo, i nuovi idoli del pubblico

                La classifica mette insieme giocatori provenienti da ogni continente. Tra i nomi selezionati compaiono anche Federico Viñas, Chemsdine Talbi, Raphinha, João Félix, Lucas Bergvall, Joan Garcia, Marcus Rashford, Elijah Just, Yuito Suzuki e Djed Spence.

                Il fascino diventa un fenomeno globale

                Il successo della classifica conferma come il calcio moderno sia sempre più intrecciato con i social network. Accanto alle qualità tecniche, contano immagine, stile e personalità. Molti dei protagonisti inseriti da Teen Vogue sono diventati vere icone digitali grazie a video, fotografie e fan edit che raccolgono milioni di visualizzazioni.

                Per la rivista americana, nessuno riesce però a mettere insieme talento, presenza scenica e popolarità quanto Jude Bellingham, che si conferma il volto simbolo della nuova generazione del calcio mondiale.

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