Beauty
“Boyfriend blush” è il nuovo beauty trend da provare!
Il trend del “Boyfriend Blush” è un’interessante evoluzione nel mondo del trucco che mira a ottenere un look più naturale e genuino. Questo stile di blush, o fard, si ispira a un aspetto fresco e rosato. L’idea è quella di replicare il rossore sulle guance che potresti vedere su un uomo biondo che ha trascorso la mattinata correndo per un campo da calcio. È una sorta di rossore completo delle guance, al contrario del pigmento perfettamente posizionato. Pensa al principe Harry nei suoi sfacciati giorni all’università.

Il trucco del “Boyfriend Blush” prevede l’utilizzo di tonalità di blush che si avvicinano al colore naturale delle guance quando si è felici o emozionati. Questo può variare da una tonalità rosa delicata a una più pesca o corallo, a seconda del tono della pelle e delle preferenze personali.
La chiave per creare il look sta nell’ombra che scegli e nel posizionamento. Vuoi che appaia come se avessi un colore naturale che aumenta sulle tue guance dopo aver fatto un allenamento e quindi dovrai scegliere una tonalità che si avvicini a quel tono naturale. Puoi provare a pizzicare leggermente le guance per vedere il colore che sembra più realistico.
Quando si tratta di posizionare il pigmento, mantieni il pigmento al centro delle guance, più in alto sugli zigomi.



I truccatori suggeriscono di creare una forma triangolare che inizi al centro del viso, esca lungo la parte inferiore dello zigomo e poi scenda a forma di V. Quindi usa un pennello per lucidare per far rimbalzare il rossore sulla pelle per una finitura uniforme e voluminosa.
Più risulta naturale, meglio è, quindi puoi anche provare ad aggiungere un po’ di colore al ponte del naso: divertiti e scopri cosa funziona per la forma del tuo viso. Finché il risultato finale sembra che tu sia appena tornato da una corsa veloce, ce l’hai fatta.
Il “Boyfriend Blush” è diventato popolare perché offre un modo per migliorare l’aspetto naturale del viso senza sembrare troppo elaborato o eccessivamente truccato. È un trend che celebra la bellezza autentica e spontanea, promuovendo un approccio più rilassato e fresco al trucco.
INSTAGRAM.COM/LACITYMAG
Benessere
Effetto Dunning-Kruger, perché chi sa meno si crede un genio: il paradosso di chi giudica tutti senza conoscere i propri limiti
È detta sindrome della “superiorità illusoria” e si manifesta quando qualcuno sopravvaluta le proprie abilità, competenze o qualità rispetto agli altri, senza però averne le basi. Chi soffre di questa condizione tende a pensare di essere migliore, anche se le esperienze dovrebbero suggerirgli l’opposto.
Effetto Dunning-Kruger: c’è sempre qualcuno che sa tutto, ha un’opinione su qualsiasi argomento e considera gli altri irrimediabilmente meno intelligenti. Non importa quanto sia complicata la questione: la sua sicurezza è incrollabile, anche quando le conoscenze sono praticamente inesistenti. Dietro questa curiosa contraddizione può nascondersi l’effetto Dunning-Kruger, un fenomeno psicologico che spiega perché chi possiede competenze limitate possa arrivare a sopravvalutarle enormemente.
Effetto Dunning-Kruger: quando chi sa meno pensa di sapere tutto
Il fenomeno prende il nome dagli psicologi David Dunning e Justin Kruger, che hanno studiato il rapporto tra competenza e capacità di valutare le proprie prestazioni. Il paradosso nasce da un meccanismo preciso: chi conosce poco una materia può non possedere neppure gli strumenti necessari per riconoscere la propria impreparazione.
Al contrario, chi ha una preparazione approfondita comprende meglio la complessità degli argomenti e tende a valutare con maggiore prudenza le proprie conoscenze. Non significa che gli esperti si sottovalutino sempre, ma che la consapevolezza dei propri limiti rappresenta una componente importante della competenza.
Come riconoscere chi si crede superiore agli altri
Le persone che sopravvalutano le proprie capacità possono mostrare atteggiamenti ricorrenti: si considerano più brillanti della media, faticano ad accettare le critiche, attribuiscono gli insuccessi agli altri e ritengono il proprio giudizio più autorevole di quello altrui.
La convinzione di avere sempre ragione può trasformare qualsiasi confronto in uno scontro. Chi mette in discussione le loro affermazioni diventa automaticamente un avversario, mentre gli errori vengono minimizzati o ignorati. Attenzione, però: arroganza ed egocentrismo non sono sinonimi dell’effetto Dunning-Kruger, che non è una malattia né una diagnosi psicologica.
Perché l’eccessiva sicurezza può diventare pericoloso
Il problema non riguarda soltanto i rapporti personali. Sopravvalutare le proprie competenze può portare a decisioni sbagliate, obiettivi irrealistici e valutazioni superficiali, soprattutto quando si affrontano questioni che richiederebbero conoscenze specialistiche.
La situazione diventa ancora più delicata quando opinioni infondate vengono diffuse con assoluta convinzione. Chi ascolta può confondere la sicurezza con la preparazione, attribuendo credibilità a persone che in realtà non possiedono gli strumenti per sostenere ciò che affermano.
Effetto Dunning-Kruger: come evitare di cadere nella trappola dell’ignoranza
La soluzione passa attraverso un’autovalutazione più realistica, il confronto con persone competenti e la disponibilità ad accettare osservazioni critiche. Studiare, verificare le proprie convinzioni e riconoscere gli errori permette di distinguere ciò che sappiamo davvero da quello che crediamo di sapere.
L’umiltà intellettuale non significa avere poca fiducia in se stessi, ma conoscere il confine tra preparazione e presunzione. Perché la vera competenza non consiste nell’avere sempre una risposta, ma anche nel sapere quando è il momento di ascoltare.
Benessere
Zone Blu, il segreto dei centenari: dalla Sardegna al Giappone, ecco le cinque terre dove si vive più a lungo e cosa possiamo imparare
Le “zone blu” sono delle regioni nel mondo dove si riscontra una concentrazione insolitamente elevata di persone che vivono una vita eccezionalmente lunga e in salute.
Si trovano in alcune zone del Giappone, Grecia, California e nella nostra Sardegna.
Vivere fino a cento anni, magari continuando a lavorare nell’orto, passeggiare e trascorrere le giornate con figli e nipoti. Un sogno che in alcune regioni del pianeta sembra realizzarsi con una frequenza sorprendente. Sono le cosiddette Zone Blu, territori caratterizzati da un’elevata concentrazione di persone particolarmente longeve. Il giornalista Dan Buettner ha contribuito a renderle famose, cercando di individuare le abitudini che accomunano popolazioni separate da migliaia di chilometri.
Cosa sono le Zone Blu e dove si trovano?
Le cinque Zone Blu tradizionalmente individuate si trovano in Sardegna, Okinawa, Nicoya, Icaria e Loma Linda. Luoghi diversissimi per cultura, clima e alimentazione, nei quali ricorrono alcuni elementi: movimento quotidiano, legami familiari, vita comunitaria e un’alimentazione ricca di prodotti vegetali.
A Okinawa, in Giappone, gli anziani conservano spesso un ruolo attivo nella società. Nella penisola di Nicoya, in Costa Rica, famiglia e attività fisica scandiscono le giornate. A Icaria, in Grecia, dominano i ritmi tranquilli della vita mediterranea. A Loma Linda, in California, una comunità di avventisti del settimo giorno segue uno stile di vita particolarmente attento alla salute.
Sardegna, il mistero dei centenari dell’Ogliastra
La nostra Zona Blu si trova nell’entroterra sardo, dove la longevità ha attirato l’interesse dei ricercatori. Nei piccoli centri dell’Ogliastra, molti anziani hanno trascorso la vita lavorando nei campi, allevando animali e percorrendo quotidianamente lunghe distanze a piedi.
Anche la tavola racconta questa tradizione: legumi, cereali, verdure, olio d’oliva e prodotti locali costituiscono una parte importante dell’alimentazione. Il vino rosso appartiene alla cultura gastronomica del territorio, ma non è un elisir di lunga vita.
Fondamentale è anche il ruolo della famiglia. Gli anziani partecipano alla vita del paese, mantengono rapporti quotidiani con parenti e vicini e continuano a sentirsi parte integrante della comunità.
I cinque segreti per vivere più a lungo
Dalle Zone Blu emergono cinque abitudini che possono contribuire al benessere: un’alimentazione prevalentemente vegetale, movimento regolare, relazioni sociali solide, momenti di riposo e attività capaci di dare uno scopo alla giornata.
Non servono necessariamente allenamenti intensivi. Camminare, coltivare l’orto, occuparsi della casa e trascorrere tempo con gli altri sono comportamenti che aiutano a mantenersi attivi anche con il passare degli anni.
Si può davvero arrivare a cento anni?
La longevità dipende anche dalla genetica, dalle condizioni economiche e dall’accesso alle cure. Inoltre, alcune statistiche sulle Zone Blu sono oggetto di discussione scientifica.
Non esiste dunque una formula capace di garantire cento anni di vita. Ma una lezione arriva proprio dai centenari: prendersi cura della propria salute può significare anche recuperare abitudini semplici, senza trasformare ogni giornata in una corsa contro il tempo.
Salute
Addio dentiere e impianti? Dal Giappone arriva il farmaco che promette di far ricrescere i denti perduti: ecco come funziona e quando arriverà
Perdere un dente potrebbe non significare più dover ricorrere a un impianto o a una protesi. In Giappone, i ricercatori della Toregem Biopharma, start-up nata come spin-off dell’Università di Kyoto, stanno sviluppando un farmaco sperimentale capace di stimolare la formazione di nuovi denti. Una prospettiva rivoluzionaria per milioni di persone, anche se i risultati ottenuti finora sugli animali devono ancora trovare conferma negli studi clinici sull’uomo.
Come funziona il farmaco che fa ricrescere i denti
Il segreto è una proteina chiamata USAG-1, che ostacola alcuni processi coinvolti nello sviluppo dentale. Il professor Katsu Takahashi e il suo gruppo hanno sviluppato un anticorpo monoclonale capace di neutralizzarla, favorendo l’attività dei segnali biologici che permettono ai denti di formarsi. Negli esperimenti condotti su topi e altri animali, il trattamento ha prodotto risultati incoraggianti, facendo emergere nuovi denti dove prima mancavano.
La sperimentazione sull’uomo e i bambini nati senza denti
Il programma clinico ha previsto una prima fase su 30 adulti sani, tra i 30 e i 64 anni, con almeno un dente posteriore mancante. La somministrazione endovenosa serve innanzitutto a valutare la sicurezza del farmaco, prima di estendere la ricerca ai pazienti per i quali è stato inizialmente concepito.
Tra questi ci sono i bambini affetti da agenesia dentale congenita, una condizione che impedisce la formazione di alcuni denti permanenti. Il progetto prevede di coinvolgere piccoli pazienti tra i 2 e i 7 anni, con l’obiettivo di verificare se il trattamento possa stimolare lo sviluppo dei denti mancanti.
Quanto costerà il farmaco e quando sarà disponibile
La data indicata come possibile traguardo commerciale è il 2030, ma tutto dipenderà dall’esito degli studi e dalle autorizzazioni sanitarie. Anche il prezzo resta ipotetico: le prime stime parlano di circa 9.000 euro per il trattamento, una cifra destinata a essere rivalutata in caso di commercializzazione.
La priorità dei ricercatori è curare le persone nate senza alcuni denti, ma l’ambizione è molto più grande: arrivare un giorno a sostituire anche quelli perduti per carie, incidenti o malattie gengivali. Se la ricerca riuscirà a mantenere le sue promesse, impianti e dentiere potrebbero finalmente avere un’alternativa biologica.
-
Gossip3 anni faElisabetta Canalis, che Sex bomb! è suo il primo topless del 2024 (GALLERY SENZA CENSURA!)
-
Sex and La City2 anni faDick Rating: che voto mi dai se te lo posto?
-
Cronaca Nera2 anni faBossetti è innocente? Ecco tutti i lati deboli dell’accusa
-
Video2 anni faVideo scandalo a Temptation Island Spagna: lei fa sesso con un tentatore, lui impazzisce in diretta
-
Gossip2 anni faLa De Filippi beccata con lui: la strana coppia a cavallo si rilassa in vacanza
-
Speciale Grande Fratello2 anni faHelena Prestes, chi è la concorrente vip del Grande Fratello? Età, carriera, vita privata e curiosità
-
Moda e modi1 anno faL’estate senza trucco di Belén Rodriguez
-
Speciale Olimpiadi 20242 anni faFact checking su Imane Khelif, la pugile al centro delle polemiche. Davvero è trans?
