Beauty
“Boyfriend blush” è il nuovo beauty trend da provare!
Il trend del “Boyfriend Blush” è un’interessante evoluzione nel mondo del trucco che mira a ottenere un look più naturale e genuino. Questo stile di blush, o fard, si ispira a un aspetto fresco e rosato. L’idea è quella di replicare il rossore sulle guance che potresti vedere su un uomo biondo che ha trascorso la mattinata correndo per un campo da calcio. È una sorta di rossore completo delle guance, al contrario del pigmento perfettamente posizionato. Pensa al principe Harry nei suoi sfacciati giorni all’università.

Il trucco del “Boyfriend Blush” prevede l’utilizzo di tonalità di blush che si avvicinano al colore naturale delle guance quando si è felici o emozionati. Questo può variare da una tonalità rosa delicata a una più pesca o corallo, a seconda del tono della pelle e delle preferenze personali.
La chiave per creare il look sta nell’ombra che scegli e nel posizionamento. Vuoi che appaia come se avessi un colore naturale che aumenta sulle tue guance dopo aver fatto un allenamento e quindi dovrai scegliere una tonalità che si avvicini a quel tono naturale. Puoi provare a pizzicare leggermente le guance per vedere il colore che sembra più realistico.
Quando si tratta di posizionare il pigmento, mantieni il pigmento al centro delle guance, più in alto sugli zigomi.



I truccatori suggeriscono di creare una forma triangolare che inizi al centro del viso, esca lungo la parte inferiore dello zigomo e poi scenda a forma di V. Quindi usa un pennello per lucidare per far rimbalzare il rossore sulla pelle per una finitura uniforme e voluminosa.
Più risulta naturale, meglio è, quindi puoi anche provare ad aggiungere un po’ di colore al ponte del naso: divertiti e scopri cosa funziona per la forma del tuo viso. Finché il risultato finale sembra che tu sia appena tornato da una corsa veloce, ce l’hai fatta.
Il “Boyfriend Blush” è diventato popolare perché offre un modo per migliorare l’aspetto naturale del viso senza sembrare troppo elaborato o eccessivamente truccato. È un trend che celebra la bellezza autentica e spontanea, promuovendo un approccio più rilassato e fresco al trucco.
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Salute
Flatulenze all’odore di uova marce: perché il corpo le produce e quali sono i rimedi efficaci per liberarsi dal fastidio
Un sintomo diffuso che spesso causa imbarazzo ma che rivela precisi meccanismi biochimici nell’apparato digerente. Dalla scomposizione delle proteine al ruolo dei batteri solfuro-produttori, ecco cosa accade al nostro intestino e quali scelte alimentari adottare per risolvere il problema.
L’emissione di gas intestinali caratterizzati da un intenso e sgradevole odore di uova marce è un’esperienza comune che suscita immediato imbarazzo, ma che risponde a precise dinamiche della digestione. L’origine di questa profumazione acre non è casuale: è legata alla presenza di idrogeno solforato (H₂S), un composto gassoso rilasciato durante il metabolismo dei batteri che popolano l’intestino crasso. Come spiegano le linee guida della gastroenterologia clinica, la maggior parte dei gas intestinali è inodore; solo una frazione minima, inferiore all’1%, contiene composti solforati in grado di modificare drasticamente la percezione olfattiva della flatulenza.
La chimica della digestione e il ruolo dei cibi ricchi di zolfo
Il fattore scatenante principale è la composizione della dieta quotidiana. La decomposizione delle proteine e dei nutrienti contenenti zolfo rappresenta il substrato ideale per la flora batterica anaerobica. Quando ingeriamo alimenti come uova, carni rosse, latticini, ma anche verdure crucifere quali broccoli, cavolfiori e cavoli, o spezie come aglio e cipolla, introduciamo aminoacidi quali la metionina e la cisteina. Gli esperti della Fondazione Veronesi evidenziano che «quando questi composti solforati arrivano al colon senza essere stati pienamente assorbiti, la flora batterica li fermenta liberando idrogeno solforato». Una digestione rallentata o una masticazione frettolosa amplificano la presenza di residui non assimilati, prolungando il tempo di stasi intestinale e intensificando la produzione gassosa.
Quando l’odore nasconde alterazioni della flora o intolleranze
Non sempre la causa è esclusivamente alimentare. Un’emissione persistente e particolarmente intensa di gas solforati può segnalare alterazioni funzionali. Una delle condizioni più studiate in ambito specialistico è la sovracrescita batterica nel tenue (SIBO) nella sua variante da idrogeno solforato, caratterizzata dalla proliferazione anomala di batteri quali Escherichia coli o Desulfovibrio. In questi casi, il fenomeno si accompagna a gonfiore addominale precoce dopo i pasti, stanchezza o alterazioni dell’alvo. Inoltre, le intolleranze al lattosio o al fruttosio favoriscono la fermentazione dei zuccheri non digeriti, creando un ambiente ideale per i microbi solfuro-produttori.
Le strategie pratiche e i rimedi per riequilibrare l’intestino
Per contrastare il problema è opportuno adottare correzioni mirate nello stile di vita. Ridurre temporaneamente la quota di cibi ad alto tenore di zolfo e moderare i grassi aiuta a decongestionare il tratto digerente. I gastroenterologi raccomandano di «aumentare l’idratazione quotidiana e consumare i pasti lentamente, per favorire un’adeguata azione degli enzimi gastrici». L’assunzione di fibre solubili e l’impiego guidato di probiotici specifici contribuiscono a ripristinare la biodiversità del microbiota, riducendo le popolazioni batteriche dannose. Qualora la situazione persista e si associ a dolori addominali o calo ponderale, è consigliabile consultare uno specialista per esami di approfondimento.
A scopo puramente informativo. Per un parere medico o una diagnosi, rivolgiti a un professionista.
Benessere
Quando la gelosia diventa una trappola cieca e violenta: come riconoscere l’ossessione e a chi rivolgersi prima che sia troppo tardi
La tragedia della morte di Federico Venco riaccende i riflettori sui rischi delle relazioni tossiche. Esistono strutture specializzate e percorsi di sostegno per chi avverte di perdere il controllo sui propri sentimenti.
La drammatica vicenda che ha portato all’uccisione di Federico Venco ha riaperto con violenza il dibattito sulle conseguenze estreme della gelosia ossessiva. Quando l’insicurezza e la paura dell’abbandono degenerano in un desiderio irrazionale di possesso, il confine tra sofferenza emotiva e impulso violento rischia di assottigliarsi pericolosamente. Riconoscere che le proprie emozioni stanno travalicando i limiti del rispetto reciproco rappresenta il primo e più difficile passo per spezzare una catena di pensieri che può condurre a esiti irreversibili.
I campanelli d’allarme dell’ossessione e la perdita di controllo
La gelosia non è un indice d’amore, ma una risposta ansiosa che nei casi più gravi assume i connotati di una vera e propria patologia. Gli psicologi e gli esperti di dinamiche relazionali spiegano che «quando il pensiero verso il partner diventa fisso, pervasivo e sordo a qualsiasi rassicurazione razionale, ci si trova di fronte a uno stato d’alterazione che richiede un intervento esterno immediato». Controllare costantemente gli spostamenti altrui, cedere a scatti d’ira incontrollabili, provare rancore cieco o fantasticare su ritorsioni fisiche sono segnali d’allarme vertiginosi che indicano una marcata perdita di lucidità emotiva.
A chi chiedere aiuto: i centri dedicati agli uomini e i servizi territoriali
Nessuno è costretto ad affrontare da solo una spirale d’ansia e rabbia. Su tutto il territorio nazionale sono attivi i Centri di Ascolto per Uomini Maltrattanti (CAM) e i servizi dedicati alla gestione della violenza relazionale. Si tratta di strutture pubbliche e del terzo settore dove équipe di psicologi, psicoterapeuti ed educatori offrono spazi d’ascolto riservati, non giudicanti e completamente gratuiti. Rivolgersi a questi centri permette di intraprendere percorsi individuali o di gruppo pensati per decostruire l’impulsività, elaborare il rifiuto e apprendere modalità sane di gestione dello stress emotivo.
Contatti d’emergenza e l’importanza della prevenzione tempestiva
Per chi avverte un’urgenza immediata o teme di compiere azioni irrazionali, esistono canali d’accesso rapido e riservato. È possibile contattare i Consultori Familiari delle ASL locali, i servizi di salute mentale (CSM) oppure comporre i numeri d’emergenza nazionali come il 112 per situazioni di crisi acuta. Gli operatori del settore ricordano con forza che «chiedere aiuto tempestivamente non è un segno di debolezza, ma un gesto di profonda responsabilità verso se stessi e verso gli altri». Interrompere la spirale del possesso prima che si trasformi in violenza è possibile, a patto di affidarsi con fiducia a professionisti preparati.
Beauty
Fondotinta no-transfer e cipria trasparente: la combinazione perfetta per mantenere il trucco fresco durante le ore lavorative
Garantire un incarnato omogeneo ed privo di lucidità dal mattino alla sera è l’obiettivo di chi affronta lunghe giornate fuori casa. Tra cosmetici di nuova generazione ad alta aderenza e l’azione fissante delle polveri, ecco come strutturare la routine per evitare continui ritocchi
Affrontare una giornata lavorativa di otto o dieci ore mantenendo il trucco viso intatto, fresco e privo di lucidità è una delle sfide quotidiane più comuni nell’ambito della cosmesi. Tra sbalzi di temperatura, ore trascorse al chiuso e l’inevitabile produzione di sebo, il fondotinta tende progressivamente a cedere o a svanire in zone critiche come la zona T. Di fronte a questo inconveniente, la domanda sorge spontanea: la chimica cosmetica moderna offre formulazioni capaci di resistere in autonomia per l’intera giornata o l’uso della cipria resta un passaggio imprescindibile?
Le formulazioni moderne a lunga tenuta e l’effetto no-transfer
L’evoluzione tecnologica nel campo del make-up ha portato allo sviluppo di fondotinta fluidi e compatti ad altissima aderenza, definiti long-lasting o no-transfer. Questi prodotti sfruttano una rete di polimeri fissanti e siliconi volatili che, una volta stesi sulla pelle, creano un film flessibile e resistente all’acqua e al sudore.
Per chi possiede una pelle da normale a secca o lavora in ambienti a temperatura controllata, un fondotinta a lunga tenuta di buona qualità può effettivamente garantire una resa ottimale per quasi tutto il turno di lavoro, senza richiedere interventi correttivi continui.
Il ruolo strategico della cipria nel fissaggio del trucco
Nonostante i progressi delle formule fluide, gli esperti del settore evidenziano come la cipria rimanga un alleato indispensabile, in particolare per le pelli miste o grasse. La funzione primaria della polvere, sia essa libera o compatta, trasparente o colorata, non è soltanto quella di opacizzare, ma di assorbire il sebo in eccesso prodotto dalle ghiandole sebacee durante le ore.
Applicare un velo sottile di cipria trasparente d’impalpabile consistenza subito dopo la stesura del fondotinta consente di “sigillare” il pigmento sulla cute, impedendo al cosmetico di migrare nelle pieghe d’espressione e prolungandone la durata complessiva.
La preparazione della pelle e l’uso degli spray fissanti
Oltre alla scelta dei singoli prodotti, la tenuta del cosmetico dipende fortemente dalla fase di preparazione del viso (skin prep) e dalle tecniche di finitura. Un’adeguata idratazione della cute evita che la pelle “assorba” la componente acquosa del fondotinta facendolo macchiare.
A integrazione o alternativa alla cipria, la nebulizzazione di uno spray fissante (setting spray) a fine trucco crea una barriera protettiva contro l’umidità esterna. Per chi desidera evitare ritocchi con la cipria durante la giornata, la combinazione tra primer levigante, fondotinta no-transfer e spray fissante rappresenta la strategia più efficace per mantenere un look uniforme dal mattino alla sera.
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