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“Boyfriend blush” è il nuovo beauty trend da provare!

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    Il trend del “Boyfriend Blush” è un’interessante evoluzione nel mondo del trucco che mira a ottenere un look più naturale e genuino. Questo stile di blush, o fard, si ispira a un aspetto fresco e rosato. L’idea è quella di replicare il rossore sulle guance che potresti vedere su un uomo biondo che ha trascorso la mattinata correndo per un campo da calcio. È una sorta di rossore completo delle guance, al contrario del pigmento perfettamente posizionato. Pensa al principe Harry nei suoi sfacciati giorni all’università.

    Il trucco del “Boyfriend Blush” prevede l’utilizzo di tonalità di blush che si avvicinano al colore naturale delle guance quando si è felici o emozionati. Questo può variare da una tonalità rosa delicata a una più pesca o corallo, a seconda del tono della pelle e delle preferenze personali.
    La chiave per creare il look sta nell’ombra che scegli e nel posizionamento. Vuoi che appaia come se avessi un colore naturale che aumenta sulle tue guance dopo aver fatto un allenamento e quindi dovrai scegliere una tonalità che si avvicini a quel tono naturale. Puoi provare a pizzicare leggermente le guance per vedere il colore che sembra più realistico.
    Quando si tratta di posizionare il pigmento, mantieni il pigmento al centro delle guance, più in alto sugli zigomi.

    I truccatori suggeriscono di creare una forma triangolare che inizi al centro del viso, esca lungo la parte inferiore dello zigomo e poi scenda a forma di V. Quindi usa un pennello per lucidare per far rimbalzare il rossore sulla pelle per una finitura uniforme e voluminosa.
    Più risulta naturale, meglio è, quindi puoi anche provare ad aggiungere un po’ di colore al ponte del naso: divertiti e scopri cosa funziona per la forma del tuo viso. Finché il risultato finale sembra che tu sia appena tornato da una corsa veloce, ce l’hai fatta.
    Il “Boyfriend Blush” è diventato popolare perché offre un modo per migliorare l’aspetto naturale del viso senza sembrare troppo elaborato o eccessivamente truccato. È un trend che celebra la bellezza autentica e spontanea, promuovendo un approccio più rilassato e fresco al trucco.

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      Beauty

      Skin Flooding: la tecnica dell’“allagamento” che mantiene il viso giovane e rimpolpato

      Mentre le temperature salgono, la Gen Z e i beauty enthusiast di tutto il mondo abbandonano le creme corpose in favore dello “Skin Flooding”. Letteralmente un “allagamento” cutaneo controllato che promette un effetto glow senza appesantire. Ma funziona davvero? Viaggio guidato tra tonici, essenze e il ruolo cruciale dell’acido ialuronico applicato rigorosamente sulla pelle umida.

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      Skin Flooding: la tecnica dell'“allagamento” che mantiene il viso giovane e rimpolpato

        Il fenomeno: quando l’acqua diventa il miglior primer

        Con l’arrivo dell’estate, il dilemma è sempre lo stesso: come mantenere la pelle idratata e radiosa senza trasformare il viso in una scivolosa pista di pattinaggio? La risposta che sta dominando i feed social e le routine delle star non è un nuovo ingrediente miracoloso, ma un metodo geometrico di applicazione: lo Skin Flooding.

        Nata dall’universo della K-Beauty (la cosmetica coreana) e riadattata per i mesi più caldi, questa tecnica prevede l’applicazione strategica di prodotti ultra-leggeri e acquosi l’uno sopra l’altro, creando un vero e proprio “effetto spugna”. L’obiettivo? Sigillare l’umidità negli strati più profondi dell’epidermide prima che l’afa o l’aria condizionata dell’ufficio possano evaporarla.

        La scienza del “Glow”: come funziona il flooding?

        A differenza delle vecchie abitudini che prevedevano l’uso di creme ricche e occlusive, lo Skin Flooding punta tutto sulla stratificazione idrica. I protagonisti assoluti sono gli umettanti, molecole capaci di legare a sé l’acqua fino a mille volte il proprio peso.

        La sequenza perfetta si articola in quattro step rapidi:

        1. Detersione delicata: Un detergente idratante che non alteri la barriera cutanea.
        2. Il primo boost: Una nebbia di acqua termale o un tonico analcolico spruzzato generosamente sul viso.
        3. Il siero chiave: L’applicazione di un siero a base di acido ialuronico o glicerina mentre la pelle è ancora decisamente bagnata.
        4. Il sigillo: Un velo di crema gel leggera (gel-cream) o una lozione fluida per bloccare l’idratazione all’interno.

        Perché la pelle umida è fondamentale? Semplice fisica cutanea: l’acido ialuronico applicato sulla pelle completamente asciutta rischia di ottenere l’effetto opposto, attingendo acqua dagli strati profondi della pelle e disidratandola. Se applicato sulla pelle bagnata, invece, assorbe l’umidità esterna e la spinge nei tessuti.

        A chi è rivolto (e i falsi miti da sfatare)

        Nonostante il nome evochi un trattamento d’urto, lo Skin Flooding è sorprendentemente democratico. È il paradiso per le pelli disidratate e spente, ma si rivela un ottimo alleato anche per le pelli miste o grasse, che d’estate tendono a produrre più sebo proprio come reazione alla disidratazione profonda.

        Unico accorgimento degli esperti: attenzione a non esagerare con i sieri contenenti troppi principi attivi diversi (come retinolo o acidi esfolianti) durante il flooding. L’umidità aumenta la penetrazione dei prodotti e, di conseguenza, il rischio di irritazioni. Per l’estate 2026, la parola d’ordine è solo una: pure hydration.

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          In primo piano

          Sete estiva: cosa mettere nel bicchiere per battere la disidratazione

          Per generazioni ci è stato ripetuto che bere moltissima acqua naturale sia l’unico modo per combattere la disidratazione, specialmente in estate. Tuttavia, recenti studi di bioenergetica e nutrizione hanno scardinato questo dogma. L’idratazione profonda del corpo non dipende solo dalla quantità di liquidi ingeriti, ma dalla loro densità nutrizionale. Bevande insospettabili, ricche di zuccheri naturali, proteine e sali minerali, riescono a rimanere nel nostro organismo molto più a lungo, idratandoci meglio dell’acqua pura

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            L’indice di idratazione: la scoperta dei ricercatori scozzesi

            Per fare chiarezza su cosa accada nel nostro corpo quando beviamo, un team di scienziati della St Andrews University ha sviluppato il Beverage Hydration Index (BHI), un indice che misura l’impatto di diverse bevande sull’organismo. I ricercatori hanno scoperto che l’acqua (sia naturale sia frizzante) fa un ottimo lavoro nel dissetare rapidamente, ma viene anche espulsa molto velocemente attraverso le urine.

            Il motivo è puramente chimico: quando beviamo acqua pura, il volume del sangue aumenta rapidamente e i reni si attivano subito per eliminare l’eccesso. Se invece la bevanda contiene una piccola percentuale di nutrienti (come macronutrienti o sali minerali), lo svuotamento gastrico rallenta. Il liquido rimane nel corpo più a lungo, garantendo un’idratazione prolungata nel tempo.

            Il podio degli idratanti: la sorpresa del latte e delle alternative vegetali

            Contro ogni aspettativa biologica, lo studio scozzese e le successive verifiche nutrizionali hanno eletto il latte (sia intero sia scremato) come una delle bevande più idratanti in assoluto, superando l’acqua minerale.

            Il latte contiene naturalmente lattosio (uno zucchero leggero), proteine e una quota di grassi. Questa miscela rallenta il passaggio del liquido nello stomaco. Inoltre, la massiccia presenza di sodio e potassio agisce come una spugna a livello cellulare, trattenendo l’acqua nei tessuti e riducendo la produzione di urina. Per chi cerca alternative vegetali o ipocaloriche, l’acqua di cocco rappresenta un’ottima alternativa naturale, essendo strutturalmente identica ai fluidi cellulari umani e ricchissima di potassio.

            Tè, tisane e centrifugati: come idratarsi con gusto

            Oltre al latte, la natura e la bacheca della cucina offrono soluzioni eccellenti per diversificare l’apporto idrico quotidiano:

            • Le tisane fredde e il tè verde: Se preparati senza l’aggiunta di zuccheri raffinati, gli infusi idratano esattamente come l’acqua, ma con il valore aggiunto degli antiossidanti. Il mito secondo cui il tè disidrata a causa della caffeina è stato ridimensionato: l’effetto diuretico della teina si attiva solo a dosaggi elevatissimi, impercettibili in una normale tazza fredda.
            • Le spremute e i centrifugati di verdura: Un succo fresco di pomodoro, cetriolo o sedano apporta la cosiddetta “acqua biologica”, ovvero un’acqua strutturata e già filtrata dalla pianta, ricca di vitamine e minerali che il corpo assimila istantaneamente senza alcuno sforzo digestivo.

            I falsi amici: quando bere disidrata

            La scienza della nutrizione lancia però un severo monito sui liquidi che producono l’effetto opposto. Le bevande gassate eccessivamente zuccherate (come i soft drink industriali) e i succhi di frutta concentrati non aiutano l’idratazione. Quando una bevanda è troppo ricca di zuccheri, si attiva un processo chiamato osmosi: il corpo è costretto a sottrarre acqua ai tessuti interni per convogliarla nell’intestino nel tentativo di diluire gli zuccheri ingeriti, peggiorando la disidratazione.

            Discorso analogo vale per la birra e gli alcolici in generale: l’alcol inibisce l’ormone antidiuretico (ADH), costringendo i reni a espellere molti più liquidi di quanti ne siano stati introdotti. In estate, la regola d’oro resta la varietà intelligente.

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              Salute

              Perché alcol e caldo rovente sono i peggiori nemici del tuo benessere

              L’illusione di freschezza nasconde un potente effetto diuretico che accelera la disidratazione e manda in tilt la termoregolazione. I consigli degli esperti per non rinunciare al brindisi, evitando il colpo di calore.

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              Perché alcol e caldo rovente sono i peggiori nemici del tuo benessere

                Con l’arrivo dell’estate e le temperature che superano costantemente i 35 gradi, il richiamo di un aperitivo ghiacciato in spiaggia o su una terrazza ventilata diventa irresistibile. Una birra bionda con la schiuma immacolata, un calice di bollicine o un cocktail colorato ricco di cubetti di ghiaccio sembrano la risposta perfetta alla calura opprimente. Eppure, la scienza del buon vivere parla chiaro: quando il termometro sale, l’alcol e il caldo rovente si trasformano in una coppia letteralmente tossica. Quella sensazione di immediato refrigerio è, purtroppo, un gigantesco bluff biologico.

                L’inganno della freschezza: la trappola della vasodilatazione

                Il motivo principale per cui alcol e alte temperature non vanno d’accordo risiede nel modo in cui l’etanolo interagisce con il nostro sistema circolatorio. L’alcol è un potente vasodilatatore periferico: significa che costringe i vasi sanguigni superficiali a dilatarsi, richiamando più sangue verso la pelle.

                Questo fenomeno genera una transitoria e piacevole sensazione di calore (lo stesso motivo per cui si beve un goccio di grappa in alta montagna), ma in estate si traduce in un cortocircuito pericoloso. Il corpo, già impegnato a dissipare il calore esterno attraverso il sudore, si ritrova improvvisamente impossibilitato a regolare la temperatura interna. Il risultato? La temperatura corporea sale a picco, la pressione arteriosa crolla drasticamente e il rischio di svenimenti o, nei casi più gravi, di un vero e proprio colpo di calore aumenta in modo esponenziale.

                L’effetto diuretico: quando il cocktail ti “asciuga”

                C’è poi il fattore idratazione. Molti pensano che un drink lungo equivalga a introdurre liquidi nell’organismo. Niente di più falso. L’alcol inibisce l’ormone antidiuretico (ADH), spingendo i reni a espellere molti più liquidi di quanti non se ne stiano introducendo con il bicchiere. Per ogni grammo di alcol consumato, l’escrezione di urina aumenta di circa 10 millilitri. Sotto il sole cocente, dove la perdita di liquidi e sali minerali attraverso la sudorazione è già ai massimi livelli, l’alcol accelera il processo di disidratazione, lasciando i tessuti “all’asciutto” e regalando il giorno dopo un mal di testa da record.

                La guida dell’aperitivo intelligente

                Per godersi l’estate senza trasformare il relax in un incubo, basta applicare poche e semplici regole di puro buon senso:

                • La regola dell’alternanza: Per ogni bicchiere di alcolico, consuma un intero bicchiere d’acqua naturale a temperatura ambiente. Questo compenserà l’effetto diuretico dell’alcol e manterrà i tessuti idratati.
                • Attenti alla gradazione: Nelle ore più calde (fino al tramonto), preferisci mocktail (cocktail analcolici a base di frutta fresca e acqua tonica) o bevande leggermente alcoliche come uno spritz molto allungato. Banditi i superalcolici lisci e i digestivi a fine pasto.
                • Il cibo come scudo: Non bere mai a stomaco vuoto. Accompagna il drink con stuzzichini freschi e ricchi di acqua e sali minerali, come crudité di verdure, frutta di stagione (anguria e melone in primis) o finger food non troppo salati.

                Il segreto di un’estate indimenticabile sta nel saper ascoltare il proprio corpo. Brindare al tramonto è uno dei piaceri della vita, a patto di ricordare che il vero alleato contro l’afa non si trova nel bancone del bar, ma nella purezza di un semplicissimo bicchiere d’acqua.

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