Beauty
“Boyfriend blush” è il nuovo beauty trend da provare!
Il trend del “Boyfriend Blush” è un’interessante evoluzione nel mondo del trucco che mira a ottenere un look più naturale e genuino. Questo stile di blush, o fard, si ispira a un aspetto fresco e rosato. L’idea è quella di replicare il rossore sulle guance che potresti vedere su un uomo biondo che ha trascorso la mattinata correndo per un campo da calcio. È una sorta di rossore completo delle guance, al contrario del pigmento perfettamente posizionato. Pensa al principe Harry nei suoi sfacciati giorni all’università.

Il trucco del “Boyfriend Blush” prevede l’utilizzo di tonalità di blush che si avvicinano al colore naturale delle guance quando si è felici o emozionati. Questo può variare da una tonalità rosa delicata a una più pesca o corallo, a seconda del tono della pelle e delle preferenze personali.
La chiave per creare il look sta nell’ombra che scegli e nel posizionamento. Vuoi che appaia come se avessi un colore naturale che aumenta sulle tue guance dopo aver fatto un allenamento e quindi dovrai scegliere una tonalità che si avvicini a quel tono naturale. Puoi provare a pizzicare leggermente le guance per vedere il colore che sembra più realistico.
Quando si tratta di posizionare il pigmento, mantieni il pigmento al centro delle guance, più in alto sugli zigomi.



I truccatori suggeriscono di creare una forma triangolare che inizi al centro del viso, esca lungo la parte inferiore dello zigomo e poi scenda a forma di V. Quindi usa un pennello per lucidare per far rimbalzare il rossore sulla pelle per una finitura uniforme e voluminosa.
Più risulta naturale, meglio è, quindi puoi anche provare ad aggiungere un po’ di colore al ponte del naso: divertiti e scopri cosa funziona per la forma del tuo viso. Finché il risultato finale sembra che tu sia appena tornato da una corsa veloce, ce l’hai fatta.
Il “Boyfriend Blush” è diventato popolare perché offre un modo per migliorare l’aspetto naturale del viso senza sembrare troppo elaborato o eccessivamente truccato. È un trend che celebra la bellezza autentica e spontanea, promuovendo un approccio più rilassato e fresco al trucco.
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Salute
Bypass senza bisturi: la cardiologia apre una nuova era
Grazie a una tecnica mini-invasiva basata su cateteri, i medici hanno risolto un’ostruzione coronarica altrimenti fatale, aprendo la strada a nuove possibilità terapeutiche.
Un intervento che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato fantascienza segna ora un passaggio storico nella medicina cardiovascolare. Per la prima volta è stato eseguito un bypass aorto-coronarico senza ricorrere alla tradizionale apertura del torace, evitando sternotomia e chirurgia a cuore aperto. L’operazione, portata a termine con successo negli Stati Uniti, ha permesso di risolvere un’ostruzione potenzialmente letale dell’arteria coronaria sinistra mediante una procedura mini-invasiva.
A realizzare l’intervento è stata un’équipe congiunta del Centro cardiovascolare e valvolare strutturale dell’Università Emory di Atlanta e del National Heart, Lung and Blood Institute (NIH), in collaborazione con lo St. Francis Hospital and Heart Center di Roslyn. Il gruppo, coordinato dal professor Christopher G. Bruce, ha applicato una tecnica innovativa chiamata VECTOR, acronimo di ventriculo-coronary transcatheter outward navigation and re-entry.
Il paziente, un uomo di 67 anni con una storia clinica particolarmente complessa, era già stato sottoposto in passato a una sostituzione valvolare aortica transcatetere (TAVR). In rari casi, questa procedura può causare l’ostruzione delle coronarie, soprattutto quando si verifica un accumulo di calcio sulla bioprotesi valvolare. Nel suo caso, la posizione critica della valvola rispetto all’ostio della coronaria sinistra rendeva impossibile qualsiasi intervento chirurgico standard: un’operazione a cuore aperto avrebbe comportato un rischio elevatissimo di arresto del flusso sanguigno.
Tradizionalmente, il bypass aorto-coronarico viene eseguito tramite sternotomia mediana e può avvalersi o meno della circolazione extracorporea. Tuttavia, le condizioni generali del paziente — tra insufficienza cardiaca, insufficienza renale e precedenti interventi — escludevano del tutto questa possibilità. Da qui la scelta di percorrere una strada alternativa.
La tecnica VECTOR, già sperimentata in ambito veterinario, consente di raggiungere il cuore attraverso i vasi delle gambe utilizzando cateteri e fili guida. Una volta giunti in sede, gli operatori creano micro-accessi controllati attraverso le pareti cardiache e vascolari per aggirare l’ostruzione e ristabilire un flusso sanguigno efficace, realizzando di fatto un bypass “interno” senza incisioni esterne.
A sei mesi dall’intervento, il paziente non presenta più segni clinici di ischemia coronarica, confermando il pieno successo della procedura. I dettagli dell’operazione sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Circulation: Cardiovascular Interventions, dove i ricercatori sottolineano come questa strategia possa offrire una nuova speranza a molti pazienti considerati non operabili.
Pur restando una tecnica complessa e non priva di rischi, VECTOR rappresenta un cambio di paradigma: non sostituirà nell’immediato la chirurgia tradizionale, ma potrebbe diventare un’opzione decisiva per quei casi estremi in cui, finora, le alternative terapeutiche erano semplicemente inesistenti.
Salute
Vaccino antinfluenzale, perché resta un alleato fondamentale nei mesi più freddi
Dal funzionamento del vaccino ai benefici per le fasce più fragili, passando per i falsi miti: perché vaccinarsi contro l’influenza è ancora oggi una scelta di salute pubblica.
Con l’arrivo dell’autunno e il calo delle temperature, l’influenza stagionale torna puntualmente a circolare. Febbre, dolori muscolari, stanchezza e complicazioni respiratorie rappresentano ogni anno un peso rilevante non solo per i singoli, ma anche per il sistema sanitario. In questo scenario, il vaccino antinfluenzale si conferma uno strumento centrale di prevenzione, soprattutto durante i mesi più freddi, quando i virus respiratori trovano condizioni ideali per diffondersi.
Cos’è e come funziona il vaccino antinfluenzale
Il vaccino antinfluenzale viene aggiornato annualmente per contrastare i ceppi virali che, secondo le previsioni scientifiche internazionali, avranno maggiore circolazione nella stagione successiva. Non si tratta di un unico virus, ma di diverse varianti dell’influenza, che mutano nel tempo. La vaccinazione stimola il sistema immunitario a produrre anticorpi specifici, riducendo in modo significativo il rischio di ammalarsi o, in caso di contagio, la gravità dei sintomi.
È importante chiarire un punto spesso oggetto di confusione: il vaccino non provoca l’influenza. Gli effetti collaterali più comuni sono lievi e transitori, come dolore nel punto di iniezione o una leggera febbre, segni della risposta immunitaria in atto.
Perché è particolarmente importante in inverno
Durante l’inverno le persone trascorrono più tempo in ambienti chiusi e poco ventilati, favorendo la trasmissione dei virus respiratori. Le basse temperature, inoltre, possono indebolire le difese delle vie aeree. In questo contesto, il vaccino rappresenta una barriera preventiva che contribuisce a contenere la diffusione dell’influenza e a evitare picchi di accessi a pronto soccorso e ospedali, soprattutto nei periodi di maggiore pressione sul sistema sanitario.
Le categorie più a rischio
La vaccinazione è raccomandata in modo particolare per anziani, bambini piccoli, donne in gravidanza, persone con patologie croniche (come diabete, malattie cardiovascolari o respiratorie) e operatori sanitari. In questi gruppi, l’influenza può avere conseguenze più serie, con un aumento del rischio di complicanze come polmoniti, riacutizzazioni di malattie preesistenti e ricoveri.
Vaccinarsi, in questi casi, non significa solo proteggere se stessi, ma anche ridurre la possibilità di trasmettere il virus a persone più fragili.
Un gesto individuale che tutela la collettività
Oltre alla protezione personale, il vaccino antinfluenzale ha un valore collettivo. Una maggiore copertura vaccinale contribuisce a limitare la circolazione del virus, riducendo il numero complessivo di casi. Questo aspetto è particolarmente rilevante nei mesi invernali, quando l’influenza può sovrapporsi ad altre infezioni respiratorie, complicando diagnosi e cure.
Informazione e consapevolezza
Nonostante l’efficacia dimostrata, l’adesione alla vaccinazione antinfluenzale resta inferiore alle raccomandazioni sanitarie. Diffidenze e disinformazione giocano un ruolo importante. Per questo, gli esperti sottolineano l’importanza di affidarsi a fonti scientifiche e al consiglio del proprio medico, valutando il vaccino come una misura di prevenzione semplice ma concreta.
In definitiva, vaccinarsi contro l’influenza durante le stagioni più fredde non elimina del tutto il rischio di ammalarsi, ma riduce in modo significativo l’impatto della malattia. Un piccolo gesto che, ogni inverno, può fare una grande differenza per la salute individuale e collettiva.
Salute
I leggins “anticellulite” funzionano davvero? Verità scientifica dietro i capi tecnici
Negli ultimi anni i leggings anticellulite sono diventati un fenomeno di moda e marketing: capi di abbigliamento che “fanno miracoli” contro la pelle a “buccia d’arancia”, stando comodamente indossati durante la giornata. Alcuni modelli sono pubblicizzati ovunque: dalle descrizioni di tessuti che migliorano la microcircolazione all’azione combinata di filati tecnici e microcapsule di attivi cosmetici. Ma funziona davvero?
La cellulite è un inestetismo cutaneo molto diffuso, soprattutto tra le donne: si stima che circa l’80-90% ne sia affetto in qualche forma, a prescindere da peso e forma fisica. La sua origine è complessa e multifattoriale, legata a alterazioni del tessuto connettivo, accumulo di liquidi, microcircolazione lenta e modificazioni dello strato adiposo sotto la pelle.
Cosa dicono gli studi
La evidenza scientifica indipendente su leggings anticellulite resta molto limitata. Uno studio clinico su calze a compressione che riflettono raggi infrarossi lontani (LWIR) ha mostrato solo lievi miglioramenti visivi nella qualità della pelle, ma senza risultati significativi nei parametri obiettivi come l’ecogenicità cutanea o la struttura del tessuto. In pratica, l’impatto della sola tessitura sui problemi di cellulite è minimo.
Esperti di trattamenti anticellulite sottolineano che la compressione uniforme tipica di molti leggings non migliora né la circolazione sanguigna né il drenaggio linfatico in modo clinicamente significativo. Per stimolare davvero il ritorno venoso o la microcircolazione servirebbe una compressione graduata e specifica, che i capi di moda difficilmente garantiscono.
Promesse vs realtà
I marchi di cosmetotessili, come quelli che integrano microcapsule di caffeina o alghe marine nei tessuti, affermano che con l’attrito il tessuto rilascia gradualmente principi attivi sulla pelle, stimolando microcircolo e compattezza. Alcuni utenti e rivenditori sostengono che ciò possa rendere la pelle visivamente più tonica o liscia se indossati regolarmente, ma i dati scientifici sono spesso forniti dai produttori stessi e non sempre sottoposti a revisione indipendente.
In altre parole, i leggings anticellulite possono:
- dare una sensazione di pelle più liscia o compatta grazie alla compressione e alla texture del tessuto;
- favorire una leggera stimolazione cosmetica superficiale se integrano microcapsule attive;
- nascondere temporaneamente la cellulite sotto capi scuri o materiali più spessi.
Tuttavia, non hanno alcuna capacità di:
- ridurre realmente la massa adiposa;
- eliminare la cellulite in modo permanente;
- cambiare la struttura profonda del tessuto connettivo. Questo tipo di risultato si ottiene solo con approcci clinici mirati.
Cosa può davvero aiutare
Secondo dermatologi e specialisti, l’approccio più efficace alla cellulite combina:
- alimentazione equilibrata e idratazione;
- attività fisica regolare, che migliora microcircolazione e tono muscolare;
- trattamenti professionali certificati (elettrostimolazione, laser, radiofrequenza) nei casi più persistenti.
In questo contesto i leggings anticellulite possono essere un complemento estetico o una soluzione temporanea per migliorare l’aspetto della pelle quando indossati, soprattutto se associati a uno stile di vita sano. Ma non vanno considerati un “rimedio” miracoloso: senza dieta, esercizio e cure appropriate, la cellulite tenderà a persistere o a ricomparire.
Conclusione
I leggings anticellulite possono offrire un effetto estetico superficiale e una sensazione di compattezza se indossati regolarmente, ma non esistono prove solide che cancellino la cellulite in modo definitivo. Prima di investire in capi costosi per questa sola funzione, è bene valutare aspettative realistiche e considerare che la vera lotta alla cellulite passa per abitudini di vita consapevoli, supportate – quando necessario – da trattamenti medici o estetici qualificati.
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