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Dopo 12 anni di stop torna Miss Padania

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    Stasera al Centro Polifunzionale di San Genesio ed Uniti (PV), dopo dodici anni di stop, torna Miss Padania o, più esattamente, Miss Padania by Ciocca, il concorso che mette in risalto la bellezza dei valori e le tradizioni del Nord Italia.

    Tanti ospiti

    L’evento, fortemente voluto dall’europarlamentare della Lega Angelo Ciocca, farà il suo ritorno sabato 1 giugno, in concomitanza con la chiusura della campagna elettorale, al Centro Polifunzionale di San Genesio ed Uniti (Pavia), in via Parco Vecchio 2. Ospiti della serata il giornalista Claudio Brachino, Luca Bergamaschi, Roberto Di Nunno, Giorgia Colombo, Giulia Pelagatti, Edoardo Raspelli. In giuria, tra gli altri, lo stesso Edoardo Raspelli (che ha seguito Miss Padania dagli albori), la giornalista di Parma Sara Colonna e Fabrizio Berlincioni, celebre paroliere vincitore di due Festival di Sanremo e produttore del programma tv L’Italia Che Mi Piace… In Viaggio Con Raspelli.

    Il programma della serata

    La manifestazione, promossa dall’ europarlamentare Angelo Ciocca che sigla anche la chiusura della campagna per le elezioni europee, contempla un fitto programma:

    Dalle 14.00 giochi per i bambini, con gonfiabili e zucchero filato

    19.30 risottata ”Made in Italy”

    20.30 concorso Miss Padania

    21.30 show di Iva Zanicchi

    22.30 si conclude Miss Padania

    23 spettacolo pirotecnico

    Alla vincitrice del concorso verrà consegnata la prestigiosa “reggera”, un pezzo unico di artigianato creato da Noè Gioielli per le edizioni precedenti, oltre a un omaggio rappresentato da un gioiello unico realizzato appositamente per questa edizione. Inoltre, alla vincitrice, così come alle altre concorrenti, sarà data la possibilità di sfilare con abiti di una nota stilista, Miriam Tirinzoni; tutte le ragazze in gara saranno omaggiate con prodotti di Farmacalab e vini dell’azienda vinicola Nicelli, del territorio padano.

    I due conduttori

    La serata di presentazione sarà condotta da Leo Bosi e Gloria Anselmi, attrice ed ex Miss Padania e l’organizzazione è assegnata a Cesare Morgantini. Attualmente sono già una decina le ragazze in gara, ma le iscrizioni sono ancora aperte per chi volesse vivere questa emozionante esperienza. Nel caso si volessero maggiori informazioni si può contattare l’indirizzo email  morgantinicesare@virgilio.it

    Valori ed orgoglio

    “Sono felice di aver riportato in vita Miss Padania, un concorso che valorizza la bellezza dei valori e l’orgoglio delle donne del Nord Italia”, ha dichiarato l’Onorevole Ciocca. “Questo evento è un’occasione per celebrare la nostra identità e le nostre tradizioni, in un momento di grande importanza per il nostro territorio e per l’Italia intera.”

    I ricordi di Edoardo Raspelli

    Sono molto legato ai miei ricordi, a tutti i ricordi e sono tanti i motivi per cui sono emozionato dal ritorno di Miss Padania-dice Edoardo Raspelli- Agli inizi del concorso la finale di Miss Padania doveva andare in diretta su Rete 4 e il direttore di allora, Giancarlo Scheri, oggi direttore di Canale 5, in un primo momento mi aveva commissionato la conduzione, in prima serata. Poi avevano preferito Davide Mengacci ed io ebbi un posto in giuria accanto ad un giornalista di fama come Riccardo Signoretti e personaggi tv come Ringo e sua moglie, Elenoire Casalegno. E poi gli exploit di ragazze diventate famose anche nel mondo dello spettacolo e non solo: Gloria Anselmi, Anna Bonansea, Jessika Brugali, Benedetta Mironici, Sara Salvi (tra l’altro candidata della Lega in Piemonte).

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      Salute

      Succo di pompelmo: alleato della linea o falso amico della salute?

      Può aiutare a controllare l’appetito e l’apporto calorico, ma in alcune persone il succo di pompelmo può influire su pressione e farmaci: ecco cosa dicono gli esperti.

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      Succo di pompelmo

        Negli ultimi anni il succo di pompelmo è tornato al centro dell’attenzione come possibile supporto per il dimagrimento. Merito del suo basso contenuto calorico, del sapore amarognolo che riduce la voglia di dolce e di alcune ricerche che lo collegano a un miglior controllo del peso. Ma dietro l’immagine di bevanda “light” si nascondono anche aspetti meno noti, che meritano attenzione, soprattutto per chi soffre di pressione alta o assume determinati farmaci.

        Perché il succo di pompelmo viene associato al dimagrimento

        Il pompelmo è composto in gran parte da acqua ed è ricco di vitamina C, fibre solubili (se consumato intero o con polpa) e antiossidanti come i flavonoidi. Bere succo di pompelmo non zuccherato prima dei pasti può contribuire ad aumentare il senso di sazietà, portando alcune persone a mangiare meno. Inoltre, il suo indice glicemico relativamente basso lo rende una scelta migliore rispetto ad altre bevande zuccherate.

        Alcuni studi osservazionali hanno suggerito che il consumo regolare di pompelmo o del suo succo possa essere associato a una lieve riduzione del peso corporeo e della circonferenza vita, soprattutto se inserito in un’alimentazione equilibrata. Tuttavia, gli specialisti chiariscono che non esistono alimenti miracolosi: il dimagrimento resta il risultato di un bilancio calorico controllato e di uno stile di vita attivo.

        I possibili effetti sulla pressione arteriosa

        Il pompelmo contiene potassio, un minerale generalmente utile per la salute cardiovascolare, perché contribuisce a contrastare l’eccesso di sodio. In questo senso, per molte persone il consumo moderato non rappresenta un problema. Tuttavia, il succo di pompelmo può avere effetti indiretti sulla pressione, soprattutto attraverso le sue interazioni farmacologiche.

        Il frutto, infatti, contiene sostanze come le furanocumarine, che interferiscono con gli enzimi intestinali responsabili del metabolismo di numerosi farmaci. Questo meccanismo può aumentare la concentrazione nel sangue di alcuni medicinali, inclusi quelli per l’ipertensione, con il rischio di effetti indesiderati come sbalzi pressori, tachicardia o capogiri. In altri casi, l’interazione può ridurre l’efficacia del farmaco, rendendo il controllo della pressione meno stabile.

        Attenzione se assumi farmaci

        Medici e farmacologi raccomandano cautela a chi assume statine, antipertensivi, antiaritmici, ansiolitici o alcuni immunosoppressori. In questi casi, bere succo di pompelmo anche a distanza di ore dall’assunzione del farmaco può non essere sicuro, perché l’effetto sull’enzima intestinale può durare a lungo.

        Per questo motivo, chi segue una terapia cronica dovrebbe consultare il proprio medico o farmacista prima di inserire regolarmente il succo di pompelmo nella dieta.

        Come consumarlo in sicurezza

        Per le persone sane, senza particolari patologie o terapie in corso, il succo di pompelmo può essere consumato con moderazione, preferendo quello fresco e senza zuccheri aggiunti. Meglio alternarlo ad altri frutti e non farne un’abitudine quotidiana “obbligata” con l’idea di dimagrire più in fretta.

        Il messaggio chiave resta uno: il succo di pompelmo può essere un supporto all’interno di uno stile di vita sano, ma non è una scorciatoia per perdere peso e, in alcuni casi, può diventare un rischio se sottovalutato. Conoscere i suoi effetti è il primo passo per usarlo in modo consapevole.

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          Salute

          Senza zuccheri ma anche senza energie? Come ritrovare la carica senza ingrassare

          Dalla scelta dei carboidrati “giusti” alle proteine leggere, fino alle abitudini quotidiane che aiutano a mantenere energia e lucidità senza aumentare l’apporto calorico.

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          Senza zuccheri ma anche senza energie

            Tagliare gli zuccheri aggiunti è spesso il primo passo di chi vuole mangiare in modo più sano o perdere peso. Eppure, dopo le prime settimane, molte persone riferiscono una sensazione comune: meno gonfiori e meno fame improvvisa, ma anche meno energia. Un paradosso solo apparente, che ha una spiegazione fisiologica precisa.

            Lo zucchero è una fonte rapida di glucosio, il carburante principale per cervello e muscoli. Quando viene eliminato bruscamente, l’organismo deve imparare a utilizzare meglio altre fonti energetiche. Durante questa fase di adattamento, possono comparire stanchezza, irritabilità e difficoltà di concentrazione.

            Perché ci si sente scarichi

            Il problema non è l’assenza di zuccheri in sé, ma una dieta sbilanciata. Spesso, togliendo dolci, bevande zuccherate e snack industriali, si riducono anche i carboidrati complessi, fondamentali per garantire energia costante. Il risultato è un’alimentazione povera di calorie ma anche di nutrienti chiave.

            Un altro fattore è il consumo insufficiente di proteine e grassi “buoni”, che contribuiscono a stabilizzare la glicemia e a evitare i cali improvvisi.

            Cosa mangiare a poche calorie per sentirsi più attivi

            La soluzione non è tornare allo zucchero, ma scegliere alimenti a basso impatto calorico e ad alto valore nutrizionale. Le verdure, soprattutto quelle a foglia verde, apportano vitamine del gruppo B e magnesio, utili contro la stanchezza. Zucchine, spinaci, broccoli e bietole sono alleati preziosi.

            I carboidrati complessi, se consumati nelle giuste quantità, non vanno demonizzati: avena, riso integrale, farro e legumi rilasciano energia in modo graduale. Anche una piccola porzione può fare la differenza.

            Le proteine magre – come uova, pesce azzurro, yogurt greco magro, legumi e carni bianche – aiutano a mantenere la massa muscolare e a sentirsi sazi più a lungo. A completare il quadro ci sono i grassi buoni, come quelli contenuti in olio extravergine d’oliva, frutta secca e semi, da usare con moderazione.

            Abitudini che aiutano a ritrovare energia

            Oltre a cosa si mangia, conta come e quando. Saltare i pasti o mangiare troppo poco può accentuare la sensazione di spossatezza. Meglio distribuire l’apporto calorico in modo regolare durante la giornata.

            L’idratazione è spesso sottovalutata: anche una lieve disidratazione può causare affaticamento. Bere acqua a sufficienza e limitare alcol e bevande stimolanti la sera favorisce un riposo migliore.

            Infine, il movimento leggero e costante – come camminare ogni giorno – migliora l’utilizzo dell’energia e riduce la sensazione di stanchezza cronica.

            Il giusto equilibrio

            Eliminare gli zuccheri aggiunti è una scelta salutare, ma non deve tradursi in una dieta punitiva. L’energia non arriva solo dalle calorie, ma dalla qualità degli alimenti e dalle abitudini quotidiane. Ritrovare l’equilibrio giusto permette di sentirsi più leggeri, ma anche più vitali, senza rinunciare al benessere.

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              Salute

              Piercing Daith, il mito virale che promette meno emicrania e più dimagrimento: cosa dice davvero la scienza

              Tra moda, suggestione e ricerca di soluzioni rapide, il piercing Daith racconta il nostro bisogno di stare meglio con gesti semplici. Ma quando si parla di salute, la scorciatoia più sicura resta sempre una sola: affidarsi alla medicina, non ai miti virali.

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              Piercing Daith

                Un piccolo anello nascosto nella piega interna dell’orecchio e una promessa enorme: far sparire l’emicrania e perfino aiutare a perdere peso. Il cosiddetto piercing Daith è diventato virale su TikTok e Instagram, dove viene raccontato come una scorciatoia per il benessere. Ma dietro la moda, spiegano gli specialisti, non c’è alcuna evidenza clinica.

                Il Daith è un foro praticato nella cartilagine più spessa del padiglione auricolare, appena sopra l’ingresso del condotto uditivo. È una zona difficile da perforare, che richiede precisione e tempi lunghi di guarigione. Il suo successo recente è legato a una teoria: stimolerebbe un punto collegato al nervo vago, coinvolto in diverse funzioni del corpo, tra cui la regolazione del dolore.

                È vero che la stimolazione del nervo vago è utilizzata in medicina. Dispositivi specifici sono stati approvati dalla Food and Drug Administration per trattare alcune forme di cefalea, come la cefalea a grappolo. Tuttavia, si tratta di strumenti medici controllati e non di piercing estetici.

                Secondo i neurologi, non esistono studi scientifici solidi che dimostrino che il piercing Daith riduca la frequenza o l’intensità dell’emicrania. La percezione di beneficio, spiegano, potrebbe dipendere dall’effetto placebo, cioè dal miglioramento legato alle aspettative personali e non a un reale effetto fisiologico.

                Anche l’idea che il foro possa aiutare a dimagrire non trova riscontri. Il controllo dell’appetito e del metabolismo coinvolge sistemi complessi, dal cervello agli ormoni, e non può essere modificato dalla stimolazione di un singolo punto dell’orecchio. La perdita di peso, ricordano nutrizionisti e medici, dipende principalmente dall’equilibrio tra calorie introdotte e consumate.

                Non solo: il piercing alla cartilagine comporta rischi concreti. A differenza del lobo, questa zona è meno irrorata dal sangue e guarisce più lentamente. Infezioni, gonfiore, cicatrici e reazioni allergiche ai metalli sono complicanze possibili. Nei casi più gravi si può arrivare alla deformazione permanente dell’orecchio.

                L’emicrania, inoltre, non è un semplice mal di testa ma una patologia neurologica riconosciuta anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità tra le principali cause di disabilità. Le cure efficaci esistono e comprendono farmaci specifici per bloccare gli attacchi e terapie preventive, che devono essere prescritte da uno specialista.

                Il fascino del Daith resta soprattutto estetico. Originale e discreto, continua a conquistare chi cerca un dettaglio diverso. Ma trasformarlo in una terapia è un’altra storia.

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