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Moda e modi

Come proteggere le labbra dal freddo invernale: rimedi naturali ed efficaci

Labbra screpolate e secche durante l’inverno? Scopri i segreti per prevenire e trattare questo fastidio con consigli utili, prodotti efficaci e rimedi naturali, per un sorriso sempre perfetto anche nei giorni più freddi.

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    L’inverno porta con sé molte cose belle: l’atmosfera natalizia, la neve, le tisane calde. Ma anche alcuni fastidi, come le labbra screpolate. Questo problema è comune nei mesi più freddi, quando l’aria secca e le basse temperature compromettono l’idratazione naturale delle labbra, rendendole secche, irritate e a volte doloranti. Ecco una guida completa per prevenire e trattare questo fastidio con rimedi semplici ed efficaci.

    Perché le labbra si screpolano d’inverno?

    Le labbra non hanno ghiandole sebacee, il che significa che non possono produrre il proprio strato protettivo di olio come fa la pelle. Il freddo, il vento e l’aria secca degli ambienti riscaldati contribuiscono a eliminare l’umidità dalle labbra, lasciandole vulnerabili e disidratate.

    Come prevenire le labbra screpolate

    1. Idratazione costante: Bere molta acqua è il primo passo per mantenere le labbra idratate dall’interno. Non sottovalutare l’importanza di una corretta idratazione, anche in inverno.
    2. Usa un balsamo labbra protettivo: Opta per prodotti con ingredienti nutrienti come burro di karité, olio di cocco o cera d’api. Assicurati che contengano anche un filtro solare, poiché i raggi UV sono dannosi anche in inverno.
    3. Evita di leccarti le labbra: Sebbene possa sembrare un rimedio momentaneo, la saliva evapora rapidamente, lasciando le labbra ancora più secche.
    4. Copri le labbra all’aperto: Utilizza una sciarpa per proteggere il viso e le labbra dal vento gelido.
    5. Umidifica l’ambiente: Un umidificatore può aiutare a mantenere l’aria della tua casa o ufficio meno secca, migliorando l’idratazione della pelle e delle labbra.

    Rimedi per trattare le labbra screpolate

    1. Scrub delicato: Una volta a settimana, esfolia le labbra per rimuovere le cellule morte. Puoi preparare uno scrub fai-da-te con zucchero di canna e miele: massaggia delicatamente e risciacqua con acqua tiepida.
    2. Impacchi idratanti: Applica uno strato generoso di miele o di olio di oliva sulle labbra screpolate, lasciando agire per 10-15 minuti prima di risciacquare.
    3. Balsami riparatori: Utilizza prodotti specifici per labbra molto screpolate contenenti ingredienti riparatori come pantenolo o lanolina.
    4. Maschera notturna: Prima di andare a dormire, applica un balsamo nutriente o una crema specifica per le labbra. Durante la notte, il prodotto agirà in profondità.

    Errori da evitare

    • Non strappare le pellicine: Rischi di irritare ulteriormente le labbra e causare piccoli tagli.
    • Evita prodotti aggressivi: Alcuni balsami contengono fragranze o aromi che possono peggiorare l’irritazione.
    • Non dimenticare la protezione solare: Anche in inverno, i raggi UV possono danneggiare le labbra.

    Labbra perfette tutto l’anno

    Con piccoli accorgimenti quotidiani, è possibile prevenire e trattare le labbra screpolate, mantenendole morbide e idratate anche nei giorni più freddi. Prenditi cura delle tue labbra con costanza e proteggile dai rigori dell’inverno: il tuo sorriso sarà sempre al top, qualunque sia la temperatura!

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      MAGA make-up, il trucco delle donne di Trump diventa satira (e un messaggio politico)

      Fondotinta aranciato, correttore chiaro e ciglia drammatiche: i tutorial parodici ironizzano sul look di Melania, Ivanka & Co. Ma dietro lo scherzo si apre un dibattito più profondo su femminilità, ideologia e performatività di genere

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        “Vogliamo creare un bell’effetto mat, piatto, possibilmente polveroso e secco. Nessuna crema idratante, fondotinta troppo chiaro, correttore visibilissimo sulle rughe. E poi blush mal posizionato, ciglia drammatiche, labbra slavate e ombretti calcificati tra le pieghe delle palpebre”: così Suzanne Lambert, content creator americana, spiega passo per passo come ottenere un perfetto “MAGA make-up”. Il tutorial, diventato virale su TikTok, non è un consiglio beauty, ma una parodia feroce – e anche molto precisa – del trucco sfoggiato da molte donne vicine a Donald Trump. Da Melania a Ivanka, passando per la portavoce Karoline Leavitt, le immagini delle “donne MAGA” sono diventate meme. E il trucco, simbolo visivo di un’ideologia.

        Sui social il trend è esploso sotto gli hashtag #RepublicanMakeUp e #MAGAmakeup. I video si moltiplicano, così come le discussioni. Perché, si chiedono in molti, è davvero accettabile ridicolizzare l’aspetto estetico delle donne – anche se conservatrici? Dove finisce l’umorismo e dove inizia il body shaming politico?

        Secondo Suzanne Lambert, “chi pensa che si tratti solo di make-up, non ha colto il messaggio”. Intervistata da testate come CBS e Newsweek, ha spiegato che la sua comicità “si basa sull’osservazione e sulla satira dei comportamenti”. “Molte delle ragazze repubblicane che commentano arrabbiate sotto i miei video condividono uno stile identico: stesso trucco, stessi capelli, stessa estetica. Mi è sembrato naturale farne una parodia”, spiega. Il suo obiettivo? Smontare un’estetica che, a suo dire, è l’emblema visivo di una visione retriva della donna. “L’umorismo è sempre stato una pietra miliare della politica”, dice. “La gente mi dice che non si combatte il fuoco col fuoco, ma io non sono un pompiere”.

        Intorno a questa satira, il dibattito si è acceso anche tra esperti. Juliet A. Williams, docente di studi di genere all’UCLA, nota come “le donne MAGA siano oggi l’espressione più estrema di una femminilità costruita a immagine dello sguardo maschile etero e bianco”. Capelli lunghi e ondulati, incarnati bronzei, botox evidente, trucco marcato e labbra gonfie: la cosiddetta “Mar-a-Lago face” – dal nome della residenza dorata di Trump – è diventata un’estetica ben codificata. “È un modello di bellezza che stabilisce chi è la donna vera e chi no, e pone le bianche, magre e conformi in cima alla scala sociale del genere”, afferma Williams.

        Il fenomeno si interseca con un altro concetto tornato in auge nel dibattito post-elettorale: la “conservative hot girl”. Una bellezza anni ’90, iper-femminile, ammiccante, tutt’altro che inclusiva. Alcuni media hanno indicato in Sidney Sweeney (attrice mai schierata politicamente) l’incarnazione di questa nuova musa repubblicana. Un ritorno alla donna-oggetto, al servizio dello sguardo maschile, contrapposta alla cultura woke e alla diversità rappresentata da corpi non conformi, etnie diverse e generi fluidi.

        Il paradosso, sottolinea ancora Williams, è che proprio chi critica l’ideologia gender sarebbe impegnato a imporre un’estetica di genere rigida, codificata, performativa. Judith Butler l’aveva detto: il genere è performance. E oggi, secondo la studiosa americana, “le donne più transfobiche sono spesso quelle che performano con più accanimento un solo modello di femminilità”.

        Nel frattempo, TikTok continua a sfornare video in cui ci si trucca “come una repubblicana arrabbiata”, le ciglia finte si incollano malamente e i correttori troppo chiari si stendono a strati sotto gli occhi. La satira graffia, come sempre. E stavolta il trucco, anziché nascondere, svela più di quanto sembri.

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          Rinasco come una peonia: i rituali beauty di primavera che ci fanno sentire (quasi) nuove

          Con la primavera arriva la voglia di rinascita. E anche quella di buttare nella spazzatura mezzo beauty case. Dalla pelle asfissiata ai capelli che chiedono tregua, passando per profumi più leggeri e riti di bellezza che sembrano magie stagionali: guida pratica (e ironica) al restyling beauty di stagione.

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            Non succede solo ai fiori: anche noi, con l’arrivo della primavera, ci convinciamo che sia il momento di rifiorire. Di rigenerarci. Di eliminare tutto il grigiore dell’inverno, anche quello stratificato sulla fronte a colpi di fondotinta coprente. Nasce così, ogni anno, il bisogno impellente di rivoluzionare la routine beauty, ripulire la pelle, alleggerire i capelli e iniziare a usare parole come “glow”, “detox” e “illuminante” senza vergogna.

            Il problema? Ci caschiamo sempre. Con entusiasmo e portafogli aperti.

            1. Via il vecchio, entra il leggero

            La pelle, dopo mesi di freddo, termosifoni e skincare a base di burro di karité che neanche Heidi in baita, grida vendetta (e aria). Il primo step è quindi l’esfoliazione, che torna protagonista: chimica, enzimatica o meccanica, l’importante è togliere quel velo opaco da “ho dormito in un maglione di lana”.

            Ma attenzione: primavera non è sinonimo di pelle nuda e cruda. Dopo aver tolto lo strato morto, serve idratazione smart. Ovvero, sieri leggeri, creme in gel, texture che sembrano acqua ma che promettono miracoli. Perché sì, anche l’epidermide vuole andare in giro in camicetta.

            2. Capelli in libera uscita

            Se d’inverno erano raccolti, compressi, nascosti sotto berretti e cappucci, ora i capelli si ribellano. Frizzano, svolazzano, cadono. E allora spazio a trattamenti rinforzanti, lozioni anticaduta e… tagli. Il cambio di stagione è il pretesto perfetto per dare un colpo di forbice alla monotonia (o ai danni da piastra).

            In più, tornano i colori caldi, le schiariture “effetto baciata dal sole” e i prodotti senza risciacquo che promettono morbidezza senza stress. Il motto? “Poco sbattimento, molto effetto wow.”

            3. Profumo di nuova partenza

            Primavera fa rima con cambio profumo. Basta note legnose e orientali: è il momento di agrumi, fiori bianchi, accordi verdi e puliti. Quel tipo di fragranze che ti fanno sentire come se stessi camminando scalza su un prato (anche se sei in coda al semaforo, truccata da un’ora).

            4. Occhio alle mani (e alle unghie)

            Mani secche? Cuticole da film horror? È l’ora della manicure rigenerante. Oli nutrienti, smalti dal finish lattiginoso o pastello, e mani in bella vista come se non avessimo passato tre mesi con i guanti.

            5. Detox mentale, almeno nel beauty case

            Infine, il vero rituale beauty di primavera dovrebbe iniziare con la pulizia del bagno. Via le creme scadute, i rossetti color fegato mai messi, i campioncini col tappo rotto. Meno prodotti, più consapevolezza. E magari un nuovo mascara, che non guasta mai.

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              Quando la primavera ti illude e poi piove: il meteo dell’anima

              Si chiama malumore meteorologico e no, non è una scusa. Dopo mesi di grigio, speravi nella svolta, nel sole tiepido e nei maglioni dimenticati nell’armadio. E invece: pioggia, vento, umidità e una voglia crescente di urlare al cielo “Ma che ti ho fatto?”.

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                C’è un tipo di delusione che non trovi nei libri di psicologia spicciola. Non ha a che fare con relazioni tossiche, né con il fallimento professionale. È più sottile, ma non meno fastidiosa: si chiama “malumore da primavera mancata”, ed è quella sensazione di stanchezza, irritazione e senso di tradimento che provi quando aprile ti aveva promesso il sole… e invece ti svegli con un cielo color cartoncino bagnato.

                È la delusione di chi aveva già preparato le sneakers bianche, aveva scelto il trench “quello giusto” e aveva persino osato una ceretta di troppo. Perché sì, la primavera è anche una questione di pelle nuda e di aria che profuma di gelsomino. Ma basta una perturbazione, un fronte atlantico che decide di fare una sosta imprevista, e tutto crolla: torna la coperta sul divano, l’umore sotto le scarpe e il cappotto che pensavi di aver detto addio fino a novembre.

                Non è solo il meteo: è il senso di ingiustizia cosmica che ti prende mentre guardi le previsioni e vedi pioggia per giorni, dopo che hai resistito a sei mesi di buio e freddo con la sola speranza che, prima o poi, sarebbe arrivato quel momento in cui ti svegli e dici: “Ecco, è primavera”. E invece no.

                E allora ti incupisci. Non hai voglia di uscire, né di sorridere. Ti prende un’irritazione passiva-aggressiva verso chiunque ti dica “ma serve per la natura”. Lo sai che serve. Ma adesso serviva anche un po’ di luce, un maglione in meno, un pomeriggio a camminare senza ombrello, un cielo da fissare e sentirsi migliori.

                In fondo, il meteo è lo specchio dell’umore collettivo. E se ci metti anche le allergie, le mezze stagioni che non esistono e le giornate che sembrano schizofreniche – 8 gradi al mattino, 22 a pranzo, e vento a tradimento al tramonto – capisci perché la gente si sveglia arrabbiata con la vita.

                La primavera, quando si fa attendere troppo o si presenta con il muso lungo, è come quella persona che ami da sempre e che finalmente arriva al vostro appuntamento… ma dimentica di dirti che in realtà oggi non può restare.

                E allora ci resti male, eccome. Anche se lo sapevi. Anche se in fondo, ogni anno, è sempre la stessa storia.

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