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Bellezza

Scopri il segreto della spazzolatura a secco

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    La spazzolatura a secco è un antico rituale di bellezza che ha origini lontane nel tempo, risalendo addirittura agli antichi egizi e greci. Questa pratica coinvolge l’uso di una spazzola con setole naturali, di solito in legno o bambù. Si usa per massaggiare delicatamente la pelle asciutta prima del bagno o della doccia.

    Uno dei principali benefici della spazzolatura a secco è l’esfoliazione della pelle. Le setole della spazzola aiutano a rimuovere le cellule morte della pelle, lasciando la pelle più liscia e luminosa. Inoltre, questo processo stimola la circolazione sanguigna e linfatica, favorendo il drenaggio delle tossine e riducendo il gonfiore.

    La spazzolatura a secco può essere particolarmente efficace per migliorare l’aspetto della pelle irregolare, ridurre la cellulite e prevenire i pori ostruiti. Inoltre, molte persone trovano che questo rituale aiuti a ridurre lo stress e aumentare il livello di energia, grazie alla sua azione rinfrescante e rivitalizzante.

    La tecnica corretta per la spazzolatura a secco coinvolge movimenti leggeri e circolari su tutto il corpo, in genere in direzione del cuore per favorire il drenaggio linfatico. È importante essere delicati, specialmente sulle aree sensibili o irritate della pelle, e evitare di spazzolare troppo vigorosamente.

    La spazzolatura a secco può essere integrata nella tua routine di cura della pelle una o due volte a settimana, a seconda delle esigenze della tua pelle e della tua sensibilità personale. È importante utilizzare una spazzola appositamente progettata per questo scopo e sostituirla regolarmente per garantire un’efficacia ottimale.

    In conclusione, la spazzolatura a secco è un rituale di bellezza antico e affidabile che offre una serie di benefici per la pelle e il benessere generale. Aggiungere questa pratica alla tua routine può aiutarti a ottenere una pelle più luminosa, tonica e sana.


    È una buona pratica consultare il proprio medico prima di iniziare qualsiasi nuova routine di cura della pelle, inclusa la spazzolatura a secco. Se hai preoccupazioni specifiche sulla tua pelle o sulle condizioni di salute, il tuo medico sarà in grado di fornirti consigli personalizzati e indicazioni su come procedere in modo sicuro ed efficace.

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      Acido azelaico: il segreto insospettabile della skincare che surclassa i principi attivi più famosi

      Nel vasto universo degli esfolianti e degli attivi anti-età, c’è un ingrediente che sta silenziosamente scalando le classifiche di gradimento degli esperti di biocosmesi. L’acido azelaico, una molecola dermo-affine prodotta naturalmente anche da un lievito presente sulla nostra pelle, si sta rivelando il Santo Graal per chi non tollera gli acidi più aggressivi. Capace di esfoliare con delicatezza, spegnere le infiammazioni e uniformare l’incarnato, è l’alleato trasversale che si adatta a ogni tipo di pelle.

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      Acido azelaico: il segreto insospettabile della skincare che surclassa i principi attivi più famosi

        Che cos’è l’acido azelaico?

        A dispetto del nome che potrebbe spaventare i non addetti ai lavori, l’acido azelaico non ha nulla a che vedere con i peeling chimici che lasciano il viso arrossato o desquamato. Si tratta di un acido dicarbossilico saturo che in natura si trova nei cereali come l’orzo, il grano e la segale, ma che viene riprodotto in laboratorio per garantirne la massima stabilità e purezza all’interno dei cosmetici.

        La sua particolarità biologica risiede nella sua selettività: a differenza di altri acidi esfolianti (come gli AHA o i BHA), l’acido azelaico agisce in modo mirato solo dove la pelle presenta un’anomalia. Non altera il pH della pelle sana e, soprattutto, non è fotosensibilizzante, il che lo rende utilizzabile in totale sicurezza anche durante la stagione estiva sotto la protezione solare.

        I tre superpoteri: perché la tua pelle ne ha bisogno

        L’introduzione di questo attivo nella routine quotidiana risponde a tre grandi esigenze dermatologiche:

        1. Killer dell’acne e dei punti neri

        L’acido azelaico possiede spiccate proprietà antibatteriche e comedolitiche. Penetra nei pori e riduce drasticamente la proliferazione del Cutibacterium acnes, il batterio responsabile delle eruzioni cutanee. Inoltre, normalizza la cheratinizzazione, impedendo alle cellule morte di accumularsi e ostruire i pori, prevenendo così la formazione di nuovi punti neri.

        2. L’idolo delle pelli con rosacea e couperose

        Chi soffre di arrossamenti cronici o sensibilità capillare sa che la maggior parte degli esfolianti è vietata. L’acido azelaico inverte questa rotta: grazie alla sua potente azione antinfiammatoria, riduce la produzione di molecole pro-infiammatorie, lenendo i rossori tipici della rosacea e calmando la pelle reattiva.

        3. Il cancelliere delle macchie (Iperpigmentazione)

        Che si tratti di melasma, di macchie solari o delle fastidiose macchie scure lasciate dai vecchi brufoli (iperpigmentazione post-infiammatoria), questa molecola interviene bloccando la tirosinasi, l’enzima chiave nella produzione di melanina. Il risultato? Schiarisce le discromie esistenti e uniforma il tono del viso senza sbiancare la pelle circostante.

        Come integrarlo nella corretta sequenza di skincare

        Nelle formule cosmetiche da banco (quindi senza ricetta medica), l’acido azelaico si trova generalmente in concentrazioni che variano dal 5% al 10%, sotto forma di sieri leggeri, gel o emulsioni cremose.

        Per massimizzare i benefici, va applicato dopo la detersione e il tonico, ma prima delle creme idratanti più corpose o degli oli. Trattandosi di un ingrediente estremamente stabile, può essere tranquillamente stratificato con l’acido ialuronico, la niacinamide e persino con il retinolo (di cui mitiga gli effetti irritanti). Il segreto del successo, come sempre nel beauty, è la costanza: i primi risultati visibili sulla grana della pelle e sulla luminosità si avvertono dopo circa 4-6 settimane di utilizzo regolare.

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          Nicole Kidman, che cosa è successo al suo volto? Il vero problema è Hollywood, che pretende donne eternamente ventenni

          A 59 anni Nicole Kidman dovrebbe poter mostrare rughe e segni del tempo. Invece ogni apparizione propone un volto sempre più levigato e distante da quello conosciuto dal pubblico. Ma accusare soltanto lei significa ignorare la pressione esercitata sulle donne da Hollywood.

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            Che cosa è successo al volto di Nicole Kidman? È la domanda che torna puntualmente sui social ogni volta che l’attrice appare su una copertina, sfila sul red carpet o pubblica una nuova fotografia. Lineamenti levigati, pelle apparentemente priva di rughe, zigomi evidenti e un’espressione che, in alcune immagini, sembra distante dal viso che il pubblico ha conosciuto nei suoi film.

            Attribuire con certezza questi cambiamenti a lifting, filler o altri interventi sarebbe scorretto: Nicole Kidman non ha confermato di essersi sottoposta recentemente a procedure specifiche e una fotografia non consente alcuna diagnosi. Trucco, illuminazione, posa, postproduzione e filtri possono modificare radicalmente un volto prima ancora che l’immagine raggiunga una rivista o Instagram.

            Il punto, però, resta. A 59 anni una delle attrici più importanti del cinema sembra ancora costretta a essere presentata come una donna di trenta. E quando il tentativo di cancellare il tempo diventa troppo evidente, lo spettatore non vede più Nicole Kidman: vede l’artificio costruito intorno a lei.

            Nicole Kidman e quel volto sempre più levigato

            La nuova intervista concessa a British Vogue racconta una donna che sta provando a reinventarsi dopo la separazione da Keith Urban. Kidman parla della propria vita, del passato con Tom Cruise, delle figlie e della voglia di tornare a divertirsi. Ha persino raccontato di andare a ballare nei locali usando parrucca e occhiali per non essere riconosciuta. The Guardian

            Eppure, davanti a un racconto così personale, l’attenzione finisce nuovamente sul suo aspetto. Le immagini patinate la mostrano come una creatura quasi senza età, ma l’effetto rischia di produrre il risultato opposto: invece di valorizzarla, alimenta domande, confronti impietosi e ipotesi sugli interventi estetici.

            Non è la prima volta. Anche dopo gli Oscar 2026 molti utenti avevano commentato la trasformazione del suo volto, mentre altri la difendevano ricordando che i cambiamenti fisici sono normali e che nessuno dovrebbe essere sottoposto a un esame pubblico permanente.

            Hollywood non permette alle donne di invecchiare

            Il problema non è che Nicole Kidman voglia sentirsi bella o più giovane. È il sistema che le ha insegnato che invecchiare sotto gli occhi del pubblico rappresenta quasi una colpa professionale. Agli uomini vengono concesse rughe, capelli grigi, pancetta e occhiaie: diventano “affascinanti”, “autorevoli” o “intensi”. Alle donne viene chiesto di restare identiche a quando avevano venticinque anni.

            Se mostrano i segni del tempo, sono accusate di essersi lasciate andare. Se li cancellano, diventano “irriconoscibili”. Se ricorrono alla medicina estetica, vengono derise; se non lo fanno, rischiano di perdere ruoli e copertine. È una trappola dalla quale sembra impossibile uscire.

            Kidman continua a interpretare protagoniste sensuali, potenti e complesse e con Babygirl ha contribuito a riportare al centro del cinema il desiderio di una donna matura. Proprio per questo sarebbe importante poterla vedere com’è oggi, senza l’obbligo di trasformarla nella copia levigata della ragazza di Giorni di tuono.

            Le rughe non cancellano la bellezza

            La responsabilità non ricade soltanto sulle attrici. Fotografi, riviste, case di moda, produttori e piattaforme social alimentano un modello nel quale la pelle vera sembra essere diventata un difetto da correggere. Ogni poro viene cancellato, ogni linea attenuata, ogni fotografia spinta verso una perfezione che non appartiene a nessun essere umano.

            Nicole Kidman è una donna di 59 anni. Può avere rughe, stanchezza, cambiamenti del corpo e un volto diverso da quello mostrato trent’anni fa. Non sarebbe una sconfitta, ma il naturale risultato di una vita vissuta e di una carriera straordinaria.

            La domanda, allora, non dovrebbe essere soltanto «che cosa è successo a Nicole Kidman?». Dovremmo chiederci che cosa è successo a Hollywood, se persino una donna bellissima, celebre e vincitrice dell’Oscar sente ancora il bisogno — o subisce la necessità — di apparire come se il tempo non fosse mai passato.

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              Arisa, altro che prodotti costosi: olio e cipolla sui capelli. Il rimedio di mamma Assunta conquista i social

              Mamma Assunta massaggia il cuoio capelluto della figlia seguendo un vecchio rimedio di famiglia. Arisa invita i follower a provarlo, ma le prove scientifiche sull’efficacia della cipolla contro la caduta dei capelli restano limitate.

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                Altro che sieri miracolosi, maschere dai prezzi proibitivi e trattamenti nei saloni più esclusivi. Per prendersi cura dei suoi capelli, Arisa torna alle origini e si affida all’esperienza di mamma Assunta. La ricetta di famiglia ha tre soli ingredienti: olio d’oliva, mezza cipolla rossa di Tropea e uno spazzolino da denti.

                Durante le vacanze nella sua Basilicata, la cantante ha condiviso sui social un video della singolare seduta di bellezza. Seduta all’aperto, Arisa si lascia coccolare dalla madre, che applica il trattamento sul cuoio capelluto con la precisione di una parrucchiera e l’attrezzatura di una cucina.

                Il risultato è un tutorial tenero, spontaneo e inevitabilmente comico. Soprattutto quando entra in scena la cipolla, ingrediente non esattamente associato al profumo di uno shampoo appena fatto.

                Arisa e il trattamento per i capelli con olio e cipolla

                Il procedimento mostrato dalla cantante è molto semplice. Mamma Assunta versa un po’ di olio d’oliva in un bicchierino, vi immerge le setole di uno spazzolino da denti e poi divide accuratamente i capelli della figlia per distribuire l’olio direttamente sulla cute.

                Conclusa la prima fase, arriva il pezzo forte: una cipolla rossa di Tropea tagliata a metà. Assunta la passa direttamente sulla testa di Arisa e la utilizza per massaggiare il cuoio capelluto.

                «Prendete un bicchierino di olio d’oliva, bagnate con uno spazzolino da denti e vi strofinate tutta la cute. Poi ci passate mezza cipolla», spiega la cantante mentre documenta il lavoro della madre.

                Nessuna smorfia davanti alla telecamera e nessun timore per l’aroma non proprio discreto. Arisa affronta la seduta con assoluta convinzione e presenta il rimedio come un alleato nei periodi in cui i capelli appaiono più deboli o tendono a cadere maggiormente.

                Il consiglio di mamma Assunta durante le vacanze

                La cantante invita i follower ad approfittare dei giorni di riposo per sperimentare la ricetta: «Trattamento di bellezza per i capelli. Adesso che siete in vacanza approfittatene. Fai vedere mamma: mezza cipolla».

                Arisa sembra conoscere già le possibili reazioni del pubblico. Del resto, strofinarsi una cipolla sulla testa non è esattamente il primo gesto previsto da una beauty routine tradizionale. La risposta agli scettici è pronta: «Provare per credere». E il saluto finale non poteva che essere: «Buona cipolla a tutti».

                Al di là del trattamento, a conquistare i fan è ancora una volta la naturalezza dell’artista. Arisa non ha mai avuto paura di mostrarsi senza filtri e anche questa volta trasforma una scena domestica con la madre in un piccolo spettacolo social.

                La cipolla fa davvero bene ai capelli?

                L’impiego della cipolla come rimedio per la chioma non è un’invenzione di mamma Assunta. Si tratta di una pratica popolare piuttosto diffusa e anche la ricerca scientifica se ne è occupata, sebbene con risultati ancora insufficienti per parlare di una cura dimostrata.

                Un piccolo studio pubblicato nel 2002 ha osservato una ricrescita in alcuni pazienti affetti da alopecia areata trattati con succo di cipolla. La ricerca riguardava però una forma specifica di perdita dei capelli, coinvolgeva poche persone e i risultati non bastano a dimostrare che la cipolla funzioni contro la comune caduta stagionale o altre forme di alopecia.

                L’olio d’oliva può invece rendere i capelli più morbidi e ridurre la sensazione di secchezza, ma neppure in questo caso esistono prove che possa fermarne la caduta. La cipolla, inoltre, può provocare arrossamenti, bruciore o irritazioni sulle pelli sensibili.

                Il rituale di Arisa resta quindi quello che lei stessa mostra: un vecchio rimedio familiare, semplice ed economico, accompagnato dalle mani premurose di mamma Assunta. Quanto all’effetto sui capelli, servirà qualcosa di più del profumo lasciato dalla cipolla per convincere definitivamente la scienza.

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