Cronaca
Assurdo! Bollette della luce ancora in alto mare…
Le associazioni dei consumatori, supportate da dati dell’Arera, sostengono che il passaggio al mercato libero non sia vantaggioso per i cittadini. Secondo dati riferiti a marzo, le tariffe del mercato libero sono più alte rispetto a quelle del mercato tutelato.
Sembra davvero incredibile che a meno di una settimana dall’entrata in vigore del mercato libero non ci sia ancora chiarezza su come comportarsi. Stiamo assistendo a un vero e proprio corto circuito nel governo. La Lega, infatti, chiede il rinvio della liberalizzazione del mercato della luce a una settimana dalla fine del mercato tutelato dell’energia. Una nuova risoluzione, infatti, chiede di mantenere il mercato tutelato fino alla fine dell’anno e non fino alla fine di giugno come più volte ribadito, dopo non pochi rinvii. Ma nonostante l’opposizione del governo, sembra che si andrà al voto.
La proposta della Lega
La Lega, attraverso una risoluzione depositata in commissione Attività produttive alla Camera, chiede di rinviare il passaggio a un mercato completamente liberalizzato fino alla fine dell’anno. La risoluzione presentata propone che dal 2024 al 2027, chi non ha mai cambiato fornitore verrà “passato” a un sistema di tutele graduali per tre anni.
Le motivazioni del governo per opporsi
Il Governo da parte sua ribadisce che le gare per assegnare le forniture si sono già chiuse. Restando nei limiti stabiliti e soprattutto nei patti con i vari fornitori e Arera.
La migrazione verso il mercato libero è un obiettivo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) che l’Italia non può rimangiarsi di fronte all’Europa. Quindi bisognerebbe andare avanti seguendo la strada già fissata.
Invasione di campo
L’iniziativa della Lega viene vista come un’invasione di campo nei confronti dell’Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, che gestisce la transizione. Oltre al rinvio, la risoluzione prevede altre richieste per sopperire alle difficoltà informative e pratiche sulle bollette elettriche. E inoltre denuncia la fitta attività aggressiva registrata dei call center in queste ultime settimane.
Il malcontento dei consumatori
Le associazioni dei consumatori, supportate da dati dell’Arera, sostengono che il passaggio al mercato libero non sia vantaggioso per i cittadini. Secondo dati riferiti a marzo, le tariffe del mercato libero sono più alte rispetto a quelle del mercato tutelato. Le tariffe del mercato libero ora prevedono un costo di 0,33 €/kWh per contratti a prezzo fisso, 0,32 €/kWh per contratti a prezzo variabile. Mentre le tariffe mercato tutelato restano ferme a 0,22 €/kWh.
Secondo Assoutenti, una famiglia con consumi pari a 2.700 kWh annui pagherebbe in media 891 euro all’anno con prezzo fisso e 864 euro con prezzo variabile nel mercato libero, contro una media di 594 euro annui nel mercato tutelato. Le tariffe del mercato libero risultano più care del 47,7% in media, con una spesa maggiore che per i contratti a prezzo fisso sfiora i 300 euro.
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Cronaca
Chi verso la chiusura dopo Signorini? L’indiscrezione scuote Mondadori e cambia il futuro del gossip
Mondadori starebbe valutando la chiusura di Chi tra calo delle copie e investimenti pubblicitari in crisi. Marina Berlusconi guarderebbe sempre più al settore libri
Il settimanale Chi potrebbe essere arrivato al capolinea. Un’ipotesi che fino a poco tempo fa sembrava impensabile, ma che ora prende corpo tra indiscrezioni e numeri sempre più complicati. A lanciare la bomba è Lettera 43, secondo cui in casa Mondadori si starebbe ragionando sulla possibile chiusura della storica rivista di gossip, per anni punto di riferimento del settore. E questa volta non si tratta solo di voci: il contesto, tra crisi della carta stampata e cambi di strategia, è tutt’altro che favorevole.
Dopo Signorini, un vuoto difficile da colmare
L’addio di Alfonso Signorini alla direzione, ufficializzato nel marzo 2026 dopo vent’anni, ha segnato un passaggio delicato. Nella sua lettera ai lettori, il direttore aveva spiegato che la scelta non era legata direttamente agli attacchi di Fabrizio Corona, ma alla volontà di cambiare vita. Eppure lo scandalo mediatico ha inevitabilmente lasciato il segno, contribuendo a indebolire un equilibrio già fragile.
I numeri della crisi della carta stampata
Il problema, però, è strutturale. Chi oggi vende circa 47 mila copie in edicola, in un mercato dove anche testate storiche faticano a reggere. I dati raccontano una realtà complessa: Diva e Donna, Gente, Nuovo e Oggi si difendono con numeri diversi, mentre il leader Dipiù resta molto più alto. Ma il trend generale è chiaro: il pubblico si è spostato altrove. Il gossip, un tempo regno incontrastato della carta, oggi vive soprattutto sui social, tra storie, post e aggiornamenti continui che rendono difficile competere con il ritmo delle piattaforme digitali.
Mondadori guarda ai libri e cambia rotta
In questo scenario si inserisce la strategia di Mondadori. Sempre secondo l’indiscrezione, Marina Berlusconi avrebbe ribadito la volontà di puntare con decisione sul settore libri, oggi il più redditizio per il gruppo, mentre i ricavi digitali dell’area media avrebbero già superato quelli della carta. Una scelta industriale, più che emotiva, che potrebbe portare a decisioni drastiche. Al momento non ci sono conferme ufficiali, ma il silenzio delle testate coinvolte pesa quanto una mezza risposta. E il futuro di Chi, tra storia e trasformazione, resta appeso a un equilibrio sempre più sottile.
Cronaca
Stefano De Martino, svolta sul caso dei video rubati: indagato un tecnico, accuse pesantissime
Dai video intimi finiti online all’ipotesi di accesso abusivo e revenge porn: gli inquirenti puntano su un tecnico che avrebbe violato il sistema.
Una vicenda che aveva fatto il giro del web torna ora con un nuovo sviluppo giudiziario. Sul caso dei video intimi di Stefano De Martino e della sua ex compagna, diffusi la scorsa estate, arriva una svolta: secondo quanto riportato da Il Messaggero, la Procura di Roma ha aperto un’indagine nei confronti di un tecnico della sicurezza che aveva accesso al sistema di videosorveglianza dell’abitazione di Caroline Tronelli.
L’ipotesi degli inquirenti
Al centro dell’indagine c’è il sospetto che, durante un intervento di manutenzione, il tecnico abbia conservato le credenziali della rete wifi, utilizzandole successivamente per accedere al circuito di videosorveglianza. Da lì avrebbe acquisito immagini private e intime, poi finite in rete. Le accuse ipotizzate sono gravi: accesso abusivo a sistema informatico e revenge porn.
La diffusione dei video
Secondo la ricostruzione emersa, il materiale sarebbe stato caricato online, raggiungendo in pochi minuti migliaia di visualizzazioni e trasformandosi rapidamente in contenuto virale. Un episodio che ha segnato profondamente i protagonisti e che ha sollevato interrogativi sulla sicurezza dei sistemi domestici e sulla tutela della privacy.
Il racconto di De Martino
Lo stesso Stefano De Martino aveva parlato pubblicamente della vicenda, descrivendo il senso di violazione vissuto: “È stata una cosa inaspettata. Non pensavo di essere spiato tra le mura di un appartamento”. E ancora: “È come quando ti entrano i ladri in casa e ti resta addosso quella sensazione di sporco, di qualcuno che ha messo le mani nelle tue cose”. Parole che restituiscono la dimensione personale di una storia che va ben oltre il clamore mediatico.
L’indagine è ancora in corso e saranno gli accertamenti a chiarire responsabilità e dinamiche. Ma il caso riporta al centro un tema sempre più attuale: la sicurezza dei dati e dei sistemi privati.
Italia
Primo Maggio, molto più di una festa: dalle lotte operaie al significato per i giovani di oggi
Origini, conquiste e nuove sfide: perché la Festa dei Lavoratori continua a parlare anche alle nuove generazioni
Le origini di una data simbolo
Il Primo Maggio nasce come giornata di rivendicazione e memoria. Le sue radici affondano nelle lotte operaie di fine Ottocento, quando milioni di lavoratori chiedevano condizioni più dignitose e, soprattutto, la riduzione dell’orario di lavoro. Il riferimento storico è lo sciopero generale del 1886 negli Stati Uniti, culminato nei tragici eventi di Chicago, noti come Rivolta di Haymarket. Da quel momento, il 1° maggio diventa un simbolo internazionale della lotta per i diritti.
Dalla protesta alla festa globale
Negli anni successivi, la ricorrenza si diffonde in Europa e nel resto del mondo, assumendo un duplice significato: da un lato giornata di mobilitazione, dall’altro momento di celebrazione delle conquiste ottenute. In Italia viene riconosciuta ufficialmente come festa nazionale dopo la Seconda guerra mondiale, tornando centrale nel calendario civile dopo la sospensione durante il periodo fascista. Oggi è celebrata in decine di Paesi, con cortei, eventi pubblici e iniziative culturali.
Le conquiste che hanno cambiato il lavoro
Dietro questa data ci sono risultati concreti che hanno trasformato la vita quotidiana: la riduzione dell’orario lavorativo, la nascita dei contratti collettivi, il riconoscimento dei diritti sindacali. Il Primo Maggio ricorda che condizioni oggi considerate normali sono il frutto di battaglie lunghe e spesso difficili. Non è solo una celebrazione, ma anche un promemoria di quanto il lavoro sia stato – e continui a essere – terreno di confronto sociale.
Un significato che evolve nel tempo
Con il passare dei decenni, il senso della festa si è ampliato. Accanto ai diritti tradizionali, emergono nuove questioni: precarietà, sicurezza sul lavoro, equilibrio tra vita privata e professionale. In un’economia sempre più fluida, il Primo Maggio diventa uno spazio di riflessione sui cambiamenti in corso e sulle sfide che attendono il mondo del lavoro.
Cosa rappresenta per i giovani
Per le nuove generazioni, questa ricorrenza assume sfumature diverse. Da un lato può sembrare distante, legata a un passato industriale; dall’altro tocca temi molto attuali: stabilità, opportunità, dignità. I giovani si confrontano con un mercato del lavoro più incerto, fatto di contratti temporanei e percorsi non lineari. In questo contesto, il Primo Maggio può diventare un’occasione per interrogarsi su che tipo di lavoro si desidera e su quali diritti siano ancora da costruire.
Tra memoria e futuro
Il valore più forte della Festa dei Lavoratori resta forse proprio questo: tenere insieme memoria e prospettiva. Ricordare le conquiste del passato serve a dare senso alle sfide presenti. Non si tratta solo di celebrare, ma di comprendere come il lavoro continui a essere un elemento centrale nella vita delle persone e nella costruzione della società.
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