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Cronaca

C’eravamo tanto odiati… Egonu contro Vannacci. E lui si scusa

Dopo la denuncia per diffamazione presentata da Paola Egonu, il generale Vannacci si scusa con la pallavolista italiana scrivendole una lettera aperta in cui ammette che la considera una Italiana di cui andare orgogliosi seppure… non possa celare la sua origine.

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    Sarà che si avvicinano le elezioni Europee a cui lui tiene in particolar modo così come il partito che lo sostiene? Sta si fatto che il generale Vannacci si scusa con Paola Egonu e ammette bello bello che è una Italiana di cui andare orgogliosi seppure… non possa celare la sua origine.

    Tutta la querelle nasce dalle affermazioni scritte da Vannacci nel suo libro campione d’incassi “Il mondo al contrario” nel quale il generale 54enne scriveva “Paola Egonu italiana di cittadinanza, ma è evidente che i suoi tratti somatici non rappresentano l’italianità“. La campionessa di pallavolo lo aveva denunciato per diffamazione dopo aver letto un testo difficile da mandare giù. Vannacci a sua volta ha indirizzato alla Egonu una lettera nella quale ha cercato di chiarire di non aver mai avuto dubbi sulla sua cittadinanza italiana della Egonu. “Sono personalmente e convintamente fiero che lei rappresenti il nostro tricolore con la sua eccellenza sportiva ma questo non può celare visivamente la sua origine di cui, sono convinto, lei stessa vada fiera“.

    In attesa dell’udienza per discutere l’archiviazione della denuncia

    La querela presentata a Bergamo è stata trasferita a Lucca, visto che il generale risiede a Viareggio. La procura di Lucca ha aperto un fascicolo e poi ne aveva chiesto l’archiviazione. Ma Paola Egonu non ci sta. Si è opposta alla chiusura delle indagini e il gip del tribunale di Lucca ha fissato l’udienza per la discussione il prossimo 14 giugno. La pallavolista italiana insiste sulle frasi riguardanti i “tratti somatici” dell’atleta contenute nel libro di Vannacci. Nella lettera Vannacci si rivolge alla nostra atleta sostenendo di non aver avuto alcuna intenzione offensiva. “Ritengo che le diversità e le differenze di religione, di cultura, di origini, di etnia rappresentino una ricchezza per la società e non vadano travisate con la discriminazione“, cerca di addolcire il generale.

    Una lettera di riparazione…a giugno

    Le scuse del generale nella lettera proseguono. “Lei, infatti, è italianissima è un’italiana di cui andiamo orgogliosi: una persona che, per quanto di origini diverse, ha scelto di rappresentare il nostro paese e di aderire senza alcuna riserva agli ideali fondanti della nostra Repubblica assurgendone a simbolo e a rappresentante nel mondo agonistico.

    La sua diversità rispetto alle evidenti caratteristiche somatiche della maggioranza della popolazione italiana, è una ricchezza, una risorsa, una peculiarità che la distingue e le fa onore. Spero, signora Egonu, di avere compiutamente esplicato il senso delle mie espressioni e mi rallegrerei se in futuro, a sua discrezione, fosse possibile un amichevole incontro tra noi che mi permetta di esprimerle a voce i miei più sinceri sentimenti di viva cordialità e chiederle un autografo“.

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      Cronaca Nera

      Garlasco, Angela Taccia mette in dubbio la condanna di Stasi e le accuse a Sempio: «Qualcosa non torna». Aldrovandi chiede la revisione

      Angela Taccia sorprende mettendo in discussione anche la sentenza definitiva contro Alberto Stasi: «Mi aspettavo indizi più forti». Elisabetta Aldrovandi rilancia la battaglia per la revisione e punta al riconoscimento della piena innocenza del suo assistito.

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      Garlasco, Angela Taccia mette in dubbio la condanna di Stasi e le accuse a Sempio: «Qualcosa non torna». Aldrovandi chiede la revisione

        Il caso Garlasco continua a riservare dichiarazioni destinate a riaccendere il confronto sull’omicidio di Chiara Poggi, ma questa volta a sorprendere è soprattutto la posizione di Angela Taccia, avvocata di Andrea Sempio, che ha espresso perplessità non soltanto sulle nuove indagini della Procura di Pavia, ma anche sulla sentenza che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi. Una presa di posizione significativa, perché arriva proprio dalla legale dell’uomo attualmente indagato per il delitto e riguarda due percorsi giudiziari che, pur essendo collegati alla stessa vicenda, devono essere valutati separatamente.

        «C’è qualcosa che non torna nella sentenza di condanna ad Alberto Stasi, ma anche nel procedimento a carico di Andrea Sempio», ha dichiarato Taccia durante un confronto pubblico al quale hanno partecipato anche Elisabetta Aldrovandi, legale di Stasi, e la criminologa Margherita Carlini. L’avvocata ha spiegato di aver esaminato gli atti dell’inchiesta e di considerare poco convincenti alcuni degli elementi sui quali si concentra l’attuale ricostruzione investigativa.

        Angela Taccia contesta gli indizi contro Andrea Sempio: «Mi aspettavo qualcosa di più forte»

        La difesa di Andrea Sempio non nasconde le proprie perplessità sul materiale raccolto dagli investigatori. «Mi aspettavo indizi più forti. Ci sono stati tanti errori in questo procedimento», ha affermato Angela Taccia, soffermandosi in particolare su alcuni elementi che hanno attirato l’attenzione degli inquirenti e che, secondo la legale, sarebbero stati interpretati in maniera discutibile.

        Tra questi figurano gli scritti attribuiti a Sempio, sui quali la difesa propone una spiegazione diversa rispetto alle ipotesi investigative. Secondo Taccia, infatti, non si tratterebbe di riflessioni personali riconducibili al delitto, ma di appunti preparati per uno spettacolo teatrale con Gianluigi Nuzzi. Una distinzione che l’avvocata considera importante per evitare di attribuire a quei testi un significato che, a suo giudizio, non avrebbero.

        La legale ha contestato anche il peso attribuito agli elementi genetici individuati sui reperti ungueali di Chiara Poggi, richiamando la consulenza della genetista Denise Albani e sostenendo che, sulla base della lettura proposta dalla difesa, «non c’è nulla di accertabile». Su questi aspetti rimangono valutazioni differenti, che dovranno essere esaminate nelle sedi giudiziarie competenti.

        «Se giocano duro loro, giochiamo duro pure noi»: la sfida alla Procura di Pavia

        Angela Taccia ha confermato che la difesa di Sempio sta preparando le controdeduzioni alle conclusioni degli inquirenti, con l’obiettivo di contestare gli elementi che ritiene insufficienti o interpretati in maniera errata. Il lavoro coinvolge il collegio legale e i consulenti, chiamati a valutare quali questioni approfondire nelle prossime fasi del procedimento.

        Particolarmente netta è stata la spiegazione della mancata adesione alla consulenza psichiatrica proposta dalla Procura. Secondo Taccia, gli investigatori avrebbero già maturato una convinzione precisa sulla responsabilità del suo assistito, rendendo poco utile, dal punto di vista della strategia difensiva, partecipare a quell’accertamento.

        «La Procura di Pavia è convinta che a uccidere Chiara Poggi sia stato Andrea Sempio e per questo motivo era inutile sottoporci alla loro consulenza psichiatrica», ha dichiarato l’avvocata, aggiungendo una frase che rende evidente il clima di contrapposizione: «Perché collaborare per forza? A questo punto se giocano duro loro giochiamo duro pure noi».

        Si tratta della posizione espressa dalla difesa, mentre Andrea Sempio resta indagato e nei suoi confronti vale pienamente la presunzione di innocenza.

        Elisabetta Aldrovandi: «Alberto Stasi è vittima di un errore giudiziario»

        Nel confronto è intervenuta anche Elisabetta Aldrovandi, avvocata di Alberto Stasi, che ha ribadito la convinzione che la condanna definitiva del suo assistito debba essere riesaminata. Per la legale, gli approfondimenti investigativi potrebbero contribuire a ricostruire diversamente quanto accaduto nella villetta di Garlasco, aprendo la strada a una richiesta di revisione della sentenza.

        «Lui è vittima di un errore giudiziario, spero che sia la volta buona», ha dichiarato Aldrovandi, spiegando quale sia l’obiettivo della strategia difensiva: «Con istanza di revisione spero che si arriverà a far coincidere la verità storica con la verità processuale».

        La legale ha precisato che la difesa non intende limitarsi a sollevare dubbi sulla ricostruzione che ha portato alla condanna a 16 anni di carcere. L’obiettivo è ottenere un riconoscimento pieno dell’innocenza di Stasi, attraverso gli strumenti previsti dall’ordinamento giudiziario.

        «La mia collega, l’avvocata Giada Bocellari, non si accontenta a infondere in aula il ragionevole dubbio», ha spiegato Aldrovandi, sottolineando la volontà di arrivare a una conclusione che vada oltre la semplice contestazione delle prove utilizzate nel precedente processo.

        Garlasco, due difese contestano le ricostruzioni giudiziarie ma le posizioni restano distinte

        Uno degli aspetti più interessanti emersi dal confronto riguarda la posizione delle due difese, che contestano elementi diversi delle rispettive vicende giudiziarie. Taccia mette in discussione la consistenza degli indizi raccolti contro Sempio e manifesta perplessità anche sulla condanna di Stasi, mentre Aldrovandi continua a sostenere la necessità di una revisione della sentenza definitiva.

        L’avvocata di Stasi ha però voluto chiarire che le indagini su Andrea Sempio non dipendono dalle iniziative del collegio difensivo del suo assistito. «Sia chiaro che le indagini su Andrea Sempio non le stiamo facendo noi, ma la Procura di Pavia», ha precisato, distinguendo il lavoro degli investigatori dalle attività legali finalizzate a ottenere la revisione.

        Il quadro giudiziario rimane quindi complesso, con una condanna definitiva nei confronti di Alberto Stasi e una nuova indagine nella quale Andrea Sempio non è stato riconosciuto responsabile di alcun reato. Le dichiarazioni delle avvocate esprimono valutazioni difensive e non modificano, di per sé, le conclusioni raggiunte nei procedimenti giudiziari.

        Per Elisabetta Aldrovandi, tuttavia, la speranza è che gli sviluppi della vicenda possano finalmente aprire una strada concreta verso la revisione: «Speriamo quindi che questa sia la volta buona, speriamo nella giustizia per Alberto Stasi».

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          Cronaca

          Fabrizio Corona nell’incubo della criminalità milanese: la rapina sotto casa, i preziosi rubati e le ferite riportate

          Fabrizio Corona è stato aggredito e rapinato sotto casa in zona piazzale Dateo a Milano da un gruppo di sconosciuti che lo ha minacciato con un oggetto appuntito, portandogli via due orecchini e due collanine d’oro; l’ex fotografo ha riportato alcune escoriazioni senza necessità di ricovero e ha allertato il 112, dando il via alle indagini dei carabinieri della Compagnia Monforte che stanno analizzando le telecamere di videosorveglianza.

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          Fabrizio Corona nell'incubo della criminalità milanese: la rapina sotto casa, i preziosi rubati e le ferite riportate

            Un tranquillo rientro verso la propria abitazione si è trasformato in un pomeriggio di tensione per Fabrizio Corona, rimasto vittima di una rapina a mano armata nella prima periferia milanese. L’ex fotografo dei VIP è stato sorpreso e affrontato da un gruppo di persone a pochi passi dal portone di casa, situato nel quartiere attorno a piazzale Dateo. A lanciare immediatamente l’allarme al numero unico di emergenza 112 è stato lo stesso Corona subito dopo la fuga degli assalitori, consentendo il tempestivo avvio degli accertamenti.

            Sull’episodio hanno preso in carico le indagini i carabinieri della Compagnia Monforte, al lavoro per ricostruire la dinamica esatta dell’accaduto e identificare i responsabili.

            Le minacce con l’oggetto appuntito e il bottino della rapina

            Stando a quanto finora ricostruito dalle forze dell’ordine, l’imprenditore sarebbe stato circondato da un commando composto da più individui mentre si trovava in strada. I malviventi avrebbero estratto un oggetto appuntito per intimidirlo, passando poi all’aggressione fisica per strappargli i preziosi che indossava.

            Il bottino sottratto a Corona comprende due orecchini e due collanine d’oro. Durante la colluttazione, l’ex re dei paparazzi ha riportato diverse escoriazioni superficiali, ma per fortuna le sue condizioni generali non hanno reso necessario il trasporto o il ricovero presso un impianto ospedaliero cittadino.

            Le indagini dei carabinieri e la conferma del legale

            Gli investigatori dell’Arma hanno subito avviato i rilievi sul posto e hanno disposto l’acquisizione di tutti i filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati installati lungo le vie adiacenti a piazzale Dateo. Le registrazioni visive verranno passate al vaglio per tracciare la via di fuga utilizzata dalla banda e verificare la presenza di eventuali basisti o complici nel quartiere.

            A confermare ufficialmente la gravità dell’episodio è stato l’avvocato Ivano Chiesa, legale dello stesso Corona, il quale ha dichiarato all’ANSA che il suo assistito provvederà a formalizzare la denuncia per la rapina subita.

            Il nodo della sicurezza nella movida e nei quartieri residenziali

            L’aggressione consumata ai danni di un volto noto dello spettacolo riporta d’attualità il dibattito sui livelli di sicurezza percepiti e reali nelle zone centrali e semi-centrali della metropoli lombarda.

            I carabinieri mantengono il massimo riserbo sulle risultanze delle prime testimonianze raccolte, mentre proseguono gli accertamenti tecnici per assicurare alla giustizia gli autori dell’assalto.

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              L’annuncio a sorpresa di papa Leone XIV in piazza San Pietro: “I medici hanno trovato un nodulo, dovrò operarmi”

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              L'annuncio a sorpresa di papa Leone XIV in piazza San Pietro: "I medici hanno trovato un nodulo, dovrò operarmi"

                Una comunicazione inattesa e carica di emozione ha segnato l’appuntamento domenicale della preghiera mariana in piazza San Pietro. Papa Leone XIV ha annunciato ai fedeli radunati sotto la finestra del Palazzo Apostolico che nei prossimi giorni si sottoporrà a un intervento chirurgico per la rimozione di un nodulo individuato al polmone.

                La notizia, condivisa dallo stesso Pontefice con assoluta serenità e trasparenza, ha suscitato immediata reazione di affetto e vicinanza da parte di tutta la comunità cattolica.

                Le parole del Pontefice dal palazzetto apostolico

                Rivolgendosi ai pellegrini presenti al termine delle riflessioni spirituali della domenica, il Santo Padre ha preferito informare la piazza senza intermediari o note stampa preventive. «Di recente, durante alcuni controlli, i medici mi hanno trovato un nodulo circoscritto al polmone», ha spiegato apertamente Leone XIV.

                Con tono pacato, il Papa ha chiarito la natura della diagnosi clinica e i passaggi operativi concordati con le équipe mediche che lo assistono. L’individuazione della formazione richiede infatti un’asportazione mirata per prevenire complicanze e garantire il quadro clinico generale.

                I dettagli medici dell’operazione e i prossimi passaggi

                La lesione polmonare evidenziata dalle analisi strumentali risulta essere del tutto circoscritta, elemento che consente ai chirurghi di pianificare un’operazione chirurgica ad hoc. L’intervento prevedrà la rimozione del tessuto interessato, mentre nei prossimi giorni verranno resi noti la struttura ospedaliera prescelta per il ricovero e i relativi tempi di degenza necessari alla riabilitazione.

                La decisione di procedere per via chirurgica si è resa opportuna a seguito dei regolari monitoraggi della salute del Vescovo di Roma, mirati a garantire la piena prosecuzione del ministero petrino.

                La vicinanza dei fedeli e la serenità del messaggio

                L’annuncio ha suscitato un forte e prolungato applauso dei fedeli in piazza San Pietro, radunati per ascoltare la catechesi del Papa. Leone XIV ha poi proseguito la sua allocuzione ricordando il valore della speranza e del sostegno reciproco nei momenti di prova.

                Mentre il Vaticano si prepara a riorganizzare la scaletta degli impegni ufficiali della Santa Sede per consentire il completo riposo del Pontefice, da tutto il mondo si stanno già moltiplicando i messaggi di auguriorio per una rapida e completa guarigione.

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