Connect with us

Cronaca

Il patologo: “Una ferita minuscola, ma mortale”!

La causa ufficiale del decesso della principessa Diana è stata l’impatto e le lesioni subite durante l’incidente, ma ciò che dichiara il patologo forense Richard Shepherd, noto per aver esaminato numerosi casi celebri, tra cui anche quello di Lady D, riguarda l’importanza della posizione della ferita.

Avatar photo

Pubblicato

il

    Chi è Richard Shepherd

    È uno dei patologi forensi più rinomati del Regno Unito, e il suo lavoro ha spesso fornito importanti contributi alle indagini su casi di grande risonanza mediatica. È noto per aver esaminato numerosi casi celebri, tra cui anche quello della principessa Diana

    Per cause Innaturali

    Il suo libro “Per cause Innaturali” contiene nuove informazioni o riflessioni riguardo alla morte di Lady Diana, anche se è importante considerare che, a distanza di anni dall’incidente, potrebbero esserci poche rivelazioni completamente sorprendenti.

    Richard Shepherd il patologo detective e la principessa Diana

    La carriera del dottor Richard Shepherd è straordinaria e ricca di esperienze uniche. La sua abilità nel combinare la medicina legale con un’attitudine investigativa lo ha reso una figura di spicco nel suo campo, affrontando alcune delle situazioni più difficili e complesse legate alla morte.

    Aspetti oscuri e misteriosi di tragedie

    Il suo lavoro non solo ha contribuito a risolvere numerosi casi di persone famose, ma ha anche gettato nuova luce su aspetti oscuri e misteriosi di tragedie apparentemente semplici. Il suo impegno nel fornire giustizia, assicurare i colpevoli e scagionare gli innocenti ha reso il suo contributo alla società incredibilmente significativo.

    La morte di Lady D

    La morte di Lady Diana Spencer, principessa del Galles, è stata uno degli eventi più tragici e discussi del XX secolo. L’incidente automobilistico sotto il tunnel dell’Alma a Parigi il 31 agosto 1997 ha sconvolto il mondo intero. E, dal un punto di vista medico, le lesioni di per sé possono sembrare minori, ma se si trovano in aree critiche del corpo possono avere conseguenze catastrofiche. Nel caso di Lady Diana, la ferita al cuore ha portato a un’emorragia interna che non è stata in grado di essere controllata in tempo, contribuendo alla sua morte.

    L’evento ha sollevato molte domande e teorie del complotto, ma le indagini ufficiali hanno concluso che l’incidente è stato causato da un mix di velocità e guida pericolosa da parte del conducente dell’auto, Henri Paul, oltre alla presenza di paparazzi che inseguivano il veicolo.

    La morte di Lady Diana ha un impatto duraturo sulla società e sulla famiglia reale britannica, suscitando dibattiti su vari argomenti, dalla sicurezza dei membri della famiglia reale alla responsabilità dei media nel trattare la loro vita privata.

      SEGUICI SU INSTAGRAM
      INSTAGRAM.COM/LACITYMAG

      Mondo

      Mary Trump, psicologa e autrice dei più duri attacchi pubblici allo zio Donald, ha celebrato il matrimonio con Ronda

      Avatar photo

      Pubblicato

      il

      Autore

        Per anni è stata la voce fuori dal coro, l’eretica della dinastia più discussa d’America. Ora Mary Trump torna a far parlare di sé, ma per una notizia che riguarda la sua vita privata: si è sposata con Ronda, la donna che definisce da tempo “la mia migliore amica”.

        La nipote ribelle della famiglia Trump

        Psicologa, scrittrice, lesbica dichiarata, Mary Trump è diventata una figura pubblica globale per le sue prese di posizione senza sconti contro lo zio Donald Trump, che ha definito più volte un “imbroglione sociopatico”, “profondamente ignorante” e “crudele”. Le sue parole, affidate a libri, interviste e saggi, hanno scardinato dall’interno il mito della famiglia Trump, trasformandola nella parente più temuta e più isolata del clan.

        Un amore nato dall’amicizia

        Il matrimonio con Ronda rappresenta per Mary una nuova fase di vita. Le due si conoscono da anni e il loro legame è cresciuto nel tempo, passando dall’amicizia profonda a una relazione sentimentale solida. Per Mary non si tratta del primo matrimonio: in passato era già stata sposata e ha una figlia, Avary Linden Trump, oggi adulta. Questa nuova unione segna però un equilibrio diverso, più consapevole, lontano dalle dinamiche familiari che l’hanno accompagnata per decenni.

        Una scelta personale che è anche un messaggio

        Senza proclami, senza esibizioni social e lontana dalle luci del gossip, la decisione di sposarsi con una donna assume comunque un valore simbolico. Mary Trump ha sempre intrecciato il privato con il pubblico, l’identità personale con l’analisi politica e psicologica del potere. In un’America ancora profondamente divisa sui diritti civili, la sua storia continua a rappresentare un’alternativa netta all’universo valoriale incarnato dallo zio.

        Una vita costruita per sottrazione: meno clamore, meno retorica, più verità. Anche questa volta.

          Continua a leggere

          Cronaca Nera

          Venere in pelliccia in tribunale: Madalina Ghenea affronta l’udienza contro la stalker

          Madalina Ghenea compare in tribunale elegante e composta per l’udienza contro la presunta stalker. Chiesto un risarcimento da 5 milioni di euro, mentre la difesa chiede l’assoluzione sostenendo che l’account incriminato non appartenga all’imputata.

          Avatar photo

          Pubblicato

          il

          Autore

            C’è chi sceglie il silenzio, chi l’invisibilità. Madalina Ghenea ha scelto la presenza. E lo ha fatto a modo suo. L’attrice e modella romena si è presentata in tribunale per l’udienza del processo contro la donna accusata di averla perseguitata, indossando un look sofisticato, quasi cinematografico, che non è passato inosservato. Accanto a lei, la madre, presenza discreta ma centrale in una vicenda che ha segnato profondamente entrambe.

            L’ingresso in aula e la richiesta di risarcimento

            Ghenea è comparsa in aula con un outfit scuro, pelliccia e portamento da diva d’altri tempi, una scelta che ha subito acceso il dibattito mediatico. Ma dietro l’immagine c’è un procedimento giudiziario serio e complesso. Il legale dell’attrice ha chiesto un risarcimento di 5 milioni di euro per i danni morali e psicologici subiti, mentre per la madre la richiesta ammonta a 200mila euro, a testimonianza del coinvolgimento diretto e delle conseguenze familiari della vicenda.

            Le accuse: messaggi continui e pressione psicologica

            Secondo l’accusa, l’attrice sarebbe stata bersaglio di una lunga serie di messaggi ossessivi, invasivi e reiterati, tali da configurare una condotta persecutoria. Una pressione costante che avrebbe inciso sulla serenità personale e professionale di Ghenea, costringendola a cambiare abitudini e a vivere in uno stato di allerta permanente. Un copione purtroppo noto a molte donne esposte pubblicamente.

            La difesa: “L’account non era della mia cliente”

            Di tutt’altro segno la linea della difesa della presunta stalker. L’avvocato ha chiesto l’assoluzione sostenendo che l’account da cui sarebbero partiti i messaggi non appartiene alla sua assistita. Una tesi che sposta il baricentro del processo sulla prova tecnica e sulla riconducibilità certa delle comunicazioni contestate, nodo centrale dell’intero procedimento.

            Il processo entra ora nella sua fase più delicata, mentre l’immagine di Madalina Ghenea in tribunale – elegante, composta, accompagnata dalla madre – resta come simbolo di una battaglia che va oltre l’estetica e riguarda il diritto di non essere perseguitate, neppure quando si è una diva.

              Continua a leggere

              Cronaca

              Pandoro gate, Chiara Ferragni assolta: il tribunale smonta l’accusa di truffa e chiude il caso

              Dopo mesi di polemiche e un’esposizione mediatica senza precedenti, arriva il verdetto sul Pandoro gate: Chiara Ferragni non ha commesso truffa. Il giudice esclude la volontà di ingannare i consumatori. Resta il fronte amministrativo, già chiuso, ma sul piano penale la vicenda si conclude con un’assoluzione.

              Avatar photo

              Pubblicato

              il

              Autore

                Chiara Ferragni è stata prosciolta dalle accuse di truffa aggravata nel processo sul cosiddetto Pandoro gate. La decisione è arrivata dal Tribunale di Milano, che ha messo fine alla vicenda giudiziaria legata alle campagne promozionali del Pandoro Balocco Pink Christmas e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi.

                La giudice della terza sezione penale ha stabilito che il fatto non costituisce reato, riconoscendo l’assenza del dolo, elemento centrale per configurare l’ipotesi di truffa. Secondo il tribunale, non è emersa la volontà di raggirare i consumatori né di ottenere profitti indebiti attraverso un inganno consapevole.

                Chiara Ferragni era arrivata in aula definendosi «tranquilla e fiduciosa». L’accusa aveva chiesto una condanna a un anno e otto mesi, sostenendo che l’influencer avesse avuto un ruolo preminente nelle campagne commerciali grazie alla sua enorme platea di follower e al controllo sugli accordi con i partner industriali. Una ricostruzione che il giudice non ha ritenuto sufficiente per configurare un reato penale.

                La difesa ha sempre sostenuto che, al massimo, si fosse trattato di un caso di pubblicità ingannevole e non di truffa. Un fronte, quello amministrativo, già chiuso nei mesi scorsi con il pagamento di sanzioni, risarcimenti e donazioni per circa 3,4 milioni di euro. Proprio questo aspetto ha pesato nella valutazione complessiva del caso, insieme alla documentazione prodotta sui rapporti con Balocco.

                Con la sentenza di oggi si chiude il capitolo penale di una vicenda che ha avuto un impatto enorme sull’immagine pubblica dell’imprenditrice digitale e che ha acceso un dibattito nazionale sul rapporto tra influencer marketing, beneficenza e trasparenza verso i consumatori. Dal punto di vista giudiziario, però, il Pandoro gate finisce qui, con un’assoluzione che ribalta mesi di accuse e polemiche.

                  Continua a leggere
                  Advertisement

                  Ultime notizie

                  Lacitymag.it - Tutti i colori della cronaca | DIEMMECOM® Società Editoriale Srl P. IVA 01737800795 R.O.C. 4049 – Reg. Trib MI n.61 del 17.04.2024 | Direttore responsabile: Luca Arnaù