Politica
Corona contro Meloni: “Non vedo l’ora di entrare a Palazzo Chigi”. E ora sogna la politica: “A settembre punto al 4%”
L’udienza che avrebbe dovuto portare una sezione del Tribunale di Milano dentro Palazzo Chigi è stata rinviata all’ultimo momento. Intanto Fabrizio Corona rilancia: “A settembre scendo in politica”. E sui social esplode la polemica contro Giorgia Meloni.
Alla fine non se n’è fatto nulla. Il faccia a faccia tra Fabrizio Corona e Giorgia Meloni, che avrebbe dovuto trasformare Palazzo Chigi in una sorta di aula giudiziaria temporanea, è saltato all’ultimo momento. L’udienza per diffamazione che vede imputato l’ex re dei paparazzi è stata infatti rinviata a data da destinarsi proprio quando tutto era ormai pronto per trasferire un’intera sezione del Tribunale di Milano nella sede della Presidenza del Consiglio. Una macchina organizzativa enorme, inevitabilmente a spese dei contribuenti italiani, che ha immediatamente acceso polemiche ferocissime online.
Perché se già l’idea di vedere magistrati, cancellieri, avvocati e personale giudiziario muoversi fino a Palazzo Chigi per ascoltare Giorgia Meloni aveva fatto discutere, il rinvio improvviso ha finito per trasformare il caso in una bomba politica e mediatica.
Fabrizio Corona rilancia: “Non vedo l’ora di trovarmela davanti”
Nel frattempo Fabrizio Corona non ha perso occasione per alimentare ulteriormente il caos. Durante una cena a Sirolo, nelle Marche, l’ex fotografo dei vip aveva già raccontato con entusiasmo l’attesa per l’udienza, spiegando agli amici presenti di non vedere l’ora di entrare a Palazzo Chigi. «Io contro Meloni, non vedo l’ora di entrare a Palazzo Chigi e trovarmela di fronte», avrebbe detto durante la serata.
Ma non solo. Corona avrebbe anche rilanciato le sue ambizioni politiche con una frase che sta già facendo il giro dei social: «A settembre scendo in politica e punto al 4%». Una provocazione? Forse. Ma conoscendo Corona, il confine tra battuta, strategia mediatica e reale intenzione politica è sempre sottilissimo.
L’intera vicenda nasce dalla querela presentata da Giorgia Meloni e dall’allora parlamentare di Fratelli d’Italia Manlio Messina contro Corona, accusato di diffamazione dopo un articolo pubblicato su Dillingernews.it in cui si parlava di una presunta relazione tra i due politici.
Sui social esplode la rabbia contro la presidente del Consiglio
A incendiare definitivamente il dibattito sono stati soprattutto i commenti apparsi sotto il post pubblicato da Il Fatto Quotidiano sulla vicenda. Centinaia di utenti hanno criticato duramente il fatto che una presidente del Consiglio trovi il tempo per portare avanti una battaglia personale contro Fabrizio Corona mentre il Paese affronta problemi economici, sociali e internazionali ben più pesanti.
C’è chi parla apertamente di “teatro politico”, chi ironizza sul trasferimento del tribunale a Palazzo Chigi e chi invece punta il dito contro quello che considera un uso sproporzionato delle strutture istituzionali per una causa di diffamazione.
Il dettaglio che più ha colpito il web resta proprio l’immagine simbolica di Palazzo Chigi trasformato, anche solo per poche ore, nel palcoscenico di uno scontro tra la presidente del Consiglio e uno dei personaggi più controversi dello spettacolo italiano.
Tra politica, gossip e tribunali Corona resta al centro della scena
Che piaccia o meno, Fabrizio Corona continua a fare esattamente ciò che gli riesce meglio da oltre vent’anni: trasformare qualsiasi vicenda giudiziaria in un evento mediatico gigantesco. E il rinvio dell’udienza non ha fatto altro che aumentare ancora di più l’attenzione attorno alla storia.
Tra provocazioni politiche, dichiarazioni incendiarie e il sogno di “scendere in campo”, Corona sembra aver già trovato il modo di trasformare anche questo processo in una nuova narrazione personale. E mentre l’udienza viene rinviata a data da destinarsi, la sensazione è che il vero processo, almeno sui social e nei media, sia già iniziato da tempo.
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Politica
Roberto Giachetti racconta la telefonata con Giorgia Meloni mentre era incatenato in aula: “Mo’ devo partire per la Grecia”
Il deputato racconta in radio la telefonata della presidente del Consiglio durante la protesta in aula. Tra ironia, amicizia e preoccupazione, il siparietto diventa subito virale.
Nel pieno di una protesta politica che aveva già attirato l’attenzione di Parlamento, televisioni e social, è arrivata anche una telefonata decisamente inattesa. A raccontarlo è stato Roberto Giachetti durante la trasmissione radiofonica Un Giorno da Pecora, dove il deputato ha svelato un curioso retroscena legato a Giorgia Meloni mentre lui si trovava incatenato in aula.
Un episodio che in poche ore è diventato virale proprio per il tono molto diverso rispetto alla rigidità che solitamente accompagna il racconto della politica italiana. Perché dietro le tensioni parlamentari, a volte, restano anche rapporti personali costruiti negli anni.
Roberto Giachetti racconta la chiamata di Giorgia Meloni
Durante l’intervista radiofonica, Roberto Giachetti ha spiegato di aver ricevuto la telefonata direttamente dalla presidente del Consiglio mentre era impegnato nella sua protesta. E il tono della conversazione, almeno stando al suo racconto, sarebbe stato tutt’altro che istituzionale.
«Siamo amici e Giorgia mi vuole bene», ha raccontato il deputato. Poi ha svelato la frase che avrebbe pronunciato Giorgia Meloni appena sentita la sua voce dall’altra parte del telefono: «Ma te pare che ti incateni in aula, mo’ io devo partì per la Grecia e tu mi fai preoccupare!».
Una battuta che ha immediatamente fatto sorridere i conduttori e che sui social è stata rilanciata come uno dei retroscena politici più curiosi degli ultimi giorni.
La protesta in aula e il rapporto personale tra i due politici
Il racconto di Giachetti ha inevitabilmente acceso anche il dibattito sul rapporto personale tra esponenti politici appartenenti a schieramenti opposti. Nonostante le distanze politiche, infatti, il deputato ha lasciato intendere che con Giorgia Meloni esista un legame umano costruito nel corso degli anni parlamentari.
La protesta che lo aveva portato a incatenarsi in aula aveva già attirato forti attenzioni mediatiche. Ma la telefonata della presidente del Consiglio ha finito per aggiungere un elemento quasi surreale a una giornata già tesissima.
Sui social molti utenti hanno ironizzato proprio sul contrasto tra il gesto plateale della protesta e il tono quasi familiare della conversazione raccontata da Giachetti.
Il siparietto diventa virale tra politica e ironia
Nel giro di poche ore il racconto andato in onda a Un Giorno da Pecora è stato condiviso ovunque, trasformandosi in uno dei momenti politici più commentati della giornata. C’è chi ha apprezzato la spontaneità dell’episodio e chi invece ha criticato l’eccessiva confidenza tra politici di schieramenti contrapposti.
Di certo la frase attribuita a Giorgia Meloni è entrata immediatamente nel lessico ironico dei social, tra meme, battute e video rilanciati online. Perché in un clima politico spesso rigidissimo, basta una telefonata raccontata con leggerezza per trasformare una protesta parlamentare in un piccolo fenomeno virale.
Politica
L’ex portavoce di Giorgia Meloni sposa il giornalista del Fatto Quotidiano: nozze in arrivo per Giovanna Ianniello e Luca De Carolis
Giovanna Ianniello, storica portavoce di Giorgia Meloni e oggi vicedirettrice del Secolo d’Italia, convolerà a nozze con Luca De Carolis del Fatto Quotidiano. La coppia nel 2024 è diventata genitore di due gemelline.
Altro che muri ideologici. A volte l’amore riesce davvero a infilarsi nei territori più impensabili, persino tra due mondi editoriali e politici che spesso si osservano in cagnesco. Succede così che una delle figure storicamente più vicine a Giorgia Meloni stia per sposare un giornalista del Fatto Quotidiano, quotidiano che certo non è mai stato tenerissimo con il governo di centrodestra.
La notizia sta già facendo sorridere parecchi addetti ai lavori romani: Giovanna Ianniello, ex portavoce storica della presidente del Consiglio e oggi vicedirettrice del Secolo d’Italia, convolerà a nozze con Luca De Carolis, firma politica del Fatto Quotidiano. Una coppia che, almeno sulla carta, sembra mettere insieme due universi opposti. Ma che nella vita privata avrebbe trovato da tempo un equilibrio solidissimo.
Dalla politica all’amore
Giovanna Ianniello è stata per anni una delle persone più fidate di Giorgia Meloni, presenza discreta ma centrale nella costruzione della comunicazione politica della leader di Fratelli d’Italia. Oggi ricopre il ruolo di vicedirettrice del Secolo d’Italia, storico quotidiano dell’area della destra italiana.
Luca De Carolis, invece, è uno dei giornalisti politici del Fatto Quotidiano, testata spesso critica nei confronti del governo Meloni e dell’universo politico del centrodestra. Ed è proprio questo contrasto tra appartenenze professionali e vita privata a rendere la storia ancora più curiosa agli occhi del Palazzo.
Le gemelline nate nel 2024
La relazione tra i due non è certo una novità negli ambienti romani. La coppia è legata da tempo e nel giugno del 2024 è arrivata anche una svolta importante nella loro vita privata: la nascita di due gemelline.
Un evento che avrebbe consolidato ulteriormente il rapporto e spinto i due verso il grande passo. Le nozze dovrebbero celebrarsi nei prossimi mesi, anche se al momento massimo riserbo circonda dettagli, location e invitati.
Una coppia che incuriosisce il Palazzo
Nel mondo della politica e del giornalismo romano la notizia ha inevitabilmente acceso curiosità e commenti. Non tanto per la relazione in sé, quanto per il simbolismo di una coppia che mette insieme due realtà spesso raccontate come incompatibili.
Ma proprio questa storia dimostra come, lontano dai talk show, dai retroscena e dalle polemiche social, la vita reale segua logiche molto diverse da quelle delle tifoserie politiche. E mentre nei palazzi si litiga quotidianamente su tutto, c’è chi riesce persino a costruire una famiglia attraversando confini che sulla carta sembravano invalicabili.
Politica
Francesca Pascale torna su Paola Turci: “Relazione tossica”. Poi la stoccata sull’amore non ricambiato
Dalle accuse di ipocrisia alla definizione di “rapporto tossico”, fino alle nuove parole sull’amore non reciproco: continua il gelo tra Francesca Pascale e Paola Turci.
Ci sono separazioni che finiscono nel silenzio. E poi ci sono quelle che continuano a lasciare scie di dichiarazioni, frecciate e rancori mai davvero risolti. La rottura tra Francesca Pascale e Paola Turci sembra appartenere decisamente alla seconda categoria.
Dopo mesi di silenzi alternati a tensioni sotterranee, Francesca Pascale è tornata a parlare della fine del matrimonio con la cantante. E lo ha fatto con parole tutt’altro che morbide.
“Una relazione tossica”
Nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Pascale aveva definito la storia con Paola Turci in maniera lapidaria: “È stata una relazione tossica”.
Poi aveva aggiunto una riflessione ancora più dura sul momento in cui quella relazione era iniziata: “Non ero pronta dopo Berlusconi, era un chiodo schiaccia chiodo”.
Parole pesanti, soprattutto considerando quanto la loro unione fosse stata raccontata pubblicamente come una storia d’amore intensa e simbolica.
L’accusa di ipocrisia
Ma il passaggio che avrebbe fatto infuriare maggiormente Paola Turci riguarda un altro tema ancora: il rapporto con Silvio Berlusconi.
“Di quella storia mi ha fatto soffrire l’ipocrisia”, aveva dichiarato Pascale. “Stavo con una donna che disprezzava Berlusconi, ma non il fatto di vivere in casa mia con il suo denaro”.
Una frase che, secondo quanto raccontato dal giornalista Alberto Dandolo, avrebbe mandato “su tutte le furie” la cantante.
“Le voglio bene, ma il sentimento non era reciproco”
Adesso però i toni sembrano leggermente cambiati. O almeno raffreddati. Francesca Pascale ha infatti spiegato di essere ancora legata emotivamente all’ex compagna.
“Le voglio bene”, ha dichiarato. Ma subito dopo arriva la frase che molti hanno interpretato come una nuova frecciata: “Quando il sentimento non è reciproco bisogna rendersene conto, sennò ti fai male”.
Parole che lasciano intendere come, almeno nella sua versione, sarebbe stata proprio lei a comprendere per prima la fine del rapporto.
Dallo yacht al matrimonio a Montalcino
La storia tra Francesca Pascale e Paola Turci era diventata pubblica nel 2020, quando le due furono paparazzate mentre si baciavano su uno yacht, pochi mesi dopo la separazione ufficiale di Pascale da Silvio Berlusconi.
Nel luglio 2022 avevano poi celebrato la loro unione a Montalcino davanti ad amici e familiari, trasformandosi rapidamente in una delle coppie più osservate del mondo dello spettacolo italiano.
Per il primo anniversario di matrimonio Paola Turci aveva dedicato a Pascale parole dolcissime: “Nel mio cuore ti ho sposata dal primo istante che ti ho incontrata”.
Il silenzio che aveva anticipato la crisi
Poi qualcosa si è spezzato. E già al secondo anniversario di nozze molti avevano notato un dettaglio significativo: nessuna dedica pubblica, nessun riferimento reciproco, nessuna celebrazione social.
Un silenzio che aveva anticipato la crisi definitiva e la successiva separazione.
Oggi tra Francesca Pascale e Paola Turci sembra rimasto soprattutto un misto di affetto irrisolto, amarezza e parole che continuano ancora a pesare.
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