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Cronaca

Mamma ho perso Pontida: Salvini sconfitto anche nella roccaforte leghista

In alcuni feudi storici della politica italiana nelle elezioni amministrative ci sono stati cambiamenti significativi, con nuovi equilibri che si stanno formando in vari comuni e regioni del paese.

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    I recenti risultati elettorali hanno presentato molte sorprese proprio nei luoghi simbolo della Politica Italiana, nelle roccaforti dei fedelissimi. Là dove una volta la maggioranza non si discuteva, era schiacciante. Come la famigerata Sesto San Giovanni alle porte di Milano, chiamata per molti anni la Stalingrado d’Italia per la massiccia presenza dei fedelissimi del Partito Comunista Italiano. E poi ancora l’Emilia Romagna, aree della Toscana e al sud le aree di Avellino, Benevento ricordate come feudi di Ciriaco De Mita, Mastella &Co. Da tempo ormai tutto è cambiato. Ma quando crolla lo ‘zoccolo duro‘ allora c’è da preoccuparsi per davvero.

    A Pontida il Carroccio ha perso una ruota

    Dopo vent’anni di dominio della Lega, il piccolo comune bergamasco di Pontida, simbolo del Carroccio, ha visto un cambiamento significativo. Il sindaco uscente Pierguido Vanalli è stato battuto da Davide Cantù della lista civica di centrosinistra “Viviamo insieme Pontida“, che ha ottenuto il 52,71% dei voti. La terza candidata, Francesca Losi del “Partito popolare del Nord“, ha ottenuto il 15%, decisivo per la vittoria di Cantù.

    Tutta colpa di Castelli

    Qualcuno mormora che Pontida è stata espugnata per colpa dell’ex ministro leghista Roberto Castelli. Sarebbe lui il colpevole. Quel 15% ottenuto da Francesca Losi, già portavoce del “Partito popolare del Nord” fondato proprio dall’ex ministro leghista Roberto Castelli, fuoriuscito dal partito in polemica con Matteo Salvini è risultato determinante per fare vincere il centrosinistra.

    A Predappio quasi un plebiscito

    Il comune natale di Benito Mussolini, Predappio, ha confermato la guida del centrodestra. Roberto Canali di “Uniti per Predappio” ha vinto con il 71,65% dei voti contro il 28,35% della sfidante Monica Fucchi di “Predappio futura”. Canali aveva fatto scalpore cinque anni fa vincendo in un comune storicamente di sinistra.

    Bibbiano resta rosso

    Il comune reggiano di Bibbiano, noto per le vicende giudiziarie che hanno coinvolto il sindaco Andrea Carletti, ha confermato la guida del centrosinistra. Stefano Marazzi, segretario del circolo PD locale, ha vinto con il 73,52% dei voti.

    Arcore fa sentire la mancanza di Silvio

    Ad Arcore, noto come il “feudo” di Silvio Berlusconi, le elezioni Europee hanno visto Forza Italia al terzo posto con l’11,64%, dietro al PD (25,08%) e Fratelli d’Italia (28,09%).

    A Stazzema vincono i nostalgici…

    A Stazzema, nel cui territorio ricade la frazione di Sant’Anna, teatro della strage nazifascista del 12 agosto 1944, Fratelli d’Italia è risultato il primo partito con il 33,77%.

    Il ritorno dei rossi a Sesto San Giovanni

    Nella cosiddetta ex “Stalingrado d’Italia”, Sesto San Giovanni, il PD ha tenuto con il 30,52% dei voti, superando Fratelli d’Italia (21,38%).

    Rignano sull’Arno abbandona Renzi

    A Rignano sull’Arno, città natale di Matteo Renzi, l’ex premier candidato con Stati Uniti d’Europa è stato sconfitto dal sindaco PD Claudio Nardella, che ha ottenuto 272 voti contro i 213 di Renzi.

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      Politica

      Mattarella idolo della Gen Z: da Baby Gang ad Anna Pepe, il presidente è diventato l’icona più trap d’Italia

      A 85 anni il presidente della Repubblica è entrato nell’immaginario della musica urban italiana. L’ultima consacrazione arriva da Anna Pepe, ma prima di lei erano già passati Baby Gang, Carl Brave e perfino una T-shirt diventata di culto.

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        Chi l’avrebbe mai detto? Sergio Mattarella, con il suo stile sobrio e istituzionale, è diventato uno dei personaggi più citati e celebrati dalla nuova scena urban italiana. Altro che rapper tatuati o influencer da milioni di follower: a 85 anni il presidente della Repubblica si è trasformato, suo malgrado, nell’icona più “trap” del Paese.

        A raccontare questo curioso fenomeno è Andrea Conti, che mette insieme una lunga serie di episodi diventati ormai parte della cultura pop italiana.

        Da Baby Gang a Carl Brave: Mattarella entra nelle barre

        Negli ultimi anni il nome del capo dello Stato è comparso in diversi brani rap e trap. Baby Gang lo cita nelle sue rime, Carl Brave lo inserisce nelle proprie barre e, poco alla volta, Mattarella è uscito dalle pagine della politica per entrare nell’immaginario della musica urban.

        Non come bersaglio di satira, ma quasi come simbolo riconoscibile, un nome capace di attraversare mondi completamente diversi da quelli del Quirinale.

        La maglietta “Mattarella” diventa un oggetto di culto

        A consacrare definitivamente il fenomeno ci ha pensato anche la moda. Negli ultimi mesi ha iniziato a circolare una T-shirt con la scritta “Mattarella” realizzata con la stessa grafica utilizzata dai Metallica, un omaggio ironico che è rapidamente diventato un piccolo oggetto di culto tra appassionati di musica e cultura pop.

        Un cortocircuito perfetto: il presidente più istituzionale della storia recente trasformato, per gioco, in una rockstar.

        Anna Pepe firma l’incoronazione definitiva

        L’ultimo tassello arriva da Anna Pepe. La rapper ha pubblicato un selfie insieme al presidente della Repubblica che nel giro di poche ore è diventato virale, facendo il pieno di commenti, meme e condivisioni.

        L’immagine ha rappresentato la consacrazione definitiva di un fenomeno nato quasi per caso e cresciuto negli anni attraverso musica, social e cultura pop.

        Difficile immaginare che Sergio Mattarella abbia mai cercato tutto questo. Eppure il risultato è sotto gli occhi di tutti: senza cambiare stile, senza inseguire le mode e senza aprire un profilo TikTok, il presidente della Repubblica è riuscito in un’impresa che pochi avrebbero ritenuto possibile. Diventare, a 85 anni, l’icona più improbabile della trap italiana.

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          Cronaca

          Leonardo Del Vecchio nei guai: querela per violenza privata e denuncia per sottrazione di minore dopo la rottura con Sara Soldati

          Agli scontri familiari e al rinvio a giudizio nell’inchiesta Equalize si aggiunge una nuova vicenda legale. Sara Soldati avrebbe denunciato Leonardo Del Vecchio per sottrazione di minore e presentato una querela per violenza privata. A seguirla è l’avvocata Annamaria Bernardini De Pace.

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            I problemi per Leonardo Del Vecchio sembrano non conoscere tregua. L’erede del fondatore di Luxottica, già alle prese con le tensioni familiari legate all’eredità e con il rinvio a giudizio nell’inchiesta sul presunto dossieraggio della società Equalize, si ritrova ora coinvolto in un’altra delicata vicenda giudiziaria, questa volta legata alla sfera privata.

            Secondo le indiscrezioni, l’ex compagna Sara Soldati, modella e influencer dalla quale un anno fa è nata la piccola Bianca, avrebbe presentato una querela per violenza privata e una denuncia per sottrazione di minore. Una rottura che, da semplice crisi sentimentale, sarebbe ormai approdata nelle aule di giustizia.

            Il rapporto si sarebbe deteriorato nelle ultime settimane

            Che la relazione fosse arrivata a un punto di non ritorno era ormai evidente da tempo. Negli ultimi mesi si erano moltiplicate le voci su un clima sempre più teso tra i due e, secondo quanto trapelato, uno dei momenti più delicati sarebbe arrivato quando Leonardo Del Vecchio avrebbe deciso di bloccare le carte di credito utilizzate da Sara Soldati.

            Una scelta che avrebbe contribuito ad alimentare ulteriormente lo scontro, nonostante, sempre secondo le ricostruzioni circolate, la modella percepisse un consistente assegno mensile per il mantenimento della figlia.

            Entra in scena Bernardini De Pace

            A rappresentare Sara Soldati è Annamaria Bernardini De Pace, tra le avvocate matrimonialiste più note d’Italia e protagonista di numerose battaglie giudiziarie che hanno coinvolto personaggi famosi.

            La sua presenza lascia intuire che la vicenda potrebbe trasformarsi in una lunga e complessa contesa legale, destinata a far discutere ancora nelle prossime settimane.

            Un altro capitolo difficile

            Per Leonardo Del Vecchio si aggiunge così un nuovo capitolo a un periodo particolarmente complicato. Tra procedimenti giudiziari, tensioni familiari e ora anche il durissimo scontro con l’ex compagna, l’erede dell’impero Luxottica si trova ad affrontare una fase estremamente delicata della sua vita personale.

            Al momento i diretti interessati non hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche sulla vicenda. Trattandosi di una questione giudiziaria ancora agli inizi, sarà l’evoluzione delle indagini a chiarire il quadro e le eventuali responsabilità.

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              Cronaca

              Addio al Castello delle Cerimonie: sigilli alla Sonrisa, scatta lo sgombero dello storico hotel dei Polese

              È iniziata l’esecuzione del decreto disposto dal gip di Torre Annunziata. Sigilli agli uffici e alle attività commerciali, mentre gli occupanti lasciano la struttura. I componenti della famiglia Polese, per il momento, restano nelle rispettive abitazioni.

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                er anni è stato il regno di matrimoni faraonici, feste kitsch, cantanti neomelodici, fuochi d’artificio e tavolate infinite. Da oggi, però, per il Grand Hotel La Sonrisa, conosciuto da tutti come Il Castello delle Cerimonie, si apre una pagina completamente diversa. A Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli, sono infatti iniziate le operazioni di sequestro e sgombero dei locali commerciali della struttura diventata famosa grazie all’omonimo programma televisivo di Real Time.

                Le immagini delle forze dell’ordine all’ingresso dell’albergo segnano simbolicamente la fine di un luogo che, nel bene e nel male, è entrato nell’immaginario collettivo degli italiani trasformandosi in un fenomeno televisivo e di costume.

                Sigilli agli uffici e locali commerciali

                A eseguire il provvedimento è la Polizia Municipale, che sta notificando il decreto di sequestro preventivo disposto dal gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura guidata da Nunzio Fragliasso. L’ipotesi di reato contestata è quella di invasione di terreni o edifici.

                Le operazioni vengono svolte con il supporto della Polizia di Stato e dei carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia. Gli agenti hanno già apposto i sigilli agli uffici e ai locali commerciali, collocando anche i cartelli che informano dell’avvenuto sequestro, mentre prosegue lo sgombero delle persone presenti all’interno della struttura.

                La Sonrisa è ormai proprietà del Comune

                La struttura ricettiva è nel frattempo passata nella disponibilità del Comune di Sant’Antonio Abate. Le attività in corso rappresentano il passaggio necessario prima della rimozione degli arredi, dei macchinari e di tutto ciò che si trova nei locali commerciali.

                Per il momento, invece, non cambia la situazione abitativa della famiglia Polese, fondatrice della Sonrisa e protagonista del programma televisivo che ha reso celebre il castello in tutta Italia. I componenti della famiglia restano infatti nelle rispettive abitazioni e non sono coinvolti, in questa fase, nelle operazioni di sgombero.

                Si chiude un’epoca della televisione pop

                Al di là degli aspetti giudiziari, il sequestro della Sonrisa segna anche la fine di un simbolo della televisione pop italiana. Per anni Il Castello delle Cerimonie ha raccontato matrimoni spettacolari, compleanni faraonici e ricevimenti fuori dagli schemi, diventando un fenomeno social oltre che televisivo.

                Ora quei cancelli si chiudono sotto i sigilli della magistratura. E un luogo che, tra eccessi, folklore e milioni di telespettatori, aveva costruito una notorietà unica nel suo genere entra ufficialmente in una nuova fase della sua storia.

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