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Gossip

Per adesso niente villa per Berlusconi!

La scelta di Piersilvio Berlusconi e Silvia Toffanin di continuare a vivere in affitto mentre Villa San Sebastiano è sottoposta a ristrutturazioni è comprensibile alla luce delle necessità pratiche e delle comodità offerte dalla loro attuale residenza a Paraggi. La nuova villa, una volta completati i lavori, diventerà la loro residenza ufficiale, ma fino ad allora, la coppia e i loro figli continueranno a godere delle lussuose comodità offerte dal Castello di Paraggi.

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    Una delle coppie più celebri e riservate d’Italia ha attirato l’attenzione per l’acquisto di una splendida villa a Portofino. Stiamo parlando di Silvia Toffanin e Piersilvio Berlusconi neo proprietari di Villa San Sebastiano, un’immobile di prestigio di 1.300 metri quadrati, con 9 camere e 7 bagni, piscina, parco e tutti i punti luce affacciati sul mare, che va ad aggiungersi al loro già cospicuo patrimonio. Nonostante ciò, la famiglia continua a vivere in affitto. Dove? A Paraggi. Ma perché?

    Villa San Sebastiano è loro ma prima hanno dovuto saldare il mutuo

    La notizia dell’acquisto della Villa San Sebastiano a Portofino da parte di Piersilvio e Silvia ha fatto scalpore. Piersilvio, ricordiamo che è l’amministratore delegato di Mediaset e figlio di Silvio Berlusconi, ha saldato l’intero mutuo, intestandosi la proprietà. Tuttavia, nonostante la recente acquisizione, la famiglia, che comprende anche i figli Lorenzo Mattia (14 anni) e Valentina Sofia (9 anni) continua a risiedere in affitto nella Villa Bonomi Bolchini, il Castello di Paraggi, nei pressi di Santa Margherita Ligure.

    Ma perché vivono ancora in affitto?

    La ragione di continuare a vivere in affitto che sembra apparentemente contraddittoria è legata alle condizioni della nuova villa. Villa San Sebastiano, acquistata da Luca Bassani Antivari, ex B-Ticino, patron dei cantieri Wally Yachts, ha la necessita di essere ristrutturata. Lavori in corso che di fatto impediscono alla famiglia di trasferirsi immediatamente. Tra gli interventi pianificati, uno dei più significativi è la creazione di un accesso diretto al mare, una comodità di cui attualmente già godono a Paraggi.

    Il costo della vita a Paraggi? Fuori portata

    Vivere in affitto a Paraggi, una delle località più esclusive della Liguria, comporta costi notevoli. Anche se non sono stati divulgati i dettagli dell’affitto pagato dalla famiglia Berlusconi-Toffanin, si sa che la zona è estremamente costosa. Ad esempio, in alta stagione, il costo per due lettini sulla spiaggia può variare dai 150 ai 500 euro al giorno. Per una cabina per tutta l’estate, i prezzi possono oscillare tra i 12.000 e i 30.000 euro. Questo per i comuni mortali che hanno i soldi. Ma loro dispongono di un affaccio diretto al mare e di questi problemi non ne hanno. Questi costi elevati per servizi di lusso si riflettono inevitabilmente anche sui prezzi degli affitti delle proprietà nella zona.

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      Speciale Grande Fratello

      GFVip, Guendalina Tavassi vede Valeria Marini e Carmen Di Pietro e le massacra: «Come ordini Paola e Chiara e come ti arrivano a casa»

      La Tavassi guarda la coppia formata da Valeria e Carmen e piazza una delle battute più cattive e divertenti della serata: «Come le ordini Paola e Chiara… e come te arrivano a casa». Marini prima incassa, poi reagisce: «Quanto sei stronza».

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        Se c’è qualcuno che al GFVip non ha bisogno di Cristiano Malgioglio per distribuire cattiverie, quella è Guendalina Tavassi. E quando davanti a lei compaiono Valeria Marini e Carmen Di Pietro, l’occasione è troppo ghiotta per lasciarsela scappare.

        Guendalina le guarda e trova immediatamente il paragone: «Come le ordini Paola e Chiara… e come te arrivano a casa». Una frase che impiega pochi secondi a fare centro e che gioca sulla distanza tra le sorelle Iezzi e l’improbabile versione rappresentata dalla coppia Marini-Di Pietro.

        Guendalina Tavassi fulmina Valeria Marini e Carmen Di Pietro

        La battuta funziona proprio perché Guendalina la pronuncia con quella naturalezza con cui si commenterebbe un acquisto online non esattamente corrispondente alla fotografia pubblicata sul sito. Da una parte Paola e Chiara, dall’altra Valeria e Carmen: aspettativa contro realtà, almeno secondo la Tavassi.

        Valeria Marini capisce perfettamente il gioco e, invece di offendersi, risponde nella maniera migliore possibile: «Quanto sei stronza».

        Fine dello scambio, nessuna necessità di aggiungere altro. Anche perché è esattamente questo genere di cattiveria innocua e televisiva a funzionare quando i protagonisti sanno stare al gioco.

        La battuta che ruba la scena

        In una puntata già ricca di frecciate, Guendalina Tavassi riesce così a ritagliarsi il suo momento.

        E forse il segreto è proprio la velocità. Nessun monologo preparato e nessuna battuta trascinata per trenta secondi: vede Valeria Marini e Carmen Di Pietro insieme, pensa a Paola e Chiara e colpisce.

        «Come le ordini… e come te arrivano a casa» entra così di diritto tra le battute migliori della serata. E il «Quanto sei stronza» di Valeria, pronunciato senza perdere il sorriso, è praticamente la certificazione del bersaglio centrato.

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          Speciale Grande Fratello

          Valeria Marini comprava 50 copie dei giornali che parlavano di lei: «Così sembrava che vendevo tantissimo»

          Altro che archivio personale: secondo il racconto di Danto, Valeria Marini faceva incetta delle pubblicazioni che le dedicavano copertine e servizi. La spiegazione della showgirl è irresistibile: «Amore, io li compravo tutti, così sembrava che vendevo».

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            C’è chi conserva i ritagli degli articoli che parlano di lui, chi incornicia le copertine e chi mette ordinatamente in archivio una copia di ogni giornale. Valeria Marini, a quanto pare, avrebbe adottato un sistema decisamente più radicale: comprarli praticamente tutti.

            A raccontarlo è Giancarlo Danto, che ha rivelato l’esistenza di una vera e propria collezione di giornali conservata dalla showgirl. Non una copia per ogni articolo o copertina, però. Secondo il suo racconto, in alcuni casi Valeria sarebbe arrivata a possedere addirittura cinquanta copie dello stesso numero.

            «Amore, li compravo tutti»

            Danto racconta: «Ha un’infinità di suoi giornali, alcuni anche 50 copie dello stesso». A quel punto la domanda viene quasi spontanea: perché comprare cinquanta volte la stessa rivista?

            La risposta attribuita a Valeria Marini è talmente perfetta da sembrare scritta apposta: «Amore, io li compravo tutti, così sembrava che vendevo».

            Un piccolo capolavoro di autopromozione analogica, nato quando per far salire un personaggio non esistevano ancora visualizzazioni, like, follower e condivisioni. Se oggi basta rilanciare un post, all’epoca bisognava andare in edicola e mettere mano al portafoglio.

            L’algoritmo di Valeria quando l’algoritmo non esisteva

            Naturalmente cinquanta copie acquistate dalla protagonista di una copertina non potevano cambiare davvero le sorti commerciali di una pubblicazione. Ma il ragionamento racconta perfettamente il personaggio: se il giornale con Valeria Marini deve vendere, Valeria Marini contribuisce personalmente alle vendite.

            Altro che influencer marketing. Era una specie di algoritmo artigianale: comprare le proprie copertine per dimostrare che le proprie copertine funzionavano.

            E c’è persino qualcosa di tenero nell’immagine di quelle pile di riviste rimaste negli anni a documentare una carriera trascorsa sotto i riflettori. Cinquanta copie alla volta, naturalmente. Perché le stelle, come direbbe Valeria, devono brillare. Anche in edicola.

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              Personaggi

              Mara Venier senza filtri sul suo seno: «È sempre stato esagerato». E svela il segreto dei reggiseni “miracolosi” delle monache

              Dal desiderio di ridurre il seno alla decisione di accettarsi così com’è: Mara Venier racconta con ironia il rapporto con il proprio corpo e svela il curioso segreto dei reggiseni che per anni le hanno risolto il problema.

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                Mara Venier non ha mai avuto grandi problemi a scherzare anche sugli aspetti più personali della propria vita. Tra questi c’è il rapporto con il suo seno abbondante, diventato nel tempo anche argomento di battute e confessioni raccontate con quella schiettezza che il pubblico le riconosce.

                E proprio parlando del suo décolleté, la conduttrice ha svelato una soluzione decisamente insolita adottata per anni. Niente lingerie sofisticata, modelli costosissimi o capi realizzati su misura: i reggiseni che preferiva erano quelli destinati alle suore.

                Il segreto di Mara Venier: «Compravo i reggiseni delle monache»

                «Io cerco una roba che me le comprima. Io usavo i reggiseni delle suore», ha raccontato Venier, spiegando di aver scoperto dei modelli particolarmente contenitivi che riuscivano dove gli altri fallivano. «Io prendevo i reggiseni delle monache ed erano gli unici che mi contenevano».

                Una soluzione talmente efficace da spingerla a suggerire la stessa scelta anche a chi si occupava dei suoi abiti: «L’ho detto ai miei costumisti che devono comprarli, quelli delle monache che sono un po’ contenitivi. Devono prendere quelli».

                Dietro la battuta, però, c’è anche il racconto di un rapporto con il proprio corpo che non è sempre stato semplice. Venier ha infatti ammesso di aver pensato, in passato, persino alla chirurgia per ridurre le dimensioni del seno.

                «Le mie tette? Esagerate, sono sempre state grandi»

                Mara Venier non usa giri di parole quando parla della propria fisicità: «Le mie tette? Esagerate, sempre state grandi. Poi, diventando mamma presto, sono esplose».

                Proprio per questo aveva preso in considerazione la possibilità di sottoporsi a una mastoplastica riduttiva, arrivando anche a consultare alcuni chirurghi estetici. La risposta ricevuta, secondo il suo racconto, sarebbe stata però sempre la stessa: «Se le tenga».

                Con il passare degli anni il rapporto con il proprio corpo è cambiato e oggi Venier guarda a quella vecchia insoddisfazione con molta più serenità: «Del resto sono belle. Stanno su, dunque perché sottoporsi a un intervento così delicato? Trovo che tutte le donne debbano sentirsi bene con il proprio corpo, questa è la vera eleganza».

                Dall’idea della chirurgia alla scelta di accettarsi

                È proprio l’autoironia a rendere il racconto molto più di un semplice aneddoto sul reggiseno. Venier parla senza imbarazzo di una parte del proprio corpo che in passato avrebbe voluto cambiare e racconta come, con il tempo, abbia finito per accettarla e persino apprezzarla.

                Una piccola storia di rapporto con il proprio corpo raccontata senza drammi e senza lezioni da impartire. Con una conclusione perfettamente in linea con il personaggio: dopo aver pensato persino alla chirurgia, la soluzione più efficace era molto più semplice.

                Altro che lingerie miracolosa. Per Mara Venier il segreto erano i reggiseni delle monache.

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