Reali
Mamma Kate e la vita scolastica dei suoi figli
Il coinvolgimento di Kate Middleton nella vita scolastica dei suoi figli riflette l’importanza che attribuisce all’educazione e al benessere emotivo dei bambini, seguendo l’esempio di Diana.
Nel documentario britannico “Prince George: How To Make a Monarch“, trasmesso a partire dal 1 marzo, emergono dettagli interessanti sull’educazione impartita da William e Kate ai loro figli George, Charlotte e Louis. Un aspetto rilevante è il totale coinvolgimento della principessa nella vita scolastica dei suoi figli, simile a quanto faceva la principessa Diana con William e Harry
Una mamma come altre…
Kate Middleton, secondo quanto raccontato dai genitori dei compagni di scuola del principe George alla Lambrook School di Ascot, è molto attiva nella vita scolastica dei suoi figli. Nonostante il suo status reale, la principessa del Galles partecipa a tutte le iniziative di gruppo come ogni altro genitore. È inserita – anche lei! – nel gruppo WhatsApp della classe per comunicare con gli altri genitori e prende parte a giornate sportive e partite speciali.
Kate sulle orme di Lady Diana
L’approccio di Kate ricorda quello della principessa Diana, che partecipava attivamente alle feste scolastiche dei suoi figli, rendendo la loro infanzia il più normale possibile. Kate, con il supporto di William, cerca di garantire ai suoi figli un’infanzia simile a quella dei loro coetanei, permettendo loro di interagire liberamente e sentirsi uguali agli altri.
Il progetto Shaping Us
Kate ha anche acquisito competenze in psicologia infantile grazie al suo lavoro per il progetto “Shaping Us”, promosso dal Centre for Early Childhood. Questa iniziativa mira a sensibilizzare la società sull’importanza dello sviluppo emotivo e sociale nei primi anni di vita. Kate mette in pratica quanto imparato nel corso degli anni, assicurandosi che i suoi figli crescano in un ambiente sano e stimolante. Oltre alla chat di classe, la famiglia dei principi di Galles utilizza altre app per migliorare la propria competenza linguistica. William ha scaricato l’app Duolingo per imparare il gallese, coinvolgendo anche Kate e i loro figli. L’apprendimento è diventato un gioco di famiglia, dimostrando ancora una volta l’impegno di Kate nel garantire una crescita equilibrata e felice per i suoi figli.
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Reali
Re Carlo ruba la scena ai Sussex, sbarcando su Netflix partecipando ad un documentario
Il debutto di Re Carlo sulla piattaforma streaming segna un nuovo capitolo per la monarchia britannica. E ora, per Harry e Meghan, la concorrenza arriva… direttamente da Buckingham Palace!
Il Regno Unito entra ufficialmente nell’era dello streaming. Re Carlo III ha deciso di partecipare a un documentario Netflix dedicato al King’s Trust, l’organizzazione benefica da lui fondata che sostiene i giovani. Una mossa storica, che segna il primo vero passo del Sovrano britannico nel cuore del media digitale globale. A curare la produzione sarà Eva Omaghomi, stretta collaboratrice del Re, mentre tra i protagonisti spicca il nome dell’attore Idris Elba.
Per un reame più moderno e smart
La scelta non è casuale: con questa operazione, Re Carlo punta a modernizzare l’immagine della monarchia, avvicinandola a un pubblico più giovane e internazionale. Il CEO del King’s Trust, Jonathan Townsend, ha spiegato che il progetto sarà incentrato sull’empowerment giovanile, un tema sempre più centrale nella comunicazione istituzionale del Re.
Harry e Meghan: il monopolio mediatico è finito?
Il debutto di Re Carlo su Netflix non è solo un gesto simbolico. È anche un messaggio diretto a chi, negli ultimi anni, ha cercato di riscrivere la narrazione reale da oltreoceano. Harry e Meghan Markle, ex Duchi di Sussex, avevano fatto proprio della piattaforma streaming il loro canale preferenziale, siglando nel 2020 un contratto da 153 milioni di dollari.
Non più all’apice della cronaca
Tuttavia, tra progetti cancellati e recensioni tiepide, il vento è cambiato. Le critiche della stampa americana li definiscono oggi “i più grandi perdenti di Hollywood”. Il rischio è che ora la loro narrazione venga sovrastata dalla figura istituzionale – e più credibile – di Re Carlo, che ha saputo cogliere il momento giusto per entrare nel gioco.
Marketing, percezione e impatto reale
La presenza del Re su Netflix è anche una brillante mossa di strategia comunicativa. Le piattaforme digitali sono oggi il canale principale per creare engagement, specialmente tra i giovani. Se il documentario riscuoterà successo, potremmo assistere a un aumento diretto nelle donazioni al King’s Trust, migliorando contemporaneamente brand reputation e impatto sociale. Sotto la lente ci sono KPI come CTR, engagement rate e ROAS. Tutti indicatori chiave che potrebbero trasformare questo esperimento in un modello replicabile anche per altri membri della Royal Family. Il trono è più digitale che mai… e Re Carlo lo sa bene.
Reali
Due tentativi di intrusione a Kensington Palace: arrestato un 39enne inglese, processo senza imputato
Derek Egan, 39 anni, è stato arrestato dopo aver tentato due intrusioni a Kensington Palace, residenza del principe William e di Kate Middleton. Fermato grazie alle telecamere di sicurezza, è accusato di violazione di domicilio. Il tribunale ha escluso la libertà su cauzione e disposto il proseguimento del procedimento in sua assenza.
Per due volte, a distanza di appena quarantotto ore, ha cercato di introdursi all’interno di Kensington Palace. Protagonista della vicenda è Derek Egan, 39 anni, cittadino inglese, arrestato e accusato di violazione di domicilio dopo aver tentato l’irruzione nella residenza londinese del Principe William e di sua moglie Kate Middleton.
Secondo quanto riferito dalla polizia, si tratta di due episodi distinti avvenuti il 21 e il 23 dicembre 2025, pochi giorni prima di Natale. In entrambi i casi, l’uomo sarebbe stato individuato nell’area di Palace Green, a Kensington, zona sottoposta a un sistema di sorveglianza particolarmente stringente.
Due episodi ravvicinati e l’intervento della sicurezza
Il primo tentativo risale al 21 dicembre, il secondo al 23. In entrambe le occasioni Egan avrebbe cercato di avvicinarsi in modo non autorizzato all’area del palazzo. A tradirlo sono state le telecamere di sicurezza, che hanno consentito alle forze dell’ordine di intercettarlo e fermarlo prima che potesse accedere agli spazi interni.
La polizia ha chiarito che, al momento delle intrusioni, il Principe e la Principessa del Galles non si trovavano all’interno del palazzo. William e Kate utilizzano infatti un’ala di Kensington Palace come residenza ufficiale quando sono a Londra, ma erano assenti durante i fatti.
L’udienza e le accuse confermate
Il 30 dicembre Derek Egan è comparso davanti al Westminster Magistrates’ Court, dove sono state formalmente confermate le accuse di violazione di domicilio. Il giudice ha fissato un’ulteriore udienza per la conferma delle dichiarazioni al 6 gennaio, stabilendo però che il procedimento proseguirà in assenza dell’imputato.
Una decisione motivata dal comportamento definito “aggressivo e disordinato” tenuto dall’uomo sia nei confronti delle forze dell’ordine sia durante la comparizione in tribunale.
Nessuna cauzione e rischio carcere
Il magistrato ha inoltre respinto la richiesta di libertà su cauzione. Secondo il tribunale, esiste una concreta possibilità che, in caso di condanna, Egan possa ricevere una pena detentiva. Un elemento che ha pesato nella decisione di mantenerlo in custodia e di accelerare l’iter giudiziario.
La vicenda riporta l’attenzione sui livelli di sicurezza che circondano le residenze reali britanniche, soprattutto in un periodo sensibile come quello delle festività. Kensington Palace, pur essendo in parte aperto al pubblico e inserito nel tessuto urbano di Londra, resta uno dei luoghi più sorvegliati della capitale.
Sicurezza e allerta costante
Il doppio tentativo di intrusione, ravvicinato nel tempo, viene letto come un episodio serio, anche alla luce della recidiva nel giro di pochi giorni. Un segnale che ha portato le autorità a intervenire con decisione, evitando qualsiasi sottovalutazione.
Il procedimento giudiziario ora proseguirà nelle prossime settimane, mentre le misure di sicurezza attorno a Kensington Palace restano sotto osservazione costante.
Reali
Il 2025 dei Windsor, un anno sospeso tra normalità, piccoli lutti, viaggi in Vaticano e nuove ombre sulla famiglia reale britannica
Tra la nuova normalità dopo la paura del cancro, l’arrivo di un royal baby, la definitiva uscita di scena del principe Andrea e l’ennesimo strappo con Meghan e Harry, il 2025 dei Windsor si chiude come un anno di transizione: poche scintille, molti segnali sottili sul futuro della monarchia britannica.
Per i Windsor il 2025 è stato un anno di mezzo: lontano dagli incubi del 2024, quando sia re Carlo sia la principessa del Galles scoprirono di avere un cancro, ma anche senza quei colpi di scena che cambiano per sempre la storia di corte. Dodici mesi apparentemente tranquilli, in cui la monarchia britannica ha continuato a fare i conti con fragilità e consensi.
Il ritorno di Kate e il nuovo royal baby
La buona notizia arriva da Kate Middleton. Senza proclami, la principessa del Galles è tornata gradualmente agli impegni pubblici: uscite dosate, sorrisi misurati, presenza accanto a Carlo e William nei momenti chiave. Tanto è bastato perché i sudditi leggessero il suo rientro come il segnale che la “macchina” reale è di nuovo in equilibrio. A inizio anno è arrivata anche Athena, figlia di Beatrice di York ed Edoardo: un royal baby lontano dal trono ma utile a rinfrescare l’immagine di una famiglia che continua ad allargarsi.
Lutti, scandali e il caso Andrea
Il 2025 ha avuto anche un lato più cupo. A settembre è morta la duchessa di Kent, presenza discreta e molto rispettata, simbolo di un modo più sobrio di vivere il ruolo reale. Molto meno nostalgico è il capitolo principe Andrea: l’anno ha confermato la sua uscita definitiva da ruoli pubblici e titoli dopo le vicende legate a Jeffrey Epstein. Nessun rientro all’orizzonte, nessun tentativo di riabilitazione: per i Windsor è il prezzo da pagare per difendere la credibilità della Corona.
Meghan, Netflix e il nodo Harry
Sul fronte degli “scissionisti” la protagonista è Meghan Markle. Con la serie With Love, Meghan su Netflix ha spinto ancora di più sulla propria narrazione personale: meno duchessa, più brand globale. A Londra il progetto è stato letto come l’ennesimo strappo rispetto alla disciplina di Buckingham Palace. Più sfumato il ruolo del principe Harry, rientrato a Clarence House per incontrare il padre: per alcuni un timido riavvicinamento, per altri il gesto di chi prova a riallacciare un filo con la “ditta”. Come spesso accade, la verità resta nel non detto.
Carlo tra Italia e Vaticano
L’immagine simbolo del 2025 è quella di re Carlo in Italia. In dodici mesi il sovrano ha compiuto due viaggi nel nostro Paese: ad aprile, per il ventesimo anniversario di matrimonio con Camilla, tra Roma e Ravenna con udienza vaticana; a ottobre per l’incontro con papa Leone XIV e la preghiera comune nella Cappella Sistina. Un gesto senza precedenti negli ultimi cinquecento anni, dallo strappo voluto da Enrico VIII: più di un’istantanea diplomatica, un tentativo di ricucire almeno sul piano simbolico la frattura tra Londra e Roma.
Un anno di mezzo che pesa sul futuro
Così il 2025 dei Windsor si chiude senza fuochi d’artificio ma con molti segnali: il ritorno di Kate, un nuovo neonato, la cancellazione pubblica di Andrea, l’ascesa mediatica di Meghan, il rebus su Harry, i viaggi di Carlo tra Italia e Vaticano. Un anno “così così”, ma utile per capire quanto a lungo la famiglia reale britannica sarà in grado di reggere l’urto del tempo, tra emozioni, scandali, piattaforme streaming e antiche liturgie di corte.
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