Gossip
Sempre di Domenica. Mara Venier resta e raddoppia
Mara Venier non molla. Ogni anno vorrebbe abbandonare Domenica In e invece sembra pronta a rinnovare il suo contratto ancora una volta. Con gli applausi di Rai1.

Nonostante ogni anno dica che sarà la sua ultima Domenica In, Mara Venier fortunatamente non molla e continua a rappresentare un faro nella programmazione domenicale di Rai1. La rete deve molto del suo successo in termini economici e di ascolto proprio alla Venier che conduce ininterrottamente la trasmissione dal 2018. Anche se l’aveva condotta già negli anni ’90.
Un binomio indistruttibile
Domenica In è nata nel 1976, il titolo glielo diede Corrado, tra i suoi conduttori, che aveva proposto agli altri autori di modificare l’iniziale Domenica Insieme, troncando le parola Insieme e lasciando solo In. Giunta alla sua 45esima edizione Domenica In ormai coincide con Mara Venier. Riuscire a spezzare questo binomio sembra quasi impossibile. Va da sé che Venier tornerà alla guida del programma anche per la stagione 2024/2025, anche se, non appena è serpeggiata la notizia di un suo ritiro, si sono fatti avanti tantissimi nomi pronti a sostituirla.
Il suo tallone d’Achille
Mara, classe 1950, considera Domenica In il suo “tallone d’Achille”. È più forte di lei. Ogni anno dice che è l’ultimo ma non riesce a mollare. Come altre anche questa volta ha pensato davvero che fosse l’ultima perché, dice, vorrebbe godersi di più suo marito, la famiglia e la casa di Santo Domingo. In una intervista al Messaggero ha spiegato che questa è stata l’edizione più difficile che abbia condotto. Il motivo? Quel comunicato stampa inviatole dall’Amministratore Delegato della Rai, Roberto Sergio, sul caso Ghali a Sanremo.
Un rimprovero che l’ha amareggiata
“Lo lessi praticamente in diretta, ne ignoravo il contenuto“, dice Mara al quotidiano. A seguito di quell’errore è stata coperta di insulti e minacce tanto da rimanerci molto male e soffrendone parecchio. Dopo Sanremo voleva andare a EuroDisney, a Parigi, con suo nipote Claudio di sei anni e la nuora. Aveva già prenotato tutto chiedendo all’ufficio stampa alcuni pass per saltare le file chilometriche. Ma prima di partire l’hanno chiamata per dirle che i pass ci sarebbero stati in cambio chiedevano di non pubblicare sul suo profilo Instagram le foto scattate nel parco…
Gli amici? Che delusione
Una richiesta che l’ha ferita profondamente la Venier che alla fine ha rinunciato. Ha optato per una nuova meta: l’Acquario di Genova, “che consiglio a tutti perché è un posto magico“, ha detto. Ciò che l’ha fatta soffrire di più sono stati proprio gli amici che, secondo lei, non le hanno dato l’appoggio che sperava. Tutti spariti anche i presunti amici. Questo l’ha ameragiata moltissimo. “Li ho cancellati dalla mia vita“, ha detto al Messaggero. Quelli che le sono sempre stati accanto e che l’hanno sorpresa per la vicinanza e solidaretà sono stati Alberto Matano e Fiorello, Lilli Gruber, Selvaggia Lucarelli, Michele Santoro, Nicola Porro e Walter Veltroni.
Quelli che si erano messi in fila dovranno aspettare
Al di là di questa parentesi, Mara Venier resterà saldamente al timone di Domenica In che lo scorso 2 giugno è giunta alla sua 500esima puntata. Ma l’amministratore delegato della Rai Roberto Sergio, per Mara un amico a cui vuole un gran bene, insiste. Le ha chiesto di rimanere, anche se deve ancora firmare il contratto. Molti si erano già messi in fila per prendere il suo posto alla conduzione dell’ammiraglia della domenica in Rai. Ma ai pretendenti al trono gli toccherà aspettare ancora un po’. Quanto? Non si sa. Anche se Mara dalla prossima edizione di Domenica In sembra voglia cambiare qualcosa della formula del programma.
Ci vorrebbe un amica…
La Venier ha espresso il desiderio di non essere più sola a condurre. Le piacerebbe dare spazio e una possibilità anche ad altri. Spera di trovare le persone giuste. Le piacerebbe molto avere accanto a se l’attrice comica Barbara Foria, con l’intento di coinvolgere solo e sempre donne. E intanto sta pensando anche a un nuovo format da lanciare in prima serata.
Ora un po’ di cinema diretta da Özpetek
Quello che sembra certo è che Mara Venier tornerà a fare l’attrice nel nuovo film del suo amico Ferzan Özpetek tratto dal suo romanzo Cuore nascosto. Venier dovrebbe condividere il set con attrici come Luisa Ranieri, Elena Sofia Ricci, Lunetta Savino, Vanessa Scalera, Kasia Smutniak, Jasmine Trinca, Stefania Sandrelli, Milena Vukotic, Ambra Angiolini, Anna Ferzetti, Milena Miconi e Aurora Giovinazzo.
INSTAGRAM.COM/LACITYMAG
Gossip
Brooklyn Beckham contro la famiglia, bufera social: Alana Hadid attacca Nicola Peltz e smonta la versione sulla privacy
Le stories di Brooklyn Beckham contro la sua famiglia aprono una frattura pubblica. Nel caos mediatico interviene Alana Hadid, sorella di Anwar Hadid, ex di Nicola Peltz, che accusa l’attrice di non aver mai voluto davvero la privacy.
Le storie Instagram di Brooklyn Beckham sono bastate a scoperchiare un vaso che, a quanto pare, era solo apparentemente sigillato. Poche frasi, allusioni neppure troppo velate, e il rapporto con la famiglia Beckham è finito sotto i riflettori in modo fragoroso, alimentando un inferno mediatico che ora sembra fuori controllo.
Nel pieno della tempesta entra a gamba tesa una figura esterna ma tutt’altro che neutrale: Alana Hadid, sorella di Anwar Hadid, ex fidanzato di Nicola Peltz. Un intreccio familiare e sentimentale che riporta alla ribalta anche i cognomi più noti del fashion system, visto che Anwar è fratello di Bella Hadid e Gigi Hadid.
La replica che incendia la polemica
Alana Hadid non usa giri di parole e prende posizione contro la narrazione che negli ultimi mesi ha accompagnato Nicola Peltz, spesso descritta come desiderosa di proteggere la propria privacy. La sua dichiarazione è secca, quasi brutale: «Esatto! Inoltre posso dire che quella ragazza non vuole la privacy, ha cercato di diventare famosa per un decennio e non c’è riuscita». Una frase che rimbalza sui social e viene letta come un affondo diretto, personale, difficilmente equivocabile.
Privacy o costruzione dell’immagine
Il punto che Alana Hadid mette al centro è proprio quello più delicato: la presunta contraddizione tra la richiesta di riservatezza e l’esposizione mediatica. Secondo la sua versione, Nicola Peltz avrebbe inseguito a lungo la popolarità, ben prima del matrimonio con Brooklyn Beckham, senza mai davvero sottrarsi allo sguardo pubblico. Un’accusa che ribalta la narrativa difensiva costruita negli ultimi tempi e che aggiunge un nuovo livello di tensione a una vicenda già carica.
La famiglia Beckham nel mirino
Intanto, sullo sfondo, resta il gesto iniziale di Brooklyn Beckham. Le sue storie, interpretate come una presa di distanza dalla famiglia, hanno colpito per il tono e per il tempismo, lasciando spazio a ipotesi di fratture profonde e non più sanabili. L’intervento di Alana Hadid, pur non riguardando direttamente i Beckham, finisce per alimentare ulteriormente il racconto di un sistema di relazioni incrinate, dove alleanze e risentimenti sembrano intrecciarsi senza soluzione di continuità.
In un contesto del genere, ogni parola pesa più del dovuto e ogni voce esterna diventa miccia. E mentre i protagonisti diretti scelgono, almeno per ora, il silenzio o comunicazioni misurate, la guerra di dichiarazioni sembra destinata a proseguire lontano dai comunicati ufficiali, ma sempre sotto gli occhi di tutti.
Reali
Meghan Markle torna in Inghilterra dopo quattro anni e scatena la polemica: scorta h24, vetri antiproiettile e pretese da corte reale
Il ritorno di Meghan Markle nel Regno Unito riapre vecchie ferite e accende nuove polemiche. Secondo indiscrezioni, l’ex attrice avrebbe avanzato richieste rigidissime su sicurezza, protocollo e rapporti con il personale.
Il ritorno di Meghan Markle in Inghilterra, a quattro anni dall’addio alla famiglia reale, è bastato da solo a occupare le prime pagine dei giornali britannici e internazionali. Ma a far rumore, più ancora del viaggio in sé, sono le condizioni che la Duchessa del Sussex avrebbe posto per il suo soggiorno nel Regno Unito.
Secondo quanto filtra da ambienti vicini all’organizzazione della visita, Meghan avrebbe chiesto una scorta attiva 24 ore su 24, sette giorni su sette, accompagnata da vetri antiproiettile e da un livello di sicurezza paragonabile a quello riservato ai membri senior della Royal Family. Richieste che, inevitabilmente, riaprono il dibattito su ruoli, diritti e privilegi dopo l’uscita ufficiale dai doveri reali.
Il controllo totale e il protocollo personale
Le indiscrezioni parlano anche di un rapporto rigidamente regolato con lo staff. Il personale non dovrebbe mai incrociare direttamente il suo sguardo e ogni necessità operativa dovrebbe passare esclusivamente da lei, per mantenere il pieno controllo su ogni dettaglio. Una gestione accentrata che, secondo i bene informati, avrebbe creato non poche difficoltà organizzative.
Il nodo del titolo e la forma di appellativo
A rendere il quadro ancora più esplosivo c’è la questione del titolo. Chiunque abbia contatti diretti con Meghan Markle, sempre stando alle ricostruzioni, dovrebbe rivolgersi a lei come “Sua Altezza Reale la Duchessa del Sussex”, formula che riporta immediatamente al centro il tema mai risolto dell’uso dei titoli dopo il distacco dalla monarchia.
Tra percezione pubblica e nuove tensioni
Nel Regno Unito il ritorno di Meghan non viene letto come un semplice viaggio privato. Ogni dettaglio viene interpretato come un segnale politico e simbolico, soprattutto alla luce dei rapporti ancora tesi con Buckingham Palace. Le richieste attribuite alla Duchessa alimentano una narrazione già fortemente polarizzata: da un lato chi parla di legittime esigenze di sicurezza, dall’altro chi vede in queste pretese l’ennesima contraddizione tra la volontà di allontanarsi dalla Corona e il desiderio di mantenerne i privilegi.
Di certo, a quattro anni dall’addio, il nome Meghan Markle continua a funzionare come un detonatore mediatico. E anche questa volta, prima ancora dei fatti, sono le condizioni e i retroscena a dominare il racconto.
Gossip
Traslochi minimi e anniversari tatuati: Belen Rodriguez cambia casa a Milano, Aurora Ramazzotti celebra nove anni d’amore
Belen Rodriguez annuncia un trasloco lampo da Moscova a Brera, raccontato dal settimanale Oggi come un cambio di vita che in realtà misura poche centinaia di metri. Aurora Ramazzotti, invece, festeggia nove anni con Goffredo Cerza e celebra l’anniversario con un nuovo tatuaggio.
C’è chi cambia casa e chi segna il tempo che passa sulla pelle. Le notizie indispensabili, quelle che tengono insieme mondanità e dettagli minuti, oggi parlano soprattutto di spostamenti e simboli. A partire da Belen Rodriguez, che conferma di essere nel pieno di un trasloco, ma senza perdersi d’animo: «Sto traslocando ma ci sono», fa sapere, con la consueta presenza social che non conosce pause.
Secondo il settimanale Oggi, la showgirl avrebbe lasciato la zona Moscova per trasferirsi in Brera dopo appena un anno. Un cambio di indirizzo che, sulla carta, sembra segnare un nuovo capitolo della sua vita milanese. Nella pratica, però, lo spostamento è quasi simbolico: poche centinaia di metri, una manciata di isolati, più un cambio di atmosfera che di coordinate. Un trasloco “di quartiere”, che dice molto del rapporto di Belen con Milano e con le sue zone più centrali e riconoscibili.
Da Moscova a Brera, senza cambiare abitudini
Il racconto del trasloco si inserisce nel filone classico delle cronache rosa cittadine, dove anche un cambio di casa diventa segnale da interpretare. Brera resta Brera, con il suo immaginario sofisticato e bohemien, e Moscova non è certo periferia. Più che una fuga o una svolta, sembra un riassestamento, un modo per restare nello stesso perimetro cambiando solo prospettiva.
Di tutt’altro segno, ma altrettanto “socialmente leggibile”, la notizia che riguarda Aurora Ramazzotti. L’influencer festeggia nove anni d’amore con Goffredo Cerza, una relazione lunga e stabile, da cui è nato il figlio Cesare, oggi di due anni. Per celebrare l’anniversario, Aurora sceglie un gesto che resta: un nuovo tatuaggio.
Il drago come segno di continuità
Il disegno è un drago, posizionato sopra il polso. Un simbolo forte, che richiama protezione, forza e trasformazione. Non un ornamento casuale, ma un segno che racconta una fase della vita, un legame consolidato e una famiglia giovane ma già ben definita. Anche qui, più che l’estetica, conta il messaggio: fissare sulla pelle ciò che il tempo ha reso solido.
Due storie diverse, unite dallo stesso registro leggero e rivelatore. Un trasloco che è quasi una passeggiata e un tatuaggio che celebra nove anni di amore raccontano, ciascuno a modo suo, come il quotidiano dei personaggi pubblici passi spesso da dettagli apparentemente minimi. Eppure, proprio per questo, irresistibilmente raccontabili.
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