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Viaggi

Camper, se non ora quando?

Cresce il numero dei camperisti che ogni anno affollano le strade e le località turistiche italiane e non. Un breve vademecum su come scegliere il camper da affittare, itinerari, costi e logistica.

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    Da molti anni ormai il camper è uno dei mezzi più in voga per chi vuole viaggiare sia in Italia che all’estero. Ogni anno cresce il numero delle famiglie che per il periodo estivo affitta nei diversi centri dislocati un po’ in tutta Italia – ma soprattutto nelle regioni Toscana, Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia. In più ogni anno si svolgono diverse mostre mercato dove poter visionare e scegliere di acquistare un camper adatto alle proprie esigenze.

    Lo scorso mese di febbraio 2025 si è avviata una campagna pubblictaria in tv e sulla stampa promossa da APC, Associazione Produttori Caravan e Camper, per promuovere il camper come simbolo di libertà. Questa nuova campagna “Vivi la libertà con stile: scegli il camper“, segue le precedenti lanciate nel 2022 e nel 2023. L’obiettivo è quello di intercettare una nuova audience di potenziali camperisti. Viaggiatori con medio/alta ed alta propensione alla spesa, appassionati di sport e attività outdoor, amanti della natura, della cultura e del turismo enogastronomico. Purtroppo il settore è scarso di dati ufficiali sul numero di camper di prorprietà in circolazione, e quelli a noleggio a causa della frammentazione del settore che vede molte associazioni impegnate nel monitoraggio.

    Gli ultimi dati ufficiali risalgono al 2021 e dipingono un aumento delle immatricolazioni dell’11,92% rispetto all’anno prima e una produzione salita del 33,88% sempre nello stesso periodo. Secondo APC gli aumenti costanti e a doppia cifra degli ultimi anni sia nelle immatricolazioni sia nelle produzione confermano quanto questo veicolo ricreazionale va ben oltre la semplice moda e costituisce un vero trend sociale e culturale in Italia e in Europa.

    Una vacanza in camper è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita

    Se si sta pianificando una vacanza on the road magari affittando un veicolo per le due settimane di ferie per prima cosa bisogna saper scegliere il camper giusto che si adatti alle proprie esigenze. Poi bisognerà scegliere una meta che vada incontro ai propri ideali, ma anche al territorio che si vuole visitare e alla disponibilità di aree attrezzate per poter accoglierci. Bisogna quindi fare il punto sui possibili itinerari, sui costi, i permessi necessari e fare le prenotazioni per assicurarsi un viaggio senza intoppi e sorprese.

    Tipologie di camper: qual è quello giusto?

    1. Camper Van

    Il camper van è perfetto per coppie o piccoli gruppi. Compatto e facile da manovrare, offre l’essenziale e le attrezzature minime per organizzare un viaggio confortevole.

    2. Motorhome

    Si tratta di un mezzo ideale per famiglie. Il motorhome, infatti, offre ampi spazi, cucina completa e bagno. Perfetto per viaggi lunghi e confortevoli. Può ospitare fino a un massimo di 4/6 persone

    3. Camper puro

    Questo tipo di camper è simile a un furgone ma attrezzato per dormire e cucinare. È ideale per chi ama un viaggio più spartano e avventuroso.

    4. Van attrezzato

    Si tratta di un furgone convertito in camper, perfetto per chi desidera un mix di avventura e comfort. Ottimo per viaggi in coppia o piccoli gruppi.

    Dopo il camper bisogna scegliere la meta a lungo o a corto raggio

    1. Toscana, Italia

    E’ la regione più gettonata per i camperisti italiani. Molte aree sono attrezzate e i costi sono contenuti rispetto a località turistiche di altre regioni con maggiore attrattiva. E’ perfetta per chi ama l’arte, la cultura e il buon cibo. Da Firenze a Siena attraverso i borghi del Chianti non c’è che l’imbarazzo della scelta.

    2. Costa Azzurra, Francia

    La Francia è uno dei Paesi europei meglio attrezzati per l’accoglienza dei camperisti. Per chi ama il mare la riviera Francese propone mete come Nizza, Cannes e Monaco. Ma anche la parte che si affaccia sull’Oceano Atlantico dispone di vaste aree ancora intatte dal punto di vista ambientale ma ben fornite di punti di accoglienza, camping e aree apposite per ospitare i camperisti.

    3. Parchi Nazionali, Stati Uniti

    I camperisti che vogliono visitare alcuni Stati degli Stati Uniti possono affittare i loro veicoli nelle vicinanze dei parchi nazionali come Yellowstone, Grand Canyon e Yosemite. Territori ideali per gli amanti della natura.

    4. Scozia

    Ecco un altro territorio dove i camperisti sono sempre ben accolti: le Highlands scozzesi, i castelli e i suggestivi laghi. Un viaggio perfetto per chi ama la storia e i paesaggi mozzafiato.

    Quali sono gli itinerari dove incontrare altri camperisti

    1. La Via Aurelia in Italia

    A molti sembrerà strano leggere il suggerimento dell’Aurelia come via per viaggiare durante un week end o un breve periodo di vacanza. Ma da Roma a Genova lungo la costa tirrenica, si attraversano splendide località a partire dalla costa livornese fin alle Cinque Terre e la zona spezzina.

    2. La Route des Grandes Alpes in Francia

    Un percorso che attraversa le Alpi francesi, ideale per chi ama le montagne e i paesaggi mozzafiato.

    3. La Wild Atlantic Way in Irlanda

    Un itinerario lungo la costa occidentale dell’Irlanda, perfetto per chi cerca avventure e paesaggi selvaggi.

    4. La Route 66 negli Stati Uniti

    Il leggendario percorso che attraversa il cuore degli Stati Uniti, da Chicago a Los Angeles.

    Quanto può costare concedersi un camper in affitto

    1. Noleggio del Camper

    I prezzi variano in base alla tipologia di camper e alla durata del noleggio. In media, si può spendere dai 70 ai 200 euro al giorno.

    2. Carburante

    Il costo del carburante dipende dal percorso e dal tipo di camper. Per i consumi mediamente bisogna considerare una media di 10-15 litri ogni 100 km.

    3. Aree di Sosta e Campeggi

    Le tariffe in Italia variano dai 10 ai 50 euro a notte, a seconda dei servizi offerti. All’estero soprattutto negli Stati Uniti e in Canada si possono superare i cento dollari a notte.

    Patente, permessi e documentazione

    1. Patente di Guida

    Verificate che la vostra patente sia valida per il tipo di camper che intendete noleggiare. In alcuni casi, potrebbe essere necessaria una patente di categoria superiore.

    2. Permessi di Circolazione

    Controllate le normative locali per i camper, specialmente in aree protette o parchi nazionali.

    3. Assicurazione

    Assicuratevi di avere una copertura assicurativa sufficientemente adeguata per il camper e per eventuali incidenti durante il viaggio.

    In estate meglio prenotare il posto

    1. Prenotazioni Anticipate

    Prenota il camper con largo anticipo, soprattutto in alta stagione, per assicurarti la disponibilità e ottenere tariffe migliori e non arrivare nella località alla fine di una giornata con il rischio di non trovare posto. Certo si può sostare anche fuori dalle aree attrezzate ma in molte aree nazionali e internazionali si rischia di essere multati.

    2. Pianificazione dell’Itinerario

    E’ consigliabile pianificare bene l’itinerario in modo, inclusi i luoghi di sosta e campeggi lungo il percorso.

    3. Verifica dei Servizi

    Assicuratevi che il camper sia dotato di tutti i servizi necessari come cucina, bagno e aria condizionata, soprattutto per viaggi lunghi.

    4. Kit di Emergenza

    Portate con voi un kit di emergenza con attrezzi di base, una ruota di scorta e forniture mediche. Possono davvero tirarvi fuori dal pasticci.

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      Viaggi

      Dubai sfida il caldo con la strada della pioggia artificiale: bastano pochi metri per passare da 47 a 27 gradi VIDEO

      Nel cuore del progetto turistico Heart of Europe, Dubai ha realizzato una strada lunga circa un chilometro dove piove su richiesta e la temperatura resta ferma a 27 gradi. Fuori il termometro può raggiungere i 47: dentro si passeggia sotto uno scroscio artificiale tra alberghi, ristoranti e atmosfere ispirate alle città europee.

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        A Dubai anche la pioggia diventa un servizio da offrire agli ospiti di un resort. Mentre nel resto dell’emirato il termometro estivo può raggiungere i 47 gradi, basta imboccare una particolare strada costruita su un’isola artificiale per ritrovarsi sotto uno scroscio d’acqua e respirare a una temperatura di circa 27 gradi.

        Non si tratta di un improvviso capriccio del meteo, ma della Raining Street, letteralmente la “strada della pioggia”. È lunga circa un chilometro e attraversa il resort Côte d’Azur, sull’isola denominata Europe, una delle sei isole che compongono il progetto turistico Heart of Europe al largo della costa di Dubai.

        Qui il clima non si consulta sulle applicazioni: si programma. La strada è stata ideata per permettere ai visitatori di passeggiare, mangiare all’aperto e frequentare negozi e locali anche quando il caldo renderebbe poco invitante qualsiasi attività fuori dall’aria condizionata.

        Dubai, nella strada della pioggia il clima cambia in pochi metri

        Il funzionamento della Raining Street si basa su un sistema di controllo climatico capace di regolare temperatura, umidità e intensità delle precipitazioni. Sensori distribuiti lungo il percorso monitorano le condizioni atmosferiche e attivano la pioggia artificiale quando il caldo supera determinati livelli.

        Il risultato promette un salto termico piuttosto impressionante. «Nella Raining Street la temperatura è di 27 gradi, mentre a Dubai è di 47 gradi», ha spiegato Parisa Seif, socia amministratrice del gruppo Kleindienst, facendo riferimento alle temperature stagionali che si registrano nell’emirato.

        Attraversando pochi metri, dunque, si passerebbe dall’estate estrema del Golfo Persico a una sorta di giornata europea dopo un temporale. Una differenza di venti gradi che trasforma la passeggiata nel resort in un’esperienza turistica a sé, ben oltre il semplice collegamento tra alberghi e ristoranti.

        Una passeggiata europea costruita nel Golfo Persico

        Anche l’aspetto della strada segue il tema scelto per il complesso. La Raining Street si ispira all’architettura delle città europee, con edifici colorati, dehors e spazi pensati per ricreare l’atmosfera di una località mediterranea. Il tutto, naturalmente, circondato dal mare di Dubai e costruito sopra un’isola artificiale.

        Il resort Côte d’Azur richiama nel nome e nell’estetica la Costa Azzurra. La pioggia, però, non rappresenta un fastidio da evitare, bensì l’attrazione principale: gli ospiti possono passeggiare sotto l’acqua, rinfrescarsi e sperimentare per qualche minuto un clima quasi impossibile da trovare naturalmente durante l’estate locale.

        È il consueto paradosso di Dubai, dove si scia mentre fuori ci sono quaranta gradi e adesso si può persino cercare volontariamente un acquazzone. In gran parte del mondo i turisti controllano le previsioni sperando nel sole; sulla Raining Street potrebbero fare esattamente il contrario.

        Heart of Europe, il progetto che vuole ricreare il continente

        La strada attraversa Europe, una delle isole del progetto Heart of Europe, sviluppato dal gruppo Kleindienst all’interno dell’arcipelago artificiale The World. Quest’ultimo riproduce, visto dall’alto, la forma di un planisfero attraverso centinaia di piccole isole disposte davanti alla costa dell’emirato.

        Heart of Europe vuole concentrare in pochi chilometri resort e ambientazioni ispirati a diverse destinazioni del continente. Non soltanto richiami architettonici, dunque, ma anche esperienze pensate per evocare stili di vita e condizioni climatiche europee.

        La Raining Street incarna perfettamente questa filosofia: prende un fenomeno naturale comune in molte città del Vecchio Continente e lo trasforma in un lusso tecnologico nel deserto. A Dubai, dove persino una nuvola può diventare un’attrazione, la nuova frontiera delle vacanze esclusive non consiste più nell’avere sempre il sole. Consiste nel poter decidere quando far piovere.

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          Viaggi

          Viaggio in camper tra mito e realtà: tutti i pro, i contro e la guida definitiva per capire se questa esperienza fa davvero al caso tuo oppure no

          Dalla gestione degli spazi alla bellezza di svegliarsi ogni giorno di fronte a un paesaggio diverso: l’itinerario su quattro ruote conquista sempre più viaggiatori. Tuttavia, la vita a bordo richiede spirito d’adattamento, pianificazione e rispetto per le regole del campeggio.

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          Viaggio in camper tra mito e realtà: tutti i pro, i contro e la guida definitiva per capire se questa esperienza fa davvero al caso tuo oppure no

            La promessa di girare la chiave, partire senza una meta precisa e svegliarsi la mattina dopo con il rumore del mare o il profumo della montagna a due passi dalla porta di casa continua a sedurre migliaia di turisti. Negli ultimi anni il viaggio in camper ha vissuto un vero e proprio boom di popolarità, trasformandosi da nicchia per appassionati a fenomeno di costume diffuso. Prima di noleggiare o acquistare un veicolo ricreazionale, tuttavia, conviene analizzare a fondo cosa comporti davvero questa scelta per evitare brutte sorprese lungo il percorso.

            I vantaggi: libertà totale, flessibilità e contatto con la natura

            Il punto di forza indiscutibile della vacanza itinerante risiede nella libertà d’azione. Non esistono orari rigidi per il check-in, non ci sono prenotazioni vincolanti da rispettare mesi prima e non occorre disfare le valigie a ogni tappa. L’itinerario può cambiare in base al meteo, all’umore della giornata o a un consiglio ricevuto da altri viaggiatori incontrati lungo la strada.

            A questo si aggiunge un forte valore economico e pratico per le famiglie o per chi viaggia in compagnia: la possibilità di cucinare a bordo riduce i costi dei ristoranti, mentre gli spazi interni permettono di portare con sé attrezzature sportive e animali domestici senza dover cercare strutture ricettive dedicate. Inoltre, fermarsi in aree sosta immersive consente un contatto diretto con la natura difficile da replicare nei classici hotel.

            I punti critici: manutenzione, spazi stretti e gestione della sosta

            Guardando la medaglia dal lato opposto, gli aspetti critici non mancano e richiedono una buona dose di pragmatismo. Guidare un mezzo di grandi dimensioni richiede attenzione, confidenza con la manovra e dimestichezza con le limitazioni del traffico nei centri storici o nei passaggi montani.

            La vita interna richiede una gestione rigorosa degli spazi e delle risorse: l’acqua dei serbatoi si esaurisce in fretta, l’elettricità va amministrata con cura e le operazioni di carico e scarico delle acque grigie e nere fanno parte della routine quotidiana. Anche il comfort, sebbene i veicoli moderni siano super accessoriati, resta pur sempre legato a metrature ridotte che possono mettere a dura prova la convivenza di chi non è abituato a condividere ambienti ristretti per diversi giorni.

            Per chi è consigliato e chi invece dovrebbe evitare

            Questa modalità di turismo si rivela ideale per gli amanti dell’avventura, per i viaggiatori curiosi che amano esplorare più tappe in un solo viaggio e per chi valorizza la flessibilità rispetto alle comodità tradizionali. Risulta perfetta per gruppi affiatati e famiglie dinamiche che vedono negli imprevisti una risorsa anziché un problema.

            Al contrario, la vacanza su quattro ruote è sconsigliata a chi cerca il relax assoluto senza dover muovere un dito, a chi mal tollera gli imprevisti logistici e a chi considera fondamentali il servizio in camera, il bagno spazioso e le comodità dell’accoglienza alberghiera tradizionale.

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              Viaggi

              Come triplicare lo spazio in valigia con il segreto del “Rullo Militare”

              Addio valigie che non si chiudono e indumenti stropicciati. La guida passo dopo passo al “Ranger Roll”, il metodo di piegatura che ottimizza ogni centimetro del tuo bagaglio a mano.

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              Come triplicare lo spazio in valigia con il segreto del "Rullo Militare"

                Preparare il bagaglio per un viaggio, che si tratti di un weekend fuori porta o di una lunga vacanza estiva, si rivela spesso un esercizio di pura frustrazione. Con le restrizioni sempre più severe delle compagnie aeree sui pesi e sulle misure del bagaglio a mano, far entrare tutto il necessario in un piccolo trolley sembra un’impresa impossibile. La soluzione a questo eterno dilemma non risiede nel fare dolorose rinunce, ma nell’applicare la fisica della piegatura.

                Esiste una tecnica, originariamente sviluppata dai corpi d’élite dell’esercito statunitense e nota come “Ranger Roll” (o rullo militare), che permette di compattare i vestiti in modo talmente efficiente da triplicare lo spazio utile all’interno di qualsiasi borsa o zaino. Non si tratta semplicemente di arrotolare i capi alla rinfusa, ma di un sistema geometrico preciso che elimina l’aria tra le fibre e blocca la piegatura, impedendo ai vestiti di srotolarsi durante il trasporto.

                Che cos’è il Ranger Roll e perché rivoluziona il modo di viaggiare

                I soldati hanno la necessità di trasportare l’intero equipaggiamento sulle spalle per giorni, mantenendo i vestiti asciutti, compatti e pronti all’uso. Il metodo del rullo militare risponde esattamente a questa esigenza di massima efficienza.

                A differenza della classica piegatura piatta, che crea strati rigidi e lascia ampie sacche d’aria negli angoli della valigia, il rullo trasforma ogni singolo capo in un cilindro ultracompatto e solido. Questi “siluri” di tessuto possono essere incastrati perfettamente tra loro, riempiendo ogni fessura del trolley — persino gli spazi vuoti lasciati dalle barre telescopiche della maniglia. Inoltre, poiché i capi sono strettamente arrotolati e bloccati, le fibre non sfregano tra loro durante il movimento, riducendo drasticamente la formazione di pieghe e grinze sul tessuto.

                La guida pratica: come eseguire il rullo militare perfetto

                Il metodo si applica magnificamente a t-shirt, camicie, pantaloni, maglioni leggeri e persino alla biancheria intima. Ecco come procedere prendendo come esempio una classica maglietta:

                1. La creazione della tasca d’ancoraggio: Stendete la t-shirt su una superficie piana ed eliminate le pieghe con le mani. Ripiegate il bordo inferiore della maglietta verso l’esterno (come se voleste creare un risvolto) per circa 5-10 centimetri. Questa sarà la tasca che bloccherà il rullo alla fine del processo.
                2. La simmetria interna: Piegate il lato sinistro della maglietta verso il centro per circa un terzo della sua larghezza complessiva, ripiegando la manica su se stessa. Fate lo stesso con il lato destro, sovrapponendolo leggermente. Otterrete così una striscia di tessuto lunga e stretta, perfettamente dritta.
                3. L’arrotolamento progressivo: Partendo dal colletto, iniziate ad arrotolare la maglietta verso il basso. È fondamentale esercitare una pressione costante e arrotolare il tessuto il più strettamente possibile, spingendo fuori tutta l’aria residua con i palmi delle mani.
                4. La chiusura di sicurezza: Una volta raggiunto il fondo, vi ritroverete davanti alla tasca che avete creato nel primo passaggio. Afferrate i lembi di questa tasca e risvoltateli sopra il cilindro appena ottenuto. Il rullo ora è completamente sigillato: potrete persino lanciarlo o farlo cadere senza che si srotoli.

                Non solo spazio: tutti i vantaggi del viaggiare “a rulli”

                Adottare questa tecnica trasforma radicalmente l’esperienza del viaggio ben oltre il semplice guadagno di volume:

                • Organizzazione visiva ottimale: Disporre i rulli in verticale all’interno del trolley (come se fossero libri in uno scaffale) permette di vedere tutti i capi a disposizione con un solo sguardo, senza dover scavare o disfare l’intera valigia per trovare una maglietta sul fondo.
                • Addio al ferro da stiro: Mantenendo i tessuti tesi all’interno del rullo blindato, le magliette e i pantaloni arriveranno a destinazione pronti per essere indossati.
                • Perfetto per gli zaini da trekking: Chi viaggia con lo zaino in spalla troverà in questo metodo il alleato perfetto, poiché la disposizione dei rulli consente di distribuire il peso in modo equilibrato per non affaticare la schiena.
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