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Cucina

Incantesimi di pasticceria: girelle alla cannella!  

Forse svedesi, o forse no, i cinnamon rolls erano una dispendiosa preparazione casalinga, ma gli americani nel 1920 misero sul mercato questi dolcetti come rotoli di pasta già pronti da cuocere, in modo da essere convenienti per le famiglie numerose dell’epoca.

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    Il mito dei rotoli di cannella
    La storia dei cinnamon rolls è avvolta nel mistero della dolcezza. Alcuni dicono che siano stati inventati da un antico pasticcere che cercava di creare un dolce che potesse avvolgere il cuore e lo stomaco di chiunque lo assaggiasse. Altri credono che abbiano avuto origine da una ricetta segreta passata di generazione in generazione tra le famiglie di pasticcieri svedesi. Comunque sia, metti le mani in pasta, perché la preparazione è divertente e coinvolgente.

    Cinnamon Rolls(ricetta facile)

    Ingredienti
    Per l’impasto

    500 g di farina con W 300
    1 bustina di lievito di birra secco
    250 ml di latte intero tiepido
    100 g di zucchero semolato
    75 g di burro fuso
    1 uovo intero
    1 pizzico di sale fino
    Per la farcia
    100 g di burro morbido a pomata
    150 g di zucchero di canna
    2 cucchiai di cannella in polvere

    Procedimento
    In una ciotola grande, miscela il lievito di birra secco con il latte tiepido e lascia riposare per 5-10 minuti affinché diventi schiumoso. Aggiungi lo zucchero, il burro fuso, l’uovo leggermente sbattuto, il sale e mescola bene.

    Aggiungi gradualmente la farina e impasta fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo. Trasferisci la massa su una superficie leggermente infarinata e continua ad impastare per altri 5-10 minuti. Forma una palla e metti in una ciotola, copri con un canovaccio pulito e lascia lievitare in un luogo caldo per circa 2-3 ore, finché raddoppierà di volume.

    Una volta lievitato, prendi l’impasto e rovescialo sulla superficie di lavoro leggermente infarinato, poi con un mattarello stendi l’impasto a rettangolo di circa 1 cm di spessore.

    Con un pennello da cucina spalma uniformemente il burro morbido sulla superficie dell’impasto e cospargi con lo zucchero di canna e la cannella in polvere.

    Arrotola delicatamente l’impasto ricavando un lungo rotolo, poi con un coltello e un pizzico di abilità taglialo a fette spesse circa 2-3 cm. Disponi le fette di cinnamon rolls in una teglia rettangolare foderata con carta forno, lascia un po’ di spazio tra di loro; quindi, copri la teglia con un canovaccio pulito e lascia lievitare di nuovo per un’altra ora.

    Trascorso il tempo utile, scopri i cinnamon ben lievitati e mettili subito in forno a 170 gradi per 25 minuti circa, affinché appariranno doratie e gonfi. A cottura ultimata, sforna e gusta possibilmente tiepidi.

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      Crema di nocciole fatta in casa: la ricetta genuina per una dolce coccola

      Sempre più italiani scelgono alternative casalinghe alle creme spalmabili industriali, spesso troppo ricche di zuccheri e grassi saturi. Preparare in casa una crema di nocciole è semplice, veloce e permette di controllare qualità e ingredienti.

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      Crema di nocciole

        C’è chi la ama sul pane tostato a colazione, chi la usa per farcire dolci o pancake, e chi non resiste a gustarla al cucchiaio: la crema di nocciole è una delle golosità più amate in Italia e nel mondo. Nonostante il mercato proponga decine di versioni industriali, molte famiglie hanno riscoperto il piacere di realizzarla in casa, complice l’attenzione crescente per alimentazione sana e ingredienti naturali.

        Il vantaggio principale di una ricetta fai da te è la possibilità di ridurre zuccheri raffinati e grassi idrogenati, prediligendo invece materie prime genuine. Preparare una crema spalmabile casalinga non richiede strumenti professionali: basta un frullatore potente e pochi ingredienti selezionati.

        Gli ingredienti della ricetta base

        Per ottenere circa 400 grammi di crema di nocciole bastano:

        • 200 g di nocciole tostate (meglio se italiane, come le rinomate Tonde Gentili delle Langhe o le Giffoni IGP);
        • 100 g di cioccolato fondente (o al latte, a seconda del gusto);
        • 40 g di zucchero di canna integrale o dolcificante naturale (come miele o sciroppo d’agave);
        • 30 ml di olio vegetale delicato, ad esempio di girasole o nocciola;
        • un pizzico di sale per esaltare i sapori;
        • facoltativo: un cucchiaino di estratto di vaniglia.

        Il procedimento

        1. Tostare le nocciole: se non sono già pronte, metterle in forno a 170°C per circa 10 minuti, finché la pellicina non si stacca facilmente. Sfregarle con un panno per eliminarla.
        2. Frullare a lungo: inserire le nocciole nel mixer e tritarle fino a ottenere una pasta cremosa, simile a un burro di frutta secca. Serviranno diversi minuti, intervallando per non surriscaldare le lame.
        3. Unire cioccolato e zucchero: sciogliere il cioccolato a bagnomaria e aggiungerlo al composto insieme allo zucchero (o al miele), l’olio e un pizzico di sale. Continuare a frullare fino a ottenere una crema liscia.
        4. Conservazione: trasferire la crema in un vasetto di vetro sterilizzato. Si mantiene in frigorifero per circa due settimane.

        I benefici delle nocciole

        Oltre al gusto, la crema fatta in casa vanta anche valori nutrizionali più equilibrati. Le nocciole sono ricche di vitamina E, acidi grassi insaturi, magnesio e fibre, utili a proteggere cuore e sistema nervoso. Rispetto alle versioni industriali, una crema artigianale riduce l’apporto di grassi saturi e zuccheri raffinati, evitando additivi e oli tropicali spesso presenti nelle etichette commerciali.

        Le varianti più amate

        La ricetta può essere personalizzata in base alle preferenze. Chi desidera una versione “light” può ridurre la quantità di cioccolato e zucchero, optando per cacao amaro in polvere. Per una nota gourmet, si può aggiungere cannella, scorza d’arancia o un pizzico di peperoncino. Esistono anche versioni 100% vegane, con cioccolato senza derivati animali e dolcificanti vegetali.

        Una scelta sostenibile

        Preparare la crema in casa significa anche sostenere le filiere locali: acquistare nocciole italiane, come quelle piemontesi o campane, contribuisce a valorizzare prodotti di eccellenza, riducendo l’impatto ambientale legato alle importazioni.

        In un’epoca in cui si cerca sempre più autenticità in cucina, la crema di nocciole fatta in casa diventa non solo un’alternativa più salutare, ma anche un gesto di cura: una coccola che profuma di tradizione e che unisce gusto e consapevolezza.

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          Shepherd’s Pie, il conforto inglese che scalda l’inverno

          Nato come ricetta povera per recuperare gli avanzi dell’arrosto, oggi lo Shepherd’s Pie è un simbolo della cucina “comfort”, facile da preparare e perfetto per le sere fredde. Ecco storia, ingredienti e procedimento.

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          Shepherd’s Pie

            Una storia che arriva dalle campagne britanniche

            Lo Shepherd’s Pie è uno dei piatti più iconici della tradizione anglosassone. Le prime versioni risalgono alla fine del Settecento, quando nelle case inglesi e irlandesi si cercavano modi per riutilizzare l’arrosto avanzato. Il nome “Shepherd’s Pie” compare stabilmente nei ricettari dell’Ottocento, e letteralmente significa “torta del pastore”.

            Non è un caso: nella versione autentica, infatti, la carne utilizzata è agnello tritato, alimento strettamente legato all’allevamento ovino tipico delle campagne britanniche. Quando al posto dell’agnello si usa il manzo, il piatto prende un altro nome: Cottage Pie. Ancora oggi, nel Regno Unito, la distinzione è molto chiara.

            Con il tempo lo Shepherd’s Pie è diventato un comfort food nazionale: uno sformato caldo, cremoso, semplice e familiare, ideale per le fredde serate d’inverno.

            Ingredienti tradizionali per 4 persone

            • 600 g di carne di agnello macinata
            • 1 cipolla tritata
            • 2 carote a dadini
            • 150 g di piselli (freschi o surgelati)
            • 2 cucchiai di concentrato di pomodoro
            • 200 ml di brodo di carne
            • 1 cucchiaino di salsa Worcestershire
            • 1 cucchiaio di farina
            • Olio, sale e pepe q.b.
            • Timo o rosmarino (opzionali)

            Per il purè di patate:

            • 800 g di patate
            • 50 g di burro
            • 80 ml di latte
            • Noce moscata (facoltativa)
            • Sale q.b.

            Questa è la versione tradizionale, ma in molte famiglie vengono aggiunti anche porri, sedano o erbe aromatiche locali.

            Procedimento passo per passo

            1. Prepara il purè
              Lessa le patate in acqua salata finché non diventano morbide. Schiacciale e unisci burro, latte caldo e un pizzico di noce moscata. Deve risultare un purè compatto ma cremoso.
            2. Rosola la carne
              In una padella capiente, scalda un filo d’olio e aggiungi l’agnello macinato. Cuoci finché non diventa ben dorato, poi mettilo da parte.
            3. Cuoci le verdure
              Nella stessa padella fai soffriggere cipolla e carote. Aggiungi la farina, che serve ad addensare il sugo, quindi incorpora il concentrato di pomodoro.
            4. Unisci carne e condimenti
              Rimetti l’agnello nella padella, aggiungi i piselli, la salsa Worcestershire e il brodo. Lascia sobbollire circa 15 minuti, finché il composto non si restringe.
            5. Assembla e inforna
              Versa la carne in una pirofila e livellala. Copri con il purè distribuendolo in modo uniforme. Con una forchetta puoi creare piccole onde sulla superficie: diventeranno croccanti in forno.
            6. Cottura finale
              Cuoci a 190 °C per circa 25–30 minuti, finché la superficie appare dorata.

            Un piatto semplice, ma ricco di significato

            Lo Shepherd’s Pie è la prova di come le ricette nate per necessità possano trasformarsi in tradizioni amate per generazioni. Oggi è presente in pub, case e mense scolastiche britanniche, spesso servito con insalata o verdure al vapore.

            Rappresenta lo spirito della cucina casalinga: pochi ingredienti, una preparazione accessibile a tutti e un calore che profuma di casa. Perfetto da preparare in anticipo, amato dai bambini e ideale per una cena sostanziosa nelle giornate fredde.

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              Chiacchiere di Carnevale, il dolce simbolo della festa: la ricetta tradizionale passo dopo passo

              Dalle origini antiche alla preparazione casalinga, ecco come nascono le chiacchiere nella loro versione classica, con ingredienti semplici e una lavorazione che punta su sottilissime sfoglie fritte.

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              Chiacchiere di Carnevale

                Le chiacchiere di Carnevale sono uno dei dolci più rappresentativi della tradizione italiana, presenti sulle tavole di tutto il Paese con nomi diversi – frappe, bugie, crostoli, cenci – ma con una base comune che affonda le radici nella cucina popolare. Croccanti e leggere, vengono preparate nel periodo che precede la Quaresima, quando storicamente era concesso concedersi ingredienti più ricchi come zucchero, burro e frittura.

                Un dolce dalle origini antiche

                Le origini delle chiacchiere risalgono addirittura all’epoca romana. Gli storici dell’alimentazione fanno risalire questo dolce alle frictilia, strisce di pasta fritte nel grasso e distribuite durante le festività. Con il passare dei secoli la ricetta si è raffinata, mantenendo però l’elemento fondamentale: una sfoglia sottilissima, fritta rapidamente per ottenere una consistenza friabile e asciutta.

                Gli ingredienti della ricetta tradizionale

                Per ottenere chiacchiere fedeli alla tradizione servono pochi ingredienti, ma di buona qualità:

                • 300 g di farina 00
                • 50 g di zucchero
                • 40 g di burro morbido
                • 2 uova medie
                • 1 cucchiaio di liquore (grappa, rum o vino bianco secco)
                • scorza grattugiata di limone non trattato
                • un pizzico di sale
                • olio di semi di arachide per la frittura
                • zucchero a velo per decorare

                Il liquore, spesso presente nelle versioni regionali, aiuta a rendere l’impasto più fragrante e asciutto dopo la frittura.

                Il procedimento passo dopo passo

                Su una spianatoia si dispone la farina a fontana, aggiungendo al centro zucchero, uova, burro, sale, scorza di limone e liquore. Si impasta fino a ottenere un composto liscio ed elastico, che va lasciato riposare coperto per almeno 30 minuti: questo passaggio è fondamentale per stendere la pasta senza che si ritiri.

                Dopo il riposo, l’impasto viene diviso in porzioni e tirato molto sottile, preferibilmente con la macchina per la pasta, fino a ottenere una sfoglia quasi trasparente. Si ritagliano strisce o rettangoli, praticando un piccolo taglio centrale.

                Le chiacchiere vanno fritte poche alla volta in olio caldo (circa 170°C) per pochi secondi per lato, finché diventano dorate e si coprono di bolle. Una volta scolate su carta assorbente, si lasciano raffreddare completamente prima di essere spolverate con abbondante zucchero a velo.

                Croccantezza e leggerezza

                Il segreto delle chiacchiere perfette sta nello spessore sottilissimo e nella temperatura dell’olio: troppo bassa le rende unte, troppo alta le scurisce rapidamente. Ben eseguite, restano leggere, friabili e si conservano per diversi giorni in un contenitore ermetico.

                Simbolo di festa e convivialità, le chiacchiere continuano a raccontare, a ogni morso, una storia di tradizione condivisa e semplicità, rendendo il Carnevale una delle ricorrenze più dolci dell’anno.

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