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Curiosità

Il mare avanza, onde di preoccupazione per l’Italia

Il cambiamento climatico sta trasformando radicalmente il nostro pianeta, con effetti tangibili e allarmanti sulle coste italiane. L’innalzamento del livello del mare, una delle manifestazioni più preoccupanti di questo fenomeno, rappresenta una minaccia crescente per le nostre coste.

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    Il continuo scioglimento dei ghiacciai e l’espansione termica degli oceani sono tra i principali responsabili di questo aumento, che sta causando erosione costiera, inondazioni e perdita di habitat cruciali.

    Facciamo chiarezza
    Le cause scientifiche alla base dell’innalzamento del livello del mare, analizzano come l’aumento delle temperature globali stia accelerando lo scioglimento delle calotte polari e contribuendo al cambiamento del volume degli oceani. In tutto questo, saranno esaminate le conseguenze per l’Italia, dove città costiere, riserve naturali e infrastrutture sono sempre più vulnerabili agli effetti di questo fenomeno.

    Le misure che possono essere adottate
    Per mitigare i danni e proteggere le nostre coste, l’ingegneria costiera è al lavoro, politiche di gestione sostenibile e strategie di adattamento che coinvolgono comunità locali e governi. In un contesto in cui la lotta al cambiamento climatico diventa ogni giorno più urgente, comprendere e affrontare l’innalzamento del livello del mare è cruciale per garantire un futuro sicuro e sostenibile per le regioni costiere italiane.

    Il cambiamento climatico non è solo una minaccia astratta per il futuro
    I suoi effetti si fanno sentire già oggi, e uno dei più preoccupanti è l’innalzamento del livello del mare. Le coste italiane, con i loro oltre 7.000 chilometri di estensione, sono particolarmente vulnerabili a questo fenomeno che è dovuto principalmente a due fattori: lo scioglimento dei ghiacciai e la dilatazione termica dell’acqua. Con l’aumento delle temperature globali, i ghiacciai si sciolgono riversando enormi quantità di acqua negli oceani. Allo stesso tempo, l’acqua marina, come tutti i liquidi, si espande con il calore, occupando un volume maggiore.


    Le conseguenze dell’innalzamento del mare per le coste italiane sono diverse e gravi
    Erosione costiera:
    l’azione delle onde, amplificata dall’innalzamento del livello del mare, erode le coste, mettendo a rischio abitazioni, infrastrutture e zone turistiche.
    Inondazioni:
    le aree costiere basse e pianeggianti sono soggette a inondazioni, soprattutto durante le maregne e i periodi di maltempo.
    Salinizzazione:
    l’intrusione di acqua salata nelle falde acquifere costiere le rende non più utilizzabili per l’irrigazione e l’approvvigionamento umano.
    Perdita di biodiversità:
    l’innalzamento del mare distrugge gli ecosistemi costieri, mettendo a rischio la flora e la fauna che vi abitano.

    Misure di protezione
    Per proteggere le coste italiane dall’innalzamento del mare, è necessario adottare diverse misure.
    Mitigazione dei cambiamenti climatici: la prima e più importante misura è quella di ridurre le emissioni di gas serra per limitare l’aumento delle temperature globali e, di conseguenza, l’innalzamento del livello del mare.
    Adattamento: è necessario adattare le coste italiane agli effetti inevitabili dell’innalzamento del mare. Questo può includere la costruzione di barriere costiere, l’innalzamento delle infrastrutture costiere e la riqualificazione di aree a rischio.
    Pianificazione urbanistica: è importante pianificare lo sviluppo urbano in modo da evitare di costruire in aree a rischio di inondazione o erosione.
    Monitoraggio e informazione: è fondamentale monitorare l’innalzamento del mare e informare la popolazione sui rischi e sulle misure di adattamento.

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      Curiosità

      Le origini dei saldi: un viaggio nel tempo del risparmio!

      I saldi sono periodi di vendita promozionale durante i quali i negozi offrono i loro prodotti a prezzi scontati. Questi periodi sono caratterizzati da riduzioni significative sui prezzi originali della merce, con l’obiettivo di stimolare le vendite, svuotare i magazzini e fare spazio per nuovi articoli.

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        I saldi sono comuni in molti settori, tra cui abbigliamento, elettronica e articoli per la casa. Spesso avvengono in periodi specifici dell’anno, come dopo le festività o durante i cambi di stagione.

        La parola “saldi” deriva dal latino “solidus,” che significa “solido” o “intero.” Originariamente, il termine era utilizzato nel commercio per indicare la vendita di merci a prezzi ridotti, ma con il pagamento in contanti, assicurando così una transazione sicura e completa. Con il tempo, il significato si è evoluto per indicare periodi specifici dell’anno durante i quali i negozi offrono sconti significativi sui loro prodotti per stimolare le vendite e liberare spazio nei magazzini per nuove merci.


        La parola “saldi” è principalmente utilizzata nei paesi di lingua italiana, per indicare periodi di vendite promozionali con sconti significativi. Tuttavia, termini simili esistono in altre lingue e paesi per descrivere lo stesso concetto:

        Francia: “Soldes”
        Spagna: “Rebajas”
        Germania: “Schlussverkauf” (o semplicemente “Sale” influenzato dall’inglese)
        Regno Unito e Stati Uniti: “Sales”
        Portogallo: “Saldos”
        Paesi Bassi: “Uitverkoop”
        Svezia: “Rea” (abbreviazione di “realisation”)

        Mentre la parola “saldi” è specifica per l’italiano, la pratica dei saldi è diffusa a livello globale, con ogni lingua che utilizza il proprio termine per descrivere questi periodi di sconto.

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          Curiosità

          La classifica delle regioni italiane in cui si avvistano più UFO secondo le forze armate

          L’Aeronautica militare tiene traccia degli avvistamenti di OVNI e può stabilire dove ce ne siano stati di più, dal 2001 al 2023.

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            Se vi capita di avvistare qualcosa di insolito nel cielo italiano, forse non sapete che è possibile segnalarlo alle forze armate tramite i Carabinieri. L’Aeronautica Militare, una delle branche delle forze armate italiane, ha attivato da anni un sistema per raccogliere segnalazioni di oggetti volanti non identificati (UFO), o come si dicono in inglese, UAP (Unidentified Aerial Phenomena). È sufficiente visitare il sito ufficiale dell’Aeronautica Militare, stampare e compilare un modulo disponibile online, quindi consegnarlo alla stazione dei Carabinieri più vicina.

            Le funzioni dell’Aeronautica Militare in questo campo sono ben radicate sin dal 1978, un anno di picco per gli avvistamenti UFO in Italia che portò l’allora Presidente del Consiglio, Giulio Andreotti, a incaricare l’Aeronautica di raccogliere e verificare queste segnalazioni. Da allora, i cittadini italiani hanno avuto la possibilità di compilare e consegnare il modulo in caso di avvistamenti di UFO, contribuendo a una raccolta sistematica di dati.

            Secondo quanto dichiarato dal Reparto Generale Sicurezza dello Stato Maggiore Aeronautica, ogni segnalazione di avvistamento di UFO viene sottoposta a un’indagine tecnica dettagliata. Se non è possibile identificare una causa naturale o tecnica, l’episodio viene classificato come avvistamento di Oggetto Volante Non Identificato (OVNI).

            In Italia, le segnalazioni di UFO variano significativamente per regione. Ecco una panoramica delle regioni italiane in cui si sono verificati più avvistamenti, basata sui dati raccolti dal 2001 al 2023:

            • Campania: 16,3% del totale degli avvistamenti
            • Lombardia: 14,5%
            • Toscana: 12,8%
            • Lazio: 10,5%
            • Emilia Romagna: 8,7%
            • Sicilia: 6,4%
            • Veneto: 6%
            • Friuli Venezia Giulia: 4,7%
            • Puglia: 4,7%
            • Piemonte: 4,7%
            • Abruzzo: 2,3%
            • Liguria: 2,3%
            • Calabria: 2,3%
            • Trentino Alto Adige: 1,7%
            • Marche: 1,2%
            • Basilicata: 0,6%
            • Umbria: 0,6%
            • Valle D’Aosta: 0%
            • Molise: 0%
            • Sardegna: 0%

            Secondo i dati dell’Aeronautica Militare, il 2010 ha registrato il maggior numero di segnalazioni, con 27 avvistamenti, seguito da 14 nel 2022 e 11 nel 2021. Nel 2023, invece, sono stati segnalati solamente 3 avvistamenti.

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              Curiosità

              Che cos’è la Plant Blindness? Un fenomeno sottovalutato

              La plant blindness è un fenomeno sottovalutato ma significativo. Riconoscerlo e affrontarlo è essenziale per garantire la conservazione della biodiversità, la salute degli ecosistemi e il benessere delle generazioni future.

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              Plant blindness

                La plant blindness, o “cecità botanica”, è un termine coniato dai botanici James Wandersee ed Elisabeth Schussler nel 1998. Si riferisce all‘incapacità delle persone di vedere o riconoscere le piante nel loro ambiente quotidiano. Questo fenomeno non è legato a problemi di vista, ma piuttosto a una mancanza di consapevolezza e apprezzamento delle piante e del verde che ci circonda. Le persone affette da plant blindness tendono a ignorare le piante, considerando il mondo naturale principalmente attraverso l’interazione con gli animali e altri esseri umani.

                Come si manifesta?

                La plant blindness si manifesta in vari modi, tra cui: la mancanza di riconoscimento. Molte persone non sono in grado di identificare le piante comuni nella loro area, distinguendo a malapena tra diversi tipi di alberi, fiori o erbe. La sottovalutazione del ruolo delle piante. La gente tende a non comprendere l’importanza ecologica delle piante, ignorando il loro ruolo cruciale nella produzione di ossigeno, nel ciclo del carbonio e come habitat per numerose specie animali. La mancanza di educazione. Nei programmi scolastici, la botanica riceve spesso meno attenzione rispetto alla zoologia, portando a una generale mancanza di conoscenza delle piante tra i giovani. I media e le pubblicazioni scientifiche tendono a concentrarsi più sugli animali che sulle piante, alimentando questa tendenza a ignorare il mondo vegetale.

                Quali sono gli effetti negativi della Plant Blindness

                La plant blindness può avere una serie di conseguenze negative, sia per l’ambiente che per la società. L’incapacità di riconoscere e apprezzare le piante può portare a una diminuzione degli sforzi verso la conservazione delle stesse. Senza una consapevolezza diffusa dell’importanza delle piante, le politiche ambientali e le iniziative di conservazione potrebbero trascurare la protezione degli habitat vegetali. Esiste poi un problema legato al declino della salute degli ecosistemi. Le piante sono fondamentali per il funzionamento degli ecosistemi. Ignorarle può compromettere la salute degli ecosistemi stessi, influenzando negativamente il ciclo dei nutrienti, la qualità dell’aria e dell’acqua e la stabilità del suolo.

                Si perdono le conoscenze tradizionali

                In molte culture, la conoscenza delle piante è profondamente radicata nelle pratiche tradizionali di medicina, cucina e artigianato. La plant blindness può portare alla perdita di queste preziose conoscenze, che rischiano di scomparire con il passare delle generazioni. Inoltre la mancanza di interesse per la botanica può ridurre il numero di studenti e ricercatori che si dedicano a questa disciplina. Questo può rallentare i progressi scientifici in settori come l’agricoltura sostenibile, la biotecnologia vegetale e la conservazione delle specie vegetali.

                Come contrastare la Plant Blindness

                Per contrastare la plant blindness, è necessario un cambiamento culturale ed educativo partendo proprio dalla scuola. Sarebbe utile poter integrare la botanica nei programmi scolastici fin dalle prime fasi dell’istruzione, promuovendo attività pratiche che coinvolgano direttamente gli studenti con le piante. Inoltre, ma questo già avviene, sarebbe utile promuovere documentari, articoli e programmi televisivi che mettano in risalto l’importanza delle piante e la loro bellezza. Oppure organizzare eventi di comunità come passeggiate botaniche, workshop di giardinaggio e mostre di piante per stimolare l’interesse e la consapevolezza delle persone verso il mondo vegetale.

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