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Cinema

Anche la favola di Biancaneve si trasforma tristemente in una guerra fra opposte fazioni

Il remake di questo classico Disney doveva essere uno degli eventi cinematografici più attesi, ma l’anteprima del remake live-action di Biancaneve, diretto da Marc Webb, si è rivelata un’occasione blindata e priva di giornalisti. Il motivo? Le continue controversie che accompagnano il film da anni, accentuate dalle dichiarazioni delle due protagoniste, Rachel Zegler e Gal Gadot, e dal contesto politico che ha acceso il dibattito.

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    Non ci sono più – purtroppo – le fiabe di una volta. Fin dall’annuncio del casting, il film in questione ha sollevato discussioni. La scelta di Rachel Zegler, attrice di origini colombiane, per interpretare Biancaneve ha suscitato critiche sui social, dove molti utenti si sono chiesti perché fosse stata scelta un’attrice con una carnagione diversa da quella della classica principessa Disney del 1937.

    A rafforzare il dibattito è stata la stessa Zegler, che ha definito la fiaba “datata” e ha criticato la figura del Principe Azzurro, affermando che nel remake Biancaneve non sarà salvata da un uomo e non sognerà il vero amore, ma diventerà “la leader che sa di poter essere”. Una reinterpretazione che ha diviso il pubblico, con i sostenitori del politically correct da una parte e i fan più tradizionalisti dall’altra.

    Le tensioni politiche tra Rachel Zegler e Gal Gadot

    Oltre alle questioni legate alla trama, il film è stato investito da tensioni politiche. Rachel Zegler, apertamente pro-palestinese, ha più volte condiviso sui social messaggi a sostegno della causa palestinese, mentre Gal Gadot, israeliana, ha espresso posizioni contrarie, specialmente dopo il 7 ottobre, condannando l’antisemitismo e supportando Israele.

    Sulla rete… altro che favola

    Sebbene alla première le due attrici siano apparse sorridenti e cordiali, i loro scontri virtuali hanno contribuito a rendere Biancaneve un caso mediatico globale. La situazione si è ulteriormente inasprita dopo le elezioni presidenziali statunitensi del 2024, quando Zegler ha pubblicato un post su Instagram affermando di sperare che “gli elettori di Trump e Trump stesso non conoscano mai la pace”. Un commento che ha suscitato forti reazioni, portandola in seguito a scusarsi.

    Il caso dei sette nani e l’ombra della cultura woke

    Come se non bastasse, la Disney ha deciso di adottare un “approccio diverso” ai sette nani, sostituendoli con creature fatate generate in computer grafica. La scelta, motivata dalla volontà di evitare stereotipi, ha però suscitato la protesta di attori affetti da nanismo, che hanno denunciato l’opportunità lavorativa negata. L’intera produzione è diventata così un esempio lampante di come la cultura woke e il politically correct possano trasformare un semplice film per famiglie in un campo di battaglia ideologico.

    Una pellicola tra innovazione e controversie

    Biancaneve arriverà nelle sale italiane tra poche settimane, ma il clamore che lo circonda potrebbe influenzarne il successo al botteghino. Tra innovazione e fedeltà alla tradizione, tra scelte politiche e narrative, il film dimostra quanto oggi sia complesso reinterpretare le fiabe senza generare polemiche. Una cosa è certa: questa Biancaneve non sarà solamente il remake di una celebre favola… ma un simbolo del nostro tempo dannato.

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      Cinema

      Demi Moore shock a Cannes: troppo magra sul red carpet, esplode la polemica su Hollywood e i corpi “deperiti”

      Le immagini di Demi Moore al Festival di Cannes scatenano il dibattito online. Scott Menzel ed Eden Dranger accusano Hollywood di normalizzare corpi sempre più estremi.

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      Demi Moore

        Demi Moore torna a far discutere, ma stavolta non per un film o per una relazione sentimentale. A scatenare il dibattito online è stata la sua apparizione al Festival di Cannes, dove l’attrice si è presentata sul red carpet con una silhouette apparsa a molti estremamente magra. Le fotografie hanno rapidamente invaso social e siti di gossip, dividendo il pubblico tra chi continua a vedere in lei un simbolo di fascino senza età e chi invece parla apertamente di un corpo troppo magro e visibilmente “deperito”.

        Nel giro di poche ore il caso è diventato anche culturale e politico, perché a intervenire non sono stati soltanto utenti e fan ma anche figure del mondo dello spettacolo americano.

        Scott Menzel ed Eden Dranger contro Hollywood

        Tra i commenti più discussi ci sono quelli del giornalista Scott Menzel e della sceneggiatrice Eden Dranger, che hanno espresso apertamente preoccupazione per l’aspetto dell’attrice e per il messaggio trasmesso dall’industria cinematografica.

        Secondo i due, Hollywood continuerebbe infatti a normalizzare e perfino celebrare corpi sempre più magri, alimentando standard estetici difficili e spesso pericolosi. Il termine usato da alcuni commentatori online è stato particolarmente duro: “deperiti”.

        Le immagini di Demi Moore hanno così riaperto una discussione che da anni attraversa il mondo dello spettacolo, soprattutto quando si parla di attrici over 50 costrette a confrontarsi con pressioni estetiche ferocissime pur di restare competitive in un sistema che continua a premiare giovinezza e perfezione fisica.

        Le vecchie parole di Demi Moore tornano virali

        A rendere ancora più acceso il dibattito è stato poi il recupero di alcune dichiarazioni passate della stessa Demi Moore. In diverse interviste, infatti, l’attrice aveva invitato le donne ad abbandonare il “metro di paragone” imposto dalla società e a ritrovare il proprio valore autentico lontano dagli standard estetici.

        Parole che oggi molti utenti stanno rilanciando sui social, accusando però l’attrice di non seguire più il consiglio che lei stessa aveva dato pubblicamente. Un contrasto che ha inevitabilmente alimentato commenti, analisi e perfino una certa delusione da parte di chi aveva sempre visto in Demi Moore un simbolo di libertà e accettazione personale.

        Naturalmente c’è anche chi difende l’attrice, ricordando quanto sia pericoloso trasformare il corpo di una donna in un oggetto di discussione pubblica permanente.

        Cannes, i red carpet e la pressione sull’età

        Il caso Demi Moore dimostra ancora una volta quanto i red carpet internazionali siano diventati molto più di semplici eventi mondani. Ogni fotografia viene analizzata nei dettagli, ogni cambiamento fisico commentato, ogni ruga o perdita di peso trasformata immediatamente in titolo.

        E per le attrici hollywoodiane il peso dell’età continua a essere enorme. Cannes, con il suo carico di glamour e perfezione, finisce spesso per amplificare ancora di più questa pressione.

        Nel frattempo Demi Moore continua a sfilare con la sicurezza delle grandi dive, ma attorno alla sua immagine si è ormai acceso un dibattito molto più grande di un semplice look da red carpet.

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          Cinema

          Monica Bellucci svela tutto sul bacio con Keanu Reeves in Matrix 2: «Abbiamo fatto 50 ciak in due giorni»

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            Monica Bellucci continua a essere una delle attrici italiane più amate e desiderate al mondo. Eleganza, fascino e quell’aura cinematografica quasi irraggiungibile che da anni accompagna ogni sua apparizione pubblica. Stavolta però l’attrice ha deciso di regalare ai fan un retroscena molto particolare legato a uno dei film cult più iconici degli anni Duemila: Matrix Reloaded.

            E naturalmente al centro del racconto c’è Keanu Reeves. O meglio: il famoso bacio tra i due diventato una delle scene più ricordate del film.

            Monica Bellucci e i 50 ciak del bacio in Matrix 2

            Parlando delle riprese di Matrix Reloaded, Monica Bellucci ha raccontato quanto lavoro si nascondesse dietro quella scena apparentemente breve e semplice. «Per la nostra scena del bacio abbiamo fatto 50 ciak. Le riprese si sono protratte per due giorni», ha spiegato l’attrice.

            Una confessione che ha immediatamente incuriosito i fan del film, soprattutto perché sullo schermo quel momento dura pochissimo. Dietro quei pochi secondi, però, si nascondeva una lavorazione lunghissima fatta di continue ripetizioni, dettagli tecnici e perfezionismo cinematografico.

            E proprio parlando delle tante riprese, Monica Bellucci ha aggiunto anche una frase destinata inevitabilmente a diventare virale.

            «Keanu Reeves bacia molto bene»

            «Keanu Reeves bacia molto bene, quindi non è stato noioso», ha detto sorridendo l’attrice italiana, regalando ai fan uno dei retroscena più chiacchierabili dell’universo Matrix.

            Una frase che in poche ore ha già fatto impazzire il web. Del resto Keanu Reeves continua a essere uno degli attori più amati di Hollywood, capace di mantenere intatto negli anni un fascino quasi unanime tra pubblico e colleghe.

            Monica Bellucci, però, ha anche sottolineato quanto quel tipo di scene richiedano concentrazione e precisione assoluta. «Dietro una scena che appare breve c’era un serio numero di ripetizioni», ha spiegato, ricordando quanto il cinema blockbuster sia spesso molto più tecnico e complesso di quanto sembri sullo schermo.

            Matrix, fascino e una scena diventata cult

            Quando Matrix Reloaded uscì al cinema nel 2003, la presenza di Monica Bellucci nel ruolo di Persephone contribuì ulteriormente a rendere il film un fenomeno globale. La sua scena con Keanu Reeves diventò immediatamente iconica, anche per la fortissima chimica tra i due attori.

            A distanza di oltre vent’anni, quel momento continua ancora a essere ricordato dai fan della saga. E il racconto di Monica Bellucci aggiunge oggi un dettaglio in più al mito di una delle scene più sensuali dell’intero universo Matrix.

            Perché dietro pochi secondi di cinema, a volte, si nascondono davvero due giorni di lavoro. E cinquanta baci.

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              Cinema

              Sabrina Ferilli da regina dei meme a candidata ai Nastri d’Argento: A Testa Alta conquista tutti

              Dopo mesi di meme, tormentoni social e scene diventate virali, Sabrina Ferilli ottiene la candidatura come miglior attrice per A Testa Alta, nominata anche come miglior serie drammatica.

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                Da regina assoluta dei meme a protagonista delle candidature più pesanti della stagione televisiva. Sabrina Ferilli si prende anche i Nastri d’Argento Grandi Serie grazie ad A Testa Alta, la fiction che negli ultimi mesi ha invaso social, TikTok e gruppi WhatsApp trasformandosi in un fenomeno molto più grande della semplice serialità televisiva.

                La serie è infatti candidata come miglior serie drammatica, mentre Sabrina Ferilli ottiene la nomination come miglior attrice protagonista. E sui social, inevitabilmente, è già partita la festa.

                Sabrina “Scescilia” Ferilli diventa un fenomeno pop

                Per molti utenti ormai non è più soltanto Sabrina Ferilli. È “Scescilia”. Un soprannome nato online, diventato virale quasi quanto alcune scene della serie stessa e trasformato rapidamente in tormentone social.

                A Testa Alta è riuscita in qualcosa che oggi capita raramente alle fiction italiane: uscire dalla televisione e diventare linguaggio collettivo. Clip ricondivise ovunque, battute trasformate in reaction, meme quotidiani e commenti ironici hanno accompagnato praticamente ogni puntata della serie.

                E al centro di tutto c’è stata proprio Sabrina Ferilli, capace ancora una volta di trasformare il proprio personaggio in un simbolo popolare immediatamente riconoscibile.

                A Testa Alta tra successo tv e valanga di commenti social

                Il risultato è stato impressionante. A Testa Alta non è stata soltanto una serie seguita dal pubblico tradizionale, ma uno dei titoli più commentati online dell’intera stagione televisiva. Ogni episodio generava discussioni, ironie, clip virali e una quantità enorme di interazioni.

                Un successo trasversale che adesso trova conferma anche nei riconoscimenti ufficiali dei Nastri d’Argento Grandi Serie. La candidatura come miglior serie drammatica certifica infatti quanto il progetto sia riuscito a lasciare un segno ben oltre gli ascolti.

                E per Sabrina Ferilli questa nomination rappresenta l’ennesima conferma di una carriera che continua a reinventarsi senza perdere quel legame diretto con il pubblico che da sempre la rende una delle attrici più amate della televisione italiana.

                Dai meme ai premi: la rivincita della tv popolare

                Per mesi qualcuno aveva liquidato A Testa Alta come “la serie dei meme”. E invece proprio quella viralità apparentemente leggera si è trasformata in una forza enorme, capace di tenere viva la serie settimana dopo settimana.

                Oggi quelle stesse scene che facevano impazzire TikTok e Instagram portano Sabrina Ferilli direttamente tra le protagoniste dei Nastri d’Argento. Una specie di rivincita della televisione popolare, quella che magari fa discutere i critici ma riesce ancora a entrare davvero nelle case e soprattutto nei telefoni degli italiani.

                E in fondo è forse proprio questo il vero trionfo di Sabrina “Scescilia” Ferilli: essere diventata contemporaneamente attrice candidata ai premi e regina incontrastata dei social.

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