Cinema
Avatar 3, James Cameron svela la reazione della moglie dopo la prima visione: “Era incontenibile”
Il visionario dietro il mondo di Pandora ha mostrato alla moglie Suzy Amis una versione preliminare di “Avatar: Fuoco e Cenere”. La sua reazione? Un pianto incontenibile durato ben quattro ore.
James Cameron è noto per il suo straordinario talento nel creare storie capaci di toccare le corde più profonde dello spettatore, e il terzo capitolo della saga di Avatar sembra destinato a confermare questa tradizione. In un’intervista rilasciata a Empire, il regista ha svelato un episodio significativo legato alla prima visione privata di Avatar: Fuoco e Cenere, che ha avuto luogo lo scorso 22 dicembre. La destinataria di questo esclusivo screening è stata la moglie Suzy Amis, la quale, a quanto pare, ha avuto una reazione decisamente intensa.
“Ha visto tutto il film dall’inizio alla fine, senza averne mai visto nemmeno un frammento prima. Cercava di riprendersi per darmi qualche feedback specifico, ma appena apriva bocca, scoppiava di nuovo in lacrime. Alla fine le ho detto: ‘Tesoro, io vado a dormire. Ne parliamo un’altra volta’.”
Cameron ha spiegato che la moglie non è nuova a reazioni così profonde nei confronti delle sue opere. In passato, infatti, aveva già avuto un’intensa risposta emotiva davanti a Titanic e ai primi due capitoli di Avatar, intuendone immediatamente il potenziale emotivo e commerciale. Il regista la considera una sorta di “barometro” emotivo affidabile, capace di percepire l’impatto che i suoi film avranno sul pubblico.
L’attesa per Avatar 3: Fuoco e Cenere è alle stelle. Il film, la cui uscita è prevista per il 19 dicembre 2025, promette di essere il capitolo più intenso e ambizioso della saga. Cameron lo descrive come “una folle avventura e un vero e proprio banchetto per gli occhi”, ma soprattutto un’opera capace di esplorare territori emotivi mai affrontati prima.
Sebbene i dettagli della trama siano ancora avvolti nel mistero, è certo che il film sarà più lungo de La Via dell’Acqua (che già superava le tre ore) e introdurrà nuove aree inesplorate del mondo di Pandora, tra cui il misterioso Popolo della Cenere. Anche il cast vedrà il ritorno di volti familiari come Sam Worthington, Zoe Saldaña, Sigourney Weaver, Stephen Lang e Kate Winslet, affiancati da Bailey Bass, Britain Dalton, Cliff Curtis, Jack Champion, Trinity Jo-Li Bliss, Joel David Moore, Edie Falco e Dileep Rao.
Con una produzione che si preannuncia imponente e una carica emotiva già testata sulla persona più vicina a Cameron, Avatar 3 sembra destinato a lasciare un segno profondo nel cuore degli spettatori.
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Cinema
Oscar 2027, il Messico punta su “En el camino”: il film vincitore del Queer Lion 2025 scelto per rappresentare il Paese
Il Messico sceglie “En el camino” per la corsa agli Oscar 2027. Vincitore del Queer Lion 2025, il film racconta l’incontro tra Veneno, giovane vagabondo che vive lungo le strade, e Muñeco, camionista duro e riservato.
Sarà “En el camino” a rappresentare il Messico nella corsa agli Oscar 2027. Il film, già vincitore del Queer Lion 2025, tenterà dunque di conquistare un posto tra i candidati dell’Academy portando a Hollywood una storia ambientata sulle strade messicane, tra solitudine, desiderio e un incontro capace di cambiare il viaggio dei suoi protagonisti.
Al centro del racconto c’è Veneno, un giovane vagabondo ribelle che vive praticamente sulla strada. Frequenta le tavole calde disseminate lungo i percorsi dei camionisti e trascorre le notti insieme agli uomini che incontra durante il loro passaggio. Una vita senza punti fermi, scandita dagli incontri e dai chilometri percorsi.
En el camino, la storia di Veneno e Muñeco
Quando Veneno ha urgente bisogno di un passaggio, sulla sua strada compare Muñeco, un camionista dal carattere duro e riservato. Il ragazzo sale sul suo camion e quello che nasce inizialmente come un semplice viaggio condiviso comincia lentamente a trasformarsi.
I due attraversano insieme strade e paesaggi, costretti nello spazio ristretto della cabina e in una vicinanza che progressivamente rompe le distanze. Tra Veneno e Muñeco si sviluppa così un’intimità inattesa, capace di mettere in discussione le difese costruite soprattutto dal camionista.
Il viaggio diventa il luogo nel quale due esistenze apparentemente lontane trovano un punto di contatto, mentre il rapporto tra i protagonisti accompagna lo spettatore dentro un universo maschile dominato dalla strada e dai suoi codici.
Dal Queer Lion alla corsa per gli Oscar 2027
En el camino arriva alla selezione messicana dopo essersi già fatto notare nel circuito internazionale grazie alla conquista del Queer Lion 2025, riconoscimento assegnato alle opere a tematica LGBTQ+ presentate alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.
Il premio ha acceso i riflettori sul film e sulla relazione tra Veneno e Muñeco, raccontata senza separarla dal contesto nel quale nasce: quello dei camionisti, delle soste nelle tavole calde, delle notti trascorse lungo la strada e di personaggi abituati a vivere in continuo movimento.
Il Messico sceglie En el camino per gli Academy Awards
La scelta di rappresentare il Messico costituisce adesso un nuovo passaggio nel percorso internazionale del film. Essere indicato dal proprio Paese, naturalmente, non significa essere già candidato all’Oscar: En el camino dovrà superare le successive selezioni dell’Academy per arrivare alla rosa definitiva dei titoli in gara.
Intanto il viaggio di Veneno e Muñeco continua. Partito dalle strade messicane e passato per il Queer Lion, En el camino prende ora la direzione di Hollywood con l’obiettivo più ambizioso: conquistare un posto agli Oscar 2027.
Cinema
Woody Allen riparte dalla Spagna con un nuovo film, Meghan Markle osteggiata in Gran Bretagna: Hollywood chiude le porte ai suoi ex?
Woody Allen dovrebbe iniziare a ottobre in Spagna le riprese del suo nuovo film, una commedia romantica in inglese con un cast importante ancora segreto. Problemi anche per Meghan Markle: secondo Tina Brown, le reazioni britanniche non promettono nulla di buono.
Woody Allen riparte dalla Spagna, Meghan Markle rischia invece di trovare le porte chiuse in Gran Bretagna. Due storie molto diverse, accomunate però dalla difficoltà di tornare a lavorare senza trascinarsi dietro polemiche, ostracismi e un passato diventato decisamente ingombrante.
Allen, ormai sostanzialmente fuori dal sistema cinematografico statunitense, dovrebbe tornare sul set a ottobre proprio in Spagna. Meghan, invece, deve fare i conti con le reazioni tutt’altro che entusiaste provocate dalle indiscrezioni sul suo ritorno alla recitazione nel Regno Unito.
Woody Allen gira in Spagna il nuovo film da 14 milioni
Il nuovo progetto del regista dovrebbe essere una commedia romantica in lingua inglese, con un budget stimato intorno ai 14 milioni di dollari. Le riprese sono previste per ottobre in Spagna e la produzione avrebbe già messo insieme un cast di peso, anche se per il momento i nomi degli interpreti restano segreti.
Per Allen continua così l’esilio cinematografico dagli Stati Uniti. Il regista ha trovato da tempo in Europa lo spazio produttivo necessario per continuare a realizzare i propri film, mentre Hollywood gli ha progressivamente voltato le spalle.
Meghan Markle e il difficile ritorno alla recitazione
Problemi completamente diversi, ma aria altrettanto complicata, per Meghan Markle. La duchessa di Sussex starebbe cercando di riavvicinarsi alla professione che l’aveva resa famosa prima dell’ingresso nella Royal Family, ma nel Regno Unito il suo ritorno davanti alla macchina da presa non sembra suscitare soltanto entusiasmo.
A fotografare la situazione è Tina Brown, ex direttrice di Vanity Fair e del New Yorker: «Non è un buon segnale per il ritorno di Meghan alla recitazione in Gran Bretagna».
The Gentlemen 3 rischia di complicarsi
Le reazioni negative potrebbero pesare anche sulla possibile terza stagione di The Gentlemen, che vedrebbe nel cast proprio Meghan. Un progetto che rappresenterebbe per la moglie del principe Harry un ritorno importante alla recitazione dopo gli anni trascorsi soprattutto tra impegni reali, iniziative personali e produzioni televisive.
Per ora il destino della nuova stagione resta in dubbio. Woody Allen, almeno, un set sembra averlo trovato: valigie pronte per la Spagna e motore ad ottobre. Meghan, invece, deve ancora capire se la Gran Bretagna abbia davvero voglia di rivederla recitare.
Cinema
Tom Cruise diventa Digger e spiazza anche i colleghi: «Mi ero quasi dimenticato di Tom». Il nuovo film di Iñárritu al cinema dal 2 ottobre
Tom Cruise si è immerso talmente nel personaggio di Digger Rockwell da diventare quasi irriconoscibile agli occhi dei colleghi. Riz Ahmed racconta la metamorfosi dell’attore nel nuovo film di Alejandro Iñárritu, in sala dal 2 ottobre.
Tom Cruise ha rischiato di fondere completamente la propria identità con quella di Digger Rockwell. Il protagonista del nuovo film di Alejandro Iñárritu, regista di Birdman e Revenant, sembra aver rappresentato una delle trasformazioni più radicali della sua carriera. Almeno a sentire Riz Ahmed, che ha lavorato al suo fianco e a un certo punto ha quasi smesso di vedere Cruise sul set: davanti a lui c’era soltanto Digger.
Il film, intitolato proprio Digger, arriverà nelle sale il 2 ottobre e schiera accanto a Cruise un cast di tutto rispetto: Jesse Plemons, John Goodman, Sandra Hüller, Sophie Wilde, Emma D’Arcy, Michael Stuhlbarg e Riz Ahmed.
Tom Cruise scompare dentro Digger
La storia ruota attorno a Digger Rockwell, magnate del petrolio che, su richiesta del Presidente degli Stati Uniti, deve tentare di salvare la Terra da un disastro ambientale provocato dalla sua stessa azienda.
Per costruire il personaggio Cruise ha lavorato sulla voce, sull’aspetto fisico, sull’abbigliamento e persino sui movimenti, cercando di creare una personalità immediatamente riconoscibile. Il risultato, almeno secondo Ahmed, è stato impressionante.
«Mi ero quasi dimenticato di Tom. Perché Tom era Digger, era diventato Digger ed è rimasto dentro Digger», ha raccontato l’attore a Empire.
Riz Ahmed: «I confini finiscono per sfumare»
Ahmed ha tirato in ballo anche il metodo Stanislavskij e quella zona in cui la distanza tra interprete e personaggio comincia inevitabilmente a ridursi.
«Qualunque cosa si dica sul metodo, che tu ci provi oppure no, i confini tra te stesso e un personaggio finiscono per sfumare. Devono farlo. Funziona così, no?», ha spiegato.
Una trasformazione diventata anche motivo di scherzo tra gli attori. Alla cena organizzata per la fine delle riprese, Ahmed ha detto a Cruise che era stato un piacere lavorare con lui, aggiungendo però che avrebbe preferito avere a tavola il suo «amico Digger».
Per Cruise è stato «un salto nell’ignoto»
Lo stesso Cruise ha definito il personaggio «un salto nell’ignoto». Una sfida nella quale ha riversato l’esperienza accumulata in oltre quarant’anni di carriera, allontanandosi almeno per una volta dall’immagine dell’eroe d’azione indistruttibile che corre, salta dagli aerei e salva il mondo.
Anche Digger, a dire il vero, dovrà salvare il pianeta. Stavolta però il disastro lo ha provocato lui. E soprattutto Tom Cruise sembra essersi finalmente concesso una missione impossibile diversa dal solito: sparire completamente dentro qualcun altro.
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