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Spettacolo

Gerry Scotti si racconta a La City Mag

Dal prossimo lunedì 6 maggio Canale 5 metterà in onda una nuova edizione della Ruota della Fortuna condotta da Gerry Scotti.

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    Dal prossimo lunedì 6 maggio Canale 5 metterà in onda una nuova edizione della Ruota della Fortuna condotta da Gerry Scotti ogni giorno per un mese alle 18,45. L’iniziativa rientra nell’ambito delle celebrazioni per i 100 anni dalla nascita di Mike Bongiorno 1924-2024 uno dei principali artefici dello sviluppo della televisione italiana che quest’anno compie 70 anni.

    Gerry Scotti si sente l’erede designato di Mike?

    Un eredità difficile, si schernisce Gerry. E’ vero che mi continuava a dire di essere un americano tra i numerosi presentatori del panorama televisivo italiano. Ma solo perché ci teneva a ricordare la sua formazione statunitense. In comune abbiamo condiviso il rispetto della gente, del lavoro. E una forma di curiosità mai spenta. Seguo il suo linguaggio nella tutela dello sponsor e della réclame come lui ci ha insegnato. Diceva sempre: queste persone ci portano i soldi e gli devi voler bene. È la prima volta che conduco un suo programma. La Ruota della Fortuna è un programma perfetto.

    Perché?

    Mi piace molto che sia un programma che chiamerei analogico. Nel senso che trovo eccezionale il rumore quasi medioevale della ruota che gira, e gira e gira in un mondo di quiz dove ormai è tutto luci laser e tecnologie. Ma c’è ancora un’altra cosa che mi affascina. La Ruota della Fortuna è un programma entrato nell’immaginario del telespettatore: compro una vocale è ormai diventato un modo di dire. Senza tralasciare che mi sono sempre piaciuti tutti i giochi con le parole, come i cruciverba”.

    Mike Bongiorno a cui Palazzo Reale di Milano dal 17 settembre al 17 novembre dedicherà la mostra Mike Bongiorno, il centenario, era anche un tipo difficile, fumino, quasi abrasivo, per non dire proprio incazzoso. Come Jerry Scotti?

    Si ammetto lo sono anche io ma solo quando le cose non vanno come dovrebbero andare. Quando arrivo in studio le cose devono funzionare. Sono sempre stato molto puntale ed esigente e per questo pretendo grande attenzione. E in più chiedo a tutti di stare sul pezzo. Sarà un difetto? Forse potrebbe fare nascere qualche incazzatura, ma non tengo rancore, me ne dimentico, mi passa subito tutto.

    Da chi sarà affiancato nella trasmissione? E’ prevista una cosiddetta valletta?

    Certo si chiama Samira Lui ed è nata da mamma italiana e papà senegalese. MI sono imposto per avere una collaboratrice con un ruolo attivo. Non è più tempo delle vallette mute, volevo una ragazza che non si limitasse a gestire il tabellone, ma fosse pronta a raccontare curiosità sugli argomenti trattati.

    Secondo Jerry come sono cambiati i quiz dai tempi di Mike a oggi?

    Uno cresciuto come me con Rischiatutto e Telemike non poteva che seguire la metamorfosi delle trasmissioni e dei quiz televisivi dove contenuto e spettatori sono completamente doversi. Il campione una volta diventava personaggio, si preparava su una materia e sapeva tutto. Oggi tutti i giochi sono la negazione di quel tipo di format. Oggi possiamo fare domande che spaziano dal calcio all’astronomia, dalla fisica all’attualità. Ai tempi di Mike la preparazione dei concorrenti era diversa. E anche il pubblico sono certo che rifiuterebbe quel tipo di competenza così specifica.

    Quindi il livello culturale in fondo si è abbassato rispetto al passato?

    Mediamente siamo diventati tutti ignoranti. Il quiz che ha abbattuto il muro di Berlino rispetto al passato è stato Chi vuol essere milionario? Se lo ricorda? Ha introdotto la risposta multipla che è diventata il nuovo modo di fare il game in tv. Una moda che ha coinvolto anche gli esami ministeriali e i concorsi pubblici. È questa la società di oggi, quella che come aveva previsto Arbore, è diventata tutta un quiz dove la fortuna, che una volta era malvista, è tutto.

    A parte il doveroso omaggio a Mike Bongiorno oggi in tv si ripropongono spesso format del passato, come mai, non siamo più capaci di ideare spettacoli originali?

    E’ già stato tutto fatto. Il problema è che mancano idee in giro per il mondo. Stiamo aspettiamo che arrivino le novità dall’Estremo Oriente, dall’India e dalla Cina. La sperimentazione è sempre più difficile, il telespettatore vuole programmi semplici in cui riconoscersi facilmente. Le novità vengono guardate con sospetto. Un conto è il dinamismo delle grandi citta, ma ricordiamoci che ci sono 8 mila piccoli comuni perlopiù sperduti con intere regioni dove le persone hanno la tv sul comò, magari piazzata tra la foto del Papa e quella del parente disperso in Russia!.

    Non le è mai mancato poter dirigere il Festival di Sanremo? Magari quest’anno potrebbe essere la volta buona.

    No, il Festival non mi manca, davvero. Penso che la Rai debba scegliere tra il cambiamento, Cattelan o De Martino, oppure la continuità e allora devono puntare sul più bravo di tutti, cioè Carlo Conti. Amadeus ha fatto molto bene e ora spero faccia meglio nella sua nuova rete, un mondo nuovo con responsabilità e impegni, con la possibilità di sviluppare progetti inediti. Finalmente qualche cambiamento.

    E non pensa di cambiare rete anche lei?

    Non ci penso proprio. Voglio trascorrere il compleanno dei 70 anni qui in Mediaset e Pier Silvio Berlusconi mi ha confermato questo bel regalo. Il più bello di tutti. Quindi mi vedrete ancora per qualche anno dedicati ai miei sponsor del prosciutto che garantiscono la mia libertà.

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      Musica

      Damiano David ha sposato Dove Cameron: il bacio davanti a tutti, il look che sorprende e il mistero sui Måneskin (foto e video)

      amiano David, Dove Cameron, Måneskin, matrimonio Damiano David, Victoria De Angelis, Montalcino

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      Il matrimonio di Damiano David e Dove Cameron

        Damiano David alla fine lo ha fatto davvero e, per sposare Dove Cameron, il bad boy del rock italiano ha messo da parte almeno per qualche ora il nero, la pelle e quell’immagine provocatoria che lo accompagna dai primi successi dei Måneskin. A Montalcino è stato il bianco a dominare praticamente ogni cosa: gli abiti degli sposi, la macchina, i drappi, le candele e i fiori scelti per il municipio. Persino l’arrivo ha avuto qualcosa di sorprendentemente romantico e tradizionale, perché Damiano non si è fatto accompagnare da un autista ma è comparso personalmente al volante di una Lancia Flavia cabriolet degli anni Sessanta, ha parcheggiato davanti al municipio, è sceso e ha aperto la portiera alla donna che pochi minuti dopo sarebbe diventata sua moglie.

        ecco il video

        Erano circa le 19 di giovedì 24 settembre e ad aspettarli c’era una folla che aveva praticamente trasformato il centro del borgo toscano in un piccolo red carpet. Alcuni curiosi erano lì dalla mattina, fotografi e troupe presidiavano la piazza e gruppi di giovanissime avevano persino intonato le canzoni dei Måneskin nella speranza di assistere a una reunion della band. Quando finalmente la cabrio bianca è comparsa sulla salita che conduce al municipio, telefoni e macchine fotografiche si sono alzati contemporaneamente. Una signora che aspettava gli sposi dalle undici ha sintetizzato la scena a modo suo: lui «bello come il sole», lei addirittura «più bella della luna».

        Damiano David e Dove Cameron, venti minuti per diventare marito e moglie

        Dentro il municipio l’atmosfera era molto più raccolta. Ad aspettare Damiano e Dove c’erano una trentina di persone tra parenti e amici e il sindaco Silvio Franceschelli, incaricato di celebrare il rito civile. La cerimonia è durata circa venti minuti ed è stata tradotta simultaneamente in inglese, così che la sposa americana e i suoi familiari potessero seguire ogni passaggio. Poi sono arrivate le firme e il sì che ha trasformato ufficialmente Damiano David e Dove Cameron in marito e moglie.

        Il momento destinato a finire nelle fotografie è arrivato subito dopo. Alle 19.24 i due sono usciti dal palazzo comunale, hanno salutato la folla, abbracciato amici e parenti e si sono concessi un lungo bacio davanti ai fan e a una raffica di flash. Nessun tentativo di sottrarsi agli sguardi, quindi, ma la scelta di condividere almeno una parte del loro matrimonio con le persone che avevano trascorso ore ad aspettarli.

        Dove in bianco ma con sorpresa

        A sorprendere sono stati anche gli abiti. Dove Cameron non ha scelto il classico vestito principesco con velo, strascico e metri di tulle, ma un look Valentino molto più vicino alla sua personalità: una sorta di tailleur bianco segnato in vita da una cintura, con camicia e piccolo cravattino coordinato. Una scelta coerente con quanto aveva raccontato nei mesi precedenti, quando aveva spiegato di non volersi sentire imprigionata nell’immagine convenzionale della sposa e di cercare qualcosa capace di rappresentare insieme il proprio lato femminile e quello maschile.

        Damiano ha invece scelto Roberto Cavalli: doppiopetto bianco portato senza cravatta, camicia aperta e una stola di seta che conservava qualcosa del personaggio rock anche dentro un look nuziale. Intorno a loro continuava lo stesso gioco cromatico, con ortensie, calle, tulipani e lilium nelle tonalità più chiare, drappi candidi e moltissime candele. L’organizzazione è stata affidata ad Alessandra Grillo, wedding planner abituata ai matrimoni delle celebrità, che per gli sposi ha scelto un allestimento definito semplice. Una semplicità, naturalmente, molto glamour.

        La proposta mentre facevano le valigie: Dove aveva appena fatto la doccia

        La parte forse più curiosa della loro storia è che dietro un matrimonio inevitabilmente spettacolare c’è stata una proposta quasi ostinatamente normale. Damiano non ha organizzato una cena a lume di candela, non ha affittato un castello e non ha aspettato un tramonto davanti al mare. Lui e Dove erano a casa e stavano preparando le valigie per partire; lei aveva appena fatto la doccia, aveva ancora i capelli bagnati, non era truccata e indossava una maglietta oversize.

        Damiano avrebbe scelto proprio quel momento perché la loro vita è già piena di occasioni costruite per essere spettacolari, tra concerti, première, red carpet, viaggi e fotografi. Quello che voleva proporle era esattamente l’opposto: una vita fatta anche di cucina, bucato, spesa, piatti da lavare e giornate nelle quali non succede assolutamente nulla. Dove, ascoltandolo, è scoppiata a piangere e mesi dopo l’anello, alla cui realizzazione aveva partecipato anche Damiano, è diventato il simbolo pubblico di un fidanzamento che i due avevano tenuto inizialmente per sé.

        È forse questo contrasto a raccontare meglio la coppia. I primi avvistamenti insieme risalgono al 2023, mentre il debutto ufficiale sul red carpet arriva all’inizio del 2024. Da allora la relazione tra il cantante romano e l’attrice e cantante americana è diventata sempre più seria, nonostante due carriere internazionali che avrebbero potuto condannarli a vivere tra aeroporti, alberghi e continui rapporti a distanza. Loro hanno invece raccontato di aver fatto tutto il possibile per stare insieme e di aver trascorso lunghi periodi conducendo una quotidianità molto meno eccitante di quella mostrata sui social: fare la spesa, cucinare, occuparsi della casa e persino litigare con un nuovo estrattore di cui non riuscivano a capire il funzionamento.

        Il matrimonio continua nel resort extralusso della Val d’Orcia

        Il sì pronunciato nel municipio di Montalcino rappresenta soltanto la parte più pubblica delle nozze, perché i festeggiamenti proseguono a Castiglion del Bosco, nella campagna della Val d’Orcia. La tenuta, immersa tra boschi e vigneti del Brunello, comprende ville ricavate da antichi casali, spa, cantina e strutture riservate a una clientela internazionale abituata al lusso. Negli anni ha ospitato personalità come Barack Obama e Paul McCartney e garantisce soprattutto quella privacy che, dopo la folla di Montalcino, Damiano e Dove sembrano voler riservare alla festa con amici e parenti.

        Ed è proprio sulla lista degli invitati che adesso si concentra il gossip. Dove aveva scherzato nei mesi scorsi sulle difficoltà di organizzare il matrimonio con un italiano che avrebbe «un centinaio di cugini», ma naturalmente i fan non stanno aspettando di scoprire quanti parenti romani arriveranno al ricevimento. I tre nomi che interessano sono quelli di Victoria De Angelis, Thomas Raggi ed Ethan Torchio.

        La possibile presenza degli altri Måneskin è stata al centro delle curiosità fin dalla mattina delle nozze. Alcune ragazze radunate davanti al municipio hanno cantato i brani della band sperando che i quattro si facessero vedere nuovamente insieme, ma davanti al palazzo comunale la reunion non c’è stata. Ora tutte le aspettative si spostano sulla festa privata, anche se al momento non esiste una conferma pubblica che permetta di dare per certa la presenza di Victoria, Thomas ed Ethan e, ancora meno, un’eventuale esibizione insieme.

        Tutti aspettano i Måneskin, ma la scena per ora è soltanto di Damiano e Dove

        È inevitabile che il matrimonio di Damiano riaccenda anche l’attenzione sul futuro dei Måneskin, ma per una volta il cantante sembra avere fatto di tutto per tenere la musica lontana dal centro della scena. Il protagonista della giornata non è stato il frontman che ha conquistato l’Eurovision e poi i palchi internazionali, ma un uomo di 27 anni che ha guidato personalmente una vecchia cabrio bianca fino al municipio, è sceso per aprire la portiera alla propria compagna e l’ha sposata davanti a una trentina di persone.

        E forse il dettaglio più curioso dell’intero matrimonio sta proprio qui. Damiano aveva raccontato a Dove di desiderare con lei soprattutto quella normalità che le loro vite pubbliche concedono con difficoltà, fatta di spesa, cucina, bucato e serate senza fotografi. Per cominciare questa vita normale ha scelto uno dei borghi più belli della Toscana, una wedding planner da celebrità, abiti Valentino e Cavalli, un resort frequentato da presidenti ed ex Beatles e una piazza piena di fan.

        Non proprio un matrimonio qualunque, insomma. Ma quando alle 19.24 Damiano e Dove sono usciti dal municipio e si sono baciati davanti a tutti, per qualche secondo il resto, compresi i Måneskin e l’attesissima reunion, poteva tranquillamente aspettare.

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          Televisione

          Le Pappardelle rompono il silenzio dopo Reazione a Catena: «Insulti sessisti e accuse di favori sessuali». La denuncia dopo l’addio

          Dopo 48 presenze consecutive e oltre 261mila euro vinti, Maria Giulia Bardi, Carolina Mischi e Francesca Garbini raccontano l’altra faccia del successo: «A un certo punto abbiamo smesso di leggere»

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          Le Pappardelle a Reazione a Catena

            Quarantotto presenze consecutive, oltre 261mila euro di montepremi e due mesi trascorsi davanti a milioni di telespettatori. Poi, una volta terminata l’avventura a Reazione a Catena, per le Pappardelle è arrivato il momento di raccontare anche quello che durante la loro lunga permanenza nel programma era rimasto soprattutto confinato sui social: insulti, insinuazioni sessiste, accuse di essere raccomandate e persino allusioni a presunti favori sessuali alla redazione.

            Il trio fiorentino formato da Maria Giulia Bardi, Carolina Mischi e Francesca Garbini ha deciso di reagire pubblicamente dopo l’eliminazione dal quiz condotto da Pino Insegno. Prima con uno sfogo nel gruppo Facebook dedicato alla trasmissione, poi raccontando direttamente ciò che è accaduto durante le settimane nelle quali la loro popolarità cresceva insieme al montepremi.

            Le tre concorrenti hanno dovuto fare i conti con l’altra faccia della notorietà televisiva. Accanto agli spettatori che facevano il tifo per loro, sui social hanno trovato utenti pronti a mettere in dubbio praticamente tutto: dalla loro bravura alla regolarità delle vittorie, fino al rapporto con il conduttore e con chi lavora dietro le quinte del programma.

            «Non siamo raccomandate»: le Pappardelle rispondono alle accuse su Pino Insegno

            Una delle insinuazioni che ha maggiormente infastidito le tre ex campionesse riguarda proprio Pino Insegno. Durante la loro permanenza a Reazione a Catena, alcuni utenti hanno interpretato la simpatia mostrata dal conduttore nei loro confronti come il segnale di un presunto trattamento di favore.

            Maria Giulia Bardi respinge l’accusa senza lasciare spazio a equivoci: «Non siamo raccomandate e non c’è stato alcun trattamento di favore».

            La concorrente spiega anche che l’atteggiamento di Insegno nei loro confronti non rappresentava un’eccezione: «Pino si comporta in modo gentile con tutte le squadre, anche nelle situazioni che non si vedono in televisione. Il suo supporto e la sua umanità sono un regalo per chiunque varchi quello studio».

            Una precisazione diventata necessaria proprio per la frequenza con cui la teoria della presunta raccomandazione continuava a comparire online. Più le Pappardelle vincevano e rimanevano in trasmissione, più una parte del pubblico social sembrava cercare una spiegazione alternativa ai loro risultati.

            Dalle critiche sul gioco alle insinuazioni sessiste

            Le contestazioni non si sono però fermate alla presunta simpatia di Pino Insegno. Alcuni commentatori sostenevano che il trio avesse incontrato avversari troppo deboli oppure che le tre concorrenti non avessero le qualità dei grandi campioni che negli anni hanno segnato la storia del programma.

            Fin qui si potrebbe ancora parlare delle normali discussioni che accompagnano un quiz televisivo. Il confine cambia quando dalle opinioni sulla capacità di giocare si passa agli attacchi personali e alle insinuazioni sessiste.

            Le Pappardelle hanno denunciato infatti commenti che arrivavano a tirare in ballo presunti atti sessuali con componenti della redazione, utilizzati per spiegare il loro successo e la lunga permanenza nel programma. Accuse prive di elementi concreti che le tre donne hanno deciso di rendere pubbliche proprio per mostrare fino a che punto possa spingersi la violenza verbale sui social.

            Il meccanismo è quello ormai tristemente conosciuto: una concorrente televisiva diventa popolare, qualcuno non gradisce il suo successo e la discussione smette rapidamente di riguardare ciò che accade davanti alle telecamere. Al posto delle critiche arrivano illazioni sulla vita privata, sul corpo, sulla sessualità e sui presunti rapporti con chi lavora nel programma.

            «Abbiamo smesso di leggere per non rovinarci il morale»

            A raccontare quanto quel clima abbia finito per pesare è Francesca Garbini. A un certo punto, spiega, le tre hanno scelto semplicemente di non guardare più ciò che gli utenti scrivevano su di loro.

            «A un certo punto abbiamo smesso di leggerli per non rovinarci il morale», racconta Francesca. Una scelta di autodifesa diventata necessaria mentre il trio continuava a registrare puntate e a giocare.

            A ferirle non erano soltanto gli attacchi più volgari. Anche la continua svalutazione dei risultati aveva cominciato a pesare: «Ci è dispiaciuto leggere cattiverie sul fatto che non fossimo all’altezza dei grandi campioni o che avessimo affrontato solo squadre deboli».

            A salvarle, paradossalmente, è stata proprio la natura del programma. Non erano sole. «Il vantaggio di Reazione a Catena è che si gioca in squadra, quindi ci siamo sempre tirate su il morale a vicenda», spiega Francesca.

            48 puntate e oltre 261mila euro: il successo delle Pappardelle

            I numeri della loro avventura televisiva restano comunque impressionanti. Le Pappardelle hanno disputato 48 puntate consecutive di Reazione a Catena, trasformandosi in uno dei trii più riconoscibili dell’edizione e accumulando complessivamente oltre 261mila euro di montepremi.

            La loro corsa si è conclusa contro le Nonno Rock, ma l’eliminazione non ha cancellato ciò che Maria Giulia, Carolina e Francesca hanno costruito durante quasi due mesi di trasmissione.

            Proprio la durata della loro permanenza ha però amplificato l’esposizione sui social. Puntata dopo puntata, le tre sono diventate personaggi televisivi a tutti gli effetti e ogni vittoria ha alimentato nuove discussioni. Insieme agli apprezzamenti sono aumentate le contestazioni, fino alle accuse che oggi hanno deciso di denunciare.

            La denuncia delle Pappardelle dopo Reazione a Catena

            Dopo l’ultima puntata, il trio avrebbe potuto limitarsi a salutare il pubblico e godersi il risultato raggiunto. Maria Giulia, Carolina e Francesca hanno invece scelto di raccontare anche ciò che normalmente resta fuori dall’inquadratura.

            Non contestano il diritto degli spettatori di giudicare il loro modo di giocare. Il problema, spiegano, nasce quando la critica diventa insulto e quando per screditare tre donne si arriva a insinuare che abbiano ottenuto risultati grazie a raccomandazioni o rapporti sessuali.

            Ed è forse questo il paradosso più amaro della loro storia a Reazione a Catena: 48 presenze e più di 261mila euro vinti non sono bastati a far discutere soltanto della loro capacità di giocare.

            Adesso che la loro corsa televisiva è finita, le Pappardelle hanno deciso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. E soprattutto di rispondere a chi, invece di provare a batterle davanti alla televisione, aveva già deciso di processarle sui social.

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              Cinema

              Brad Pitt compra una villa da 11 milioni e svela la sua nuova filosofia di vita: «La vera forza è imparare a stare da soli»

              L’attore continua a investire nel mattone e amplia il suo patrimonio immobiliare, ma a incuriosire sono soprattutto le sue riflessioni sulla solitudine e sull’autonomia personale: «Se impari a stare bene con te stesso, nessun obiettivo diventa impossibile».

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                Un piede sul tappeto rosso, l’altro saldamente piantato nel mondo degli investimenti immobiliari. Brad Pitt ha aggiunto un’altra proprietà al suo già notevole patrimonio: una villa sulle colline di Hollywood acquistata per una cifra che sfiora gli 11 milioni di euro, con una vista spettacolare su Los Angeles.

                La nuova residenza si aggiunge alle proprietà che negli anni hanno accompagnato la vita privata e gli investimenti dell’attore, dalla California alla Francia. Ma questa volta a far parlare non sono soltanto piscine, spa, panorami e milioni di dollari.

                Pitt ha infatti accompagnato questa nuova fase della propria vita con una riflessione sull’indipendenza personale e sulla capacità di stare soli che sembra raccontare molto del momento attraversato dall’attore.

                Brad Pitt e la forza della solitudine

                «La vera forza non sta nel seguire la massa, ma nell’avere il coraggio di camminare da soli quando serve», ha dichiarato Pitt. Un pensiero che diventa quasi una piccola filosofia di vita: «Chi sa viaggiare, mangiare o vivere momenti da solo senza paura dimostra una sicurezza interiore che nessuno può spezzare».

                Parole particolarmente significative considerando gli anni turbolenti vissuti dall’attore sul piano personale. La separazione da Angelina Jolie ha prodotto una lunghissima esposizione mediatica, accompagnata da battaglie legali e dalla controversia legata a Château Miraval, la tenuta provenzale diventata anche un importante investimento vinicolo.

                Oggi Pitt sembra voler raccontare soprattutto ciò che viene dopo: la capacità di ricostruire un proprio equilibrio senza considerare la solitudine necessariamente come una sconfitta.

                «Se impari a stare bene con te stesso, tutto diventa possibile»

                Il passaggio più personale riguarda proprio il rapporto con se stessi. «Se impari a stare bene con te stesso, allora non c’è obiettivo, sogno o sfida che non possa diventare possibile», sostiene l’attore.

                Una dichiarazione che restituisce un’immagine diversa dal Brad Pitt costruito per decenni dallo star system. Non soltanto uno degli uomini più fotografati e desiderati del cinema, ma una persona che rivendica il valore dell’autonomia e la possibilità di non aver bisogno di qualcuno accanto per sentirsi completa.

                Nel frattempo la sua vita privata ha ritrovato spazio sulle cronache anche per la relazione con Ines de Ramon, mentre la carriera cinematografica continua a mantenerlo ai vertici di Hollywood.

                Una passione per le case che dura da anni

                L’interesse di Brad Pitt per immobili, architettura e design non rappresenta certo una novità. Nel corso della sua carriera l’attore ha comprato e venduto proprietà importanti, costruendo un patrimonio che racconta anche una passione personale per le abitazioni fuori dal comune.

                La nuova villa sulle colline di Hollywood si inserisce perfettamente in questa storia. Una proprietà esclusiva, immersa in uno dei luoghi più desiderati di Los Angeles, che garantisce privacy e una vista privilegiata sulla città.

                E naturalmente è difficile resistere alla tentazione di leggere nell’acquisto anche qualcosa di simbolico: una nuova casa mentre Pitt racconta una nuova idea di sé.

                Brad Pitt riparte da se stesso

                Per anni il nome dell’attore è stato inevitabilmente associato alle donne che hanno condiviso la sua vita, prima Jennifer Aniston e poi Angelina Jolie. Coppie diventate fenomeni mediatici globali, osservate e raccontate quasi indipendentemente dalle persone che le componevano.

                Ora Pitt sembra voler spostare il centro del racconto altrove.

                La nuova villa può valere milioni e offrire tutti i comfort immaginabili, ma nelle sue parole il vero lusso sembra essere un altro: riuscire a stare bene anche quando si è soli.

                Per uno degli uomini che Hollywood ha osservato per decenni attraverso le sue relazioni sentimentali, forse è proprio questa la conquista più difficile.

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